Red Dead Online tra Battle Royale e promesse per il futuro

La modalità Battle Royale di Red Dead Online è una novità certamente interessante ma non priva di difetti importanti...

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  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • A circa un mese e mezzo dal primo contatto con il multiplayer di Red Dead Redemption 2, Rockstar ha da poco pubblicato il primo aggiornamento contenutistico per la Beta di Red Dead Online. Un pacchetto che, come anticipato da un nugolo di rumor internettiani, segna l'esordio di una modalità Battle Royale vera e propria, intitolata Corsa alle armi. Per quanto la notizia abbia già sollevato una discreta mole di polemiche, che fa eco a quelle - non particolarmente ragionevoli - circa l'opportunità di aggiungere una comparto multigiocatore a un titolo come quello dei fratelli Houser, dal canto nostro non facciamo alcuna fatica a collocare la modalità in questione nel quadro dell'offerta ludica di Red Dead Online. Questo non vuole però dire che l'ultima aggiunta di Rockstar sia priva di difetti. Tutt'altro, in effetti.

    Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile...

    Corsa alle armi sfida un massimo di 32 giocatori, in solitaria o in squadre da quattro cowboy, a darsi battaglia all'interno di mappe dalle dimensioni piuttosto contenute, progressivamente ristrette (ogni minuto) fino a costringere i sopravvissuti a un duello all'ultimo sangue. Una premessa che si allinea con la più classica delle formule Battle Royale, concentrata in intensi scontri della durata di massimo 10 minuti.

    Tempististiche pienamente compatibili con le proporzioni ridotte dei diversi campi di battaglia, ripresi in larga parte dalle altre playlist competitive del gioco. A differenza di Niente sprechi, modalità con dinamiche simili ma affrontabile esclusivamente con arco o coltelli da lancio, Corsa alle armi non penalizza in alcun modo il gioco stazionario, sempre compatibilmente con la costante riduzione dell'area di gioco, e permette l'accesso all'intero arsenale di Red Dead Online, ammesso che i contendenti riescano a raccoglierlo sul campo prima di ricevere un bacio di piombo bollente. L'interpretazione data da Rockstar a uno dei sottogeneri più popolari del momento ha tutto il potenziale per offrire al pubblico ore e ore di febbrile divertimento, ma presenta per ora diverse forti inconsistenze, in parte derivanti dalle problematiche che, in un'ottica più ampia, affliggono per intero il comparto multiplayer di Red Dead Redemption 2. Tanto per cominciare, il sistema di mira automatica (in assenza di lobby dedicate) tende ad inficiare considerevolmente la rilevanza del fattore abilità nel quadro del gameplay, offrendo vantaggi considerevoli ai giocatori asserragliati all'interno di strutture o appostati dietro qualche ostacolo ambientale.

    Se da una parte si tratta di una scelta che inspessisce il valore strategico di un corretto posizionamento, legato a doppio filo a una buona conoscenza del terreno di scontro, dall'altra rende fin troppo arduo il confronto con gli utenti benedetti da uno spawn fortunato. A maggior ragione se si considera che, mentre la disposizione iniziale dei giocatori appare totalmente casuale (un'impostazione discutibile), il restringimento della zona ostile segue un iter sempre più che prevedibile.

    Questo, ad esempio, fa sì che nella mappa ambientata nelle terre dei Braithwaite la chiave della vittoria sia raggiungere per primi - e in buona salute - il maniero al centro dell'area, aspettando di accogliere gli ultimi superstiti con un saluto a pallettoni. Non convince poi la decisione di mantenere attivi gli effetti delle carte abilità dei personaggi, che scuote gli equilibri della battaglia offrendo fastidiose agevolazioni ai pistoleri di alto livello. In questo specifico contesto anche la presenza della minimappa sembra alquanto fuori luogo, visto che sottrae all'economia ludica una dinamica importante: la necessità di identificare a colpo d'occhio i punti di raccolta per le armi e la configurazione strutturale delle immediate vicinanze dell'avatar. In generale, parliamo di una Battle Royale "light" ancora lontano dalla sua forma ottimale, anche per quel che riguarda la modestia delle ricompense concesse in coda a ogni mischia armata. D'altronde lo stato delle cose rispecchia appieno l'attributo "Beta" di questo Red Dead Online, quindi è lecito aspettarsi che Rockstar sfrutti il feedback offerto dalla community per modellare l'esperienza in base alle preferenze del pubblico.

    Una delle prime cose sulle quali lo sviluppatore dovrebbe intervenire è sicuramente il matchmaking, apparentemente privo di un sistema di bilanciamento delle squadre e, almeno per il momento, incapace di raggiungere il tetto massimo dei giocatori per ciascuna lobby. Non ci dispiacerebbe nemmeno se lo studio replicasse le meccaniche di "coda" viste in GTA Online, per evitare di costringere gli utenti ad assistere (come succede nel 90% dei casi) a match in corso prima di poter scendere in campo.

    Una lunga cavalcata verso l'orizzonte

    Se da una parte Corsa alle armi non è esattamente l'aggiornamento con il quale avremmo voluto iniziare questo 2019, dall'altra Rockstar sembra avere in serbo novità decisamente interessanti per le settimane a venire. Oltre ad una serie di sfide giornaliere, utili a mantenere costante la presenza del pubblico sui server, lo sviluppatore pare intenzionato a dare corpo ad alcune delle modifiche più richieste dalla community di Red Dead Online, a partire da quelle atte a combattere la spiacevole diffusione del griefing nel vecchio West.

    Per disincentivare lo sterminio indiscriminato di cowboy "innocenti", sarà presto introdotto un sistema legale che piazzerà sulla testa dei giocatori aggressivi una taglia più o meno consistente, costringendoli ad alleggerirsi di qualche dollaro per evitare (dopo qualche tempo) di essere braccati da diversi gruppi di uomini di legge. Sulle medesime note, sarà inoltre più facile attivare la modalità tregua per impedire a banditi particolarmente ostinati di reclamare il nostro scalpo con snervante frequenza. Al contempo, Rockstar provvederà a facilitare l'acceso alle attività di PvP open world più strutturate (Faide, Faide tra Posse e Faide tra capi), permettendo agli utenti di scannarsi allegramente senza infastidire il resto delle maestranze armate. Significativa anche la promessa di una profonda revisione al funzionamento delle icone dei giocatori, che presto appariranno solo a breve distanza per ostacolare le mire letali dei griefer. Questi saranno invece visibili a distanze ben maggiori, e segnalati sulla mappa con icone più scure, in modo da poter essere facilmente evitati. Se le modifiche succitate sembrano destinate ad arrivare nel breve periodo, i piani di Rockstar per i prossimi mesi includono nuove missioni storia per la campagna online "La terra delle opportunità", nuove modalità competitive e una corposa rinfrescata al catalogo degli abiti a disposizione dei pistoleri modaioli. Particolarmente interessante l'annuncio di una lunga serie di eventi dinamici sparsi in tutto il mondo di gioco, che potrebbe contribuire ad attenuare l'eccessiva staticità del meraviglioso contesto poligonale sviluppato dal team dei fratelli Houser, offrendo alla platea un quadro più vivido del mondo online e restituendo - almeno in parte - alle cavalcate un valore che vada oltre quello del semplice spostamento da un obbiettivo all'altro.

    Mancano ancora dettagli su aspetti importantissimi come l'introduzione di assalti e rapine di vario genere, senza considerare i necessari miglioramenti alla stabilità generale dell'esperienza multiplayer, ma la buona notizia è che Rockstar sembra più che intenzionata a raccogliere ed elaborare il feedback dell'utenza, oltre che a rendere Red Dead Online un prodotto sempre più completo e avvincente. Difficile a questo punto collocare una finestra temporale per l'esordio della "versione 1.0" di Red Dead Online, ma l'impressione è che lo studio abbia già delineato una precisa rotta d'avvicinamento. Una rotta che, conoscendo il modus operandi dello sviluppatore, potrebbe regalarci ben più di una sorpresa nei mesi a venire. Nel dubbio, dita incrociate e mano sul revolver.

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