Rainbow Six Siege: Anno 4 esplosivo, tutto quello che ci aspetta

L'Anno 4 è stato finalmente svelato. A Montreal abbiamo potuto vedere tutte le novità e provare in anteprima Burnt Horizon.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Quattro anni e non sentirli. Nonostante il tempo che passa, proprio come accade a un giovane scapestrato a cui si deve perdonare qualche errore di gioventù, Rainbow Six Siege si fa più maturo. Certo, il concetto di "invecchiamento" in un settore come quello dell'entertainment digitale può far subito pensar male. In realtà, lo shooter tattico targato Ubisoft non solo porta bene gli anni che ha, ma a ogni appuntamento si presenta con quel qualcosa in più. Siamo volati nella fredda (macché, gelida!) metropoli del Quebec per assistere alle emozionanti battute conclusive del Six Invitational 2019, evento che tradizionalmente chiude la stagione competitiva.
    Il team di sviluppo nel corso dell'incontro a porte chiuse, ci hanno fatto provare in anteprima i contenuti della prossima stagione - Operazione Burnt Horizon - e non solo. L'occasione è stata propizia per dare uno sguardo a tutte le novità che ci accompagneranno nel corso di tutto il 2019: dai miglioramenti tecnici, agli aspetti relativi all'esperienza di gioco e all'accessibilità per i nuovi giocatori, sino alla road map dell'Anno 4 e ai piani esport di Ubisoft che, udite udite, coinvolgeranno anche il nostro Bel Paese.

    La stagione della maturità (?)

    Partiamo dagli aspetti puramente "tecnici" del titolo. Detta così sembra un argomento noioso in grado di far precipitare l'attenzione. Invece, la quantità di migliorie che il team di sviluppo si appresta ad introdurre con l'Anno 4 è tale da farvi rimanere di stucco. E non stiamo parlando solo a voi, giocatori competitivi. Ce n'è davvero per tutti. 
    Rainbow Six Siege può spaventare, a causa di una barriera all'entrata che si fa via via più alta, anno dopo anno. I motivi sono, chiaramente, di semplice intuizione: il titolo risulta molto complesso e la curva di apprendimento, soprattutto se si è alle prime armi, non è delle più semplici. Sono necessari, infatti, impegno, dedizione e passione (mescolati a piacere e in grandi quantità) per poter "sentire" il gioco. E capirlo, soprattutto. 
    Con il costante ampliamento del pool di Operatori e mappe, i novellini rischiano sempre di più di non essere in grado di ricucire lo squarcio creatosi tra loro e l'utenza più esperta. Inoltre, non tutti possono permettersi di giocare con una costanza tale da conoscere a fondo il meta di gioco e, tra l'altro, racimolare Fama per sbloccare gli Operatori.

    L'anno scorso Ubisoft fece una mossa davvero gradita al pubblico, per cercare di modulare quanto più possibile l'esperienza di gioco sulle possibilità delle diverse fasce di utenza. L'offerta ludica di Rainbow Six Siege fu suddivisa in più "versioni", per venire incontro a quanti più utenti possibili. Quest'anno il team di sviluppo ha intenzione di continuare a perseguire tale politica agendo direttamente...all'interno del gioco. Non preoccupatevi, perché non renderanno Rainbow Six Siege più "facile". 
    In pratica, l'obbiettivo è di mitigare il più possibile quella barriera di cui parlavamo poc'anzi, così da favorire l'ingresso e l'ambientamento dei "nuovi arrivati" ed evitare che questi ultimi vadano a collidere contro l'utenza più esperta.
    Ed è proprio così che si chiamerà la nuova playlist entry level: "Newcomer" e comprenderà i giocatori dal livello uno sino al cinquanta. Questa suddivisione, nelle intenzioni del team, consentirà ai novizi di prendere confidenza con le meccaniche di gioco assieme a giocatori con un grado di esperienza molto vicino al loro.

    Abbiamo menzionato, poi, l'ampliamento del pool di Operatori: una cosa che può mettere in seria difficoltà tutti coloro che, per un motivo o per l'altro, non sono in grado di sbloccare quelli con più anzianità di servizio e, quindi, di conoscerli a fondo. Ebbene, i ragazzi di Ubisoft Montréal hanno pensato anche a questo, profilando i requisiti necessari per lo sblocco degli Operatori proprio a seconda della loro uscita. 
    Ciò, in parole povere, sta a significare che più i combattenti saranno "anziani", meno costerà sbloccarli. Dai 25.000 punti Fama dei più recenti, ad esempio, il prezzo di ogni personaggio calerà mano a mano che andremo verso quelli dell'Anno 1.

    Don't you know that you are toxic?

    Le novità non si fermano all'accessibilità per i nuovi arrivati. L'Anno 4 riserva molte altre sorprese per tutti i giocatori. Iniziamo dalla novità che ci ha colpito maggiormente: un'idea originale che non solo denota il continuo impegno del team, teso al miglioramento del gioco, ma anche l'attenzione per i bisogni della community. Avete presente quanto è frustrante trovarsi un compagno "tossico", uno di quelli che vi spara in testa a inizio round solo per il gusto di rovinarvi la serata? Da sempre uno dei più grandi problemi di Rainbow Six Siege è stato proprio il friendly fire usato indiscriminatamente da una manica di gente poco gradevole. Ovviamente è possibile espellere e segnalare ma, intanto, la frittata è fatta. Il team ha voluto correre ai ripari, introducendo finalmente un sistema che è tanto semplice, quanto originale, efficace e punitivo: il danno che un giocatore intenderà provocare al compagno di squadra verrà rimbalzato proprio contro di lui. 

    Il nuovo Anno, poi, vedrà anche il debutto di eventi stagionali e del tanto atteso sistema di Pick & Ban per la modalità ranked. La feature, entrata ufficialmente nel circuito competitivo l'anno scorso, giungerà nella modalità Classificata già a partire dalla seconda stagione. Un modo per colmare il gap tra l'esperienza di gioco dell'utenza e la scena competitiva. 
    Non solo: anche la modalità "casual" verrà leggermente rivista e resa un po' più simile a quella Classificata, così che la forbice qualitativa tra le due non sia troppo ampia da creare troppe difficoltà ai giocatori.

    Il team preposto al bilanciamento ha in cantiere diverse novità di rilievo per mappe e operatori. Anzitutto, il lavoro di revisione delle mappe, dopo Hereford Base, continuerà anche quest'anno con il rework completo di tre mappe: Kafé (nella seconda stagione), Kanal (terza) e Theme Park (quarta). 
    Gli operatori che, invece, subiranno un ritocchino sono Lion, Dokkaebi, Capitao, Ying, Glaz
    Lion, ad esempio, vedrà ridotto il tempo di "spot" degli avversari e non si vedranno più le sagome ma solo un indicatore rosso lampeggiante che segnalerà la posizione del nemico. Chi userà Glaz, invece, sarà messo di fronte a una scelta tattica non indifferente: l'ottica mobile HDS non funzionerà più in movimento.

    I terrapiattisti dicono che Burnt Horizon non esiste

    Dopo la scorpacciata di novità, il team ci ha accompagnati nell'Outback, alla scoperta della mappa australiana e dei due nuovi operatori: Gridlock e Mozzie
    La stazione di servizio, posta nel bel mezzo del deserto australiano, è un posto dimenticato; ultima struttura umana prima del polveroso nulla. L'edificio, un ammasso di lamiere cotte dal sole, è un labirinto decadente in cui si condensa l'ultimo anelito di civiltà. È, infatti, molto più di una stazione di servizio: c'è una sala lavanderia, un mini market, una stanza per le feste con tanto di toro meccanico e ammennicoli vari; c'è persino un enorme squalo appeso al soffitto. La mappa, di medie dimensioni, come di consueto è caratterizzata in modo certosino e davvero certosino. I tre ambienti principali sono immediatamente leggibili, grazie al diverso colore con cui il team ha "dipinto" le pareti. Questo permette ai giocatori di orientarsi e comunicare con con maggior facilità. 

    L'intenso brain storming del team creativo sugli operatori non ha prodotto solo una mappa davvero interessante, ma anche un sorprendente "plot twist", ricco di risvolti tattici. Le abilità degli operatori Aussie (al solito, un Attaccante e un Difensore), infatti, non sono del tutto convenzionali per i loro rispettivi ruoli. 

    Gridlock, Attaccante, può piazzare speciali trappole (Trax Stingers) che si attivano non appena queste toccano il suolo. Queste, in sostanza, formano un tappeto di spine acuminate, molto simili a quelle usate dalla polizia per bloccare i veicoli in movimento. Possono essere usate per proteggere o rendere impraticabili alcune zone della mappa, oppure per stanare un avversario accucciato dietro a un angolo o, ancora, per creare un anello protettivo attorno alla bomba. Le trappole possono ovviamente esser distrutte, però con metodi alquanto rumorosi e controproducenti. 
    Mozzie, il Difensore, invece schiera un aggeggio elettronico di tutto rispetto, chiamato la Peste. Questo piccolo alleato può esser piazzato, oppure lanciato direttamente verso un drone del nemico, il quale verrà hackerato permettendo a Mozzie di controllarlo. Come potete immaginare, tale possibilità apre a inedite strategie di raccolta di informazioni tanto da parte degli attaccanti (che dovranno stare molto attenti in fase di "droning") quanto dei difensori, che potranno contare su un nuovo modo per raccogliere le informazioni sui movimenti del team avversario. 
    I due Operatori, insomma, hanno assolutamente destato la nostra curiosità e, ora, non ci resta che attendere il loro debutto per testare a fondo strategie e sinergie.

    Cara Italia

    La scena competitiva di Rainbow Six Siege, ovviamente, non poteva essere messa da parte, dato che appare più in salute che mai e in continua espansione. I dati lo dimostrano: il prize pool per l'Invitational ha sforato i due milioni di dollari (cap imposto proprio dagli organizzatori), cosa che rende il torneo uno dei più ricchi dell'intero mondo esport. 
    Perseguendo la propria politica virtuosa, inoltre, Ubisoft dirotterà tutta l'eccedenza verso altri eventi, per consolidare e mantenere in salute la scena competitiva.

    Il format rimarrà quello introdotto l'anno scorso: stagioni più lunghe intervallate da un Major a metà anno, da eventi singoli (come i Dreamhack) e dal consueto Invitational di Montreal a febbraio. A latere, ma non meno importanti, ci saranno gli eventi conclusivi della Pro League che, quest'anno, vedranno per la prima volta protagonista l'Italia. Ebbene sì a Maggio (più precisamente il 18 e 19), Milano ospiterà la finalissima della Pro League. I migliori team del mondo, dunque, si daranno appuntamento proprio nel nostro Paese. Un'opportunità senza precedenti per l'Italia e per l'appassionata community nostrana, sempre più numerosa. 
    Potete trovare tutti i dettagli sull'acquisto dei biglietti e sulle ricompense che potrete guadagnare partecipando di persona all'evento sul sito ufficiale e in questa news.
    In agosto, invece, il Major non si terrà più a Parigi ma si sposterà negli Stati Uniti, in una location non ancora svelata. A novembre, per la seconda finale di Pro League, il circuito competitivo volerà in Asia e non più in Brasile. Il tentativo di aprirsi a uno dei mercati più ricchi e in crescita è di tutta evidenza. 
    L'Anno 4, insomma, si prospetta...esplosivo

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