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Rainbow Six Siege su PS5 e Xbox Series X, abbandoni e rivoluzioni eSports

Il quinto anno di vita di Rainbow Six Siege sta per giungere a conclusione, vediamo cosa ci attende, tra next gen e rivoluzione del calendario esport.

speciale Rainbow Six Siege su PS5 e Xbox Series X, abbandoni e rivoluzioni eSports
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • L'ultima stagione del quinto anno di Rainbow Six Siege sta per debuttare, dopo il consueto periodo nel TS. Come sappiamo la nuova espansione, di cui potete leggere la nostra anteprima di Operazione Neon Dawn, ci porterà in dote una nuova operatrice, la tailandese Apha "Aruni" Tawanroong, una discreta quantità di aggiustamenti, il rework di Grattacielo e i parziali restyling di alcuni combattenti con più anni di servizio: Echo, Hibana, Jager. Nel futuro di Siege, però, non c'è solo questo.

    Ci attendono, infatti, un bel po' di novità tanto sotto il profilo strettamente ludico quanto riguardo alla sempre fondamentale scena competitiva, la quale ormai si appresta a chiudere la parentesi Autumn Major per ripartire in vista del Six Invitational di febbraio del quale, peraltro, sembrano esser già state trafugate le skin esclusive dell'evento per gli operatori e le armi. Cerchiamo di riassumere brevemente, ma senza tralasciare nulla, ciò che è accaduto recentemente - principalmente in ambito esport - e quello che, invece, ci attende il prossimo anno.

    La - parvenza - di next gen

    Iniziamo con l'annuncio dell'ottimizzazione per la nuova generazione di console, fatto pochi giorni fa. A partire dal primo dicembre Rainbow Six Siege sarà ottimizzato per PS5 e Xbox Series X/S. Non si tratta di un vero e proprio salto generazionale, quello arriverà sicuramente più avanti, quanto piuttosto di un upgrade prestazionale che consentirà ai giocatori di godersi il titolo sui nuovi hardware mantenendo peraltro tutti i progressi dell'account e gli oggetti posseduti.

    Inoltre, l'update gratuito permetterà ai giocatori di scegliere tra una serie di impostazioni a seconda di ciò che vorranno prediligere. La modalità prestazioni, ad esempio, prevede un limite di 120 fps con risoluzione dinamica 4K (PS5, Xbox Series X) e fino a 120 fps, ma a 1080p per la piccola console bianca di Redmond.

    Se, invece, i giocatori vorranno puntare soprattutto sulla risoluzione, il titolo garantirà fino a 60 fps in 4K (PS5, Xbox Series X) e fino a 60 fps a 1728p su Series S. Oltre a questo, i possessori di PS5 potranno anche godere di funzionalità dedicate per l'impressionante controller DualSense di Sony, come il feedback tattile, i grilletti adattivi e l'uscita audio del controller. I possessori di console Microsoft, invece, potranno contare sul Quick Resume.

    Insomma, per la vera "next gen" il cammino è ancora lungo, ma questo sembra comunque un buon viatico per ciò che arriverà in futuro.

    Gli abbandoni: eUnited e Tempo Storm

    Al momento, la situazione della scena nordamericana appare abbastanza complessa, dopo il caos scoppiato a seguito dell'abbandono dell'organizzazione eUnited. Quest'ultima - peraltro molto in vista nel panorama competitivo (vincitrice anche del CoD World Championship del 2019) - ha deciso che il gioco non valeva la proverbiale candela.

    A seguito di pessime performance nel corso dell'ultima stagione, di punto in bianco, gli eUnited si sono ritirati dalla US Division lasciando così uno slot vacante. Ciò ha costretto Ubisoft a intervenire, per fare chiarezza su un aspetto preciso del regolamento: lo slot nel campionato appartiene all'organizzazione e non al team che vi partecipa. Cosa significa? Semplicemente che, se una org decide di ritirarsi dal competitivo di R6, rende automaticamente impossibile ai giocatori del roster di trovarsi un'altra bandiera sotto cui competere e finire, così, la stagione.

    Può sembrare una cosa da nulla; una semplice ridefinizione delle strategie di investimento di un'organizzazione. Non è proprio così. Se ci pensate, quei giocatori hanno sostanzialmente perso un posto di lavoro, di punto in bianco, senza peraltro ricevere alcuna tutela.
    Spesso purtroppo si guarda all'esport come un divertente passatempo, per i ragazzi che giocano, e non un lavoro vero e proprio. In questo ci si sbaglia di grosso. Ora i ragazzi si trovano praticamente senza contratto. Dalle stelle del massimo campionato professionistico di R6 a un limbo da cui chissà se e quando ne usciranno.

    Poco dopo questa notizia, è giunta anche la dichiarazione di un'altra organizzazione: quella dei Tempo Storm che, dopo un anno, hanno deciso di abbandonare la North American League.
    Sembra che dietro a questa decisione ci siano stati i contraccolpi dovuti alla situazione sanitaria globale.

    Tuttavia, a differenza degli eUnited, i Tempo Storm hanno adottato un altro approccio: l'organizzazione proverà a vendere la propria licenza, assicurandosi che l'attuale roster (composto da Creators, Krazy, Jarvis, Dream e Mark) possa continuare a competere nelle stagioni future. Questa, ad esempio, è una grande tutela a favore dei giocatori. Il Team Reciprocity ha già fatto una cosa simile, in passato, vendendo la licenza agli Oxygen Esports.

    Ubisoft ha confermato che i Tempo Storm, prima di abbandonare hanno giustamente contattato il colosso francese, palesando l'intenzione di trasferire la loro licenza a chiunque possa esser interessato. Quindi, Ubisoft ha concesso all'org un po' di tempo per trovare un compratore e completare il trasferimento. Se i Tempo non riusciranno a trovare qualcuno a cui trasferire la licenza, lo slot tornerà nuovamente a Ubisoft e il roster sarà nella stessa situazione degli eUnited.

    I guai dei Ciclopi giapponesi

    Dall'altra parte del mondo, invece, si è verificata una situazione altrettanto particolare, che ha costretto Ubisoft a prendere provvedimenti contro i Cyclops Athlete Gaming, una delle migliori squadre di Rainbow Six asiatiche.
    Il team giapponese si sarebbe macchiato di "match throwing", ovvero di aver perso deliberatamente. In un match contro i QConfirm avrebbero optato deliberatamente per operatori off meta, giocando giusto per far presenza.

    L'allenatore Hibiki "XQQ" Motoyama ha ammesso via Twitter ciò che era già chiaro a tutti: la squadra aveva deliberatamente perso la partita, anche se non per intenti "fraudolenti".

    A causa dello strano modo in cui funziona il seeding nella regione APAC, in realtà perdendo la formazione è finita paradossalmente in una posizione più alta. Ubisoft ha già dichiarato che dovrà dare una bella svecchiata al sistema per la stagione 2021, al fine di assicurarsi che le squadre non si trovino in una situazione in cui sia più conveniente perdere.

    La squadra, comunque, ha agito in modo non competitivo, e questo collide con il regolamento. Per questo motivo Ubisoft ha deciso che è necessario prendere alcune misure, altrimenti l'integrità competitiva della Pro League sarebbe compromessa.
    I giocatori non subiranno conseguenze dirette per le loro azioni, ma l'allenatore XQQ (che ha già rassegnato le sue dimissioni) ha ricevuto una sospensione di 6 mesi e durerà fino al 20 maggio 2021. Inoltre, Cyclops Athlete Gaming come organizzazione è stata multata di 5.000 Dollari.

    Il 2021 esport di Rainbow Six Siege, in pillole

    A causa della persistente situazione sanitaria, Ubisoft ha dovuto giocoforza rivedere i piani per gli eventi del prossimo anno, a partire
    Per esser garantita, dunque, la scena competitiva dovrà subire un bel po' di modifiche, a partire dalle finali regionali. Queste ultime vedranno le migliori squadre di ogni regione (selezionate in base ai risultati delle due fasi precedenti) competere - online - per conquistare il titolo di campioni della prima stagione giocata con il nuovo formato. L'EU League di Rainbow Six Siege, in questo caso, si giocherà dal 15 al 17 gennaio 2021.

    La quinta edizione del Six Invitational, invece, si terrà a fine febbraio 2021. Le squadre saranno addirittura venti ed è prevista una competizione offline in Europa (dunque, per la prima volta, non in Canada) che verrà sottoposta a rigorose misure di sicurezza sanitaria. Di quelle venti squadre, sedici si qualificheranno per il Six Invitational 2021 in base alla propria posizione nel World Ranking, mentre gli altri quattro slot, uno per regione, saranno riservati alle formazioni provenienti dagli Open Qualifier che si terranno tra qualche settimana.

    Le registrazioni per i team apriranno il 2 dicembre.Infine, la Rainbow Six Siege World Cup dovrà purtroppo slittare al 2022. La decisione sofferta è stata presa da Ubisoft in seguito a un'attenta valutazione che ha preso in considerazione non solo l'impossibilità di prevedere l'evolversi futuro della pandemia, ma anche il fatto che la World Cup è un evento slegato al circuito esport e, quindi, privo di ripercussioni sulla scena competitiva.

    Dal canto nostro non possiamo che augurarci di tornare presto a fare il tifo all'interno di arene gremite e festanti.

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