Shadow of the Colossus: i primi 8 colossi fotografati da Emanuele Bresciani

Torna Emanuele Bresciani, l'esperto di Virtual Photography, alle prese con un compito difficile: fotografare tutti i titani di Shadow of the Colossus.

speciale Shadow of the Colossus: i primi 8 colossi fotografati da Emanuele Bresciani
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • La vita è fatta di ambizione e di sfide continue. Dopo la mostra al Museo di Arte Contemporanea di Luzzana di cui abbiamo già parlato qui sulle pagine di Everyeye.it, come passo successivo volevo fare qualcosa di davvero unico. Negli ultimi anni ho notato che nessun Virtual Photographer ha mai intavolato, attorno a Shadow of the Colossus, un progetto con l'obiettivo preciso di fotografare tutti i 16 colossi presenti nel titolo del Team Ico. I motivi sono vari, e sono da ricercarsi sia in un Photomode estremamente rigido e bizzoso, sia nella presunta impossibilità di fotografare a dovere alcuni colossi. Si tratta di ragioni molto valide, ma in qualità di Virtual Photographer d'avanguardia mi sono imposto comunque di affrontare l'enorme sfida, nel modo più razionale e professionale possibile. Quella che segue è la storia di questo progetto.

    Le regole del progetto

    Il mio progetto si fonda su due regole fondamentali. Anzitutto c'è la coerenza di presentazione: tutte le immagini devono avere lo stesso formato in previsione di stamparle per la Gamesweek o meglio ancora per una qualche collezione privata. Ho optato per il formato verticale che esalta sia la profondità di campo sia la ritrattistica. Inoltre, dal momento che quasi tutti i soggetti sono molto alti o lunghi, il formato verticale era l'unico che poteva includerli nel framing nella maniera più corretta.

    In secondo luogo c'è la vocazione cromatica: tutte le immagini hanno l'ambizione di trascendere il gioco da cui provengono per restituire l'idea di un artwork, di un dipinto o di una fanart. Per questo ho usato al massimo delle loro possibilità espressive tutti i filtri cromatici forniti dal gioco, spingendo abbondantemente su saturazione, contrasto e luminosità, ma rimanendo comunque fedele alla direzione artistica portata avanti da Bluepoint Games. Qui di seguito vi presento i primi 8 colossi, accompagnati dall'ispirazione che ho seguito per scelta del soggetto, framing e composizione.

    VALUS: The end of the innocence

    Valus è senza dubbio il "colosso immagine" di questo gioco. Lo conoscete tutti, è in tutti gli artwork e nelle foto promozionali. Io stesso l'ho fotografato nel corso degli anni in tutte le pose possibili ed immaginabili, quindi fin da subito mi sono chiesto come avrei potuto fare qualcosa di nuovo e unico con un soggetto così conosciuto e abusato. La decisione ad un certo punto è stata semplicissima e lampante: fotografando Valus dovevo riassumere in un solo e screenshot tutta la filosofia del gioco di Fumito Ueda, e per farlo dovevo sfruttare la mia esperienza al fine di bilanciare chiari e scuri, spazi vuoti e pieni, mandando un messaggio di bellezza e tristezza allo stesso tempo. Volevo uno screenshot lineare ed essenziale, eppure potentissimo. Fino alla fine sono stato indeciso se includere nella foto il fiotto di sangue nerastro che fuoriesce dai colossi trafitti, ma poi ho privilegiato la pulizia e la forza della semplicità. Ho scelto come titolo dello screenshot "The End Of The Innocence" perché, come tutti voi sapete, dalla prima stoccata a Valus la vita di Wander cambierà per sempre.

    QUADRATUS: Bull charge

    Quadratus è in assoluto il colosso di cui ho scattato più foto. Nessuna mi soddisfaceva completamente perché lo avevo già fotografato in ogni modo possibile, un po' lo stesso problema che ho avuto con Valus. Ma non solo: quando ho realizzato le mie svariate collections speciali di Horizon: Zero Dawn mi sono accorto che un protagonista con l'arco teso verso il proprio nemico rappresenta una scena molto coreografica, ma alla lunga finisce per stancare. Non bisogna abusarne. E con Horizon io ne abusai sicuramente. Non volevo fare lo stesso errore con questa collezione ma allo stesso tempo non volevo perdere l'occasione di scattare una foto una dove l'arco avesse un ruolo importante, come ce l'ha anche nel gameplay del gioco. Per questo troverete due foto di Wander con l'arco teso, nello specifico con Quadratus e Kurumori, dal momento che con entrambi i colossi quest'arma risulta fondamentale per scoprire le difese del nemico. Alla fine ho scelto questa foto, tra le tantissime scattate, per pochi ma importanti motivi: innanzitutto quella di Quadratus che cerca di schiacciare Wander con una zampa è una parte fondamentale del processo di abbattimento del gigante, poiché si rende evidente il punto debole del toro guardiano sotto gli zoccoli. Inoltre ho deciso di piazzare Wander e Agro sia nell'acqua per aggiungere diversità di texture e di cromatismi alla composizione, sia tra le gambe del colosso (nell'unico punto luce di quella zona) per evidenziarne la silhouette. Infine, l'angolo di ripresa che ho impiegato, con un tilt di valore 86, aggiunge aggressività e peso al movimento di Quadratus.

    GAIUS: The towering knight

    La terza foto che vi presento è il tripudio della pre-produzione e della pianificazione. Tutto quello che vedete in questo screenshot è stato voluto e cercato dal sottoscritto ancora prima di iniziare il servizio fotografico. La mia prima ambizione era di riuscire a ritrarre Gaius nella sua interezza e con un FOV non superiore al valore di 50/55. Per riuscirci, ho incluso nella pianificazione del set la mancanza di "barriere architettoniche" nell'arena di gioco, che non è altro che una piattaforma sospesa su un lago senza muri e senza costruzioni di sorta. Questa "libertà" mi ha permesso di ritrarre il colosso con un FOV moderatamente basso, in grado di mantenerne integre le proporzioni pur evidenziando la corporatura magra e slanciata. Non solo: prima di scalare la spada di pietra del colosso sono riuscito a sottolinearne i punti deboli su testa e stomaco, ed entrambi sono stati perfettamente inclusi nella fotografia. In definitiva, lo sguardo d'allarme di Gaius indirizzato verso Wander ha rappresentato la ciliegina sulla torta insieme al filtro molto saturo che ho usato per evidenziare i colori pastello sia del gigante che del cielo sovrastante. Un insieme di elementi ben orchestrati rendono questa foto davvero unica e difficilmente replicabile, cosa di cui sono estremamente orgoglioso.

    PHAEDRA: King of the hill

    Se c'è un colosso che fino all'ultimo momento ho temuto di non ritrarre adeguatamente è stato Phaedra. L'arena che contiene il quarto colosso ha tre collinette che custodiscono l'accesso al bunker da cui risolvere il puzzle per abbattere il colosso, in un'area di gioco tutt'altro che spaziosa. Viste tutte le difficoltà logistiche, mi sono detto che probabilmente l'unica occasione di avere una foto interessante sarebbe stata quella di piazzare Agro e Wander in cima ad una delle entrate del bunker e vedere come si sarebbe comportato il colosso equino. Per mia fortuna Phaedra è venuto a cercarmi, Agro si è spaventato al suo arrivo, e quella che ho ottenuto congelando l'attimo fatale è stata una delle foto più simili ad un vero e proprio artwork che potessi avere. I punti di forza di questa foto sono due: il movimento scomposto di Agro che reagisce in maniera molto naturale all'arrivo di un nemico, e la posizione di Phaedra che tenta di prendere il controllo di tutta la collinetta in modo assai realistico. Anche in questo caso sono riuscito a mantenere il FOV intorno al valore di 50, evitando deformazioni della visuale e restituendo un'immagine con le giuste proporzioni.

    AVION: Take off me

    Avion, a detta di molti colleghi, è un colosso che non può essere fotografato. Il motivo è semplice: nell'arena del primo gigante volante il Photomode impazzisce ed è praticamente impossibile attuare quei micro-aggiustamenti che fanno la differenza tra una foto autoriale ed una amatoriale. Non solo, durante tutto il combattimento con Avion la telecamera di gioco è talmente concentrata su Wander che è impossibile tenere traccia della posizione di Avion all'intero dell'arena, privando il fotografo di qualsiasi punto di riferimento per foto che siano interessanti anche a livello ambientale. Per tutti i motivi appena accennati, Avion è stato il primo colosso su cui mi sono cimentato. Mi sono detto che se fossi riuscito a ritrarlo correttamente, la missione impossibile di fotografare tutti e 16 i colossi poteva diventare realtà. Alla fine, non sono poche le foto di Avion di cui sono soddisfatto, ma quella che vi presento è l'unica che include una delle torri che emergono dal lago sopra il quale plana il colosso. Ho deciso che questa sarebbe stata la foto perfetta per questo speciale, perché, trattandosi di uno screen verticale, la torre sullo sfondo conferma implicitamente dove si trovano l'asse X e Y dello scenario, dando più contesto e coerenza alla "verticalità" dell'immagine. L'unico difetto, non troppo rilevante, è rappresentato dai "colori" della livrea di Avion, identici a quelli dello scenario che lo circonda, rendendo meno evidente e piacevole il distacco tra il colosso e lo sfondo.

    BARBA: Whac-a-wanda

    Barba è uno dei giganti antropomorfi del gioco, e si muove in un'arena piena di ostacoli che limitano (per l'ennesima volta) la telecamera del Photomode. La maggior parte delle fotografie che lo ritraggono tende a inquadrarlo dal basso verso l'alto con un FOV intorno al valore di 65/75 (a causa dei movimenti di camera limitati), cosa che irrimediabilmente deforma e squalifica l'immagine. Per presentarvi uno screenshot dalle corrette proporzioni, ho inquadrato il momento in cui il gigante si inginocchia per tentare di schiacciare Wander con un devastante pugno. Ho congelato l'istante esatto in cui Barba colpisce il terreno e solleva una nuvola di polvere che investe Wander. Con questa combinazione di elementi, ho ottenuto una foto in cui vi mostro il colosso nella sua interezza, senza deformazioni (essendo inginocchiato ho dimezzato la sua altezza e limitato il FOV) e con un'ottima suddivisione di luce e ombra, di spazi pieni e vuoti. Insieme a quella di Phaedra, credo che questa sia la foto più simile ad un artwork tra le prime 8 che vi presento.

    HYDRUS: The water dragon

    Sono convinto che in questa prima tornata di screen, questa foto sarà tra quelle che riscontrerà il maggior successo di pubblico, per motivi sia cromatici che di soggetto e composizione. Permettetemi anche in questo caso di raccontarvi un po' di "dietro le quinte": innanzitutto è una delle pochissime immagini di questa collezione che ha un FOV di 80, il massimo possibile. Il motivo per cui la deformazione grandangolare è impercettibile dipende dal fatto che l'occhio non ha molti soggetti da cui carpire informazioni, per cui il cervello "non si fa troppe domande" al riguardo. Non solo, ho calcato leggermente la mano coi gradienti verde e blu, per aumentare ancora la di più la gradevolezza cromatica dell'arena, e ho posizionato un piccolissimo (grazie anche al FOV molto dilatato) Wander al centro della foto, in modo tale da dare una corretta idea delle proporzioni tra lui e Hydrus.

    KURUMORI: What we do in the shadows

    Ed eccovi l'ultima foto di questa prima parte dello speciale. Come già suggerito ad inizio missione da Dormin ("Una coda in un secchio nel cuore della foresta... Un'ombra che striscia sui muri"), l'arena in cui si nasconde Kurumori è essenzialmente un cilindro di 5 piani con una crepa lungo il suo perimetro. Dal momento che scattare fotografie nel diametro del cilindro è impossibile, perché i muri bloccano e rimbalzano continuamente la telecamera del photomode, la soluzione per bypassare le limitazioni architettoniche dell'arena consiste nel fotografare Kurumori dall'interno del cilindro attraverso la crepa, mentre il colosso-salamandra tenta di aggredire il protagonista dal perimetro esterno. L'idea si è rivelata vincente e il risultato più che apprezzabile: il tocco di classe è stato di mantenere Wander in penombra mentre la punta della sua freccia in una macchia di luce, in modo che fossero percepibili la sua posizione e direzione.

    Con questa foto si conclude la prima parte dello speciale dedicato ai 16 colossi partoriti dalla fertile mente di Fumito Ueda. In attesa dell'arrivo della seconda parte, vi aspetto nella sezione commenti per confrontarci sulle mie scelte artistiche e per discutere insieme delle vostre foto preferite.

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