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Rainbow Six Siege Invitational 2021: il cielo è azzurro sopra Parigi

Non può esserci un evento eSport targato Rainbow Six Siege senza la nostra consueta guida definitiva al Rainbow Six Invitational 2021!

Rainbow Six Siege Invitational 2021: il cielo è azzurro sopra Parigi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Il Rainbow Six Invitational, inutile ribadirlo, rappresenta un fondamentale spartiacque per l'anno competitivo del tactical shooter targato Ubisoft. Finalmente, dopo tanti tentennamenti, è iniziato. Questa volta per davvero. L'anno appena passato e i primi mesi di questo 2021 sono stati indubbiamente difficili, per tutti. Limitandosi alla sfera esport anche il colosso francese si è trovato a fare i conti con l'emergenza Covid-19, stravolgendo i - grandiosi - piani in serbo per Rainbow Six Siege, giunto al sesto anno di vita. Tutto, dai campionati regionali alle competizioni internazionali sino alla World Cup (rimandata all'anno prossimo), è stato rivisto, ridimensionato o addirittura spostato, in attesa di tempi migliori. Ubisoft, però, ha tentato sino all'ultimo di tenere un unico punto fermo: il Six Invitational, appunto.

    Le difficoltà, le escluse

    La storia, lo sappiamo, è andata diversamente. Dopo il cambio di location, l'abbandono della terra natia canadese (in attesa di tornarci, si spera, a febbraio 2022) in favore di una - suppostamente - più permissiva Francia, sembrava che il periodo in cui disputare l'evento fosse salvo. Invece, un'improvvisa impennata nei contagi e le conseguenti contromisure del governo transalpino per contrastare il diffondersi del virus, a pochi giorni dall'apertura dei cancelli Ubisoft ha dovuto capitolare e arrendersi all'evidenza.

    Senza perdersi d'animo, i vertici della compagnia e i responsabili esport hanno cambiato strategia, attendendo il momento migliore per riproporre il torneo. Alla fine, fortunatamente, con un parziale allentamento dei divieti e la distensione della curva dei contagi, Parigi ha accolto le squadre di Rainbow Six Siege, in quello che è uno tra i primi eventi "live" (anche se privi di pubblico) del nuovo corso.

    Non tutte le squadre, però, possono gioire. Due, al momento sono state le defezioni, imposte o subite. Dapprima i Wildcard Gaming, i quali poverini non possono muoversi dall'Australia a causa delle stringenti norme che hanno blindato i confini continentali. Pochi giorni fa è stato invece il turno dei russi dei Virtus.Pro. Due dei loro membri (un giocatore e una persona dello staff) sono risultati positivi al Covid-19. Esclusione automatica, va da sé.
    A tutte e due Ubisoft darà un risarcimento simbolico: l'1% del prize pool previsto per l'Invitational. Ciò, sostanzialmente, significa circa 30.000 Dollari a squadra. Meglio di niente. Entrambe le squadre, peraltro, erano nello stesso gruppo dei Mkers.

    Ad essersela vista brutta sono state le squadre carioca del Rainbow Six Invitational 2021, invece, in "forse" sino a pochi giorni fa. Il Brasile è infatti uno dei serbatoi più grandi e pericolosi in questo momento per le potenziali varianti del virus. Ad ogni modo, a fine aprile Ubisoft è riuscita a sbloccare la situazione con le autorità sanitarie, accogliendo finalmente i brasiliani all'evento.

    Il formato e dove vedere il torneo

    A causa della defezione delle due formazioni citate poco fa, gli organizzatori si sono visti costretti a rivedere la composizione dei gruppi e - soprattutto - i requisiti per l'accesso ai Playoff. Come si svolge l'evento, quindi?
    Vediamo, anzitutto, le date: dall'11 al 16 si gioca il Group Stage. Diciotto, le squadre partecipanti. Il primo gruppo è sostanzialmente al completo, mentre nel gruppo B mancano come abbiamo detto Wildcard e Virtus.Pro.

    Le prime quattro classificate di ogni gruppo passano automaticamente ai Playoff (upper bracket) mentre quelle dal quinto al nono (Gruppo A) e dal quinto al settimo (Gruppo B) andranno invece al loser bracket. I playoff invece si terranno dal 19 al 23 maggio, la Grand Final sarà come di consueto giocata in Bo5, con la squadra finalista del Winner bracket che partirà direttamente in vantaggio di una mappa. Un bottino decisamente interessante per chi riuscirà a far fuori nella fase a eliminazione diretta le migliori della classe.

    Dove vederlo? Ovviamente la copertura dell'evento sarà interamente in italiano sul canale Twitch di Rainbow Six oppure su YouTube. Se guardate le trasmissioni su Twitch, non dimenticate di collegare i vostri account Ubisoft per poter ricevere i consueti charm dedicati all'evento!

    I quatt...ordici Cavalieri dell'Apocalisse

    Le squadre che si sono guadagnate il loro "golden ticket" per l'evento principale sono sostanzialmente le prime quattordici della classifica Global Standing, introdotta con il nuovo corso esport di R6 Siege nel 2020. Ovviamente la classifica non può esser rappresentativa degli effettivi rapporti di forza, dato che causa pandemia i grandi eventi internazionali sono stati ridimensionati in una "regionalizzazione" che non ha fatto bene alla fluidità del "meta".

    Ad ogni modo, una formazione si presenta come testa di serie assoluta in quanto vincitrice - o piazzata di lusso - in ogni torneo disputato nel 2020. Viene dall'Europa (è francese, per la precisione) e non recita più la parte della timida underdog che la fece conoscere al mondo l'anno scorso.

    Sono i BDS, squadra inarrestabile. Vedremo se in questo Invitational miglioreranno la loro precedente prestazione. Le altre principesse europee invitate al Gran Ballo organizzato da Ubisoft sono i G2, ancora frastornati per l'abbandono di Pengu e già con mezzo piede fuori dall'Invitational, e gli antichi rivali russi del Team Empire vincitori del Major EU di Novembre.

    Cinque sono invece le squadre brasiliane che hanno avuto accesso al torneo grazie al Global Standing: Team oNe, MiBR, FaZe Clan, Ninja in Pyjamas, Team Liquid. I giocatori carioca nonostante il loro elevato numero, non sono mai stati particolarmente pericolosi in campo internazionale e in teoria non dovrebbero esserlo nemmeno quest'anno. Se escludiamo i Ninja con il pigiama, secondi all'Invitational del 2020 e attualmente "on fire".

    Dall'Asia arrivano Giants Gaming, come sappiamo tutti di Singapore, ex Aerowolf. Dalla Corea arrivano i Clou9, squadra rifondata da zero nel 2020.
    Non ultimi gli USA, con i consueti nomi: Team SoloMid, DarkZero Esports, i campioni del mondo SpaceStation Gaming (che abbiamo avuto modo di intervistare) e gli Oxygen.

    I quattro dell'Ave Maria (degli Open Qualifier)

    Quattro sono invece le squadre ad essersi qualificate attraverso gli infernali Open Qualifier. Per la regione APAC (o Asia-Pacifico) troviamo i Cyclops Athlete, vecchie conoscenze nipponiche ormai rodate.

    Giocano assieme, infatti, addirittura dal 2019. Dal LATAM, invece, i Furia Esports. La squadra brasiliana non ha esperienza internazionale e, oltre a esser stata assemblata l'anno scorso, ha già cambiato due quindi del roster a marzo.

    Dai qualifier nordamericani, invece, arrivano i Parabellum Esports. La squadra, composta da un mix di statunitensi e canadesi è di neo-formazione. Entrata solamente a marzo 2021 nel circuito competitivo di R6 ha subito reclutato il team Altiora. In effetti è stato quest'ultimo a guadagnarsi la qualificazione per l'Invitational. I Parabellum li hanno solo "comprati". Tra l'altro rivoluzionando nuovamente il roster lo scorso aprile, perché due giocatori sono stati allontanati causa cheating.

    Infine, ultimi ma non per ordine di importanza i nostri Mkers vincitori delle qualifiche europee i quali, tra l'altro, hanno affrontato proprio i Parabellum come match di esordio, stracciandoli per 7 a 3. Attualmente, con uno score di 2 vittorie e una sola sconfitta (contro i Ninja), gli azzurri sono attualmente tra i papabili per il passaggio del turno.

    Per la prima volta in assoluto, insomma, una squadra interamente italiana ha la possibilità di affacciarsi al vertice della piramide competitiva di Rainbow Six Siege e confrontarsi con le grandi.

    La formazione romana, per chi non ne conoscesse la composizione, schiera Alessio "Aqui" Aquilano, Luigi "Gemini" Ferrigno, Pietro "Scatto" Scattolin, Sasha "Sasha" Michelizzi, il giovanissimo Lorenzo "Lollo" Masuccio. Torok, il grande saggio del competitivo azzurro ha lasciato l'organizzazione dopo averla guidata alla conquista della qualificazione. Grazie a Ubisoft, alla vigilia dell'inizio dell'Invitational, abbiamo avuto l'opportunità di parlare con i ragazzi.

    Go Mkers!

    Come avete vissuto il percorso dei Challengers? Immaginavate di riuscire a strappare la qualificazione?
    Per noi è stato un percorso importantissimo, ci ha aiutato ad essere più solidi e credere di più nelle nostre capacità e nel nostro modo di giocare.

    Man mano che iniziavamo a vincere le partite abbiamo ovviamente iniziato anche a crederci sempre più, ad acquisire forza e sicurezza.

    Da quanto sappiamo l'Invitational verrà giocato con la patch Y6S1.3. é corretto? e soprattutto è qualcosa che può in qualche modo cambiare gli equilibri nei pick e nel meta corrente?
    Diciamo che non ci sono molti grossi cambiamenti, però certo, è qualcosa che può influenzarlo.

    Immagino che abbiate passato questi mesi non solo giocando il campionato e i Challenger Qualifier ma anche a studiare gli avversari che incontrerete in questo Invitational. Quali temete di più?
    Vogliamo semplicemente giocare contro tutti. Non c'è un team che temiamo o contro cui vogliamo confrontarci, in particolare. L'unica cosa che per noi conta è giocare e basta. Siamo qui, i nostri unici nemici siamo noi stessi, le nostre emozioni.

    Quando la situazione relativa al Covid ha influenzato la vostra stagione e la vostra preparazione sino a questo momento?
    Sì, la situazione relativa al Covid è stata dura per tutti. Ha stravolto i piani; basta vedere questo evento, non è di sicuro come ce lo saremmo aspettati, rispetto ai precedenti. QUi dobbiamo star da soli, isolati, e per giocatori giovani come Lollo, che magari sono per la prima volta lontani da casa è dura e difficile. Però, alla fine, è quello che è, dobbiamo adattarci e dare il meglio.

    Come si è evoluto nel tempo il vostro "playstyle"?
    Siamo sempre stati un team con team molto adattivo, capiamo le situazioni e ci adattiamo al modo di giocare degli avversari. La nostra struttura è sostanzialmente questa, equilibrata.

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