Resident Evil Village: origini di Lady Dimitrescu, nascita di una contessa

Emergono nuovi dettagli sulle origini e l'aspetto di Lady Dimitrescu, uno dei personaggi più affascinanti di Resident Evil Village.

Resident Evil Village: Lady Dimitrescu
Speciale: Multi
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  • Xbox Series X
  • La torreggiante Alcina Dimitrescu di Resident Evil Village ha scatenato un vero e proprio polverone mediatico sin dalla sua prima entrata in scena. Capcom l'ha ideata con l'intenzione di sorprendere i giocatori, questo è chiaro, eppure non si aspettava che la contessa avrebbe raggiunto una simile popolarità in una manciata di settimane. Tra l'altezza smodata, il suo vestiario ricercato e le fonti d'ispirazione a cui deve le sue fattezze, la nobile dell'Europa Orientale è effettivamente un'antagonista molto originale, che oltre a rappresentare un unicum nell'universo di Resident Evil, appare genuinamente differente da qualsiasi altra malvagia burattinaia/carnefice del mondo videoludico, e forse è proprio a questo dato di fatto che deve parte della sua fama. I colleghi di IGN America sono volati a Osaka per fare due chiacchiere con Tomonori Takano e Morimasa Sato di Capcom, per scoprire i retroscena sulla nascita della contessa e del gioco stesso. Forti di queste nuove informazioni - che ci hanno fornito alcuni spunti di riflessione - non potevamo che tornare a parlare della gigantessa, che forse incarna uno dei più grandi pregi della serie: sapersi rinnovare senza tradire le proprie origini.

    Il villaggio, Lady Dimitrescu e le sue figlie: potere alle donne!

    Impossibile parlare della nascita della gargantuesca avversaria senza rivolgersi a quella delle ambientazioni che esploreremo in Resident Evil: Village.

    Forse più che in qualsiasi altro capitolo della serie, infatti, le differenti aree di gioco sono strettamente connesse alle mostruosità che le popolano, una regola che vale anche per Lady Dimitrescu. Ma andiamo con ordine. Come ben sappiamo, i titoli più iconici della serie devono molto ai rispettivi setting, si pensi alla tenebrosa Villa Spencer del capitolo originale o alla Centrale di Raccoon City, un luogo affascinante e pieno zeppo di cultura e morte. Ebbene, il villaggio che ha dato il sottotitolo all'ottava incarnazione principale è uno dei cuori pulsanti dell'esperienza, ed è stato ideato ai primordi dello sviluppo di Village. Subito dopo invece è toccato ai personaggi e agli antagonisti principali, che i creativi hanno realizzato pensando ai luoghi che avrebbero dominato e al modo in cui avrebbero influenzato l'esperienza ludica. Nell'intervista ai microfoni di IGN, Sato ha voluto sottolineare i parallelismi creativi con l'iconico Resident Evil 4, che in effetti appaiono piuttosto evidenti.

    Il villaggio della Spagna rurale e il vicino castello di Salazar dopotutto erano i luoghi chiave dell'avventura e anche i main villain, al netto delle evidenti differenze, hanno dei punti in comune coi nuovi. La Dimitrescu è una nemica torreggiante, al pari del cattivissimo Bitores Mendez, ma è anche la nobildonna proprietaria del castello, come Ramon Salazar.

    Mentre il piccolo ma insidioso pazzoide si faceva accompagnare dai Verdugo - le temibili B.O.W. create dagli Illuminados con le Plagas - la contessa sembra non separarsi mai dalle sue adorate figlie, che di fatto sono un po' il suo braccio armato. Dal canto nostro, e Resident Evil 7 ne è la dimostrazione, la serie sa guardare al passato quando serve ma riesce a non riproporlo in una forma sbiadita o poco efficace. Infatti il design e le caratteristiche di Alcina ne fanno un personaggio davvero unico.

    Gli uomini del villaggio non sono che del bestiame da cui succhiare il sangue e, anche quando occupano posti di comando, non superano di molto la bassa manovalanza, si pensi a Heinsenberg o al Chris Redfield di Village, che per quanto ci riguarda potrebbe anche essere un semplice mutaforma. Tutto ciò - in piena continuità con Resident Evil 7 (ecco la nostra recensione di Resident Evil 7 Biohazard) - contrasta apertamente quanto abbiamo visto nei precedenti capitoli. Excella Gionne e Carla Radames, le antagoniste secondarie di Resident Evil 5 e 6, non erano che pedine nelle mani di Albert Wesker e Simmons, mentre in Village è la Dimitrescu a tirare realmente le fila.

    In realtà, come gli sviluppatori hanno accennato, parrebbero esserci altri personaggi in grado di spiccare quanto la contessa e noi non abbiamo potuto fare a meno di pensare alla misteriosa figura di Madre Miranda. Anche in questo caso, l'eminenza grigia in cima al sistema gerarchico del villaggio non è un uomo (come Saddler) ma una donna che, ad oggi, resta ancora avvolta nel mistero.

    Al contrario, adesso conosciamo un po' meglio le figlie di Alcina, che oltre a essere molto diverse dalla madre - sia nell'aspetto che in altezza - sembrano possedere delle personalità agli antipodi. Bela, la sorella maggiore, è la più calma e sveglia delle tre, mentre Cassandra è una sadica assetata di sangue. A chiudere il cerchio c'è la folle Daniela, una giovane delirante che potrebbe farci saltare dalla sedia in più occasioni.

    Ci auguriamo che le sorelle siano state caratterizzate tanto bene quanto la loro madre che, potrebbe tenere a loro molto più di quanto si possa pensare. A tal proposito, di recente abbiamo parlato della scena della telefonata tra la Dimitrescu e Miranda, conclusasi con la contessa che solleva un pesante mobile antico per poi scaraventarlo al suolo in preda alla rabbia. Ebbene, se nei primi capitoli la vera forma dei Tyrant si scatenava quando questi ricevevano un gran quantitativo di danni, è possibile che a destare la parte più instabile e bestiale della contessa sarà proprio la morte delle figlie per mano di Ethan.

    L'orrore nella semplicità

    Come abbiamo già detto, Lady Dimitrescu è nata nelle fasi iniziali del progetto ma a piccoli passi e da una "base" insospettabile: Mia Winters. Al modello della compagna di Ethan infatti sono stati applicati un vestito e un cappello tipici della moda degli anni '60, nella speranza di conferirgli un look da fantasma. Il risultato però si è rivelato essere tutto fuorché spaventoso ed è solo quando gli artisti hanno cominciato ad aumentarne le dimensioni che il fattore orrorifico è tornato ad alti livelli.

    Mentre il castello gotico veniva alla luce, gli sviluppatori hanno provato a donarle dei tratti tendenti al mostruoso ma poi hanno cambiato idea, e per fortuna! Pensiamoci un attimo: l'orrore esplicito può far tremare di paura - e Nemesis lo dimostra - ma può anche arrivare a stancare. Le BOW sempre più disgustose e imponenti di Resident Evil 4-6 hanno perso gradualmente la capacità di spaventare, che guardacaso abbiamo trovato rinvigorita nel silenzioso Mr. X di Resident Evil 2 e in diversi membri della famiglia Baker.

    Insomma, le fattezze umane eppure così peculiari della Dimitrescu sono una carta vincente, così come estremamente indovinato è l'incontro "estetico" tra il vestiario alla Audrey Hepburn e le caratteristiche fisiche della "Hachishakusama", la leggendaria donna di otto piedi rapitrice di bambini. A proposito di dimensioni, i 2.9 metri della contessa - che per amor di verità includono i suoi enormi tacchi alti - sono sorretti da piedi di ben 44 cm, che battono di 4 cm quelli da Guinness dei Primati di Jeison Rodriguez Hernandez.

    Non a caso Takano ha ingigantito un vero paio di tacchi alti per approntare quelli della gigantessa, che incarna appieno la filosofia alla base della nascita di Village e di Resident Evil 7: provare idee estreme e coraggiose, per poi dar loro forma in piena coerenza con gli obiettivi della produzione. È così che le cento streghe nude che abitavano il castello si sono trasformate nella famigliola degli orrori che ormai ben conosciamo, formata da tre streghe vampire e dalla loro madre.

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