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Remnant From The Ashes: 5 motivi per recuperarlo gratis su PlayStation Plus

Disponibile gratis a marzo per gli abbonati al servizio PlayStation Plus, Remnant From The Ashes è un gioco che merita di essere rivalutato.

Remnant From the Ashes PS Plus
Speciale: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Marzo è stato un mese particolarmente ricco per gli abbonati al servizio PlayStation Plus (per approfondire vi rimandiamo al nostro speciale sui giochi PlayStation Plus di marzo 2021), e in particolar modo per quando riguarda l'offerta su PS4: assieme all'ottimo Final Fantasy 7 Remake (ecco la recensione di Final Fantasy 7 Remake per PS4), gli iscritti hanno potuto mettere le mani su Remnant From the Ashes, un titolo che, nonostante sia passato un po' in sordina, nasconde un potenziale davvero sorprendente. Partiamo subito col dire che l'opera di Gunfire Games strizza l'occhio ai capisaldi del filone "Soulslike", regalando un'esperienza che si discosta dai titoli From Software grazie alle sue unicità. Avete spolpato tutti i titoli di Hidetaka Miyazaki? Siete ancora affamati di sfide al limite del sovrumano? Remnant From the Ashes potrebbe fare proprio al caso vostro.

    Un buon soulslike che si differenzia dalla massa

    I paragoni con le opere di From Software non sono per nulla campati in aria: Remnant: From The Ashes ci trasporta in un mondo crudele, spietato, che non lascia spazio ai più deboli. Dopo aver creato il nostro alter ego, verremo catapultati all'interno di un mondo cupo, dove un breve tutorial ci permetterà di prendere confidenza con le meccaniche base della produzione.

    Già in questa fase non faticheremo a notare le unicità del titolo: non si tratta solo di un gioco di ruolo, ma di uno sparatutto in terza persona con dinamiche che potrebbero perfino ricordarvi alla lontana la saga di Gears of War. A questo punto la domanda sorge spontanea: come può uno sparatutto in terza persona essere simile alla saga dell'Anima Oscura? In effetti è proprio questo tratto a rendere l'approccio di Gunfire Games unico e stimolante. Sebbene il combattimento sia basato sui due cardini fondamentali di ogni buon soulslike, il controllo della stamina e la schivata, il gameplay è incentrato prevalentemente (esistono comunque attacchi melee) sull'utilizzo delle armi da fuoco, che useremo per massacrare la maggior parte dei nemici schierati tra noi e il nostro obiettivo del momento. Durante il nostro viaggio potremo infatti utilizzare un gran numero di strumenti di morte differenti (fucili a pompa, da cecchino e anche armi futuristiche), tutti estremamente divertenti e bilanciati, oltre ad un buon assortimento di armature e abilità, queste ultime sbloccabili progredendo nell'avventura. Vi abbiamo incuriosito? Vi assicuriamo che questo non è nulla.

    Post apocalittico e Lovecraft

    Remnant From The Ashes ci trasporta in un ambiente post apocalittico con alcune influenze artistiche tratte dai migliori racconti di Lovecraft. In questo futuro dai toni cupi, il mondo è stato messo in ginocchio da una razza aliena proveniente da un'altra dimensione. L'unico modo per liberare l'umanità dall'invasione dei Root è annientare le forze dell'invasore attraversando tutti i reami e le realtà alternative toccate da questa terribile minaccia, per porre fine al tragico dominio di questa disgustosa razza amorfa.

    Insomma, prendete un pizzico di Fallout, mischiatelo con una punta di Dead Space, aggiungete un po' di Bloodborne e avrete la ricetta perfetta per un setting inquietante e artisticamente ispirato. L'hub centrale del gioco è il Ward 13, il luogo in cui potremmo tornare per riposarci, aumentare di livello, migliorare le nostre armi e interagire con diversi npc attraverso dei brevi dialoghi a scelta multipla, ininfluenti ai fini della progressione ma in grado di offrirci nozioni interessanti sulla lore del titolo.

    Il male si combatte con due tre amici

    All'inizio del gioco potremo scegliere fra tre livelli di difficoltà, partendo dalla classica modalità "Normale" fino ad arrivare al temibile grado di sfida "Incubo". A differenza di quanto accade nei Souls, in Remnant: From the Ashes morire non ci farà perdere nulla (a parte la pazienza) poiché, come in tutti i TPS classici, ogni decesso ci riporterà all'ultimo checkpoint raggiunto o, nel caso delle boss fight, poco prima della battaglia.

    Molto spesso questi "scontri di fine livello" ci vedranno affrontare non solo una creatura particolarmente letale, ma anche un numero variabile di sgherri che renderanno ancora più ardua la battaglia, che in alcuni frangenti arriva a sfidare i limiti della frustrazione. Insomma, preparatevi a morire decine - se non centinaia - di volte anche per la più insignificante delle distrazioni, tra le maglie di un titolo piacevolmente hardcore, capace di offrire dosi abbondanti di brutale appagamento. A rendere tutto meno difficoltoso è la possibilità di evocare fino a due amici (o giocatori sconosciuti): preziosi alleati che aumenteranno considerevolmente le nostre possibilità di sopravvivenza.

    Il loro aiuto, infatti, si rivela spesso fondamentale, a maggior ragione considerando che il titolo - per ammissione degli stessi sviluppatori - è pensato per essere affrontato in cooperativa: un aspetto che può anche diventare un difetto qualora si decidesse di intraprendere l'avventura in solitaria. Va da sé che la campagna può essere completata senza alcun supporto, ma la scelta di chiudere le porte agli altri giocatori potrebbe aumentare il rischio di cadere preda della frustrazione. Noi vi abbiamo avvisati.

    Una personalizzazione di tutto rispetto

    Durante la creazione del personaggio si potranno scegliere tre classi: Attaccabrighe, Ex-Accolito e Cacciatore. L'Attaccabrighe è specializzato nel corpo a corpo e, oltre ad avere un ottimo potere d'attacco, ha la capacità di colpire più nemici in una volta sola. L'Ex-Accolito eccelle nel medio raggio, mentre il Cacciatore è specializzato nell'infliggere danni critici dalla lunga distanza. La scelta della classe iniziale è in gran parte indicativa, poiché saranno le armi, l'equipaggiamento e le abilità utilizzate a determinare le sorti della vostra avventura.

    Durante il viaggio, potremmo portare con noi tre strumenti letali, due bocche da fuoco e un'arma bianca. Tutti potranno essere personalizzate con delle mod che, oltre a cambiare l'estetica dell'arma, aggiungeranno una capacità speciale attivabile una volta caricata un'apposita barra: avremo a disposizione colpi infuocati, piccoli buchi neri capaci di attirare i nemici in un punto specifico, abilità d'evocazione, bonus alla salute e molto altro ancora. Come se questo non fosse abbastanza per garantire ai collezionisti più incalliti decine di ore di gioco, il sistema di progressione mette a disposizione del pubblico un'ampia gamma di abilità attive o passive sbloccabili (maggiore velocità di recupero, più energia, stamina e molto altro), che possono essere migliorate con i punti ottenuti salendo di livello. Come in ogni soulslike che si rispetti, non mancheranno poi gli oggetti consumabili, come bende, pozioni e strumenti essenziali per curare gli stati alterati inflitti dai nemici (radiazione, corrosione, avvelenamento, ecc.).

    Fate attenzione, alle mappe piace cambiare

    Tra le peculiarità della produzione c'è la generazione casuale delle mappe di gioco, ogni volta che si inizia una nuova partita. Non sarà raro, quindi, confrontarsi con un amico e venire a conoscenza di vere e proprie parti parzialmente inedite.

    In tutto, Remnant From The Ashes comprende ben cinque grandi scenari, che andremo ad esplorare in circa 20 ore di gioco. A questo proposito, vi consigliamo di premunirvi mettendo da parte qualche pad di scorta. Non si sa mai.

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