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Rainbow Six Siege: sogno Mkers, nella leggenda ai PG Nationals 2019

Abbiamo assistito alle finali della stagione invernale del campionato PG Esports di Tom Clancy's Rainbow Six Siege.

speciale Rainbow Six Siege: sogno Mkers, nella leggenda ai PG Nationals 2019
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • La scena competitiva di Rainbow Six Siege, come sappiamo molto bene, non si ferma mai. Sempre più ricca di appuntamenti per soddisfare la grande domanda e l'enorme partecipazione, la stagione dello shooter tattico più famoso al mondo anima ogni weekend, persino quelli dedicati tradizionalmente allo shopping prenatalizio.

    In attesa dell'Invitational canadese, la scorsa settimana si è svolto l'OGA Pit Minor, in Croazia, mentre questo weekend sono andate in scena non solo le finali dei Nationals statunitensi, che hanno incoronato campioni degli strepitosi Spacestation Gaming, ma anche le PG Nationals Winter Finals di casa nostra.
    Il campionato targato PG Esports, giunto alla sua seconda edizione, si è spostato dal Teatro Olimpico della Capitale a Milano (già palcoscenico delle finali di Pro League a Maggio), all'interno degli studi televisivi di InFront. Mkers e Samsung Morning Stars, i due team approdati alla finalissima, hanno salutato il 2019 nel migliore dei modi.

    Un po' di storia

    Ci siamo lasciati a fine luglio con la vittoria dei Mkers, e ci ritroviamo in un'uggiosa giornata meneghina...ancora in compagnia dei Mkers. La più vincente ed esperta formazione italiana degli ultimi anni di Rainbow Six Siege, per chi segue la scena competitiva del tactical shooter targato Ubisoft Montréal, diciamoci la verità, non è una sorpresa. Sloppy, Torok, Alation, Baka, Auers sono ormai nomi leggendari e, assieme, sono - quasi - inarrestabili. La squadra, dopo aver lasciato la vecchia, gloriosa denominazione (EnD Gaming) e aver abbracciato i colori dei Mkers è cresciuta ancora di più, facendosi riconoscere anche fuori dei confini nazionali.

    Il team ha partecipato non solo a diverse competizioni europee ma si è messo in mostra anche nel corso degli open qualifier per il Six Major di Raleigh quest'estate.
    In Italia i ragazzi sono da sempre sulla cresta dell'onda e ultimamente si sono portati a casa tutto quello che c'era da vincere. Inoltre, si sono imposti sin da subito nel campionato italiano targato PG Esports come forza trainante seguendo una filosofia ben precisa: "make it or break it". E pare che, per loro, valga solo la prima parte del motto dell'organizzazione.

    Reduci dalla schiacciante vittoria in finale dopo il controllo dominante esercitato durante la prima edizione del campionato PG Nationals, i terribili cinque non potevano certo sedersi sugli allori e vivacchiare.
    Risultato? Nuova edizione, nuova finale. Questa volta, però, hanno dovuto fare i conti con i Samsung Morning Stars. L'organizzazione di Bergamo da un paio d'anni si è imposta nel panorama nazionale e internazionale grazie ai suoi campioni di Overwatch, League of Legends, Assetto Corsa, Hearthstone, Clash Royale, Apex Legends. Dallo scorso maggio si è aggiunto un team di Rainbow Six Siege (e successivamente anche un team tutto al femminile, le Athena). Dunque, da un certo punto di vista è già da considerarsi un successo il fatto che al loro secondo tentativo siano riusciti a centrare una finale nazionale.
    Dobbiamo comunque ricordare che qualche settimana fa il team è volato anche in Polonia per disputare l'equivalente locale dei PG Nats. Quindi le spalle dei ragazzi si stanno facendo belle larghe.

    Ad ogni modo alla seconda edizione del PG Nats, la squadra si è presentata rinnovata dalle fondamenta (del vecchio team, infatti, rimangono solo NoAir e Gemini, entrambi entry fragger, molto affiatati) e guidata dal coach australiano Jesse "Jess" Bolden, ex Penta e in grado - prima di accasarsi a Bergamo - di trascinare la squadra tedesca ai quarti di finale del DreamHack Valencia.

    Il sogno infranto

    Naturale, dunque, che i Samsung Morning Stars si siano presentati carichi e motivati per la finale meneghina, tanto da riuscire con tenacia a scardinare - per un effimero ma incredibile momento - la solidita dei campionissimi.
    Il match, infatti, si è aperto come da pronostico: i primi due round di Café sono andati ai Mkers, che hanno aperto le danze dopo l'esibizione di MadMan. I Samsung Morning Stars, però, hanno avuto il pregio di non mollare subito il colpo, nonostante la grande quantità di sbavature, pick discutibili ed errori che hanno minato (forse più del dovuto) la prestazione dei cinque. Sulla mappa russa finisce 7 a 4 per i campioni in carica. Più o meno lo stesso copione si è ripetuto in Banca, dove i Samsung, nonostante ottime prestazioni dei singoli (NoAir su tutti) non sono riusciti a performare al meglio, mostrando tutti i limiti che comunemente attanagliano una squadra ancora giovane ma molto ambiziosa.

    La Bo5, dunque, sembrava indirizzata su un comodo 3-0 in favore dei campioni s ma, improvvisamente, su Coastline è successo il miracolo: con una reazione rabbiosa (e a tutto vantaggio dello spettacolo) i Samsung Morning Stars hanno dato fondo a tutte le loro strategie, andando ben oltre le aspettative. Con sette round consecutivi hanno lasciato i Mkers storditi e a bocca asciutta, negando loro non solo qualsiasi possibilità di replica ma anche il dominio totale dell'incontro.

    Uno spettacolare 7 a 0 per i bergamaschi ha trascinato l'incontro su Villa e riacceso le speranze dei cinque di Bergamo. La quarta mappa, purtroppo per loro, è stata anche quella che ha posto fine all'incontro. I quattro round, portati a casa comunque con giocate davvero pregevoli, non sono bastati ai SMS per cullare il sogno "come back". Come si suol dire in questi casi: game, set, match ai Mkers.

    L'esperienza, la maturità, la sinergia di un team ormai granitico, sono tutti aspetti che, alla fine, hanno dato i loro frutti permettendo a Torok e compagni di alzare per la seconda volta il trofeo nazionale, a pochi mesi dal loro precedente successo. I vecchi - per modo di dire - leoni sono, insomma, tornati a ruggire riconquistando un territorio che considerano di loro proprietà.

    Il futuro di R6, in Italia

    A latere dell'incontro che ha posto fine a questi due mesi di campionato, sono state fatte importanti considerazioni e alcuni annunci sul futuro della collaborazione tra PG Esports e Ubisoft. Le abbiamo tenute in conclusione, perché volevamo dar il giusto spazio al percorso intrapreso dalle due realtà sino a questo momento e al futuro competitivo del titolo in Italia.
    Il format dei Nationals, nonostante sia molto giovane e debba ancora trovare una dimensione definita sotto il profilo della proposta complessiva, è riuscito a calamitare l'attenzione di una folta schiera di appassionati - anche in streaming, con punte di oltre 3.900 cuncurrent su Twitch (ed era attivo anche lo stream su YouTube) - e di un patner non endemico di tutto rispetto: Adidas.

    Ieri l'arena allestita negli studi di InFront, piuttosto contenuta per numero di posti a sedere, era gremita e il pubblico ha risposto molto bene alla chiamata. Organizzare le finali all'interno di uno studio televisivo, utilizzando la medesima regia e gli stessi mezzi, poi, dimostra l'effettiva volontà di alzare la qualità del format e di renderlo sempre più "mainstream".
    Va detto che, al di là dell'organizzazione non sono macate ingenuità tecniche - verificatesi anche il giorno precedente in occasione dei Factions - che in un evento così importante (tra l'altro, per il resto curato nei dettagli) non dovrebbero esserci. Qualche esempio, cam non corrispondenti al nome dei giocatori, alcuni stacchi dal timing errato che non hanno permesso di seguire l'azione saliente.

    Inezie, per carità. In molti non ci hanno fatto sicuramente caso. L'ambizione, però, deve andare a braccetto con la perfezione.

    La partnership tra le due aziende sta dando comunque i propri frutti; per il futuro c'è la volontà di estendere l'impegno a sostegno dell'esport e di alzare sempre più l'asticella qualitativa degli eventi dedicati a Rainbow Six Siege. Il panorama nazionale sta sicuramente crescendo (i due nomi in finale, forti di una reach che travalica i confini italici, lo dimostra) e la direzione che si vuole intraprendere punta a colmare il gap con altre realtà internazionali ben più consolidate e sviluppate rispetto alla nostra. La base c'è, perché con oltre un milione di giocatori la scena italiana di Rainbow Six Siege è assolutamente viva, attiva e recettiva.

    Per questo, a partire dall'undicesima stagione di Pro League, che inizierà a gennaio, PG Esports streammerà l'intero campionato in lingua italiana. Un modo questo per conquistare sempre più pubblico e avvicinarsi alle best practice estere. L'evento di ieri, quindi, rappresenta un altro fondamentale tassello nel complesso puzzle che compone il mondo dell'esport in Italia e un buon biglietto da visita per il 2020.

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