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Samsung Morning Stars: la nascita e l'evoluzione dell'ambizioso progetto esport

L'ambizioso progetto Samsung Morning Stars sta pian piano raggiungendo la sua piena maturazione: vediamo le tappe principali del percorso.

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Nel corso di questi mesi vi abbiamo parlato più volte dell'ambizioso progetto Samsung Morning Stars e della "casa" di Bergamo dei vari team Morning Stars, inaugurata verso fine maggio in presenza del sindaco della città lombarda Giorgio Gori e dell'assessore allo sport e all'istruzione Loredana Poli. L'Esport Palace è divenuto in breve tempo un importantissimo punto di aggregazione e ritrovo non solo per i giocatori della zona grazie allo store dedicato e a una sala LAN con oltre quaranta postazioni attrezzate di tutto punto (grazie alla fondamentale la collaborazione di aziende come Intel, Zotac, Cooler Master, Astro, Sparco, D-Link e Internet One), ma anche un punto di riferimento per i giocatori di tutta Italia. L'Esport Palace è nato proprio con questo scopo, ovvero non solo dalla volontà di rendere ancora più concreta quella che per i team dei Samsung Morning Stars è ormai diventata una professione di successo ma anche, al tempo stesso, di coinvolgere gli appassionati per farne proprio la loro "casa" cercando una volta di più di superare lo scetticismo, ancora troppo forte nel nostro Paese. Non vi abbiamo detto, però, le origini del progetto. Quando e come tutto è nato.

La nascita del progetto Morning Stars

L'intuizione è frutto di due anni di duro lavoro. Partito ufficialmente verso la metà del 2016, il progetto ha iniziato a prendere una forma più definita solo qualche mese dopo, con il Fight for Glory promosso da Samsung. L'idea è nata con un approccio nuvoo. In questo senso, la società non ha voluto investire in modo tradizionale, ovvero limitandosi a sponsorizzare un team apponendo il proprio logo sulle divise dei ragazzi, bensì partendo "dal basso" con un metodo innovativo, almeno in Italia, aiutando e affiancando i giocatori in ogni fase del loro percorso di crescita e miglioramento sia fisico che mentale, in modo da farli diventare i veri professionisti del domani.
Per questo il Fight for Glory ha riscosso grande successo. È stato proprio grazie alla community di videogiocatori che il progetto è potuto partire. In centinaia si sono candidati per partecipare al contest itinerante e tentare, così, la via verso il professionismo. L'evento, culminato nel torneo conclusivo dello scorso anno alla Samsung Arena di Milano, è stato il primo del suo genere in Italia e ha evidenziato quanto l'esport sia un "argomento" molto sentito anche dalla community nostrana, sempre più coinvolta e appassionata.

Così come estremamente appassionati di quello che per loro è oramai un lavoro sono i ragazzi reclutati dai Samsung Morning Stars in occasione del Fight For Glory e, chiaro, anche quelli arrivati successivamente. Tra coloro che possono esser considerati come i più rappresentativi dell'organizzazione abbiamo già avuto il piacere di conoscerne alcuni, come il coach dei Samsung Morning Stars Blue, Fabio "Nightslayer" Condoluci, Aris "Luft" Galli, Edmondo "DragonEddy" Cerini e Federico "Nisa" Portolani, il cui destino l'ha portato verso l'esport dopo un infortunio rimediato mentre faceva downhill. Stesso destino - ma con uno sport differente - è toccato a Linepro, al secolo Ivaylo Krasimirov Kolev, abilissimo support del team Blue nonché tra i migliori nell'utilizzo di Brigitte in questo momento.
La maggior parte dei ragazzi vive da qualche tempo nella team house. La convivenza, ovviamente, aiuta loro a legare ancora di più e a trovare (e ovviamente potenziare) tutti quegli automatismi necessari a portarsi a casa la vittoria. Non solo: oltre agli allenamenti davanti al PC, alle sessioni di parte "teorica", i ragazzi seguono un programma di allenamento fisico, per migliorare le proprie prestazioni, scongiurare il rischio infortuni e, ovviamente, il pericoloso "burn out" mentale.

I team, sino a questo momento

Dopo il successo del Fight for Glory, lo scorso dicembre la società ha optato per l'approccio multigaming. L'ultima iniziativa, in ordine di tempo, è stata la nascita dell'AKademy, ovvero una sorta di "Primavera" al pari delle organizzazioni statunitensi, grazie alla quale coltivare e allenare i giovani talenti che vogliono crescere e intraprendere la lunga e tortuosa strada verso il professionismo. Per questo nuovo progetto le candidature inviate sono state addirittura centinaia. Gli aspiranti sono passati attraverso diverse fasi di selezione, per scremare il gruppo sino a giungere a quelli che saranno gli otto nuovi giocatori di Overwatch.
Oltre all'AKademy, non dobbiamo dimenticare che i Samsung Morning Stars possono contare anzitutto su un ottimo team di Overwatch, i Blue, i quali durante la scorsa stagione sono giunti a un passo dai Contenders. Non solo: due giocatori (anzi tre, con l'arrivo di CiaoMia e la contestuale partenza del campione del mondo del formato Wild, Alb987) tengono alti i colori del team in Hearthstone, mentre la formazione di CS:GO è giunta terza alle finali del campionato italiano. Inoltre, i Morning Stars stanno facendo faville con il team di sim racing e progettano di gettarsi nella mischia competitiva di Fortnite.

Insomma, guardando tutto ciò che è stato fatto in questi due anni e dei traguardi conseguiti, pare che la scommessa di Samsung e AK Informatica possa dirsi sostanzialmente vinta. La volontà di migliorarsi ogni giorno di più, inoltre, non sembra mancare.