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Rainbow Six Siege: la fine della Pro League, le polemiche e il futuro

Diverse novità all'orizzonte per la scena competitiva dello shooter tattico firmato Ubisoft. La Pro League è finita ed è tempo di qualche amaro addio.

speciale Rainbow Six Siege: la fine della Pro League, le polemiche e il futuro
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Uno dei campionati esport in grado di portare faticosamente a termine la stagione regolare è quello di Rainbow Six Siege, nonostante i piani siano stati stravolti dall'esplosione dell'emergenza sanitaria globale legata al Covid-19 (abbiamo esaminato in uno speciale gli effetti del coronavirus sugli esport). L'undicesima stagione di Pro League, prossima al pensionamento (o, per meglio dire, all'evoluzione) ha, infatti, chiuso i battenti decretando contestualmente anche i vincitori di ogni regione. Le migliori formazioni al mondo, come sappiamo, non potranno volare in Brasile a metà maggio per disputare le canoniche finali live.

    Nessuna finale, nessun bracket a eliminazione diretta, nessun vero vincitore, nessun trofeo da sollevare davanti a una folla in visibilio, ma solo tanti "re senza corona" che si sono comunque aggiudicati dei prize pool in grado di accontentare un po' tutti. Ora la scena internazionale è in fermento (con qualche criticità, come vedremo a breve) e si sta preparando a ciò che verrà. Noi italiani, comunque, non rimarremo orfani di esport. Lunedì infatti prenderà il via la stagione regolare del PG Nats. Vediamo, intanto, come si è conclusa l'undicesima stagione di Pro League.

    Pro League, dove eravamo rimasti?

    La stagione, per quanto riguarda la regione APAC, si è chiusa ancora a fine marzo. In Australia hanno vinto i Fnatic mentre, in seconda posizione, si sono classificati gli Elevate. In Giappone, invece, hanno vinto i Cyclops che riuscirono nella storica impresa di volare al Major di Raleigh.

    In Corea del Sud hanno dominato gli SCARZ mentre secondi si sono classificati i Cloud9. Per il "Sud Est", infine, troviamo la neoformata org thailandese Qconfirm in grado di tenere a bada i Giants Gaming. In Europa ci sono state diverse sorprese dietro i Rogue, i quali hanno vinto in scioltezza il campionato.

    In particolare, con un colpo di coda finale i G2 si sono portati sul secondo gradino del podio scalzando gli Empire. Negli Stati Uniti i freschi vincitori dell'Invitational 2020 hanno tolto il primato al Team SoloMid che sembrava lanciato verso un dominio solitario: gli SpaceStation Gaming, terzi alla ripresa delle ostilità, sono infatti riusciti a esser incoronati nuovi campioni della regione NA. Per quanto riguarda, infine, la regione LATAM i Ninja in Pyjamas sono stati scalzati dalla testa dai Liquid, terminando secondi.

    La fine è solo l'inizio: farewell Evil Geniuses e Luminosity

    Passiamo ora alle note "dolenti". Gli Evil Geniuses, società statunitense che ormai conosciamo per il fardello degli "eterni secondi" nella storia di Rainbow Six dominata dapprima dai Penta/G2 e successivamente (e brevemente) dagli Empire, ha ufficializzato l'addio al panorama competitivo dello shooter tattico, portando via in questo modo un pezzo di storia dell'esport di R6.

    Il nucleo degli EG, in realtà, ha avuto un buon successo nel corso degli anni, riuscendo a portarsi a casa due stagioni di Pro League e la stagione 1 dell'OGA PIT ma mancando sempre il bersaglio grosso: secondi all'Invitational, secondi al Paris Major per poi imboccare una parabola discendente culminata con l'ultimo posto in questa ultima stagione di Pro League.

    La notizia è stata una doccia fredda per tutti. L'organizzazione nordamericana ha tentato di sdrammatizzare dicendo che, in ossequio al loro nome, stanno lasciando Rainbow Six perché hanno dei piani per la conquista del mondo. Leggendo tra le righe - ma non troppo - e facendo lo slalom tra i ringraziamenti di rito emerge qualche altro dettaglio sulla loro improvvisa dipartita. Gli EG sembrano aver gettato la spugna in modo molto simile a quanto fatto dai Luminosity, accomunati dallo stesso "destino".

    Secondo un insider noto come "R6Leakers", la decisione maturata dagli EG è arrivata dopo un tira e molla con gli organizzatori della Pro League che, in vista della nuova US Division che nascerà, avrebbero chiesto alla squadra di trasferirsi dal loro QG di Seattle a Las Vegas per la prossima stagione.

    Gli EG devono aver risposto picche a Ubisoft, preferendo defilarsi definitivamente. Ovviamente sono solo supposizioni; di sicuro comunque un trasferimento del genere avrebbe comportato un aggravio economico ed organizzativo per l'organizzazione che, in sostanza, non se l'è sentita di andare avanti.

    Ora la formazione degli Evil Geniuses sta lavorando per trovare una nuova sistemazione alla formazione composta da Nathan "nvK" Valenti, Austin "Yung" Trexler, Ammar "Necrox" Albanna, Morquis "Modigga" Hribar e Julio "Picche" Cesar. Chissà, magari potrebbero buttarsi su VALORANT o venire assunti in blocco come free agent.

    Il capitano della squadra, nvK, si è comunque scagliato contro Ubisoft per la direzione che secondo lui sta prendendo la scena esport di R6. Secondo nvK sempre più squadre stanno diventando sempre meno interessati a schierare un team Rainbow Six alla luce dei recenti cambiamenti operati dal colosso francese.

    Più o meno quanto sostenuto anche da un altro giocatore, questa volta dei Luminosity Gaming. Kian "Hyena" Mozayani ha anch'egli accusato Ubisoft di aver escluso la sua organizzazione dalla prossima stagione competitiva "rinnovata". In questo caso, la vicenda dei Luminosity è affine ma leggermente diversa rispetto a quella degli EG.

    Hyena in un lungo post ha descritto un periodo molto travagliato in cui Ubisoft e i LG hanno cercato di negoziare riunione dopo riunione, lasciando però i giocatori a brancolare nel buio senza sapere il loro destino; una situazione particolarmente difficile acuita dal peculiare momento storico. Attualmente infatti i giocatori sarebbero "bloccati a Las Vegas e senza lavoro", pur essendo qualificati per la nuova stagione. I problemi deriverebbero dagli elevati costi di partecipazione e mantenimento che le squadre dovrebbero affrontare per mantenere il proprio posto nel nascente campionato; cosa che evidentemente i Luminosity non si possono permettere.

    La community è subito insorta ed è intervenuto anche il due volte campione del mondo Niclas "Pengu" Mouritzen che ha spronato i giocatori a farsi forza e ha invitato Ubisoft a fare chiarezza sulla questione.

    Appuntamento in Italia, con il PG Nats 2020

    Mettiamo da parte per un momento il traballante scenario nordamericano (anche se continueremo a seguire la vicenda) per tornare a casa nostra: lunedi, finalmente, riparte il PG Nationals 2020, la competizione nazionale di Rainbow Six Siege che ci terrà compagnia per ben tre mesi. Le formazioni sono belle agguerrite e pronte a detronizzare i Mkers, vincitori delle ultime due edizioni. Tra gli sfidanti ci sono Outplayed, Cyberground Gaming, Samsung Morning Stars, Goskilla, Mad Wizards e i due team resuscitati dal Promotion Tournament, Notorius Legion Esport e Italian Gaming Project.

    La stagione regolare presenta quattordici giornate di campionato regolare, seguite dai play-off, nei quali si scontreranno le quattro migliori squadre della fase preliminare. La finalissima, poi, decreterà il team campione italiano.
    La prima giornata si disputerà il 20 e il 21 aprile e potrete godervi tutta la competizione in diretta streaming sul canale Twitch ufficiale di R6 commentata live dai caster ufficiali del Nationals: Ryuk, Etrurian e LordChanka.

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