Sekiro Shadows Die Twice: la storia del manga Hanbei L'Immortale

L'universo di Sekiro Shadows Die Twice si è espanso grazie ad un manga spin-off interamente dedicato ad Hanbei L'Immortale: ecco cosa racconta.

Sekiro Shadows Die Twice: la storia del manga
Speciale: Multi
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  • PS4 Pro
  • Stadia
  • L'immaginario dipinto da FromSoftware in Sekiro: Shadows Die Twice è incredibilmente ricco di fascino e ammalianti misteri. Tra leggenda, mitologia e invenzione, ogni anfratto della mappa di gioco dell'Action RPG è in grado di incantare, con le sue promesse di adrenaliniche battaglie e di indizi sulle oscure e inquietanti vicende in procinto di dispiegarsi nel cuore delle insidiose terre di Ashina. Un mondo virtuale magnetico e intrigante, dal quale molti Shinobi si sono lasciati consapevolmente sedurre, conquistati da un gameplay arduo ma appagante, guidati dal piacere di una continua scoperta di atmosfere e panorami dal fascino surreale.

    Hanbei L'Immortale

    Nonostante il grandioso potenziale, Sekiro: Shadows Die Twice non è stato protagonista di un programma di supporto post-lancio volto a espanderne l'universo narrativo. Nessun DLC o espansione, dunque, ma il team di sviluppo ha comunque trovato il modo di offrire al pubblico la possibilità di tornare a immergersi in queste violenta ma affascinante incarnazione del Giappone dell'Era Sengoku.

    È infatti esattamente con questo intento che ha preso vita Sekiro : A Side Story - Hanbei L'Immortale, manga spin-off costituito di un volume unico, edito in Italia da Dynit. Supervisionata da FromSoftware in persona, la produzione ci racconta il doloroso percorso che ha condotto Hanbei a cercare rifugio presso il Tempio in Rovina, luogo in cui il giocatore ha modo di incontrare per la prima volta l'NPC. Ma quali misteri ha svelato questa interessante creazione a fumetti?

    Nuova vita, onore e spada

    Mentre in Giappone infuria una feroce lotta per il potere tra i clan Tamura e Ashina, la vita della popolazione civile è devastata da un inarrestabile susseguirsi di dolore e perdite. La sventura non risparmia nemmeno il protagonista, che in giovane età si ritrova solo e privo di affetti, abbandonato nei pressi del Tempio Senpou e ormai prossimo alla morte. Hanbei è pronto a vedersi spegnere la propria esistenza, ma il destino vorrà diversamente: un monaco Senpou ne incrocerà infatti il cammino e deciderà di offrirgli un dono tanto prezioso quanto maledetto. Consegnandogli una creatura che i giocatori di Sekiro riconosceranno a prima vista, il religioso rende infatti Hanbei un uomo immortale.

    Una volta compresa la sua nuova condizione, l'uomo deciderà di dedicarsi all'apprendimento dell'arte della spada: del resto, le guerre non mancano e non c'è più nulla che lui possa perdere. Questo percorso lo porta ad incrociare il cammino con nientemeno che il Generale Tamura. Leader dell'omonimo clan, quest'ultimo è in procinto di affrontare la battaglia decisiva contro la dinastia rivale, gli Ashina, e decide di accogliere Hanbei sotto la sua ala protettrice, così da poterne sfruttare le abilità nel conflitto.

    Al momento dello scontro decisivo, Hanbei si troverà a fronteggiare un potente guerriero di nome Takamine, sul quale avrà la meglio, pur senza riuscire a ucciderlo. Il suo contributo bellico risulterà però vano: Tamura sarà infatti sconfitto da Isshin Ashina in persona. Fedele alla tradizione Samurai, l'immortale proverà a vendicare il proprio Signore, ma un devastante doppio Ichimonji dell'avversario lo costringerà alla resa.

    Sparizioni, scimmie e occhi rossi

    Gli Ashina, come descritto anche in Sekiro: Shadows Die Twice, assumono così il controllo della regione, che viene appunto battezzata "Ashina". A vent'anni di distanza, il Governo Centrale ha deciso di non tollerare più questa situazione ed è pronto a marciare contro il clan per ripristinare l'ordine. Quanto ad Hanbei, quest'ultimo è ormai un vagabondo privo di scopo, che si aggira per il continente portando con sé una spada spezzata e parando i fendenti nemici con le proprie braccia, incurante del dolore e disinteressato alla vita.

    Giunto in un piccolo villaggio, sarà scambiato per un criminale da un giovane di nome Shokichi. Intenzionato a difendere la propria comunità il ragazzo lo attacca ferocemente, ma nel momento in cui Hanbei cade ancora una volta a terra, irrompe sulla scena una fanciulla di nome Suzu. Sorella di Shokichi, quest'ultima lo rimprovera, facendogli notare che si tratta di un semplice vagabondo e non di un letale brigante. Intenzionata a prestargli soccorso, la ragazza conduce dunque Hanbei presso la casa famigliare.

    Qui, apprendiamo che il villaggio è parte dei possedimenti di Takamine, lo

    stesso individuo affrontato in battaglia da Hanbei ormai vent'anni addietro. Shokichi e Suzu riferiscono di strani eventi che stanno interessando il piccolo insediamento, i cui abitanti recatisi sulle montagne circostanti sono misteriosamente scomparsi. Il racconto è però interrotto dalla notizia che un gruppo di criminali si sta dirigendo verso il paese. Shokichi si precipita a far fronte la minaccia, mentre Hanbei, sinceramente commosso dal gentile ristoro offertogli da Suzu, decide di raggiungerne il fratello per supportarlo. Qui, il protagonista si ritrova però a fronteggiare un avversario inaspettato, in grado addirittura di padroneggiare lo stile Ashina. Un violento doppio Ichimonji colpirà ancora una volta Hanbei: rivelata la sua natura immortale, l'ex Samurai riuscirà comunque a ferire l'avversario a una gamba e a mettere in fuga gli assalitori.

    Ammirato dalla sua potenza, Shokichi chiede al suo salvatore di unirsi agli uomini del villaggio per una missione sulle montagne circostanti. Convinti che i briganti siano i responsabili delle misteriosi sparizioni, sono infatti determinati a sconfiggerli una volta per tutte. La verità, tuttavia, è ben più inquietante: una volta recatisi nell'area, i volontari si imbattono infatti in una delirante creatura umana, i cui occhi brillano di un rosso scarlatto. Pur ottenebrata dalla follia, quest'ultima rivolge alcune parole a Shokichi, che riconosce in lui il primo uomo scomparso dal villaggio: Yamahito. Un essere umano vissuto ai margini della comunità, guardato con sospetto dai paesani, disgustati dal suo delirare e dall'abitudine di divorare ferocemente bestie selvatiche, tra cui numerose scimmie.

    È ormai calata la notte e Hanbei rammenta delle leggende che riferiscono di creature con gli occhi rossi, descritte come bestie feroci, ma terrorizzate dal fuoco. Sfruttando una torcia, l'immortale riesce in effetti a mettere in scacco Yamahito, ma la collutazione viene interrotta dall'improvvisa comparsa di una creatura che sicuramente i giocatori di Sekiro non avranno difficoltà a riconoscere...una certa scimmia enorme con una lama conficcata nel collo! Quest'ultima reclama per sé Yamahito, colpevole di aver ucciso numerose scimmie della montagna e lo uccide senza alcuna esitazione. Ciò fatto, se ne va, senza infierire su Hanbei e Shokichi.

    Infestati, fughe e vendette

    La minaccia che pendeva sul villaggio sembra dunque essere stata finalmente eliminata e Hanbei viene celebrato come un eroe dai suoi abitanti. La notizia giunge sino alle orecchie di Takamine, che riconosce dalla descrizione l'uomo con cui aveva combattuto decenni prima. Con il focus della narrazione che si sposta temporaneamente sul vassallo degli Ashina, c'è modo per ritrovare un'ulteriore vecchia conoscenza: Dojun! Il ricercatore ossessionato dall'immortalità sta infatti conducendo ricerche sulla creazione di individui dagli occhi rossi, da sfruttare nell'ormai imminente guerra degli Ashina contro il Governo Centrale. Per far questo sta usando i potenti sedimenti del ristoro, una concentrazione delle acque del ristoro che si celano nel continente.

    A fornire cavie per i suoi esperimenti è proprio Takamine, che non ha esitato a far rapire a questo scopo alcuni sventurati abitanti del villaggio di Shokichi e Suzu. Le ricerche tuttavia non stanno procedendo come previsto, con Yamahito che ne rappresentava il miglior risultato. Appresa dell'esistenza di Hanbei, Dojun illustra tuttavia una possibile strada alternativa. Si dice infatti che alcuni particolari insetti, una volta nutritisi del sedimento del ristoro, subiscano una sorte di mutazione: entrati in contatto con un essere umano possono dare vita a un "infestato", uomo caratterizzato da una nuova forma di immortalità, donatagli dal fatto che il parassita è in grado di rigenerarsi. Ovvia conseguenza, Dojun vuole ora svolgere alcune ricerche su Hanbei, per indagarne la natura.

    L'immortale viene dunque convocato al cospetto di Takamine, ma più volte Hanbei rifiuta diffidente l'invito. La situazione precipita quando Suzu scompare misteriosamente mentre si trovava sulle montagne. Sospettando un rapimento volto a convincerlo a presentarsi al suo vecchio avversario, Hanbei si decide ad affrontare la resa dei conti, accompagnato da Shokichi.

    Come previsto dal protagonista, i due cadono effettivamente vittima di un'imboscata alla quale partecipa lo stesso Takamine, ma anche uno dei briganti con cui gli abitanti del villaggio si erano scontrati nelle prime fasi del racconto: le responsabilità del nobile nelle sparizioni sono ora palesi anche agli occhi di Shokichi. È inoltre ormai evidente che Suzu sia prigioniera di Takamine: i due uomini cercano dunque di concludere rapidamente la battaglia per prestarle soccorso. Ricorrendo nientemeno che a un Mikiri ben assestato, Hanbei sconfigge Takamine. Shokichi ha a sua volta la meglio sul proprio avversario, ma resta ferito gravemente.

    A questo punto fa la sua comparsa in scena Dojun, che si propone di curare il

    ragazzo, in cambio dell'aiuto di Hanbei. Ricorderete che nel primo scontro con i briganti l'immortale aveva tenuto testa a un uomo che padroneggiava le tecniche Ashina, ferendolo gravemente a una gamba. Ebbene, il ricercatore svela che il giovane altri non è che il figlio di Takamine: Kodo Mastsugu Takamine. Rientrato dalla missione sulle montagne, quest'ultimo era stato curato da Dojun, tramite somministrazione delle acque del ristoro. In seguito al trattamento, il ragazzo è però impazzito e ora è determinato a muovere guerra agli Ashina per ripristinare l'onore della propria casata, costretta da ormai due decenni a servire Isshin e Gen'ichiro.

    Ossessionato dall'immortalità, Kodo Masatusgu ha preso il controllo dell'area in cui sono state condotte le ricerche sui sedimenti del ristoro. Dojun non può accettare di perdere i risultati dei suoi studi e chiede dunque al nostro protagonista di ucciderlo. Prende così il via uno scontro feroce, in cui il giovane Takamine, potenziato dal trattamento, ferisce gravemente Hanbei, mettendone a nudo il parassita. Desideroso di aiutare l'amico, Shokichi rifiuterà di essere curato da Dojun e, in extremis, riuscirà a gettare dell'olio sul nemico e ad incendiarlo: lo sforzo, tuttavia, gli costerà la vita.

    Hanbei, furioso, riuscirà finalmente a far fronte a un doppio Ichimonji, sconfiggendo il suo avversario e uccidendolo. Disperato, si avvia alla ricerca della donna, ma purtroppo, anche in questo caso, è ormai troppo tardi: Suzu è impazzita e Hanbei, come gesto di clemenza, decide di porre fine alla sua vita. Dojun nel frattempo ha approfittato del caos generato dallo scontro per recuperare i dati delle sue ricerche: dopo aver dato fuoco al sito, il folle ricercatore svanisce nel nulla.

    Privato di tutto ancora una volta, Hanbei riprende a vagabondare senza meta per Ashina, con il dolore per il destino toccato in sorte a Shokichi e a Suzu come unico compagno. In cerca di una disperata pace interiore, l'uomo finirà per raggiungere un luogo decisamente famigliare, dove, di lì a breve, giungerà anche un certo Shinobi, pronto a mettersi in viaggio per salvare il suo giovane Signore.

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