Sea of Thieves: le incognite della pirateria di Rare

Sea of Thieves è una delle esclusive Microsoft più interessanti dell'anno appena iniziato: andiamo alla scoperta del nuovo gioco Rare.

speciale Sea of Thieves: le incognite della pirateria di Rare
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Oooh, che bella vita che bella davver la vita del bucanier, su e giù per il mare io voglio andar, del pirata mi piace il mestier.
    Sin tempi in cui un improbabile marinaio biondastro faceva il suo arrivo a Mêlée Island, intere generazioni di giocatori non hanno potuto fare a meno di desiderare ardentemente due cose:

    • Un pollo di gomma con una carrucola nel mezzo, soprattutto per scoprire le possibili applicazioni quotidiane di questa meraviglia dell'ingegneria
    • Diventare il più temibile pirata dei Caraibi

    In fondo chi non vorrebbe essere un pirata?

    Professionisti dell'arrembaggio senza vincoli d'etichetta, liberi di puzzare come carcasse al sole e di esprimersi utilizzando un articolato mix di ringhi, termini marinareschi ed emissioni gassose a vario titolo. Fantastico.
    È proprio per il posto tutto speciale che l'universo piratesco occupa nell'immaginario collettivo dei videogiocatori che Sea of Thieves, sin dal suo annuncio all'E3 del 2015, è riuscito a catturare così rapacemente l'interesse della gaming community, guadagnandosi un posto d'onore tra le esclusive più interessanti di questo 2017 di casa Xbox.

    D'altronde il concept del titolo Rare è indubbiamente intrigante: unirsi a una ciurma di giocatori, veleggiare verso l'orizzonte a bordo di un fiero vascello e affrontare in libertà avventure la cui memorabilità è legata a doppio filo alla capacità dei membri dell'equipaggio di collaborare tra loro.
    Sulla carta si tratta senza dubbio di un'idea fantastica, ma appare chiaro come la godibilità del titolo sia legata a doppio filo alla sua capacità di convincere gruppi di giocatori di diverse nazionalità e fasce d'età a lavorare insieme assecondando le dinamiche del gameplay.
    A questo punto la domanda è la seguente: può un'esclusiva tripla A, presumibilmente con costi di produzione e gestione post lancio decisamente consistenti, "sopravvivere" a una dipendenza tanto profonda dagli umori della community?

    Sì, tutto bello, ma in pratica che si fa?

    Trattandosi di un gioco ancora in sviluppo e parzialmente avvolto dal mistero, è meglio chiarire sin da subito un concetto: le elucubrazioni a seguire vanno ovviamente considerate come parzialmente ipotetiche, assolutamente opinabili e presumibilmente in attesa di smentita. Sciolto questo nodo, passiamo a ricapitolare quello che sappiamo sul titolo di Rare. Sea of Thieves è un gioco di azioneavventura online (non è attualmente contemplata la possibilità di giocare senza essere connessi a internet) basato su mondi condivisi e ambientato in un arcipelago caraibico non procedurale. Fatta eccezione per un numero ancora indefinito di npc, la cui presenza sarà limitata agli insediamenti sulla terra ferma, e della fauna più o meno aggressiva presente nel mondo di gioco, tutti i pirati di Sea of Thieves saranno la versione poligonale di un giocatore in carne ed ossa.

    Vista la natura corale del gameplay, gli sviluppatori hanno deciso di non vincolare il gioco a una singola linea narrativa portante, optando invece per una lore globale al cui interno troveranno collocazione avventure e quest da affrontare assieme ai nostri compagni corsari. Il team ha ribadito a più riprese che i giocatori saranno in grado di "crearsi le proprie avventure", sebbene non sia chiaro se si tratti di un riferimento a contenuti user-generated o, più genericamente, di un invito a giocare di ruolo per trasformare ogni quest in una vera e propria spedizione pirata. In sostanza, il titolo non offrirà un obbiettivo finale chiaramente identificabile, né un sistema di progressione propriamente detto, ma sarà piuttosto un'esperienza con forti connotazioni "social", composta da tante piccole avventure da affrontare in compagnia.
    Ora, anni e anni di delusioni mi hanno portato a diffidare del concetto di "esperienza" in riferimento all'ambito videoludico, perché il più delle volte si tratta di una maschera per il vecchio adagio "tanto fumo e poco arrosto". Il fatto che la gran parte delle meccaniche del titolo rendano necessaria la comunicazione e la coordinazione tra i giocatori (è letteralmente impossibile governare degnamente un vascello se i diversi membri dell'equipaggio non lavorano insieme), seppur concettualmente interessantissima, può rappresentare un problema non da poco per la godibilità fattuale di Sea of Thieves.
    Tanto per intenderci, chi si trova al timone deve assicurarsi che gli uomini alle vele lavorino con tempismo e reattività, così come gli addetti alle riparazioni e i cannonieri durante gli scontri navali, o le vedette in navigazione. L'eventuale "ammutinamento" di ciascun membro dell'equipaggio danneggia pertanto l'intera squadra, anche perché ogni posizione ha limitazioni ben precise in quanto a visuale e percezione situazionale. Non trattandosi, come inizialmente vociferato, di un titolo free-to-play possiamo realisticamente escludere che una maggioranza consistente di giocatori riuscirà a radunarsi attorno una ciurma di amici della propria cerchia "fisica".
    Certamente si formeranno, come sta già accadendo, gruppi sui diversi forum legati al gioco, ed è estremamente probabile che Rare inserisca nel titolo un qualche sistema di matchmaking.

    Tutte cose che sulla carta potrebbero sostenere efficacemente la natura multigiocatore del progetto, eppure è impossibile non tenere in considerazione, cercando di elaborare una previsione credibile, ostacoli linguistici, anagrafici e la potenziale "tossicità" di una parte della community, che già pregusta la possibilità di "divertirsi" facendo il possibile per rovinare l'esperienza a tutti gli altri.
    Senza considerare poi la generale introversione comunicativa che spesso affligge i giocatori alle prese con titoli spiccatamente multiplayer. "Se a uno vuole giocare online deve comunicare, altrimenti che senso ha", direte voi, eppure la realtà dei fatti è che la percentuale degli utenti - specialmente da noi - che effettivamente sfrutta la chat vocale durante il gameplay è drammaticamente bassa. Sea of Thieves permette ai lupi (di mare) solitari di salire a bordo di una barchetta per affrontare il mare in singolo, eppure Rare ha più volte ribadito che si tratta di una condotta fortemente divergente da quello che è lo "spirito" del titolo.
    "Be', chi non vuole collaborare con altri utenti online non se lo compra e lì finisce". Si tratta di un altro buon punto ma, trattandosi di un'esclusiva importante per Microsoft (storicamente tutt'altro che paziente quando si prospetta il rischio di una perdita), la chiave della sopravvivenza del titolo è strettamente connessa alla sua capacità di raggiungere numeri sufficienti per garantirsi un'effettiva fruibilità, e per generare incassi sufficientemente alti da soddisfare le aspettative del publisher.

    Il futuro incerto della pirateria

    Considerando dunque l'evanescenza della narrativa, il limite oggettivo al numero e alla varietà delle diverse quest in un'ottica a lungo termine, nonché la forte dipendenza del gameplay dalla cooperazione tra i giocatori, viene da chiedersi se Rare non abbia riposto fin troppa fiducia nella capacità degli utenti di "creare" le condizioni per il proprio divertimento. Il rischio è che la playerbase non "sopravviva" all'impatto con le meccaniche del gioco e che abbandoni l'ambientazione caraibica di Sea of Thieves nel giro di qualche settimana. In questo caso alle vendite del day one, probabilmente stellari, seguirebbero incassi deludenti, determinati dall'assottigliamento dell'utenza e dal conseguente passaparola negativo. Un decorso simile, almeno numericamente, a quello osservato nel caso del controverso No Man's Sky. Il potenziale di Sea of Thieves è enorme, su questo non ci sono dubbi, eppure il suo essere intrinsecamente "di nicchia" potrebbe tramutarsi in un colossale fallimento per quella che è sicuramente una delle esclusive più attese del 2017 su Xbox One.
    Tutto considerato c'è il rischio che Sea of Thieves finisca nella schiera di quei titoli che funzionano alla stragrande quando giocati da altri su YouTube, ma che si dimostrano decisamente meno entusiasmanti per l'utente medio. Proprio quel genere di giocatore che, va la pena ricordarlo, rappresenta la gran parte del mercato.

    Che voto dai a: Sea of Thieves

    Media Voto Utenti
    Voti: 182
    7.2
    nd