I segreti di God of War Ragnarok: i migliori 10 easter egg nascosti

Scopriamo i migliori easter egg, segreti e curiosità di God of War Ragnarok, tra poemi particolari, denti spezzati e scoiattoli iracondi!

God of War Ragnarok: easter egg
Speciale: PlayStation 5
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS4
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Nonostante i toni maturi della narrazione, God of War: Ragnarok non manca di offrire all'utenza dei momenti più distesi, caratterizzati da dialoghi più leggeri e tante piccole curiosità che gli sviluppatori hanno inserito per colpire anche i giocatori più scrupolosi. A questo punto, non avremmo potuto non soffermarci sulle chicche più interessanti in seno all'opera di Sony Santa Monica (qui la recensione di God of War Ragnarok), in grado in molti casi di strappare un sincero sorriso, oltre che di dimostrare tutta la cura per i dettagli che caratterizza la produzione. Prima di iniziare, ci sembra doveroso avvertirvi: d'ora in avanti saranno presenti spoiler, anche significativi, sulla trama del gioco, quindi se non avete ancora portato a termine il viaggio di Kratos e Atreus vi consigliamo di ritornare in un secondo momento.

    Odino è nei dettagli

    Eric Williams e il suo team non hanno perso tempo ed è infatti possibile già dalle prime battute dell'avventura notare alcuni particolari seminati in giro per Midgard. Il primo da menzionare è di certo il lavoro da esperto odontoiatra che Kratos svolge a scapito del divino collega Thor. Durante la prima vera boss fight di Ragnarok, il dio del tuono scopre che non è saggio spingere il guerriero cinereo a perdere la calma.

    Infastidito oltre ogni limite dalle provocazioni della corpulenta divinità norrena, il Fantasma di Sparta perde il controllo e lo colpisce con un destro che termina lo scontro. Prima di abbandonare il campo di battaglia però, il possessore del Mjolnir lascia cadere un molare che resterà lì per l'intera durata dell'avventura. Se durante i vostri viaggi vi verrà quindi voglia di tornare a visitare lo splendido fulmine ghiacciato di Midgard, sappiate che ai suoi piedi è anche visibile questo peculiare cimelio di guerra.

    Restando in tema di cimeli, per i più attenti e affezionati alla serie è presente anche un altro dettaglio nostalgico durante le scene dei banchetti in casa Huldra. Chi ha completato God of War 2018 raccogliendone i collezionabili, può notare che Brok e Sindri servono da bere ai compagni nei boccali che Atreus e il padre hanno venduto loro durante il primo viaggio nei Nove Regni. Un dettaglio in apparenza di poco conto ma che indica in realtà la precisa volontà di massimizzare il grado di coesione tra le due iterazioni del filone norreno.

    Quello dei boccali tuttavia non è l'unico segreto custodito dalla "casa sull'albero" dei migliori fabbri di Nidavellir. Uno dei tanti artefatti collezionabili durante l'avventura è una raccolta di poemi di un certo Kvasir, uno scrittore ormai deceduto di cui potremo raccogliere ben 14 brevi opere in versi. Se letti con attenzione, i poemi si rivelano essere degli omaggi a tutte le più famose produzioni di Sony.

    Al loro interno troviamo storie che parlano di Ratchet & Clank, The Last of Us, Journey, Ghost of Tsushima e tanti altri. Se non foste in grado di risalire al titolo a cui un determinato poema è dedicato, non preoccupatevi: una volta venduti a Brok e Sindri, questi vengono esposti in una libreria della casa e potrete ammirarne le copertine, decorate da loghi che simboleggiano la serie corrispondente.

    Ultimo sottile dettaglio che mette alla prova lo spirito di osservazione del giocatore, riguarda i sottotitoli. Avete capito bene, i ragazzi di Santa Monica hanno dato fondo alla loro creatività nascondendo un indizio relativo al più importante colpo di scena del gioco nell'interfaccia. Il falso dio della guerra che liberiamo all'inizio dell'avventura viene infatti indicato come "Tyr" nei sottotitoli, dicitura che presenta un errore causato dall'assenza dell'accento sulla lettera ipsilon.

    Col senno di poi è facile capire che non si è trattato di una svista, dato che scopriamo che la sua vera identità è quella del Padre di Tutti, ma gli sviluppatori evidenziano il loro inganno quando, una volta liberato il vero "amico dei giganti", inseriscono la corretta accentazione sul nome.

    Interazioni nascoste

    Punto focale di Ragnarok sono i rapporti che intercorrono tra i vari personaggi. Nell'hub dell'Yggdrasill è presente il suo custode Ratatoskr, che mette a disposizione di Kratos una campanella a vento da poter suonare per esser richiamato. Se il giocatore inizia a scagliare ripetutamente il Leviatano contro l'oggetto, il simpatico e cordiale scoiattolo perde pian piano le staffe, finché non apostrofa esasperato lo spartano invitandolo a smettere.

    Ad infastidire creature e divinità non è solo lo sterminatore di dèi, ma anche Atreus. Durante il nostro soggiorno ad Asgard infatti, abbiamo la possibilità di origliare alcune conversazioni che danno vita a momenti davvero imbarazzanti. Per fare degli esempi, sarà possibile spiare Thor e la moglie Sif che parlano di cose private prima che il tutto sfoci in qualcosa di più intimo, oppure dialoghi segreti tra Odino e Heimdall che però, accorgendosi del nostro ficcanasare, ci esortano ad allontanarci.

    Altra curiosità riguardante Loki è il regalo che lascia dopo la sua partenza alla ricerca dei giganti. Una volta terminata l'avventura è possibile tornare nell'abitazione di Kratos e Faye per trovare il diario di Atreus, le note e i commenti presenti al suo interno vengono aggiunti a quelli del registro del padre, che si lascia andare all'ennesima frase dalla forte carica emotiva, segno del cambiamento subito durante il lungo peregrinare con suo figlio.

    Tra i tanti incontri che è possibile fare nei nove regni dopo la fine del gioco, ce n'è un paio che, seppur di minor importanza, nasconde al suo interno dettagli interessanti. Il primo avviene ad Alfheim, in cui potremo osservare immersa nei propri pensieri Thrud Thorsdottir. L'aspirante valchiria ci appare assorta e l'unica frase che possiamo ascoltare è "ti renderò fiero, padre".

    Nonostante la brevità della scena, questa risulta significativa perché ci permette di scoprire che fine ha fatto una delle armi più devastanti che i Nove Regni abbiano mai visto. Dopo aver pronunciato quelle poche parole, la ragazza vola via impugnando il leggendario Mjolnir, magari con l'intento di riscriverne la storia usandolo a fin di bene, proprio come il Fantasma di Sparta ha fatto con le Lame del Caos.

    Una delle interazioni più interessanti a cui è possibile assistere dopo i titoli di coda è quella tra Kratos e il giovane Skjoldr, ragazzo midgardiano che incontriamo per la prima volta ad Asgard. Il giovane - che può essere trovato nell'accampamento fatiscente nel Lago dei Nove - è intento a recuperare la moneta di Odino che lo spartano scaglia giù da un dirupo. Ovviamente il ninnolo si rivela particolarmente difficile da raccogliere visto che si è incastrato in un'enorme roccia. I dialoghi che hanno luogo in questa zona sono molteplici e si attivano ogni volta che vi faremo ritorno.

    Inizialmente il ragazzo confessa di voler recuperare il cimelio per potersi permettere una barca e cercare fortuna altrove, (probabilmente anche per guadagnarsi il rispetto e le attenzioni di Thrud che segretamente ama) ma la cosa davvero interessante è che Skjoldr sembra essere un chiaro riferimento a un omonimo e leggendario re danese che, nel mito, è figlio del sovrano degli Aesir.

    Oltre God of War

    Le ultime due curiosità di cui vogliamo parlarvi riguardano riferimenti a fatti esterni al gioco. Il primo è un ironico tentativo di Santa Monica di rendere canonica la presenza del dio della guerra in Playstation All-Stars Battle Royale. Durante uno dei tanti giri in gondola infatti, Mimir fa riferimento ad alcune dicerie secondo cui Kratos avrebbe affrontato creature decisamente peculiari. L'uomo più sapiente al mondo cita nello specifico principesse (Fat Princess), farabutti (Nathan Drake), automi (il Big Daddy) e addirittura il più grande musicista della storia (PaRappa the Rapper). Il Fantasma di Sparta chiaramente preferisce non approfondire l'argomento ma questa trovata risulta già divertente così.

    Infine non possiamo non parlare dell'omaggio che lo studio californiano ha voluto dedicare a Bear McCreary, il compositore e musicista che ha dato vita alla colonna sonora del titolo. Il suo alter ego è un nano di nome Raeb - Bear letto al contrario - che, pur apparendo solo un paio di volte in tutta la storia, ha comunque un ruolo abbastanza importante. È proprio il musico di Nidavellir infatti ad accompagnare con le sue dolci note le scene del funerale di Brok, uno dei momenti più emozionanti e potenti di God of War Ragnarok.

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