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Speciale Ryse: Son of Rome

Dal San Diego Comic Con giugono nuovi interessanti dettagli sulla trama del videogame Crytek

speciale Ryse: Son of Rome
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

"Sviluppare un videogioco per il lancio di una console è come costruire un aeroplano mentre è in volo!". Major Nelson la butta in metafora quando si tratta di descrivere Ryse: Son of Rome, che come tutti sappiamo sarà un launch title di Xbox One. L'action Crytek è stato ufficialmente presentato nel corso dell'E3 nella sua definitiva versione next gen, dopo una lunga gestazione che ha visto il titolo passare da Kinect-only ad Xbox One, da un'ambientazione medievale ad una romana.
Durante il panel dedicato al gioco in occasione del San Diego Comic Con, Mike Reid, producer per conto di Crytek, ha ammesso di aver presentato all'evento losangelino una demo lungi dall'essere affidabile, tant'è che per fare una migliore figura in occasione della conferenza Microsoft il team di sviluppo ha implementato quella teoria di Quick Time Event, assolutamente non veritiera rispetto al gameplay di Ryse: Son of Rome.
Tra un mese alla Gamescom Microsoft svelerà ufficialmente il comparto multiplayer, ambientato all'interno del Colosseo ma non nella maniera che pensate! Al Comic Con, invece, si è parlato maggiormente della trama e della realizzazione delle cut scene, in compagnia del cinematic art director ancd co-writer Peter "belli capelli" Gornstein!

La Spada di Damocle

Al Comic Con è stato svelato il fumetto interattivo ispirato alle vicende del gioco. Realizzato da artisti della IDW sarà disponibile a puntate esclusivamente online.
Potete leggere il primo episodio a questo indirizzo!

Il figlio di Roma

Peter Gornstein è uno sceneggiatore proveniente dal cinema e dalla televisione, alla prima esperienza con la trama di un videogioco. Naturale che il suo approccio sia votato alla cinematograficità dell'azione, con tutti i pro e i contro che ne conseguono, alcuni già saggiati in negativo nella demo dell'E3.
La narrazione sarà alquanto lineare, senza alcun bivio narrativo o risposte multiple alla Mass Effect. I livelli avranno percorsi predefiniti, si parte da un punto A e si approda ad un punto B: in parole povere ogni scelta è nell'approccio al combattimento.
In primo luogo gli sceneggiatori hanno tratteggiato i personaggi e il mondo di gioco, poi hanno scritto la trama dell'avventura. I temi cardine sono la vendetta e la presenza di spiriti soprannaturali (God of War?). Laddove le tappe per tradurre una sceneggiatura in un film sono estremamente definite e lineari, Gornstein ritiene che lo sviluppo della trama di un videogioco passi inevitabilmente da un confronto con i programmatori secondo un tira e molla da lui definito come "due passi in avanti e uno indietro".

Marius Titus, il protagonista di Ryse: Son of Rome, è un giovane legionario fedele al proprio Imperatore. Dopo un periodo d'addestramento lontano da casa egli ritorna nell'Urbe, per scoprire che un gruppo di banditi ha ucciso la sua famiglia. Con maggior grinta e determinazione si dirige verso i confini dell'Impero con l'obiettivo di salvaguardarli e rinforzarli contro le storme di barbari che premono per dilagare al suo interno!
Nella sua scalata tra i ranghi dell'esercito (verso il finale del gioco sarà promosso Generale), Marius Titus si accorgerà di come il cancro che sta avvelenando Roma non sia all'esterno, ma tra le fila dell'esercito, tra i politicanti e dignitari della corte imperiale. Solo allora capirà quali sono i suoi "veri nemici"!
A precisa domanda, il team di sviluppo ha ammesso di non avere in mente alcun riferimento storico accurato né un anno preciso in cui si svolgono gli eventi di gioco. Tuttavia il periodo è grossomodo quello tardo imperiale, diciamo l'inizio della decadenza di Roma. Eppure tra i personaggi si menzionano Commodo e Basilio, i due figliocci dell'imperatore Nerone, il primo governatore/despota della Britannia, il secondo sanguinario organizzatore di giochi gladiatori. Il timore è quello di vedere trasformate questi due personaggi storici in mere macchiette, ribaltandone la loro psicologia al gusto statunitense come ebbe l'ardore di fare Ridley Scott ne Il gladiatore!
Marius Titus comincia a vacillare quando discute con il proprio mentore, Vitellio, veterano di mille battaglie, anch'egli timoroso della pericolosa china che Roma sta intraprendendo.
La prima parte dell'avventura sarà in larga parte ambientata nella provincia ribelle della Britannia. La demo dell'E3 era proprio un estratto dalla terza missione, in cui le galee romane assaltano le scogliere di Dover. I selvaggi britanni sono capitanati da re Oswald, un uomo anziano ma saggio, che spera di salvare la propria gente arrendendosi agli emissari di Roma. La figlia Boudica non vuole stare alla resa e raduna alcuni fedelissimi per continuare la ribellione, con maggior crudeltà e violenza!
Glott, di contro, è il leader dei barbari a Nord: odia sia i romani sia Oswald, fiero della sua indipendenza, e si dice che sia più una bestia che un uomo.

Performance Capture...soprannaturale

Durante il panel è stata mostrata per la prima volta una cut scene realizzata con un tratto cell shading. In essa si mostra Marius cavalcare da solo in direzione dell'esercito barbarico. Abbandonato da uomini e generali romani si ritrova circondato e quindi ucciso; il suo cadavere scivola verso l'Oltretomba, dove è salvato da uno Spirito e rispedito sulla Terra per avere vendetta.
Ebbene sì, in Ryse: Son of Rome sarà presente l'elemento soprannaturale. Il team di sviluppo non ha voluto sbilanciarsi più di tanto, ma ha parlato di uno spirito che guida il giocatore e di una centuria di anime dannate più in là nel gioco.
In seguito è stato descritto il delicato processo di performance capture. Lo staff e gli attori si sono dati appuntamento agli Imaginarium Studios di Londra, fondati da Andy Serkis. Ogni singola cut scene è stata recitata da attori professionisti, alcuni provenienti dal cast di Vikings, altri da Game of Thrones. Marius Titus è interpretato da John Hopkins, scelto per via della voce molto forte, mentre Rachel McDowall presta il proprio volto alla bella Boudica.
Le scene si prospettano alquanto maestose coinvolgendo fino a 12 attori reali, ripresi da 127 telecamere e una head cam per ciascun attore. Uno sforzo produttivo non da tutti, sorretto adeguatamente dal Cry Engine 3, i cui tool consentono di tradurre immediatamente quanto ripreso dalle telecamere nella scena finale che vedremo all'interno del gioco!


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