Resident Evil: virus, parassiti e armi biologiche, in attesa di RE Village

Nell'attesa di scoprire i terribili segreti dell'affascinante Alcina Dimitrescu, ripercorriamo la storia biologica della saga Capcom.

Resident Evil Village: i virus della serie
Speciale: PlayStation 5
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  • PS5
  • Xbox Series X
  • Pur essendo in qualche modo legato al settimo e al quarto capitolo della serie, Resident Evil: Village vuole regalarci un'esperienza horror dal sapore inedito e il recente showcase lo ha dimostrato a più riprese. Basta difatti dare un'occhiata agli ultimi trailer per evidenziare le numerose differenze stilistiche e in qualche modo "biologiche" che separano, rispettivamente, le ambientazioni e gli abomini di Village dalle controparti di RE 4.

    Dal possente Gorilla-man, fino agli esseri simili a licantropi e ad Alcina Dimitrescu, i mostri che combatteremo nel villaggio della Romania strizzano l'occhio più all'avventura di Van Helsing con Hugh Jackman che non a quella spagnola del buon Leon Scott Kennedy, il che ci porta al cuore del discorso. Oltre a provare a spiegare l'origine di questi esseri, tra esoterismo e "fanta-biologia", abbiamo colto l'occasione per riscoprire le maggiori minacce biologiche dell'intera serie, dal Virus-T, fino al super organismo fungino di Resident Evil 7 (per approfondire, ecco la nostra recensione di Resident Evil 7 Biohazard), perché le cose o si fanno bene o non si fanno.

    Il progenitore e il tiranno

    Ogni saga horror degna di questo nome identifica in un certo arco temporale le cosiddette "origini del male", si pensi all'infanzia traumatica di un serial killer o all'inizio degli esperimenti su una cavia umana che poi fugge dal laboratorio in cerca di vendetta. Ebbene, nel caso di Resident Evil molti degli orrori affrontati dai giocatori sono scaturiti da un particolare fiore, che nel diciannovesimo secolo è stato chiamato "Scala verso il Sole" dall'esploratore Henry Travis.

    Molto tempo dopo, attorno agli anni '70 per intenderci, Oswell E. Spencer, James Marcus ed Edward Ashford - che in seguito avrebbero fondato l'Umbrella Corporation - si sono recati in Africa per trovarlo e cominciarne la coltivazione intensiva in laboratorio. Inutile dirlo, i tre non si sono disturbati a tal punto perché appassionati di botanica ma per ricavare un virus che si celava all'interno dei fiori. Il patogeno, poi ribattezzato "Progenitor", era in grado di mutare il DNA di un ospite umano o animale, conferendogli nuove abilità e spesso anche dei tremendi effetti indesiderati. D'obbligo a questo punto raccontare la storia della famiglia di George Trevor, l'architetto che ha disegnato e fatto costruire la lugubre villa Spencer.

    Essendo l'unico a conoscere l'esistenza del laboratorio al di sotto del maniero, Trevor è morto tra le mura della sua opera per volere del magnate, mentre sua moglie e sua figlia sono andate incontro a un destino ben peggiore, perché sono diventate le prime cavie umane su cui è stato sperimentato il Virus Progenitor. L'infezione non ha prodotto risultati soddisfacenti in Jessica, che poi è stata eliminata, ma ha reso la piccola Lisa forte, coriacea e al contempo mostruosa. L'ultima dei Trevor è stata solo la prima di un'orrida serie di armi bio-organiche, venute alla luce grazie ad altri ceppi legati al Progenitor.

    Passato letteralmente alla storia del videogioco, il "Virus Tyrant" (conosciuto dai più come Virus-T) è in realtà un nome con cui per l'appunto si indicano una moltitudine di varianti differenti, basti pensare a quella modificata con l'RNA del virus Ebola che ha visto nascere i celebri zombie del gioco. In uno di questi esseri a tal proposito è stato trovato un ceppo mutato in grado di provocare il cosiddetto processo "V-ACT", che permetteva ai normali infetti di tramutarsi nei ben più agili e feroci "Crimson Head". Sempre legata a tale processo è anche un'altra celebre mutazione degli zombie, che ha fatto il suo debutto in Resident Evil 2 (volete saperne di più? Ecco la nostra recensione di Resident Evil 2 Remake).

    Durante l'incidente di Raccoon City, infatti, Leon e Claire hanno dovuto combattere i Licker, e cioé dei rivoltanti quadrupedi col cervello esposto che si sono distinti per la rapidità dei loro balzi e gli artigli affilati. Sorvolando sui Cerberus, gli infidi cani zombie apparsi in diverse avventure, vogliamo citare anche gli Hunter, degli ibridi realizzati tramite la combinazione di ovuli umani col DNA di rettile e una sana dose di Virus-T. Arriviamo quindi a parlare delle B.O.W. battezzate col medesimo nome del virus, che ormai da anni terrorizzano gli aficionados di Resident Evil.

    Grazie alla variante Epsilon del patogeno, gli scienziati senza scrupoli dell'Umbrella sono riusciti ad accelerare il processo di mutazione dei soggetti geneticamente predisposti a diventare dei Tyrant, che in diversi casi però sono andati incontro alla morte. Tra i primi successi legati al progetto ricordiamo l'esemplare T-002 di Resident Evil 1, che per il malvagio Wesker e la sua unità era "la forma di vita definitiva". Sempre più intelligenti e agguerriti, i Tyrant sono stati migliorati nel corso degli anni, grazie anche all'integrazione di parassiti che menzioneremo più tardi.

    Prima di proseguire è doveroso citare altre varianti del patogeno, a partire dal "T-Veronica" creato da Alexia. Dopo aver testato il frutto dei suoi esperimenti su Alexander Ashford - un padre che ha condannato a trasformarsi in una creatura abominevole - la giovane si è sottoposta al medesimo trattamento per poi cadere in un lungo sonno criogenico, in modo da entrare in perfetta simbiosi con questo virus nato dalla combinazione tra il Progenitor e i geni di una formica regina. Chiudiamo il cerchio del Virus-Tyrant citando le varianti Abyss e Phobos, apparse rispettivamente nei capitoli Revelations e Revelations 2. Quest'ultima è forse la più interessante, perché è stata creata dal team di scienziati guidato da Alex Wesker, la perfida sorella (seppur non di sangue) del nemico giurato di Chris Redfield.

    Golgotha, Uroboros e Chrysalid

    Il Golgotha o Virus-G era un altro dei retrovirus appartenente alla famiglia del Progenitor, sebbene fosse molto distante dal Tyrant per effetti e potenzialità di impiego a scopi bellici. Dopotutto le mutazioni genetiche che causava erano così pesanti da non permettere più alle vittime di essere classificate come "umane", al contrario di quanto avveniva per le torreggianti B.O.W. a base di Virus-T. Pur essendo al corrente della sua inefficacia in tal senso, Spencer ha permesso al talentuoso dottor Birkin di intraprendere una serie di macabri esperimenti sul Virus-G, interessato come era alla capacità del patogeno di riparare e rivitalizzare gli organismi già morti.

    Trovato nel corpo deturpato dell'ormai irriconoscibile Lisa Trevor, il Golgotha è stato studiato sia dalla divisione europea dell'Umbrella, sia da Birkin in un enorme laboratorio sotterraneo. Accecato dall'ambizione e sempre più preoccupato per il destino del suo progetto, William ha contattato l'esercito americano in cerca di nuovi partner per continuare il suo lavoro ma è stato poi scoperto da Spencer, che ha ordinato a una squadra speciale dell'Umbrella di recuperare il Virus-G con la forza.

    Raggiunto dai colpi di mitra e privato di anni di ricerche, Birkin si è iniettato uno dei campioni rimanenti del virus, che nel giro di pochi minuti lo ha reso un essere rivoltante e sempre meno lucido. Birkin-G ha massacrato la squadra speciale senza difficoltà, per poi vedersela con Claire e Leon in innumerevoli occasioni. A ogni sconfitta l'inarrestabile nemico subiva delle mutazioni "asimmetriche" che lo rendevano sempre più letale e intenzionato a riprodursi (in modo asessuato). Per farlo Birkin-G doveva impiantare un embrione di "G" in un organismo compatibile, da qui la caccia senza sosta a quella che una volta era la figlioletta Sherry, che in seguito all'infezione è stata salvata da Claire Redfield.

    Le piaghe biologiche di cui abbiamo parlato fino ad ora si sono dimostrate all'altezza della follia dei loro creatori, un discorso questo che non esitiamo a estendere anche a Uroboros, il virus "firmato" dall'infido Albert Wesker. Quando questi ha scoperto di essere stato parte di un progetto di eugenetica teso a dare il via a una razza di superuomini, ha posto fine alla vita dell'ormai decrepito Spencer ma al contempo ne ha ereditato il sogno. Ammassando fondi grazie alla vendita di armi bio-organiche, Wesker ha trovato in Excella Gionne e la Tricell i partner perfetti per creare Uroboros, un virus capace di integrare i propri geni nel genoma dell'ospite, in modo da conferire a quest'ultimo abilità superumane.

    In origine Uroboros non avrebbe potuto legarsi a nessuno perché troppo letale, un ostacolo che Wesker sembrava aver risolto con degli anticorpi al Virus-T sviluppati da Jill a seguito dell'infezione contratta ai tempi di Resident Evil 3. In realtà il gruppo di superuomini destinati a ereditare la Terra è rimasto a corto di candidati, con alcune cavie da laboratorio e la stessa Excella che - venuti a contatto col virus - si sono trasformati in ammassi informi di tentacoli ricolmi di pustole. In altre parole Albert è stato l'unico a non essere stato rigettato dal patogeno ma, al netto della resistenza potenziata e del suo braccio tentacolare, è stato sconfitto in via definitiva da Chris Redfield e Sheva Alomar nello spettacolare finale di Resident Evil 5.

    Sul Virus-C o Chrysalid non vogliamo dilungarci troppo ma solo riflettere sul fatto che sia stato il frutto di due amori non corrisposti. Tutto è cominciato quando la giovane Carla Radames è stata incaricata da Derek Simmons di lavorare al nuovo patogeno, che in sostanza era un incontro tra il T-Veronica degli Ashford e il campione di Virus-G ottenuto da un'ignara Sherry Birkin. Il Chrysalid aveva delle unicità letteralmente prodigiose, perché oltre a potenziare con mutazioni gli ospiti permetteva loro di mantenere un buon grado di intelligenza.

    Si pensi ad esempio ai risultati ottenuti con gli J'avo, degli infetti che potevano utilizzare senza problemi le armi e i mezzi militari, ma anche all'Ustanak, la B.O.W. incaricata di dare la caccia a Jake Wesker. Il risultato più macabro e rimarchevole del Chrysalid è da ricercarsi proprio nella morte e nella rinascita della Radames, indotta con l'inganno dal suo amato Simmons a sottoporsi all'esperimento. L'instabile Derek ha atteso che il bozzolo in cui si trovava Carla si schiudesse, per poi vederne fuoriuscire una perfetta copia di Ada Wong, la celebre spia a cui era legato da un amore non corrisposto. Ah, che romanticoni questi scienziati pazzi.

    Dal NE-Alfa alle Plagas, fino alla nascita di Eveline

    I mostri di Resident Evil sono da sempre legati al mondo della fanta-biologia ma non necessariamente ai virus. Basti pensare al NE-Alfa, un parassita che avrebbe permesso all'Umbrella di ovviare alla rapida degradazione dei processi cognitivi delle creature basate sul Virus-T. Il NE-Alfa poteva sostituire il cervello di B.O.W. come i tenaci ma poco scaltri T-103, e non è un caso che proprio uno di questi sia stato scelto per sperimentarne l'efficacia.

    A seguito di un delicato e orrido processo di "assimilazione", il mostro si è trasformato in Nemesis, che nel dare la caccia a Jill Valentine ha dato prova di avere coscienza di sé e di poter utilizzare senza problemi armi come il lanciafiamme e il lanciarazzi. I suoi tentacoli avvelenati, i balzi poderosi e perfino la capacità di parlare, ne facevano un nemico terrificante e opprimente, che di certo ha sancito la validità del lavoro di Umbrella Europe. Forse in pochi lo sanno, ma l'ingegneria genetica che ha dato vita al NE-Alfa si basava su di un abominio apparso in Africa occidentale in tempi remoti. Parliamo degli artropodi battezzati dagli spagnoli come "Plagas", i parassiti che Leon ha affrontato durante gli eventi di Resident Evil 4.

    Sigillati dal primo castellano della famiglia Salazar nelle caverne sotterranee di una regione della Spagna rurale, sono stati riportati alla luce dal folle Ramon Salazar, che si è unito alla setta degli Illuminados governata da Osmund Saddler. Nella sua allegra scampagnata spagnola Leon Kennedy ha sperimentato le incredibili capacità di questi parassiti, che peraltro erano ben distinti tra loro. Assoggettate alle Plagas dominanti, quelle recessive sono state inoculate negli abitanti del villaggio (Ganados) - citiamo ad esempio il coriaceo energumeno armato di motosega - ma anche nei cultisti che popolavano il castello di Salazar.

    I parassiti dominanti invece permettevano alle guide del gruppo di trasformarsi in esseri mostruosi a piacimento, si pensi alla forma finale di padre Bitores Mendez. Anche in Resident Evil 5 Chris e Sheva hanno fronteggiato mostri infettati dalle Plagas, ma nessuno di questi batteva i Regeneradores del quarto capitolo, e cioè i letali esseri rantolanti in grado di guarire da qualsiasi ferita... o quasi. Prima di spendere due parole sulla possibile origine di Lady Dimitrescu e degli esseri che popoleranno il mondo di Resident Evil: Village, ci sembra doveroso focalizzarci sulla poi non tanto dolce Eveline del settimo capitolo.

    Impossibile parlare dell'arma biorganica senza citare la collaborazione tra The Connections e la misteriosa "Organizzazione" per la quale ha lavorato anche Albert Wesker. Gli sforzi combinati dei due gruppi hanno portato alla creazione di un fungo nei primi anni 2000, che è stato sperimentato in cinque linee di soggetti ritenuti adatti a ospitarlo.

    La lunga fase di test è giunta a un punto cruciale nel 2014 con la nascita della prima B.O.W. "E-Type", la piccola Eveline, il cui corpicino era perfetto per nascondere il fatto che fosse capace di produrre e controllare una sostanza di natura fungina chiamata "The Mold". A seguito dell'incidente di Dulvey infatti la bimba è stata soccorsa e accolta dai Baker, che in poco tempo sono stati infettati e assoggettati completamente al suo volere. I lamenti di disperazione della famiglia - che ha cominciato a subire delle orride mutazioni interne - si sono trasformati in sentiti ringraziamenti per i "doni" ricevuti, quali la semi-invulnerabilità di Jack e la forma da insettoide di Marguerite. Insomma, non stupisce che Chris Redfield in persona abbia voluto dirigere l'operazione per salvare i Winters ed eliminare quest'arma biologica sotto mentite spoglie.

    I primordi di Umbrella Europe?

    Ma quindi, alla luce di tutto il materiale che abbiamo raccolto, cosa possiamo dire sulla famiglia Dimitrescu e i mostri dell'ottavo capitolo? Cominciamo da quelli che crediamo possano essere gli elementi fondamentali. In primo luogo, il simbolo legato al controllo delle quattro casate su quella che di certo sarà la mappa di gioco nella sua totalità è similissimo se non uguale a quello dell'Umbrella Corporation.

    Interessanti in tal senso sono le teorie sulla collana di Lady Dimitrescu, che secondo alcuni potrebbe raffigurare proprio il fiore da cui è stato ricavato il Virus Progenitor. Considerando che la donna e le sue figlie fossero già in piena attività negli anni '50 - come confermato anche dalla Maiden Demo per PS5 - è possibile che i Dimitrescu, i Beneviento, i Moreau e gli Heisenberg siano le quattro famiglie che hanno dato vita alla divisione Europea dell'Umbrella Corporation, sulle cui origini peraltro sappiamo ben poco.

    Il Gorilla-Man e gli umanoidi simili ai lupi a tal proposito potrebbero essere stati prodotti un po' come gli Hunter, e quindi essere delle ibridazioni basate sul DNA di uomini e animali con l'aggiunta di un patogeno legato al Progenitor. È altresì possibile che questa organizzazione locale si sia distaccata dalla "direzione Spencer", virando su pratiche esoteriche e rituali a base di sacrifici umani, alla cui base però non si troverebbero risposte di ordine magico ma strettamente biologico. La debolezza alla luce solare e la necessità di dover assumere sangue umano potrebbero provare la natura vampirica di Alcina e delle sue "figlie", è vero, ma potrebbero anche essere dei semplici effetti collaterali degli esperimenti a cui si sono (o sono state) sottoposte.

    Le enormi dimensioni della nobildonna e la sua longevità, per fare un paio d'esempi, potrebbero essere il risultato di una sorta di programma Tyrant alternativo, magari condotto proprio dalla misteriosa figura di Madre Miranda. La donna in realtà potrebbe non essere una strega ma una scienziata, una ipotesi che andrebbe a braccetto con la necessità di ultimare il rituale di cui tanto si è parlato proprio con Ethan e la sua innocente figlioletta.

    Concepita da due individui infettati da The Mold, la piccola Winters potrebbe possedere una caratteristica biologica imprescindibile per la riuscita di un esperimento, i cui scopi al momento appaiono assolutamente sconosciuti. Questo è solo uno dei motivi che ci fanno attendere con ansia l'arrivo di Resident Evil: Village, che potrebbe espandere l'immaginario della serie molto più del previsto e al contempo soddisfare la nostra fame di informazioni sulle origini dell'Umbrella Corporation.

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