Red Dead Redemption 2: La Banda di Dutch Van der Linde

In Red Dead Redemption 2, la gang di Dutch - antagonista del primo capitolo - sarà un elemento centrale del racconto: ricordiamone i membri principali.

speciale Red Dead Redemption 2: La Banda di Dutch Van der Linde
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  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Il selvaggio West è un luogo in cui chiunque, per aver salva la pellaccia, dovrebbe pensare solamente ai propri interessi, senza curarsi né dei familiari, né degli amici. Una giungla di sterpaglie, avvoltoi, cercatori d'oro e pistoleri, nella quale la legge è violenta quanto il crimine, in cui gli animali banchettano sui cadaveri lasciati a marcire al sole, e dove la morte è solo ad un tiro di revolver. Non sembra esserci spazio, in questa landa di cowboy solitari, per una "famiglia". Ed invece, Rockstar Games nel suo Red Dead Redemption 2 mette al centro della vicenda proprio la storia di un gruppo di banditi che - pur senza legami di sangue - hanno scelto di restare uniti, legati gli uni agli altri da obiettivi comuni: sopravvivere, mettere sotto scacco il governo, arricchirsi e nel frattempo riequilibrare le ingiustizie sociali, donando ai poveri parte del denaro rubato. L'intento del team statunitense è quello di far sentire il giocatore parte integrante di una "famiglia allargata": nel corso dell'avventura, infatti, allestiremo una sorta di base operativa itinerante, nella quale potremo incontrare i vari membri della temibile banda di Dutch Van Der Linde.
    Ebbene sì, proprio lui, il principale antagonista dell'indimenticato John Marston. In Red Dead Redemption 2, ambientato nel 1899, ben 11 anni prima degli eventi narrati dallo scorso capitolo, ritroviamo il carismatico Dutch ancora a capo di un gruppo di spietati fuorilegge, dei quali fa parte anche Arthur Morgan, il protagonista di questo nuovo episodio. Adottato da Dutch quand'era ancora poco più di un bambino, Arthur considera la gang come una vera famiglia, verso la quale nutre un profondo senso di lealtà ed un forte impulso protettivo. Stando alle informazioni diffuse da Rockstar, sembra che il legame che Morgan instaurerà con i compagni d'arme sarà uno degli elementi cardine della narrazione e del gameplay: dall'accampamento, infatti, che fungerà da hub centrale per le missioni, il nostro protagonista potrà provvedere al fabbisogno della sua comunità, procurando denaro e risorse di vario genere. Il gruppo, come sappiamo, sarà molto ampio e variegato, composto sia da quei brutti ceffi che abbiamo già imparato a conoscere (ed odiare) nei panni di Marston, a sia da tanti altri personaggi ancora tutti da scoprire. E mentre aspettiamo di poter approfondire le personalità di Arthur Morgan e degli inediti comprimari del cast, quindi, iniziamo a comporre un breve identikit dei membri più noti della banda di Van der Linde.

    John Marston

    John è un "sopravvissuto", nel vero senso della parola. La sua vita si è sempre svolta sul filo del rasoio: figlio di un ubriacone scozzese e di una prostituta, che morì dandolo alla luce, Marston fu condotto ben presto in un orfanotrofio, dopo il trapasso del padre.

    Una prigione dalla quale John decise di evadere, entrando poi a far parte della banda di Dutch, che lo prese sotto la sua ala protettiva, assumendo per lui le forme di una nuova figura paterna. Leggere, cacciare, uccidere, sopravvivere: gli insegnamenti di Van der Linde fecero scuola, e tramutarono il piccolo John in un vero uomo del vecchio West. Un pistolero provetto, un abile predatore, un fuorilegge con uno spiccato senso dell'onore. Un cuore ruvido, temprato dalla sofferenza e dalla perdita, capace però di aprirsi ad uno spiraglio di tenerezza quando conobbe Abigail, una sgualdrina arruolata nelle fila di Dutch. Forse Marston vide in lei la possibilità di creare quella "famiglia" che non aveva mai avuto: senza curarsi della "professione" della sua sposa, John ebbe da lei un figlio, Jack, ed una femminuccia, scomparsa prematuramente in circostanze sconosciute. Il senso di appartenenza ad un nucleo unitario ha rappresentato per lui un veicolo di riscatto da un'esistenza che lo aveva lasciato solo troppo presto. È per questo che il nostro bandito non avrebbe mai dimenticato l'affronto subito dai suoi compagni d'arme: al termine di una rapina finita male, Marston venne gravemente ferito ed abbandonato dai "fratelli", che lo credevano morto. Una colpa imperdonabile ai suoi occhi, che lo spinse - una volta ripresosi dal colpo - a lasciare il gruppo, per ricominciare da capo, con Abigail e Jack: la sua nuova, ed unica, famiglia.

    Ma l'ombra della legge, come sappiamo, non dimentica il passato. Due agenti federali, Edgar Ross e Archer Fordham, rapirono sua moglie e suo figlio, obbligandolo a rintracciare ed eliminare i membri della vecchia gang. È da questo punto che partono le vicende del primo Red Dead Redemption: nel corso dell'epopea riscopriamo alcuni lati del carattere di Marston, cinico se serve, spietato all'occorrenza, sarcastico e pungente quando necessario. Un uomo tutto d'un pezzo, ligio all'onore della moglie, rispettoso delle donne: un anti eroe in cerca di riscatto e di pace, per i quali sembra disposto a sacrificare ogni cosa. Tutto, tranne la sua famiglia, l'ultimo barlume di una vita che ha sempre desiderato, e che forse non gli apparterrà mai. Lo ritroveremo, più giovane e inesperto, in Red Dead Redemption 2: probabilmente scopriremo le origini delle cicatrici che ha in volto, lo guarderemo crescere ed innamorarsi, con la triste consapevolezza del destino a cui va incontro.

    Abigail Marston

    "Lo sai Jill, mi ricordi mia madre. Era la più grande puttana di Alameda e la donna più in gamba che sia mai esistita. Chiunque sia stato mio padre, per un'ora o per un mese è stato un uomo molto felice" - C'era una volta il West.
    Abigail era una prostituta, è vero. Un'orfana unitasi alla banda di Dutch, nella quale, a volte, "allietava" i vari compañeros. Ma di certo è anche una donna molto in gamba: insieme a lei, John è stato un uomo molto felice, forse per la prima volta nella sua vita. Illetterata, un po' rozza ed aggressiva, Abigail è il risultato di un'esistenza trascorsa a difendersi da un mondo ostile, da chi tentava di allungarle, senza il suo consenso (o senza un adeguato pagamento), le mani addosso.

    Non particolarmente bella, ma dalla personalità dirompente e, a suo modo, affascinante, la moglie di John ci viene presentata sulla scena solo per un tempo molto limitato, ma tanto basta per inquadrare perfettamente la sua personalità. Sono sufficienti poche linee di dialogo, qualche sguardo ben indirizzato con i suoi occhioni verdi, ed alcuni gesti ben mirati per comprenderne appieno il temperamento. Ed il motivo per cui Marston ha scelto lei. Abigail esprime i suoi sentimenti prima con i pugni e con parole affilate, e poi con un tenero abbraccio: in un mondo come quello del West, Abigail è merce rara, da amare e proteggere. E per cui, in fondo, potrebbe valere la pena sporcarsi le mani.

    Javier Escuella

    Si conosce poco, di Escuella. Nel primo Red Dead Redemption compare più che altro come una figura che agisce nell'ombra: delle sue azioni vediamo i frutti e le conseguenze, ma non direttamente la mano che muove le fila. Quel che è certo, è che Javier è un codardo, uno di quei voltagabbana che pensa solo al suo tornaconto, e per cui la "famiglia" conta quasi nulla. Non potevamo aspettarci niente di diverso da un ex rivoluzionario messicano, che approfitta delle situazioni per comprendere quale sia il lato del vincitore. Dopo lo scioglimento della banda di Dutch, Escuella si è posto al fianco del colonnello Augustin Allende, servendo "altro governo", come rimproveratogli da John.

    È proprio dal rapido incontro tra i due che possiamo farci un'idea ben chiara del carattere di Javier: lingua biforcuta, oratore di dubbia capacità, manipolatore e doppiogiochista, che mette sotto i piedi l'onore e ricorre a sporchi mezzucci pur di aver salva la vita. L'unico suo gesto "altruista", in memoria dei bei vecchi tempi, è stato quello di aver accolto Bill Williamson in Messico, quando Marston e gli agenti federali gli davano la caccia. Dinanzi alle sue spicciole provocazioni (spesso nomina Abigail in modo sottilmente allusivo), spetta a John (e quindi al giocatore) scegliere il suo destino tra le mura della forte di El Presidio.

    Bill Williamson

    "Eri come un fratello, per me". Così John si rivolge a William Williamson all'inizio di Red Dead Redemption, dinanzi alla roccaforte di Fort Mercer. È chiaro sin da subito che il rapporto che connette Marston a Bill supera in importanza ed intensità quello con gli altri membri della banda: due fratelli che si contendevano l'approvazione paterna di Van der Linde. Che Williamson sia vissuto per un periodo all'ombra di John è evidente dal modo in cui parla al vecchio compagno d'avventure: "Ora comando io. Niente più Dutch, e niente più te".

    C'è insomma una palese rivalità "familiare" che mette i due l'uno contro l'altro: è questo uno dei motivi che ha spinto Bill a cogliere la palla al lazo quando, dopo una rapina, ha lasciato John a morire, senza prestagli soccorso. Williamson incarna lo stereotipo del bandito del West: un ex militare passato sotto l'egida della malavita, assetato di potere, ispido, sporco, approfittatore, sudicio e squilibrato, dedito ad ogni tipo di ruberia e malaffare. "Il peggior criminale del paese", come viene definito all'interno del gioco. Al pari di Escuella, Bill è un uomo pavido, che difficilmente scende in campo in prima persona, e non esita a ricorrere ad alleanze opportunistiche. Eppure, nonostante le differenze caratteriali, c'è un elemento che avvicina Marston e Williamson: sono entrambi figli adottivi di un padre che li ha abbandonati.

    Dutch Van der Linde

    "Il Robin Hood del vecchio West". Leader di una banda che seminava scompiglio con lo scopo, paradossalmente, di riportare la società verso un ordine di stampo "primordiale", Dutch è una figura piuttosto complessa. Mosso da stravaganti ideali, imponeva alla sua gang di rubare ai ricchi per dare ai poveri, giustificando con simili intenti le atrocità che commetteva: una contraddizione, una forma deviata di "giustizia", che mise in serio pericolo la sua sanità mentale. Si racconta che la sua progressiva follia fu la causa dello scioglimento del gruppo: probabilmente, in realtà, Dutch non è mai stato davvero pazzo. Soltanto un individuo "fuori dal suo tempo", erede di una visione del West ancorata alla sua natura originale, dove vigeva la legge del più forte. Chissà: magari è anche per questo che, in Red Dead Redemption, la sua nuova "famiglia" è formata per lo più da nativi, ossia coloro legati ad un passato che sta per essere spazzato via. Van der Linde prova ad opporsi all'avanzare inarrestabile della tecnologia, alla lunga mano del Governo che, con i suoi nuovi mezzi, sembra intenzionato a porre fine all'era dei bandidos.

    Conscio della sconfitta imminente, la sua unica via di fuga è proprio l'insania, ossia l'arma per mascherare la sua inadeguatezza di fronte ad un mondo che cambia, e che non è più in grado di accoglierlo. Sognatore ed idealista, Dutch è però anche un uomo privo di scrupoli, che non esita a massacrare innocenti pur di raggiungere il suo scopo. Ogni incontro con John è un momento di intima riflessione personale tra i due, in cui spicca la contraddittoria personalità del grande "capo", la dicotomia tra i suoi mezzi ed i suoi "nobili" intenti. Dutch è un figlio del West, consapevole dell'impossibilità di combattere contro il destino, contro lo scorrere ineluttabile degli anni, eppure costretto dalla sua stessa natura a lottare fino alla morte. L'epica della frontiera sta svanendo, e Van der Linde con lei. "Il nostro tempo è passato" - sussurra a Marston con un filo di voce. E noi questa sua epoca al tramonto, in Red Dead Redemption 2, siamo pronti a viverla in tutto il suo selvaggio splendore.

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