Red Dead Redemption 2 e il ritorno dello Strano Tizio: l'arte e la morte

Una delle figure più enigmatiche del primo Red Dead Redemption fa il suo ritorno nel sequel: scopriamone il mistero. Attenzione SPOILER!

Red Dead Redemption 2: La storia dello Strano Tizio
Speciale: Multi
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  • Attenzione: le immagini ed il testo dell'articolo contengono spoiler sulla trama del primo e del secondo Red Dead Redemption.

    Nei pressi di Lemoyne, ad est del fiume Kamassa, c'è una piccola casupola circondata da una lurida palude, dove solitamente banchettano degli alligatori. Entrando in questa dimora è possibile notare una serie di dipinti ed alcuni messaggi incisi sulle pareti, come se ci trovassimo in un laboratorio d'arte, o in una piccola pinacoteca. Potrebbe all'apparenza essere nient'altro che il magazzino di un pittore, ma in realtà, osservando con attenzione, si intuisce come i quadri posizionati nella baracca appartengano nientemeno che al cosiddetto Strano Tizio (The Strange Man, in originale), una delle figura più enigmatiche, affascinanti ed inquietanti incontrate nel primo Red Dead Redemption. Quello che parrebbe un banalissimo easter egg inserito all'interno di Red Dead Redemption 2, si rivela in realtà molto di più: una sorta di criptica side quest che dà prova dell'inesauribile narrativa ambientale del capolavoro Rockstar. Una missione in cui non dovremo agire attivamente, ma solo prendere atto, poco alla volta, dell'ineluttabile avanzare della Morte.

    Ti conosco

    Facciamo un passo indietro (o forse dovremmo dire "in avanti") e riscopriamo la natura dello Strano Tizio, un personaggio in cui possiamo imbatterci durante l'avventura in compagnia di John Marston. Nel capostipite della serie, infatti, il nostro pistolero incontra questo individuo per ben tre volte nel corso della quest opzionale "Ti conosco".

    In tutti i casi, l'uomo parla in modo alquanto subdolo, suggerendo apertamente di conoscere Marston, le sue malefatte, la sua vita passata e quella futura. Incuriosito dallo sconosciuto, John inizialmente si lascia guidare dalle sue parole: lo Strano Tizio gli ricorda degli omicidi compiuti da Dutch, gli atti atroci commessi dal protagonista, e poi gli propone un paio di attività secondarie da svolgere, che potrebbero "lavargli la coscienza". Questo figuro d'altri tempi è vestito come un nobiluomo, con un cappello a cilindro ed un paio di baffi, e parla come se fosse a conoscenza della verità del mondo. Le sue parole sono sibilline, le sue profezie poco cristalline, ed il tono vagamente minaccioso lasciano intendere sviluppi nefasti.

    La prima volta possiamo dialogare con The Strange Man nei pressi di New Austin: questo ambiguo comprimario chiede a John di andare nel saloon di Thieves' Landing e convincere un uomo a non tradire la moglie. Il giocatore, in questo caso, ha l'opportunità di assecondare i desideri del mandante, e compiere quindi una scelta moralmente dignitosa, oppure infischiarsene ed aiutare il beone fedifrago a perpetrare il suo peccato. In base alla decisione, cambierà il livello d'onore, ed anche i successivi dialoghi con lo Strano Tizio.

    Il nostro cammino si incrocia poi in Messico: nella seconda parte della quest, l'uomo misterioso avvisa il protagonista che al villaggio di Las Hermanas una suora sta uscendo dal monastero con un bel gruzzoletto di denaro. John può scegliere se fare un'offerta alla religiosa, oppure derubarla: inutile ribadire che, anche in quest'occasione, a seconda dell'opzione scelta muterà il grado di moralità. È però il terzo incontro quello più importante di tutti: avviene infatti a Beecher's Hope, la casa di Marston ed Abigail.

    Qui lo Strano Tizio sostiene di essere un "contabile", ossia uno che fa "i conti", come se stesse tenendo nota di tutte le azioni compiute dal pistolero. Quando John insiste per sapere il nome del suo interlocutore, questi evita di rispondere, affermando di averlo dimenticato, e poi esclama: "è proprio un posto perfetto" (this is a fine spot), riferendosi ad uno scorcio di Beecher's Hope. Infastidito dall'uomo, che sostiene di conoscere il protagonista "da sempre", "per via del Messico", e sin dai tempi in cui era all'Ovest, Marston gli scarica addosso il caricatore della pistola, ma senza successo.

    I proiettili sembrano attraversare il corpo del personaggio, il quale - all'ingiuria di John che gli urla contro "Maledetto!" - risponde "Già, me lo dicono in tanti". E poi svanisce nel nulla. Lo Strano Tizio ci lascia così nel dubbio su quale sia la sua vera identità: un mistero che forse diventa più chiaro alla fine del gioco, quando vediamo la tomba di Marston, Abigail e lo Zio ergersi nell'esatto punto in cui, anni prima, l'uomo aveva detto: "è proprio un posto perfetto". In fondo, la Morte lo aveva preannunciato.

    Ritratto di un uomo con cappello

    Che lo Strano Tizio sia la personificazione della Morte è la teoria più accreditata dai tempi dell'uscita del primo Red Dead Redemption, e viene parzialmente confermata anche nel suo sequel. Se varcheremo la soglia della casa nelle paludi di Lemoyne, come già accennato, ci troveremo dinanzi ad un manipolo di quadri, sparsi lungo le pareti della baracca.

    Uno in particolare, però, attrae la nostra attenzione: quello posto al centro della stanza, in cui i colori sono così mischiati da non permettere all'immagine di acquisire una forma ben definita. Almeno per il momento. Guardandoci intorno per cogliere alcuni indizi sul luogo in cui ci troviamo, è facile notare che i vari dipinti incorniciano alcuni animali, la cui raffigurazione si modifica in base al livello d'onore ottenuto, esattamente come avviene per le visioni di Arthur quando scopre di essere afflitto dalla tubercolosi. Se la morale è bassa, poggeremo i nostri occhi sulla rappresentazione di un lupo, mentre se il grado sarà oltre la metà superiore ci apparirà un cervo.

    Proprio come nel primo RDR, anche in questo secondo episodio lo Strano Tizio torna a "fare i conti", a giudicare e valutare le nostre azioni tramite i quadri che realizza. Ma è attraverso le scritte incise sulle mura che scopriamo maggiori dettagli sull'uomo misterioso. Anzitutto, la prima frase che balza all'occhio recita, guarda caso, I Know You, ossia "Ti conosco", lo stesso nome della missione del capostipite che lo vede protagonista. Un altro importante messaggio, posizionato in un angolino in alto a destra, dice: "His final toll will sound my greatest coming", un'espressione che letteralmente può essere tradotta come "il suo rintocco finale suonerà la mia grande venuta". Il termine "toll", tuttavia, non è stato scelto in modo casuale: in inglese, infatti, il sostantivo si riferisce anche al "pedaggio", al "tributo", al "conto" da pagare. E non potevamo aspettarci nulla di diverso da un personaggio che ha definito se stesso un "contabile" (an accountant). Non è da escludere che questo tributo da versare sia il pegno che Arthur paga con la vita, per espiare i suoi peccati sulla cima della montagna, quando con la sua dipartita cerca di dare un futuro a John, spianando così la strada all'avvento dell'uomo misterioso, e quindi della Morte.

    Sulla sommità del dipinto indecifrabile è invece inciso "the water is black with venom" (l'acqua è nera di veleno), una frase dal significato ancora oscuro ma che, in seguito, dopo aver esplorato tutta la mappa con John, assume connotati più limpidi. Si riallaccia probabilmente alla situazione di Armadillo, dove nei primi anni del 900 imperversa il colera.

    Accanto ad uno specchio, alla sinistra del quadro centrale, non è difficile scorgere anche l'iconico cappello a tuba dello Strano Tizio, mentre in alto è possibile leggere ulteriori messaggi. "I gave everything for art and I learned too much and nothing at all" (Ho dato tutto all'arte ed ho imparato tanto e nulla): lascia intendere che la Morte si sia dilettata proprio nell'arte della pittura, tramite la quale ha cercato di comprendere la natura della vita. Il legame "morte-arte" è presente anche in Oscar Wilde, per la precisione ne Il Ritratto di Dorian Gray, nella cui prefazione possiamo leggere: "La vita morale dell'uomo è parte della materia dell'artista".

    Nell'immaginario di Red Dead Redemption 2, lo Strano Tizio è profondamente interessato all'attività "morale" di John, tanto da studiarne le azioni e variare i soggetti dei dipinti in base all'onore. Ecco che, per mezzo della pittura, la moralità del protagonista diventa la materia dell'artista, e quindi della Morte. Imparare come funziona l'anima dell'uomo, tuttavia, non è stato poi di grande aiuto ("ho imparato tanto e nulla"). D'altronde, come sostiene sempre Wilde nella prefazione del suo Dorian Gray "tutta l'arte è completamente inutile". Un'ultima scritta sulle mura, infine, assomiglia ad una premonizione: "from the snow to the cave" (dalla neve alla grotta), un'allusione esplicita all'inizio ed alla conclusione dell'epopea di Red Dead Redemption 2, che comincia sulle vette innevate e si conclude proprio in quel nascondiglio situato, beffardamente, nei pressi del fiume Kamassa.

    Visitando più e più volte la casupola dello Strano Tizio nei panni di Marston, a distanza di qualche giorno, il dipinto al centro della sala si farà sempre più delineato, fino a ritrarre apertamente il volto dell'uomo misterioso. Nella fase finale della missione, inoltre, quando il cappello non sarà più posizionato sull'appendiabiti, la sagoma della Morte comparirà alle nostre spalle nello specchio, ma non sarà tangibile, né potremo interagire con lei. Tornando in quella casa un'ultima volta dopo l'apparizione, il quadro con il volto dello Strano Tizio sarà completamente svanito. Lo ritroveremo ad Armadillo, nell'emporio di Herbert Moon, già noto ai giocatori dell'originale Red Dead Redemption: un uomo ripugnante che odia gli ebrei, e che sembra aver firmato uno svantaggioso patto con la Morte.

    La Luna splende

    Il primo messaggio che possiamo leggere dopo aver messo piede nella casa dello Strano Tizio è scritto in alto, a destra dell'ingresso: "the moon will shine on in the darkness" (la luna brillerà nell'oscurità). Sembrerebbe una frase benaugurante, una sorta di profezia "positiva" sul destino di Arthur Morgan. Che sia la sua luce a rifulgere nelle tenebre? Che sia la sua redenzione a portare il bagliore nell'oscura vita delle persone che ha aiutato prima di morire? Possibile: d'altronde, nella straordinaria canzone "That's the way it is"- che accompagna l'ultima cavalcata di Arthur verso la resa dei conti finale - ascoltiamo il seguente verso: "Shine light into darkness".

    In realtà, considerate le altre prove presenti nella dimora, l'interpretazione più plausibile è ben diversa. Il messaggio pare infatti riferirsi al già citato Herbert Moon (il cui cognome è un palese indizio), un sopravvissuto dell'epidemia di colera ad Armadillo, nella cui oscurità, insomma, è riuscito a splendere. Questa sopravvivenza miracolosa sembra connessa ad una sorta di patto stipulato con la Morte. Ad aiutarci in simile interpretazione ci pensa una nota posta su un tavolinetto, alla sinistra del dipinto centrale, dove è situata una mappa di Armadillo ed una postilla: "I offered you happiness or two generations. You made your choice" (Ti ho offerto o "la felicità" o "due generazioni". Hai fatto la tua scelta).

    Il destinatario di questo monito sarà evidente solo se ci addentreremo verso la zone infetta, nell'emporio dove incontreremo Herbert Moon. Alle spalle del proprietario, per nostra sorpresa, c'è una versione in scala ridotta del ritratto dello Strano Tizio, come se si trattasse di un simbolo che implica una connessione tra i due personaggi. Il quadro e l'espressione artistica, un po' come nel capolavoro di Wilde, sono dunque l'emblema del "contratto" che Herbert fa con un'entità superiore. Il "contabile" ha dato a Moon la facoltà di scegliere se agguantare la felicità o assistere all'ampliamento della sua progenie (la "seconda generazione").

    A vederlo in salute in una città messa in ginocchio dall'epidemia si direbbe che il vecchio abbia optato per la prima opzione. E invece no: uccidendolo e trafugando il suo corpo, entreremo in possesso di una lettera inviatagli da sua figlia Herberta. Veniamo a sapere che Herbert ha ripudiato la ragazza perché si è unita a Isaac Solomons, di religione ebraica, la stessa che Moon detesta più di ogni altra cosa. Nella missiva, Herberta implora il padre di perdonarla, si scusa per aver "contaminato il suo sangue" scegliendo un uomo di un'altra fede, ma resta ferma nelle sue convinzioni, forte dell'amore che prova per il marito e per il bambino che sta per nascere. L'arrivo di un nipotino, in sostanza, incarna proprio la seconda generazione che Moon ha chiesto alla Morte, inconsapevole di quanta infelicità gli avrebbe provocato.

    Il posto perfetto

    La presenza dello Strano Tizio in Red Dead Redemption 2 è un tocco di classe di impensabile intensità. Più di un easter egg, è il manifesto implicito di quanto immensa sia la narrazione imbastita da Rockstar. Tutta questa serie di dettagli può essere scoperta solo analizzando ogni anfratto del mondo di gioco, lasciandosi guidare unicamente dalla famelica curiosità: il team non instrada mai il giocatore, né gli fornisce qualche indizio su come agire e su quale via percorrere. La side quest dell'uomo misterioso, le sue implicazioni nella lore dell'opera, il suo simbolismo, i suoi riferimenti letterari sono nascosti tra le paludi, tra le strade infestate dalla malattia, tra le tasche di un uomo morto e tra le parole di una lettera d'addio.

    Un posto perfetto

    Un altro posto perfetto

    Mettere insieme i tasselli della storia è un piccolo enigma che inquieta e sorprende. Se ripercorriamo le tracce di The Strange Man insieme a John, è impossibile non ricordare l'atroce destino verso il quale andiamo incontro: a Marston, a differenza di Herbert Moon, non è stato proposto alcun patto con la Morte, nel cui abbraccio è inevitabile abbandonarsi. Ecco perché, dopo aver salutato Arthur su quella lapide vicino alle cascate di Donner, ritornare a Beecher's Hope acquista un sapore diverso. Da una tomba ad un'altra. Una collinetta e le pendici di un albero. Entrambi posti perfetti.

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