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Rainbow Six Siege: Road to World Cup 2021, colpo grosso Ubisoft

Con l'annuncio della prima Coppa del Mondo di Rainbow Six Siege l'ecosistema competitivo del tactical shooter può dirsi completo.

speciale Rainbow Six Siege: Road to World Cup 2021, colpo grosso Ubisoft
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • I prossimi mesi saranno fondamentali per il futuro di Ubisoft. Non ci stiamo riferendo solamente ai titoli Tripla A attesi a breve, né all'avvento della nuova generazione di console. Forse ancora molti ignorano il fatto che il colosso francese, con lungimiranza, ha deciso di scommettere sull'esport come nuova forma di investimento a lungo termine. L'azzardo sta portando i suoi frutti, se rapportiamo l'ingente quantità di investimenti (intesi come tempo e risorse) alla crescita in fatto di guadagni e popolarità del suo titolo di punta: Rainbow Six Siege.

    La crescita costante

    Sin dai mesi successivi all'uscita lo shooter tattico è stato affiancato da una scena competitiva che nel corso del tempo si è espansa, raffinata ed evoluta fino a diventare ciò che vediamo oggi: una componente imprescindibile in grado di sostenere la stessa esistenza del titolo (recuperate il nostro speciale sulla scena competitiva di Rainbow Six Siege).
    Insomma, il Rainbow Six Siege che conosciamo non potrebbe sopravvivere senza la sua "spalla" esport. Soprattutto, non avrebbe oltre 60 milioni di giocatori e non sarebbe nemmeno nei contenuti più popolari di Twitch.

    Merito anche delle figure reclutate da Ubisoft negli ultimi due anni: su tutti Che Chou e Wei Yue (abbiamo avuto occasione di intervistare Wei Yue), entrambi grandi ex di Blizzard.
    Per sottolineare quanto sia importante l'esport per la multinazionale transalpina basta recuperare l'evento Ubisoft Forward, andato in scena qualche giorno fa. Durante l'evento digitale Ubisoft ha infatti annunciato l'inizio di un lungo, inedito percorso che ci accompagnerà sino all'estate 2021, quando andrà in scena - si spera dal vivo - addirittura la Coppa del Mondo di Rainbow Six Siege, circuito competitivo che si va ad aggiungere a un ecosistema già ricco e vivace.

    La scena competitiva attuale

    Come vi abbiamo già più volte riportato, a febbraio Ubisoft scelse nuovamente la splendida (e gelida) cornice di Montreal per svelare al mondo l'ennesima evoluzione della scena competitiva di R6 (ne abbiamo parlato nel nostro speciale sull'anno 5 e 6 di Rainbow Six Siege). Quest'anno infatti abbiamo assistito al pensionamento della vecchia Pro League, all'aumento del numero dei Major (nel 2020 sono due - entrambi annullati causa COVID -, mentre nel 2021 ne avremo addirittura tre), a un inedito processo di revenue share (con 42 squadre e non più 44 come annunciato in precedenza) e di regionalizzazione. Quest'ultimo ha condotto alla ristrutturazione e all'ampliamento non solo delle zone in cui si suddivide la scena globale di R6 ma anche a un'estensione verticale della piramide competitiva, con Nationals, Challenger e League.

    A gennaio, poi, si terranno i Qualifier ufficiali per partecipare al Six Invitational 2021, dato che non esiste più il pass diretto per il torneo canadese, che sarà ora considerato il "mondiale di R6 riservato alle organizzazioni".
    Al suo posto Ubisoft ha dato vita a una speciale classifica che ricorda molto da vicino quella del World Tour di ciclismo, o il ranking del tennis.

    In buona sostanza, le squadre di ogni regione guadagnano punti durante tutta la stagione in base ai piazzamenti in tutti i tornei, e solo quelle che avranno accumulato la quantità necessaria di punteggio potranno accedere ai Qualifier per il mondiale. Attualmente i francesi BDS sono in testa al ranking, anche se con l'inizio della Fase Due, tutto può ancora accadere.

    A proposito, la "nostra" EU League debutterà tra una manciata di giorni, lunedì 21 settembre 2020.Le squadre sono le stesse viste durante la Fase Uno: BDS, detentori del titolo, Chaos Esports, Team Secret, Vitality, gli italo-francesi Tempra Esports, G2, Empire, Na'Vi, Rogue e Virtus.Pro.

    ...e la World Cup?

    La prima edizione della Coppa del Mondo di Rainbow Six Siege nasce e si sviluppa proprio sul fertile sostrato che vi abbiamo appena riportato. L'idea di una Coppa del Mondo, sotto questo punto di vista, ci è parsa azzeccata dal momento che rappresenta l'apice dell'immaginaria piramide che raffigura la scena competitiva di R6. Questa, infatti, non è altro che il risultato di un preciso piano di crescita pluriennale che tenta di sviluppare in maniera unitaria e coerente l'intera struttura esport, dal più piccolo torneo ai grandi Major internazionali.

    Altri esperimenti tentati in passato non possono vantare il medesimo grado di estensione, nonostante gli sforzi profusi. Pensiamo alla Overwatch World Cup, tanto per citare un esempio. Quella di una competizione riservata alle nazionali è una grande idea, ma il problema è che il mondiale che viene disputato ogni anno alla BlizzCon sembra sempre slegato a tutto il resto dell'ecosistema competitivo dell'hero shooter.

    Quello delle competizioni riservate alle nazionali, peraltro, è un concetto non nuovo per l'esport. non pensiate che Blizzard o Ubisoft siano le prime, anzi: basti ricordare, al di là delle nazionali italiane delle federazioni di calcio (FIGC) e basket (FIP) che hanno vinto recentemente i titoli continentali nelle rispettive discipline, anche la nazionale di Magic che nel 2015 conquistò addirittura il mondiale.

    Ad ogni modo, la lunga strada verso la Rainbow Six World Cup partirà agli inizi del 2021, con la qualificazione riservata a 31 squadre che dovranno sfidarsi per conquistare gli ultimi sei posti disponibili per la fase finale e raggiungere così le quattordici nazionali (tra cui anche l'Italia) invitate direttamente all'evento estivo (si spera disputato dal vivo).

    Nella fase di qualificazione, alle diverse regioni verrà riservato un diverso numero di slot per le squadre da portare alla fase finale. Per le rappresentative europee ci saranno ben due slot, mentre le regioni restanti, ovvero LATAM (Sud America), APAC 1 e APAC 2 (le regioni Asia-Pacifico) e MENA (Medio Oriente), potranno contare solo su un posto ciascuna.
    La domanda è: come verranno selezionati gli Operatori che difenderanno i colori nazionali?

    Il processo di selezione

    Il processo di selezione ha avuto inizio il 14 settembre con ognuna delle 45 nazionali chiamata a comporre anzitutto un comitato, composto da tre manager selezionati secondo altrettanti criteri.
    Il primo verrà individuato direttamente dal team locale di Ubisoft; il secondo sarà un rappresentante "eletto" dalla scena professionistica locale, mentre il terzo sarà frutto della diretta volontà della community (sempre nazionale) di Rainbow Six Siege. Riguardo a quest'ultimo "voto popolare" i dettagli non sono ancora noti ma è possibile, come anticipavamo, che possa essere utilizzando lo stesso formato dell'Overwatch World Cup.

    I criteri, come affermato da François-Xavier Dénièle, permettono di portare al mondiale giocatori selezionati "non solo in base al loro livello, ma anche per ciò che significano per la scena esport locale".

    Ogni comitato nazionale, poi, selezionerà i giocatori nel corso di questo autunno, il che significa che la composizione delle squadre sarà nota ben prima del 2021. Il nostro pronostico è che l'annuncio dei nomi avverrà poco dopo il Major di metà novembre. Infine, per quanto ci riguarda, le favorite per il titolo, basandoci su pura statistica, saranno Francia, Brasile e Stati Uniti.

    Rainbow Six Siege La prima edizione della Rainbow Six World Cup incarna l'apice di un lavoro pluriennale portato avanti con ingenti investimenti da Ubisoft. La scena competitiva globale del tactical shooter, che attualmente può contare su oltre sessanta milioni di giocatori e su una struttura organizzativa tra le più coerenti e unitarie, può dirsi finalmente completa. Le selezioni per il comitato nazionale sono già partite, mentre nei prossimi mesi conosceremo finalmente i nomi dei giocatori che rappresenteranno i colori azzurri alla fase finale che si disputerà nell'estate 2021 a cui, ricordiamo, l'Italia è direttamente invitata.

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