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Rainbow Six Siege: come seguire competizioni, tornei ed eventi Esport

Guida pratica agli eventi Esport di Rainbow Six Siege: formato, eventi e comprendere i match competitivi, per non fare più confusione!

Rainbow Six Siege: come seguire competizioni, tornei ed eventi Esport
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Quando si parla della scena esport di Rainbow Six Siege ci si riferisce prevalentemente a una piramide competitiva stratificata in eventi locali, regionali e internazionali. Per quanto riguarda lo scalino "regionale" questo si suddivide in quattro macro-aree. Immaginate, insomma, di avere davanti a voi un mappamondo e suddividerlo in quattro spicchi che abbracciano, rispettivamente: LATAM (America Latina), NA (Nord America), EU (Europa) e APAC (Paesi dell'area Asia-Pacifico). Ogni "regione", poi, come prevedibile si suddivide in una costellazione di scene locali, la cui ampiezza varia sostanzialmente in base alla popolazione di giocatori attiva nel titolo di Ubisoft.

    Il globo competitivo

    In questo senso, ad esempio, nei paesi in cui insiste una player base estremamente ampia, la scena competitiva permette l'esistenza e la sussistenza di campionati nazionali veri e propri. Come in Italia (il PG Nationals) o in altri paesi del Vecchio Continente.
    Invece altre zone più piccole, frammentate, poco popolate o semplicemente per ragioni di opportunità, il format predilige il "raggruppamento" di più nazioni.

    L'obiettivo, dichiarato sin dall'inizio del 2020, è stato fondamentalmente quello di rivoluzionare la scena mondiale cercando di dare più peso alle realtà dei singoli paesi attraverso la creazione di un processo di regionalizzazione identitario molto più forte rispetto al passato.

    Certo la situazione sanitaria globale, che perdura praticamente da due anni, ha sparigliato le carte in tavola tanto in casa Ubisoft che si è vista costretta a cancellare (o ripensare) la totalità degli eventi previsti, quanto per le innumerevoli squadre più o meno strutturate che si sono trovate a competere da remoto con enormi, spesso insormontabili difficoltà.

    Dall'Invitational...al Mondiale!

    Nonostante i grossissimi problemi che la sindemia continua a provocare, il colosso francese pur stravolgendo una schedule meticolosamente pianificata, è comunque riuscito tra il 2020 e il 2021 a organizzare qualche appuntamento di peso, come l'Invitational e i Major.

    A questo proposito, urge una spiegazione dedicata alla già citata piramide competitiva (prendendo in considerazione la scena esport più vicina a noi, quella europea) che porta le organizzazioni a competere dapprima sulla scena nazionale, per poi cercare l'accesso allo step intermedio - la Challengers League - il quale rappresenta la porta d'ingresso alle competizioni "continentali" più importanti, come appunto la EU League. Tanto per rimanere nel nostro cortile, la lega europea raggruppa in un campionato chiuso dieci organizzazioni.

    Queste competono non solo per mantenere il loro slot nella competizione, ma anche per un prizepool di tutto rispetto (100.000 Euro) e soprattutto per racimolare i punti necessari per scalare il ranking mondiale e guadagnarsi così l'accesso tra le migliori sedici squadre del globo terracqueo, ovvero coloro che volano all'Invitational.

    Oltre alle competizioni "continentali", i punti vengono assegnati anche partecipando ai già ricordati Major, i quali possiamo definirli in maniera semplicistica come degli Invitational in miniatura sparsi lungo l'anno competitivo a intervalli stagionali. Dal 2021, secondo la road map iniziale di Ubisoft, avrebbero dovuto svolgersi addirittura tre Major in tre diverse location: Europa, America, Asia. Non è stato possibile, chiaramente. L'Invitational, previsto in Canada a febbraio è slittato a maggio e si è tenuto a Parigi (dove sono volati anche i nostri Mkers) prendendo il posto del primo Major dell'anno. Gli altri due, invece, si sono tenuti rispettivamente in Messico (ad agosto) e in Svezia (a novembre).

    Tra poco l'Invitational, considerato non solo come la grande festa per tutta la community e per gli appassionati di R6 ma soprattutto come il mondiale per squadre di Siege, tornerà nella sua collocazione normale: febbraio. Purtroppo non in Canada, come di consueto. Bensì il Rainbow Six Invitational 2022 farà tappa di nuovo in Svezia. Ad ogni modo, i piani di Ubisoft - sempre parlando del pre-pandemia - si sono fatti decisamente ambiziosi, ipotizzando addirittura un mondiale per nazioni. Un World Championship rimandato, si spera, a quest'anno.

    Come guardare Rainbow Six Siege

    Rainbow Six Siege, sulla carta, sembra essere un titolo piuttosto semplice da approcciare, tanto per ciò che riguarda il gioco vero e proprio quanto per ciò che attiene alla visione delle partite come semplici...spettatori (vi invitiamo a recuperare il nostro glossario dei termini più comuni usati in R6 Siege).

    In effetti, le meccaniche di base sembrano chiare. Due team composti da cinque giocatori ciascuno: uno in attacco e l'altro in difesa, i quali si scambiano i ruoli raggiunto un determinato numero di round nel corso del match, per mettere i due team davanti a parità di condizioni. La squadra in attacco deve piazzare il disinnescatore, in uno dei siti bomba della mappa che ovviamente il team in difesa deve proteggere.

    Ogni match si compone di una o più mappe, a seconda del formato, e ogni mappa si suddivide in più round. Sino a qui, tutto bene. Le difficoltà iniziano a sorgere quando si va ad associare la definizione di tactical shooter - quale è Siege - alle caratteristiche di uno sparatutto in cui gli operatori possiedono loadout e utility uniche (avete letto la nostra guida a Thorn di Rainbow Six Siege?). Inoltre, ad aumentare la stratificazione e la complessità dobbiamo aggiungere la grande distruttibilità ambientale - in grado di stravolgere la planimetria della mappa - e il fatto che in ben sei anni di vita, il roster dei combattenti a disposizione dei giocatori è aumentato a dismisura.

    Non tutti ovviamente, sono utili o possono essere usati in ogni mappa. Per questo motivo quando guarderete un match potrete imbattervi non solo in formazioni ricorrenti o eclettiche, ma anche in una parte di preparazione pre match in cui le due squadre selezionano il loro roster ed eliminano la possibilità di giocare determinati operatori per tutta la durata della mappa. Solitamente i più forti, quelli più efficaci in una determinata mappa o semplicemente quelli preferiti dai giocatori avversari.

    Negli eventi esport, di solito, le due squadre si trovano a doversi affrontare in formati diversi, dal Best of 1 (il format più recente), al Best of 3 o, sovente, addirittura al Best of 5 (dove bisogna strappare almeno tre mappe su cinque per poter portarsi a casa il match). Queste ultime sono partite molto lunghe in cui, ad altissimi livelli, tengono i giocatori impegnati anche per ore, per questo il format viene riservato unicamente alle partite più importanti, come le Grand Final.

    Zoomando e concentrandoci sulla micro-gestione della schermata che uno spettatore si può trovare a osservare, troviamo un'interfaccia piuttosto chiara, la quale offre varie informazioni sulla partita. Il timer al centro indica il tempo rimasto alla fine del round. A fianco si trovano due cifre che indicano i turni vinti da ciascuna delle squadre e in che ruolo si trovano (Attacco o Difesa). Vince il primo team che arriva a sette round aggiudicati. Se entrambe le squadre arrivano a sei round, si va ai supplementari per differenza. Un po' come nel tennis o nella pallavolo. La prima squadra a otto round vince ai tempi supplementari.

    In alto, sempre al centro, si trovano gli indicatori - solitamente barrette di colore giallo - che indicano le mappe vinte da ciascuna squadra. Sempre in alto troverete le icone degli operatori banditi dalla mappa da parte delle squadre e soprattutto, la serie di mappe scelte per il match (con la specificazione della squadra che le ha scelte). Infine, all'estrema sinistra e all'estrema destra, a fianco dei nomi delle squadre, vedrete anche le cosiddette utility di squadra a disposizione: barricate, cam, filo spinato, granate e cosi via.

    Nella parte bassa dello schermo, a destra e a sinistra, vedrete sempre la composizione dei due team, con i loadout di ogni singolo giocatore, gli operatori, le statistiche, le utility uniche rimanenti e soprattutto "cosa" stanno facendo. In questo caso ci riferiamo alla capacità dei giocatori eliminati di utilizzare le cam sparse per il livello - o lo stesso point of view dei compagni - per coadiuvare nelle strategie comunicative. Già, perché i giocatori a terra possono comunque partecipare passivamente all'azione di gioco, rimanendo vigili e fornendo informazioni alla propria squadra.
    Per ciò che attiene a quello che accade materialmente sullo schermo, ci si deve far l'abitudine e comprendere man mano non solo le strategie dei team e le peculiarità di ogni mappa.

    Dove guardare un match, o un evento?

    Guardare un match o un evento di Rainbow Six Siege è piuttosto semplice, dato che la stagione è ricca di appuntamenti. In lingua inglese, esiste il canale Twitch ufficiale di Rainbow Six, mentre in Italia abbiamo il canale italiano di Rainbow Six con caster e analyst sempre sul pezzo. Il prossimo evento, ora, sarà il Six Invitational che, come vi abbiamo anticipato, si terrà a partire dalla metà di febbraio e si svolgerà in Svezia. Saranno venti le squadre a volare a Stoccolma per insidiare il trono dei brasiliani Ninja in Pyjamas. Anzi, per minare il dominio dell'intera scena brasiliana, dato che l'anno scorso le prime tre posizioni sono state occupate da organizzazioni carioca: NiP, Liquid, MiBR.

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