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Rainbow Six Siege Road to Invitational 2020, la guida definitiva

Tutto quello che dovete assolutamente sapere per godervi l'atteso Invitational 2020 di Tom Clancy's Rainbow 6 Siege.

speciale Rainbow Six Siege Road to Invitational 2020, la guida definitiva
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Inizia ufficialmente la settimana più calda dell'anno per lo shooter tattico targato Ubisoft. Domani, infatti, si aprirà la stagione della caccia per i sedici migliori team al mondo, già nel gelido Quebec per infiammare la festa a tema, ovviamente, Rainbow Six Siege.
    L'Invitational 2020, però, non è solo gaming competitivo: è soprattutto l'occasione per immergersi nello strabordante affetto di milioni di appassionati sparsi in tutto il mondo e godere assieme di tutte le novità sull'Anno 5 che verranno presentate domenica 16.

    I livelli non contano, l'abilità o l'esperienza men che meno. Tutti sono invitati; tutti possono unirsi alle celebrazioni organizzate da Ubisoft e stringersi attorno al proprio titolo preferito. Il colosso francese quest'anno ha fatto le cose per benino, con un interessante update che da qualche settimana sta dando la carica agli utenti in vista del gran finale.
    Dopo la crescita esponenziale del titolo vissuta tanto nell'Anno 3 quanto nel 4, il team di sviluppo sarà chiamato a un compito alquanto arduo: non solo confermare quanto di buono fatto sino a questo momento ma addirittura a superarsi. Ci riusciranno? Secondo noi non vedono l'ora di spegnere le prime cinque candeline sulla torta di compleanno e svelarci i primi contenuti del nuovo corso.

    Tu l'hai mai visto il Canada?

    La nutrita schiera di appassionati di Rainbow Six Siege, insomma, sta attendendo con trepidazione: il Six Invitational 2020. Quello che può essere considerato il "mondiale" dello shooter tattico targato Ubisoft, come di consueto si svolgerà nell'arco di oltre una settimana, dal 7 al 16, per l'esattezza e l'edizione di quest'anno sarà la più ricca di sempre: ben tre milioni di Dollari sul piatto, dei quali uno intero andrà alla squadra vincitrice. Davvero niente male, considerando che appena due anni fa il montepremi totale si attestava sui 500.000 Dollari.

    Come vi abbiamo già detto, comunque, l'Invitational non è solo dedicato all'"esport". Durante la manifestazione, infatti, Ubisoft intende celebrare a tutto tondo i traguardi raggiunti dal titolo e dalla propria fedele community con panel dedicati, incontri con gli sviluppatori e contest ovviamente a tema "Six Universe".
    In particolare, la prossima settimana, chi sarà fisicamente all'evento potrà partecipare anche a meet & greet con sviluppatori, creatori di contenuti, team e anche i doppiatori di diversi personaggi come Patricia Summerset (Ash), Carlo Mestroni (Thermite) e Andy McQueen (Harry). Non solo: sarà possibile godersi anche una demo giocabile della prima stagione del quinto Anno e una divertente Creators Cup che vedrà diverse squadre contendersi un prize pool da 20.000 Dollari, ovviamente da destinare in beneficienza.

    Ecco, comunque, la scansione temporale del Six Invitational 2020: dal 7 al 9 febbraio inizio fase a gironi offline; dall'11 al 12 febbraio, prime due giornate dei playoff. Da venerdì 14 febbraio (a partire dalle 17:30) a domenica 16 febbraio (più o meno verso le 03:00 si terranno le ultime due giornate dei playoff e le finali. Come l'anno scorso, sarà il Place Bell, la spettacolare venue in cui si terrà l'evento. I fan potranno seguire tutte le partite del Six Invitational 2020 in diretta su Twitch e YouTube, ovviamente anche in lingua italiana. Ricordatevi che potrete, come di consueto, guadagnare anche i Twitch Drops in base al tempo di visualizzazione.
    Inoltre, se non volete perdere nulla dell'Invitational, vi consigliamo di scaricarvi l'app mobile dedicata all'evento.

    Montreal Express

    Le sedici formazioni sono state definite solo poche settimane fa, con il placet di Ubisoft nei confronti dei G2, attuali detentori del titolo ma protagonisti di una stagione da dimenticare. Da soli non ce l'avrebbero mai fatta a salire sull'aereo per il Canada. I ragazzi, infatti, hanno trovato il biglietto dorato dentro la barretta di cioccolato inviato da Ubisoft Montreal.
    Contestualmente al grosso, grossissimo colpo di fortuna dei G2, sono stati resi pubblici anche i quattro gruppi in cui sono le formazioni sono suddivise per la fase a gironi. Il Gruppo A è forse quello più affascinante, per l'alto tasso tecnico delle squadre: Team Empire, i DarkZero Esports, i FaZe e i Fnatic.

    Na'Vi, Team SoloMid, SpaceStation e Rogue formano il Gruppo B mentre, Giants Gaming, Ninja in Pyjamas, Team Liquid e MiBR sono nel Gruppo C. Infine Reciprocity, Wildcard, BDS Esport e G2 Esports sono nel Gruppo D. Niente Nora Rengo quest'anno, peccato.
    Vediamo nel dettaglio, come sempre, i campioni delle sedici scuderie.

    I miracolati G2

    I G2 sono la prova vivente che i miracoli esistono. Pessime prestazioni in Pro League, screzi con i loro giocatori, un rimpasto non del tutto chiaro, l'addio di Goga e l'avvento di avversari decisamente più affamati di loro, parevano aver messo una pietra tombale sulla storia della squadra europea più vincente di sempre. Invece, dall'alto è scesa la mano misericordiosa di Ubisoft che li ha attirati a sé invitandoli direttamente in Canada.

    Certo, sono pur sempre i campioni dell'anno scorso e sarebbe stato brutto non permettere loro di difendere il titolo. Eppure, non se lo sarebbero meritato.
    Il team è sostanzialmente lo stesso dell'anno scorso, a esclusione di Goga andato ai Vitality a dicembre. Di conseguenza, ci saranno UUNO, Fabian, Kantoraketti e Pengu, oltre a un giocatore in prestito dai Penta: Sir Boss. A mancare all'appello, ora è solo la loro fame di vittoria, ormai spenta da tempo. Pronti a esser smentiti, ovviamente.

    Gli operatori che vennero dal freddo: il Team Empire

    La storica organizzazione con base a Mosca non ha certo bisogno di grandi presentazioni. Il 2019 è stato l'anno della loro definitiva consacrazione, dopo aver mandato in Siberia tutti gli oppositori della regione CIS.

    Il team russo è stato capace di arrivare secondo allo scorso Invitational, vincere la finale della Pro League meneghina e di vincere il Major di Raleigh in agosto.
    Formazione inalterata rispetto agli ultimi appuntamenti ufficiali e pronta a combattere per alzare il Martellone di Sledge, simbolo del primato mondiale. Decisamente i principali candidati al titolo.

    Team SoloMid

    Il Team SoloMid è molto giovane, non tanto in termini anagrafici dei suoi componenti bensì di formazione. La squadra è infatti nata solamente lo scorso giugno inglobando gli Excelerate Gaming. Eppure i ragazzi del TSM sono riusciti a vincere un DreamHack, guadagnando così il pass diretto per l'Invitational. Non male, visto che in Pro League non sono dei fenomeni e agli ultimi Nationals sono arrivati terzi dietro a Reciprocity e SpaceStation. L'arrivo più interessante a rinforzare le fila della squadra? Emilio Leynez Cuevas, alias Geooometrics, ex giocatore degli Evil Geniuses che, guarda caso, quest'anno salteranno l'appuntamento più importante.
    Potrebbe essere una sorpresa, almeno per gli ottavi.

    I Giganti: Giants Gaming

    Una formazione, quella dei Giants, che ha vissuto un periodo abbastanza turbolento ultimamente. A gennaio, infatti, si è verificata una grossa rivoluzione nell'organizzazione spagnola. Il vecchio roster è stato acquisito in blocco dall'organizzazione di Las Vegas del DJ Steve Aoki e degli Imagine Dragons, divenendo il nuovo Team Rogue.

    Gli iberici, invece, si sono gettati sul mercato di riparazione, inglobando l'intero roster dei fenomeni di Singapore, quegli Aeroworlf che in barba a qualunque difficoltà erano riusciti a staccare il biglietto per le ultime finali di Pro League giocate (peraltro con un discreto risultato) in Giappone a Novembre. I nuovi Giants, quindi, sono una reale incognita, perché il team asiatico non può vantare una grossa esperienza in campo internazionale. Senza contare il fatto che l'Invitational non è la Pro League e l'organizzazione potrebbe andare incontro a un grosso buco nell'acqua.

    Chi si vede: i Rogue

    Si parla del diavolo e spuntano i Rogue. La formazione, come abbiamo appena ricordato, è del tutto nuova per l'organizzazione di Las Vegas. I vecchi giocatori - che hanno vinto lo scorso luglio il DreamHack Valencia - se ne sono andati, mentre il roster ex- Giants ha cambiato casacca e sta portando la bandiera dell'org nordamericana nella Pro League europea. I nuovi Rogue parteciperanno all'Invitational in forza del fatto che proprio quel roster è lo stesso che, quando ancora si chiamava Giants, si era guadagnato l'accesso alle finali della Pro League nipponica.

    DarkZero Esports

    L'organizzazione nordamericana ha fatto passi da gigante l'anno scorso, addirittura arrivando seconda alle finali di Pro League a novembre, nella finalissima persa contro i Na'Vi. Il tracinatore della squadra è ancora quel Brandon "BC" Carr che, dopo aver militato negli Evil Geniuses, è stato il capitano dei DarkZero sino a qualche mese fa, quando ha fatto un passo indietro assumendo il ruolo di coach/GM dell'organizzazione.

    Ora il roster attivo è profondamente diverso rispetto a quello visto a Raleigh, con due innesti importanti come Skys (proveniente dal Team Reciprocity) ed Ecl9pse (arrivato dai vecchi Rogue) e non sappiamo quante possibilità abbiano di fare un buon torneo. Arriveranno al bracket a eliminazione diretta ma di sicuro non hanno preparato in valigia il vestito buono da mettere per il ballo di fine anno.

    FaZe Clan

    I FaZe sono l'organizzazione statunitense per eccellenza, nonché tra le più amate dalle fanbase di molti titoli competitivi. Il team, esattamente come già accaduto l'anno scorso, schiera una squadra interamente brasiliana. I FaZe Clan, in sostanza, sono "sempre quelli", per dirla con un gergo da Bar Sport: rimangono in buona parte quel Team Fontt assurto agli onori della cronaca esport carioca un paio d'anni fa per le loro imprese e per la loro rivalità con i Black Dragons Esports. Gli ultimi innesti, ovvero "ion" (ex, proprio, dei Black Dragons) e "yoona", hanno portato un po' di equilibrio in un team troppo aggressivo e poco attento al ragionamento. Anche per loro pronostichiamo comunque l'accesso alla fase a eliminazione diretta.

    Team Liquid

    L'organizzazione olandese è una delle più famose sulla scena internazionale. Nata vent'anni fa, ora può vantare team e squadre sparse per il mondo e attive su diversi titoli competitivi. L'organizzazione professionistica si è conquistata l'accesso all'Invitational grazie alla qualificazione nella regione latino-americana. I Liquid, infatti, proprio come i FaZe, schierano una formazione interamente composta da giocatori carioca, provenienti dal (fu) vincente MOPA Team. Potrebbero essere la sorpresa del torneo? Ne dubitiamo.

    Fnatic - gli Aussie con un pizzico di Cina

    Team non più tutto australiano per i Fnatic organizzazione, come sappiamo, di fama mondiale. Quasi impossibile non conoscere i caratteristici "colori sociali": arancione e nero. Fondata nel 2004, l'organizzazione con base a Londra si è espansa a dismisura, mettendo radici anche a San Francisco.

    All'inizio del 2018, i Fnatic hanno acquisito in blocco il team MindFreak. Negli ultimi mesi, però, un paio di giocatori si sono ritirati, lasciando liberi 2/6 del roster, prontamente occupati da "Tex" (ex team Sinister) e dal cinese "MentalistC" (fresco ex, udite udite, degli Aerowolf). La loro stella brillerà nelle fredde notti di Montreal? Difficile dirlo con certezza, visto che si presentano con un biglietto staccato dagli Open APAC.

    MiBR - Made in Brazil

    La squadra, in effetti, l'abbiamo conosciuta con il nome di Immortals. L'organizzazione, come sappiamo, ha deciso di trasferire l'intera formazione e lo staff all'org gemella MiBR a inizio agosto, poco prima del Major.
    La formazione, interamente brasiliana, come recita con orgoglio il loro nome, nella regione sudamericana della Pro League è costantemente a rischio Serie B. L'ultima volta sono riusciti a salvarsi per il rotto della cuffia e ora veleggiano in una modestissima quinta posizione.
    Il team è rimasto invariato dallo scorso Major di Raleigh, eccezion fatta per l'arrivo recente di "Hugzord" dai Black Dragons Esports.

    Ninja in Pyjamas - pigiamini alla riscossa

    I NiP, bene o male, si presentano sempre all'appello. Brasiliani anche loro, attualmente in testa alla Pro League LATAM, rirpopongono sostanzialmente la stessa formazione attiva dal 2018 che, in ogni caso, in campo internazionale non ha mai dato sfoggio di grossa abilità.

    Ciò nonostante loro sono una certezza nei main event di Ubisoft, al di là delle performance. L'Invitational 2020 potrebbe esser la loro occasione per pulire la patina opaca che li avvolge e risplendere finalmente nel firmamento internazionale.

    SpaceStation Gaming

    L'organizzazione multigaming statunitense con base a Salt Lake City, è di proprietà della franchigia NBA Utah Jazz. I ragazzi di Spacestation, in patria, riescono quasi sempre a esser protagonisti, anche se per l'Invitational hanno strappato un biglietto dagli Open Qualifier. Attualmente sono terzi nella Pro League statunitense e, soprattutto, sono riusciti a vincere - a dicembre - gli US Nationals. Ora, con l'aiuto del buon "Canadian" (altro grande ex dei decaduti Evil Geniuses che, tra l'altro, giocherà davanti al pubblico di casa) cercheranno di raggiungere indenni gli ultimi giorni di torneo. Sarebbe un traguardo importante per loro.

    Team Reciprocity

    Il Team Reciprocity è stato battuto agli US Nationals proprio dagli SpaceStation. Eppure, l'organizzazione canadese (hanno infatti base a Toronto), creata appena un anno fa, ha saputo distinguersi sempre più anche in campo internazionale, giungendo alle semifinali della scorsa Pro League in Giappone, battuti solamente dai Na'Vi che poi avrebbero vinto il titolo sui DarkZero.
    Il roster non è quello iniziale visto l'anno scorso. Due sono gli innesti, per così dire, recenti: Nyx, proveniente dai DarkZero e VertcL arrivato, invece, dai Rogue. Confidano sul supporto dei conterranei per scalare una montagna che pare essere comunque alla loro portata. Forse non raggiungeranno la vetta, ma i campi base più avanzati potrebbero esser conquistati.

    Na'Vi

    I Natus Vincere sono uno dei team più interessanti da tenere sott'occhio in questo momento, non solo per la loro storia esportiva ma anche per le loro potenzialità. Il team è passato dalla retrocessione nella stagione IX a vincere addirittura le finali di Pro League in Giappone.

    Certo, il terremoto interno all'organizzazione ha portato a un bel po' di cambiamenti: via il precedente roster, sono arrivati gli MnM Gaming.
    Inoltre, l'organizzazione è riuscita nell'impresa senza contare su un loro giocatore: Jack "Doki" Robertson, bannato e sostituito da un ottimo Pie. I Na'Vi sono tra le formazioni su cui scommetteremmo i nostri risparmi in ottica di una ipotetica finale.

    Wildcard Gaming

    Gli australiani Wildcard (ex Orgl3ss) hanno avuto un grosso peso, lo scorso novembre: difendere l'onore Aussie in Giappone. Onere che non hanno onorato granché, visto che se ne sono tornati a casa con l ossa rotte dopo la prima partita. Certo, hanno incontrato i Na'Vi ma tant'è. Ora a Montreal cercheranno semplicemente di sopravvivere sul ring il più a lungo possibile, prima che il coach getti la spugna per manifesta inferiorità.

    La sorpresona: BDS Esports

    Tralasciando il fatto che l'acronimo sembra essere stato partorito da un manager di un gruppo pop coreano, i BDS sono transalpini e sono il frutto di un patchwork eterogeneo che ha messo insieme ex pro player importanti (provenienti dal vecchio team dei Vitality) con giocatori delle categorie minori tra cui spicca anche un ex galeotto (per modo di dire!) che ha scontato un anno e mezzo di ban per aver usato macro in una partita contro i Penta Sports. Niente male. Questa armata Brancaleone è riuscita a fregare tutti, anche i nostri Mkers, agli EU Qualifier e a staccare un importantissimo biglietto per il Canada. Un'occasione forse, per loro, più unica che rara.

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