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Rainbow Six Siege: il futuro del gioco, dalla Pro League all'Anno 3

La Rainbow Six Siege Pro League si è appena conclusa e Ubisoft ha colto l'occasione per svelare i piani futuri del gioco...

speciale Rainbow Six Siege: il futuro del gioco, dalla Pro League all'Anno 3
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  • La terza stagione della Rainbow Six Pro League si è ormai conclusa. Le otto migliori squadre della stagione si sono riunite nella metropoli carioca di San Paolo per contendersi il titolo di campioni e, cosa non meno importante, per portarsi a casa un montepremi totale di 275.000 dollari sonanti. La Max5 Arena, struttura che ha ospitato l'evento, ha registrato non solo il tutto esaurito ma anche la travolgente partecipazione del pubblico di casa. Nel corso della intensa due giorni appena trascorsa, sono andati in scena dei match altamente spettacolari, grazie alle giocate di alcuni tra i migliori giocatori del tactical shooter targato Ubisoft . Peccato per una regia confusionaria e poco attenta (l'unica pecca dell'evento), capace solamente di saltare da una visuale all'altra senza un ordine ben preciso.
    Sin dai quarti di finale sono emersi i veri protagonisti del panorama internazionale. Come SHA77E e Kantoraketti, ad esempio, entrambi del team finlandese ENCE. SHA77E ha messo insieme alcune delle migliori giocate in solitaria viste in tutta la Pro League, mentre Kantoraketti si è distinto per l'inumana velocità di reazione e la sua capacità - fuori dal comune - di prevedere i movimenti e il posizionamento degli avversari.

    Il dominio scandinavo

    Abbiamo potuto notare anche una certa cristallizzazione nel meta, con alcuni must pick che hanno influenzato la scelta e le strategie delle varie squadre. Tra questi, si sono dimostrati imprescindibili gli operatori Ela, Hibana, Ash, Thatcher, Mira e Smoke. Bastano poche statistiche per avere l'andamento dell'intera Pro League: Hibana è stata utilizzata per l'86% delle partite totali, con Ash che segue ben staccato a circa il 65%. Per ciò che concerne i difensori, invece, abbiamo ritrovato maggiore equilibrio, con Ela (78,4%), Smoke e Mira a pari merito (74,6%) e Bandit più staccato (57,3%).
    Dopo due semifinali combattute che hanno visto protagoniste le squadre di casa (Fontt e Dragons) e due team europei (ENCE e Penta Sports) le due squadre sopravvissute si sono trovate a fronteggiarsi per la possibilità di accedere all'ultimo, decisivo match. Dalle semifinali sono emersi due giganti: i già citati finlandesi del Team ENCE e i padroni di casa, Black Dragons. Nel corso del gran finale è andato in scena uno spettacolo indimenticabile, in cui a spuntarla, alla fine, sono stati i finlandesi del team ENCE che, nel corso di questa due giorni hanno inanellato una serie di successi praticamente priva di sbavature evidenti.

    Riparte il Six Invitational

    Gli operatori della squadra Rainbow, comunque, non si fermano mai. Calato il sipario sulla terza stagione si riparte subito con le qualificazioni per il più grande torneo di Rainbow Six Siege: il Six Invitational 2018 che si terrà a Montreal. Il percorso di avvicinamento al Six Invitational partirà il 6 dicembre nelle tre macro-regioni: Europa, Nord America e America Latina. Questa volta, gli organizzatori hanno deciso di utilizzare un sistema di qualificazione totalmente nuovo per Rainbow Six Siege. In primo luogo, le squadre partecipanti si sfideranno l'una contro l'altra in una ladder, in cui verrà utilizzato il sistema Instant Challenger. Instant Challenger è un sistema di matchmaking che seleziona automaticamente l'avversario e, a seconda del risultato finale è possibile perdere o guadagnare un certo numero di punti in classifica. Ogni partita della ladder sarà giocata al meglio delle tre (Bo3).

    Le Sedici squadre che, alla fine della open season, avranno guadagnato il maggior numero di punti, si qualificheranno per i playoff a eliminazione diretta, sempre al meglio delle tre partite (Bo3). Solo il gran finale, invece, verrà giocato al meglio delle cinque (Bo5). I vincitori di ogni playoff - europeo, nordamericano e latinoamericano - arriveranno a Six Invitational, che si svolgerà tra il 16 e il 18 febbraio 2018 a Montreal, in Canada. L'APAC, invece, avrà un metodo di qualificazione particolare, con una struttura che si adatta meglio alla regione. Ognuna delle quattro sottoregioni (Giappone, Sud-Est Asiatico, Corea del Sud e Australia-Nuova Zelanda) disporrà infatti di un proprio torneo di qualificazione online e il vincitore di ognuno passerà a un ulteriore torneo offline per il Six Invitational dell'APAC. La migliore squadra della regione risultante dal torneo offline, potrà accedere alla fase finale del Six Invitational a Montreal.

    I contenuti dell'Anno 3: eventi, mappe...e gli italiani

    Ne è passato di tempo dall'arrivo di Rainbow Six Siege. In circa due anni di presenza sul mercato, le cose sono nettamente migliorate rispetto agli esordi e il titolo Ubisoft sta ora vivendo il periodo di maggior fermento e successo. La strada tracciata dal team di sviluppo - con l'ovvio supporto del colosso francese - appare ben delineata e prosegue dritta proprio verso la remunerativa scena competitiva. Basta aver assistito al torneo tenutosi a San Paolo questo weekend per accorgersene. L'ultimogenito del famoso franchise "brandizzato" Tom Clancy continua a raccogliere attorno a sé un nutrito stuolo di appassionati, sempre pronti a supportarlo.

    Il team di sviluppo, per ripagare la fiducia dei fan, ha avviato un lungo processo di ristrutturazione che ha portato a rivedere i piani dell'Anno 2 per far spazio all'Operazione Health. L'aggiornamento andato a risolvere una pletora di problemi che il titolo si trascinava mestamente da un bel po', spianando al contempo la strada per gli anni a venire. Secondo quanto dichiarato, infatti, Ubisoft ha già espresso la volontà di realizzare almeno cento operatori, tre dei quali li vedremo nella prossima Operazione, nome in codice White Noise. Il team di sviluppo ha scelto lo scenario carioca per svelare ufficialmente e approfondire la conoscenza dei tre nuovi operatori e della mappa inedita che arriveranno tra qualche giorno (e che chiuderanno in bellezza l'Anno 2). I ragazzi di Ubisoft Montreal, però, non si sono fermati qui, presentandoci addirittura un assaggio di ciò che ci aspetterà per il Terzo Anno.

    La prima stagione, in arrivo nei primi mesi del 2018, si chiamerà Chimera e avrà due nuovi operatori. Con una particolarità: questi combattenti saranno specializzati nel trattare minacce biologiche. Con tutta probabilità, il nuovo evento co-op per quattro giocatori, denominata "Outbreak", avrà proprio a che fare con qualche rischio biologico da disinnescare. Il nuovo Anno porterà anche nuovi oggetti cosmetici con cui personalizzare i combattenti e migliorie al sistema di gioco.La seconda stagione, invece, vedrà come protagonisti due operatori italiani e una mappa inedita ambientata proprio nel nostro Paese. Con la terza stagione il team, introdurrà due operatori di differenti nazionalità: statunitense e britannica; inoltre, gli sviluppatori opereranno anche il rework di alcune mappe, introducendo nuove soluzioni di design e diverse migliorie tecniche. La stagione finale, invece, ci porterà nel continente africano e, più precisamente, in Marocco con una nuova mappa e due operatori dedicati.

    Non guardare giù!

    Nel corso delle scorse settimane, erano già emersi alcuni dettagli sulla Torre Mok Myeok e gli operatori Dokkaebi, Zofia e Vigil. Oggi, finalmente, abbiamo potuto scoprire qualche dettaglio in più.
    Dokkaebi e Vigil sono i due combattenti in forza alle Tigri Bianche, 707mo Commando dell'esercito sudcoreano. La squadra speciale è stata fondata nei primi anni '80. Un po' come accaduto per le maggiori forze antiterroristiche del tempo, anche la nascita del 707mo venne incentivata dall'attacco avvenuto alle Olimpiadi di Monaco del 1972, opera dei terroristi di Settembre Nero. L'intento era ovviamente quello di vigilare sulla sicurezza degli atleti e del pubblico nel corso delle Olimpiadi di Seoul del 1988.

    Dokkaebi è un'assaltatrice (2 Velocità, 2 Corazza) politicamente "scorretta" che colpisce i bersagli dove non se l'aspettano. Per gli scontri a fuoco è equipaggiata con l'Mk 14 EBR e uno shotgun BOSG.12.2 come armi primarie e con la C75 e le SMG-12 come armi secondarie. Il team di sviluppo aveva dichiarato "a renderla davvero pericolosa, però, è la sua serie di inganni, in grado di uccidere". Ecco, ora sappiamo a cosa alludevano.

    Dokkaebi possiede l'abilità di hackerare i cellulari degli avversari, facendoli squillare per distrarli e svelarne la posizione. Non solo: una volta abbattuto un nemico, la combattente coreana può anche violare il telefono del malcapitato, per inserirsi nel circuito di sorveglianza dei difensori.
    Sappiamo, invece, che Vigil sarà un difensore. Il combattente coreano si sente a proprio agio dietro la maschera, dove nessuno può studiarne il volto. Per gli scontri a fuoco è equipaggiato con un K1A e uno shotgun BOSG.12.2 come armi primarie e con la C75 e le SMG-12 come secondarie (dotazione standard anche di Dokkaebi). Vigil (3 Velocità, 1 Corazza) sposa l'idea del combattente duro e del soldato tradizionale, ma nel suo repertorio ha un giochetto in grado di cogliere i nemici di sorpresa: rendersi invisibile alle telecamere. Sembra avere un solo grande avversario: IQ.
    Il secondo operatore polacco, invece, è la sorella di Ela Bosak: Zofia. Combattente d'assalto (con 2 punti Velocità e 2 di Corazza) è abbastanza ruvida e poco incline a usare le buone maniere. La ragazza è equipaggiata con un KD79 LIFELINE, un lanciagranate a doppia canna che può sparare 2 tipi di munizioni diverse. Munizioni a concussione e munizioni a impatto. I proiettili a concussione sparano un'onda d'urto a oltre 170 decibel che stordisce il nemico, mentre le munizioni esplosive possono rapidamente mandare in mille pezzi un muro.

    Rainbow Six Siege La terza stagione della Rainbow Six Siege Pro League si chiude con il botto. I ragazzi finlandesi del team ENCE hanno letteralmente schiacciato gli avversari nel corso di una intensissima due giorni di competizioni nella metropoli carioca. Lo spettacolo, insomma, è stato assicurato dal grande livello delle squadre in gara, dal consueto calore del tifo carioca e da un evento sostanzialmente organizzato e condotto nel migliore dei modi. L'unica macchia è stata forse la gestione della regia che, in molti casi, nel corso dei match si è trovata a saltare da un'inquadratura all'altra senza alcun senso logico. Ottima, comunque, sembra essere stata la scelta di Ubisoft di sfruttare il palcoscenico internazionale per parlare del futuro della propria creatura che, con l'avvento dell'Anno 3, sembra raggiungere un buon grado di maturazione. Non ci resta che attendere l'Operazione White Noise e, soprattutto, l'arrivo de nuovo anno. Di sicuro ne vedremo delle belle.

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