Speciale RedLynx Studio

Visita ad una delle software house più celebri e importanti della regione scandinava.

speciale RedLynx Studio
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Anche dopo anni passati a scrivere di videogiochi, visitare uno studio di sviluppo si rivela ancora magico e affascinante, specialmente quando si tratta di una software house che, più di tante altre anche più celebri e rinomate, è riuscita a “farsi da sola”, costruendosi pian piano e soprattutto partendo dal basso. E’ senza dubbio il caso di RedLynx Studios, casa di sviluppo con sede ad Helsinki che si è fatta largo sgomitando tra un’agguerrita concorrenza, trasformandosi da piccolissima realtà amatoriale, ad uno degli studi europei più talentuosi e capaci di sempre. Specializzati in videogame arcade e titoli per il mobile - forte la vicinissima Nokia, ora non proprio il pole position - ha spostato in seguito l’attenzione su PC e console ottenendo gran successo e l’approvazione del pubblico, in particolare per la serie Trials (ormai giunta alla sua quinta incarnazione). “Quando abbiamo iniziato” ci rivela Tero Virtala, CEO di RedLynx “tra la fine degli anni novanta e il 2000, eravamo una manciata, carichi e pronti a realizzare quello che avevamo in mente. Adesso siamo più di cento, ma lo spirito non è mai cambiato e i nostri prodotti vi mostrano la nostra passione oggi come ieri.” La softco finnica ha da poco completato il suo primo titolo del franchise Trials per dispositivi mobile, un free-to-play, e di appresta a rilasciare un nuovo capitolo “classico” che godrà del boost di una console generation appena avviata. Il segreto del successo è in un team unito e affiatato, quello che abbiamo potuto incontrare e conoscere nei tre giorni di visita alla capitale finlandese.

VIDEOGIOCHI DAL BALTICO

Sono da poco passate le dieci di mattina e ci troviamo fuori dagli studi RedLynx di Ubisoft, in centro ad Helsinki. Nonostante una temperatura di gran lunga superiore alla media stagionale (prossima allo zero con una leggera neve in precipitazione) il freddo è davvero pungente, si avverte nelle ossa e lo conferma un Mar Baltico ricoperto da uno spesso strato di ghiaccio bianchissimo. Naturalmente i locali sono abituati a tale contesto climatico e infatti ad accoglierci arriva il direttore creativo di Trials Fusion, Antti Ilvessuo, vestendo con un paio di pantaloni a mezza gamba, t-shirt e una camicia a maniche lunghe: ci rendiamo subito conto che le presentazioni, viste da fuori, potrebbero avere un che di bizzarro, visto che il gruppo di giornalisti giunto da ogni angolo del globo pare invece bardato per affrontare una spedizione di quattro settimane al Circolo Polare Artico. Un ascensore ci porta al quinto piano, che è interamente occupato dagli studi e dagli uffici di RedLynx. La reception e la piccola sala d’attesa ci scaldano immediatamente con delle pareti di un rosso acceso, colore che sottolinea e richiama il nome dello studio. Il grande logo presente sul muro ci ricorda che la compagnia è sussidiaria di Ubisoft, acquistata nel novembre del 2011 per avviare un consolidamento aziendale e potersi quindi confrontare con una realtà più grande e con molta esperienza. “Alcuni credono che la fusione con Ubisoft sia partita da una mera esigenza economica” esordisce Tero Virtala nel corso della presentazione “ma in realtà è stata un’occasione abbracciata allo scopo di poter realizzare giochi ancora più belli e innovativi. Adesso possiamo interfacciarci e all’occorrenza lavorare con Montreal, Vancouver o Parigi, e loro possono farlo con noi ottenendo i medesimi benefici. Abbiamo allargato la famiglia[...]”.
La sala comune è il centro nevralgico del piccolo studio, punto di raccolta quando ci sono temi importanti da discutere: arredata con dei divani e munita di proiettore in alta definizione, mette a disposizione varie console con le quali i membri del team possono provare con mano l’ultima build, sviscerarla e quindi appuntare le modifiche necessarie al codice o alla grafica. Naturalmente si tratta anche di una stanza dedicata al ristoro e all’intrattenimento, con tanto di tavolo da biliardo e bersaglio per giocare a freccette. Poco distante si trovava anche un gigantesco tappeto giallo da wrestling, che supponiamo essere utilizzato per risolvere le più importanti e agguerrite dispute sul miglior level design da adottare. Nonostante i numerosi e scherzosi riferimenti a questa arena per gladiatori situata nel bel mezzo dello studio, nessuno degli invitati avrebbe osato sfidare gli autoctoni, che con la loro possanza sarebbero stati in grado di ribaltare anche un orso adulto. Il tour prosegue con un rapido excursus delle varie divisioni interne. I membri del team vanno e vengono inseguendo la loro creatività: RedLynx sembra infatti lasciare un ampio margine di indipendenza ai membri del team, che si spostano da una scrivania all’altra per lavorare e cooperare in piena libertà e autonomia. Trials Frontier è ormai stato rilasciato (anche se non in tutti i territori), mentre Fusion manca solo di poche rifiniture e un bilanciamento generale del gameplay, quindi l’atmosfera che si respira è calma e serena.

“In questi studi sono stati realizzati più di cento titoli” prosegue Virtala mentre ci accompagna nel tour “con una squadra divisa in più gruppi mentre siamo al lavoro su due, tre o anche quattro IP per volta”. I cubicoli occupati dal reparto debug sono vuoti, a dimostrazione del fatto che il Trials Fusion si trova ormai nelle ultimissime fasi di sviluppo, pronto a raggiungere il mass market. La nostra presenza ha però, con tutta probabilità, causato lo spegnimento di alcuni monitor, quelli al lavoro su progetti non ancora annunciati. Tra le altre cose qui abbiamo occasione di vedere con i nostri occhi uno dei primissimi modelli di Playstation 4 Debug, in apparenza un PC dal form factor ridotto con uno chassis bianco e nero. Gran parte dello staff è impegnato a giocare e discutere alcuni livelli di gioco: nonostante la timidezza per l’insolita situazione, alcuni membri del team artistico ci invitano ad avvicinarci per guardare da vicino il lavoro o per scambiare qualche battuta. Osservare il processo creativo può farti rapidamente cambiare prospettiva, soprattutto sulle cose che si credevano più semplici e banali: si può provare un livello ed editare alcuni parametri on-the-fly, da riga di comando, ma anche questa fase di rifinitura può essere davvero complessa ed estenuante.
A tour finito, abbiamo avuto occasione di fare un match multiplayer a fianco di alcuni elementi della squadra RedLynx: nonostante avessimo già passato qualche ora in compagnia dei giochi della serie Trials, siamo stati sonoramente sconfitti con evoluzioni acrobatiche in game che non credevamo assolutamente possibili. Ma nonostante il fascino della location e l’atmosfera magica, la cosa più interessante è stata vedere che, nel gioco come nel lavoro, i ragazzi finlandesi dell’affiliata Ubisoft sono affiatati e sempre pronti a mettersi in gioco. Perché è da questo che nascono i videogiochi migliori, quelli che continuano a divertire rompendo le barriere del tempo e dell’evoluzione grafica: dalla passione.

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