Resident Evil 3: le forme di Nemesis e le differenze con l'originale

Scopriamo insieme tutte le forme del nuovo, terrificante Nemesis, il nemico numero uno del Remake di Resident Evil 3.

Resident Evil 3 Remake: le forme di Nemesis
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  • Resident Evil 3 ha appena fatto il suo debutto e noi abbiamo colto l'occasione per soffermarci nel dettaglio sulla figura di Nemesis, il mostruoso antagonista di Jill Valentine. Pur avendo già trattato l'argomento all'interno della nostra recensione di RE3 Remake, l'iconico Tyrant reinterpretato da Capcom e M2 meritava un approfondimento dedicato, che avrebbe dovuto spingersi oltre l'analisi delle sue forme e apparizioni nel corso dell'avventura. Dopotutto la creatura in RE Engine presenta delle differenze rispetto alla controparte del '99, sia sul fronte narrativo che su quello ludico, e la nostra disamina non avrebbe potuto prescindere da un simile aspetto. Prima di cominciare, ci sembra doveroso fare la solita premessa: l'articolo contiene spoiler importanti sul ruolo di Nemesis e la sua caccia a Jill Valentine.

    L'attivazione del mostro e l'imboscata a Jill Valentine

    Mentre le TV locali cominciano a documentare il disastro di Raccoon City, in un'imprecisata sede dell'Umbrella si sta compiendo un crimine indicibile: i medici coinvolti nell'operazione iniettano uno strano liquido nelle vene di un essere imponente, di cui - anche se per brevi istanti - vediamo il torso, le enormi braccia e gli occhi vitrei. Destatosi dal lungo sonno, nome in codice Nemesis viene posto in un apposito involucro per armi biorganiche e spedito in elicottero a Raccoon City.

    Approfittandosi del caos generato dall'avanzata dei non morti, gli agenti della casa farmaceutica lo scaricano nei pressi dell'abitazione di Jill Valentine che, ignara di tutto, sta per lasciare il suo appartamento quando viene assalita dalla creatura. Coperto dalla testa ai piedi con un rivestimento protettivo, Nemesis attacca la donna con inaudita violenza e per poco non riesce a mettere a segno il colpo decisivo.

    Spaventata ma intenzionata a salvarsi, Jill gli sfugge in più occasioni, mentre il Tyrant distrugge interi piani della palazzina con estrema facilità. Poco più tardi, verso la parte conclusiva di un prologo avvolgente e spettacolare, l'agente S.T.A.R.S. assiste impotente alla distruzione dell'elicottero che l'avrebbe tratta in salvo, per poi scorgere nuovamente l'ombra del mostro.

    Dopo averlo spinto giù dal ponte con una vettura, Jill si ritrova a corto di opzioni quando Nemesis riemerge dalle fiamme e le mostra il suo volto terrificante. La natura "guidata" del prologo di Resident Evil 3, che chiama a eseguire dei semplici QTE e poco altro, è ascrivibile proprio alla volontà di mostrare al giocatore le tremende abilità del Pursuer, riducendo al minimo le fonti di distrazione. Oltre a essere una preda, infatti, Jill è anche spettatrice della furia inarrestabile del mostro, dinanzi al quale deve sopprimere la voglia di reagire per fare l'unica cosa che abbia realmente senso: scappare via.

    Tornando a noi, l'entrata in scena di Nemesis è molto diversa rispetto a quella classica, che vedeva la creatura raggiungere ed eliminare Brad nel cortile della centrale di polizia. Sebbene sia rimasta impressa nelle menti dei fan, la presentazione metteva in luce la capacità del mostro di utilizzare i tentacoli ma a Jill veniva data l'occasione di rinviare lo scontro, un lusso questo che non è stato concesso alla sua alter-ego in RE Engine. Tra l'altro, la spigolosa eroina del '99 incontrava il nemico solo nella parte conclusiva del prologo e non fin dall'inizio, il che acuiva il fattore sorpresa ma impediva al Tyrant di sfoggiare a dovere i propri talenti mortiferi.

    Le armi e le risorse di un killer mostruoso

    Fatta irruzione nella centrale armato di lanciarazzi, Nemesis dava inizio a un inseguimento asfissiante che metteva a dura prova i nervi dei giocatori. Dal ristorante alla redazione del Raccoon Press, fino alle strade in rovina del centro, il Tyrant del '99 braccava Jill in ogni angolo della mappa, dimostrandosi all'altezza del soprannome di Pursuer. Nel titolo di Capcom e M2 invece riappare quando la Valentine si sta recando alla sottostazione della metropolitana, facendo esplodere le mura di una palazzina per tagliarle la strada.

    Se il giocatore decide di affrontare Nemesis - magari per ottenere i pezzi di armi che il mostro lascia cadere quando viene stordito - questa fase si trasforma in una rapida successione di imboscate e mini boss-fight, nel corso delle quali la BOW ricorre a un gran numero di attacchi e abilità differenti.

    Grazie a una velocità senza pari e al suo orrido aspetto, tra la gigantesca vena pulsante, i lembi di carne strappata e le gengive esposte, la versione RE Engine di Nemesis incute un timore istantaneo e si dimostra ben più letale della sua controparte classica. Prese, raffiche di pugni e poderosi colpi a mani giunte, non sono che i primi passi di una danza mortale che prevede anche l'utilizzo dei tentacoli. Alle difficoltà più alte i tempi di rigenerazione della creatura si assottigliano, mentre i suoi attacchi a sorpresa diventano sempre più vari, basti pensare a quando infetta gli zombie col parassita Ne-Alpha per aggiungerli al proprio esercito di mostri.

    Con Jill impegnata a divincolarsi dai tentacoli di questi esseri, il Tyrant può raggiungerla facilmente e magari eliminarla con una sanguinosa finisher. Grazie a una serie di trovate che vanno ben oltre il suo iconico ruggito, Nemesis sembra possedere realmente un'intelligenza superiore: quando Jill si rifugia in un locale, ad esempio, il mostro rimane all'esterno per studiarne le mosse ed è anche in grado di coprirsi il cuore per impedire che venga raggiunto dai proiettili.
    Da qui in avanti l'avventura abbandona gli scontri in campo aperto in favore di sezioni decisamente più guidate, il che è un peccato visti i formidabili talenti di Nemesis. Quando Carlos, Nicholai e Mikhail stanno ultimando i preparativi per lasciare la zona coi sopravvissuti, la BOW raggiunge la stazione della metro per dare la caccia a Jill, che tenta di seminarla attraverso il sistema fognario.

    Quando l'agente della S.T.A.R.S. lascia i sotterranei della città viene nuovamente braccata dal nemico, che stavolta è armato di lanciafiamme e non esita a incendiare un intero edificio per intrappolarla al suo interno. Complice un'effettistica di prim'ordine, l'inedita sequenza è a dir poco spettacolare e culmina con un'intensa boss fight sulla sommità del palazzo. Il mostro non utilizza il suo strumento di morte senza una strategia, giacché può eseguire un buon numero di attacchi "fiammeggianti" che la donna deve essere pronta a schivare.

    Distruggere l'enorme serbatoio che alimenta il lanciafiamme, inoltre, non placa la foga di Nemesis, che pur se avvolto dalle fiamme attacca Jill con ritrovata veemenza. Utilizzando l'arma come fosse una mazza, l'abominio dimostra di saper reagire a ogni tipo di imprevisto, perfino quando viene investito dalla gigantesca esplosione che distrugge l'edificio. Difatti, proprio quando Jill si convince di averlo eliminato, il Tyrant rientra in scena più furioso di prima e con tanto di lanciarazzi.

    Danneggiato ma non sconfitto, comincia a bersagliare l'avversaria con una miriade di missili, che richiedono un attento uso della schivata per essere evitati. Rispetto all'originale terzo capitolo, in cui la creatura si serviva del lanciarazzi anche durante gli scontri opzionali, Capcom e M2 hanno scelto di dare uno screentime maggiore al lanciafiamme, complici le scarse possibilità offensive di quella che resta un'arma a distanza.

    Credendo di aver polverizzato la creatura assieme alla stazione Stagla, Jill inorridisce quando il mostro irrompe nel treno in corsa per portare a termine la sua campagna di morte. Questa scena è forse una delle più riuscite del gioco e non solo perché ripropone efficacemente il sacrificio di Mikhail: nello strappare via la vita al soldato e ai pochi sopravvissuti al disastro di Raccoon City, Nemesis dimostra ancora una volta d'essere uno spietato abominio che non avrebbe mai dovuto esistere.

    Lo scontro alla torre dell'orologio

    Dal deragliamento del treno in poi, Resident Evil 3: Nemesis e il suo moderno omonimo cominciano a differire in modo ancor più marcato, a partire dalle forme del Tyrant. Nel titolo del '99 infatti il mostro manteneva l'aspetto "antropomorfo" e, dopo aver distrutto l'elicottero che l'avrebbe tratta in salvo, attaccava Jill nel cortile della torre dell'orologio. Carlos e la sua compagna d'arme - che intanto veniva infettata da uno dei tentacoli di Nemesis - si lanciavano in una disperata offensiva contro il nemico, che dopo un lungo scontro perdeva i sensi tra le fiamme di un incendio.

    Tornato dall'ospedale con il vaccino per Jill, Oliveira si imbatteva nell'iconica forma a "torso nudo" di Nemesis, con i tentacoli che fuoriuscivano dal suo corpo senza più un freno. D'altra parte il mostro aveva subito una quantità inenarrabile di danni e il parassita Ne-Alpha al suo interno ne aveva risentito. Nell'edizione restaurata invece l'intera sezione della torre dell'orologio si è ridotta a una boss fight contro il Tyrant che, sopravvissuto all'incidente della metropolitana, si trasforma in un'orrida bestia a quattro zampe.

    Jill si lancia nello scontro con questo inedito abominio, ora dotato di giganteschi artigli al posto delle mani e di spuntoni d'osso acuminati che gli fuoriescono dagli avambracci. Sfruttando una velocità senza eguali, la bestia può saltare sulla preda per schiacciarla e arrivare addirittura a sbranarla con i suoi lunghi denti grigiastri. Gli impatti del mostro col terreno però distruggono gli sportelli dei veicoli vicini, il che permette a Valentine di trovare munizioni preziose per il suo lanciagranate.

    Grazie alle mine di prossimità sapientemente piazzate sulle pareti dei palazzi circostanti, Jill riesce a stordire Nemesis e a colpirlo al cuore, ora totalmente esposto a granate e proiettili. Credendo finalmente di aver vinto, l'agente della S.T.A.R.S. viene raggiunta da uno spuntone avvelenato emesso dal nemico, che infine sembra prevalere sulla coraggiosa agente. La boss fight ideata da Capcom e M2 ha un sapore inedito e il design del Nemesis "quadrupede" è certamente ispirato, sebbene sul fronte della lore possa risultare meno convincente rispetto alla forma tentacolare su PS1.

    La resa dei conti

    Quando Jill e Tyrell si avventurano nel NEST 2 per trovare il vaccino al Virus-T, Nemesis entra nuovamente in scena per finire il lavoro. Nonostante il suo aspetto sia rimasto invariato, ora il braccio sinistro dell'arma biologica è mutato in un grosso tentacolo estendibile, a causa dei danni subiti durante lo scontro precedente. Neanche a dirlo, il mostro non esita a utilizzarlo per impalare il povero Tyrell che, ormai privo di vita, viene scaraventato al suolo con violenza.

    Senza opzioni valide e in uno spazio ristretto, la protagonista sceglie saggiamente di fuggire ma Nemesis non vuole saperne di desistere. Sopravvissuta agli agguati del nemico, Valentine raggiunge l'imponente area di smaltimento del NEST 2, che in sostanza è un'enorme vasca che si riempie d'acido per sciogliere le carcasse degli esperimenti.

    Mentre il capitolo originale vedeva Jill lottare contro la forma tentacolare dell'antagonista, la boss fight moderna si rivela molto simile a quella della torre dell'orologio ma con un paio di differenze evidenti: in primis, il Tyrant sfrutta il suo arto allungabile per sferrare attacchi a distanza e in secondo luogo può essere stordito colpendo dei generatori al momento opportuno. Giungiamo infine alla boss fight finale, anch'essa rielaborata in maniera evidente rispetto alla battaglia del '99.

    Nella porzione conclusiva dell'avventura originale, infatti, Jill veniva assalita da una "massa informe" che - pur essendo stata deturpata dall'acido - era ancora animata dall'ossessione di finire la sua nemica. Nutritosi dei resti di un Super Tyrant, Nemesis recuperava le forze e mutava in un'orrida bestia quadrupede, capace di spruzzare dei temibili getti d'acido. Dopo aver inserito le batterie della Spada di Paracelso nelle rispettive allocazioni, Jill si serviva del cannone anti-BOW per infliggere danni inauditi al suo inseguitore, per poi finirlo con la sua fida Magnum e scampare alla distruzione della città.

    Nell'opera di Capcom e M2, Nemesis si ripara in una sorta di rivestimento cutaneo per sopravvivere all'acido ma poi ne fuoriesce e assume la sua forma definitiva. Incapace di muoversi liberamente, il gigantesco tripudio di viscere esposte, ossa e pustole piene d'acido, si "fissa" alle pareti dell'enorme sala con dei grossi lembi di carne, in modo da colpire più facilmente Jill con le sue possenti braccia. Destino vuole che l'area dello scontro sia in realtà la sala di prova del Finger, un cannone elettromagnetico anti-Tyrant che a differenza della Spada di Paracelso si può anche impugnare.

    Schivando i numerosi attacchi fisici della bestia, che alle difficoltà elevate sono ancor più imprevedibili e letali, Valentine deve distruggere le pustole del nemico per stordirlo e riuscire ad alimentare il cannone: far esplodere Nemesis con il Finger è un vero e proprio atto liberatorio per coloro che a lungo si sono sentiti deboli e indifesi dinanzi all'ombra nera del mostro.

    Resident Evil 3 Remake Simile ma anche differente rispetto alla controparte originale, il Nemesis di Capcom e M2 è una minaccia reale e persistente, che trova sempre nuovi modi per testare i nervi dei giocatori. Presente sin dai primi minuti del prologo, l’instancabile mostro dell’Umbrella Corporation è capace di creare un clima di tensione e terrore, che si protrae per tutta la prima metà dell’esperienza. Grazie a un pool di abilità incredibili, a una velocità senza pari e ad alcuni dettagli che lo fanno sembrare una bestia intelligente, la versione antropomorfa del Tyrant funziona alla perfezione, ecco perché - secondo il nostro parere - avrebbe potuto essere sfruttata più a lungo. Nella seconda parte di Resident Evil 3, invece, il giocatore è chiamato ad affrontare un nemico sostanzialmente diverso, che si allontana con decisione dalla classica mutazione coi tentacoli esposti. Sebbene siano ben congegnati, gli scontri con il mostro quadrupede si assomigliano un po’ troppo per impostazione ludica, un’osservazione la nostra che non si applica all’ultima boss fight. Difatti lo scontro decisivo con Nemesis è un’efficace reinterpretazione di quello classico ed è in grado di chiudere degnamente l’estenuante lotta per la vita di Jill Valentine.

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