Sony e l'addio all'E3 2020: quali sono i piani per la presentazione di PS5?

Sony sarà assente anche all'edizione 2020 dell'E3, ma decide di non svelare ancora i suoi piani per il futuro: quando vedremo Playstation 5?

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Quando lo scorso anno venimmo a sapere che Sony non avrebbe presenziato sul palcoscenico di Los Angeles, sostenemmo che la scelta dell'azienda fosse l'inizio di una nuova era per l'E3, oltre che - più in generale - per il mondo videoludico. E probabilmente non avevamo tutti i torti. Da poche ore, d'altronde, è giunta la conferma definitiva di un'indiscrezione, diffusasi di recente a macchia d'olio nella rete: SIE non prenderà ufficialmente parte all'E3 2020, proprio come avvenuto nel 2019. I motivi, stando a quanto ribadisce un portavoce dell'azienda, sono dipesi dai piani comunicativi della società, che - pur nel pieno rispetto dell'Entertainment Software Association - non ritiene il palco di L.A. il luogo adatto su cui mostrare la propria visione del futuro. E benché questa strategia di allontanamento dall'E3 segua coerentemente il percorso già tracciato un anno fa, c'è comunque da ammettere che la portata di un simile approccio da parte di Sony possiede un'eco ben diversa in confronto a quella del 2019. Le ragioni sono piuttosto cristalline: il 2020 è infatti un'annata all'insegna della nuova generazione.

Il palco di Sony

Negli ultimi anni, Sony ha cambiato palesemente il suo modo di comunicare. Il numero di macro eventi a tema PlayStation è stato ridotto in maniera significativa, fin quasi a scomparire del tutto, in favore di piccoli show sul modello del Nintendo Direct, più snelli, asciutti e d'impatto. Mentre qualche anno fa eravamo soliti assistere a ricche conferenze all'E3 di Los Angeles, alla Paris Game Week e al PlayStation Experience, di recente Sony ha preferito concentrarsi sul format dello State of Play: venti minuti di trailer che - tra produzioni minori, giochi in VR e tripla A - ha riservato non poche sorprese agli spettatori (tra cui addirittura la data d'uscita di un colosso come The Last of Us Parte 2).

Insomma, l'azienda nipponica ha adottato una strategia di comunicazione che la tiene lontana dai grandi riflettori, per focalizzarsi prevalentemente su una dimensione più diretta e priva di fronzoli. Eppure, nonostante la delusione, nel 2019 erano in molti a sperare che l'assenza di Sony dal palco di L.A. rappresentasse un caso isolato, giustificato dal fatto che la società non avesse ulteriori cartucce da sparare oltre ai giganti di Naughty Dog, Kojima Productions e Sucker Punch, già ampiamente presentati in altre occasioni: senza nulla di realmente inedito da comunicare, e con le date di uscita ancora lontane nel tempo, era comprensibile la scelta di non attirare su di sé lo spotlight dell'E3, col rischio di imbastire una conferenza che avrebbe corso il rischio di apparire sottotono e alquanto deludente.

La progressiva scomparsa di altri show come la PlayStation Experience, tuttavia, iniziava a divenire un indizio alquanto sospetto della volontà di Sony di seguire nuovi ritmi comunicativi. Quest'anno, in ogni caso, l'assenza all'E3 si fa sentire maggiormente: mentre nel 2019 Sony aveva poche frecce al proprio arco, nel 2020 deve compiere il primo passo verso un futuro che condizionerà il prossimo decennio. L'avvento di una nuova generazione è un momento fondamentale per l'industria, il primo passo di un progetto a lungo termine che caratterizzerà lo sviluppo del settore videoludico per tantissimo tempo.

Decidere di non presenziare alla fiera losangelina anche in un frangente così importante non è solo la definitiva conferma - semmai ce ne fosse bisogno - del cambiamento d'approccio di Sony, ma anche - e forse soprattutto - una precisa dichiarazione di intenti: PlayStation non ha più bisogno dell'E3 per far parlare di sé. Il colosso nipponico sembra avere piena consapevolezza delle proprie potenzialità mediatiche, e sceglie di non condividere il palcoscenico con nessuno. Decide piuttosto di non seguire le regole del settore, ma di dettarne di nuove: d'altronde, ha il potere per farlo. Per quanto, dal canto nostro, non abbiamo particolarmente apprezzato l'intervento di Jim Ryan durante il CES 2020, in cui - dopo un crescendo che sembrava introdurre novità su PS5 - si è limitato a presentare fugacemente il nuovo logo della console, è indubbio che il riscontro mediatico di questa rapida comparsata sia stato molto ampio, sintomo di come a Sony basti davvero poco per posizionarsi al centro dell'attenzione.

Di conseguenza, è naturale immaginare che un evento espressamente dedicato al reveal di PlayStation 5 prima dell'E3 2020 calamiterà un quantitativo spropositato di interesse che potrebbe anche superare quello della kermesse di Los Angeles, dal momento che i riflettori sarebbero puntati esclusivamente sulla nuova console. Ogni singola decisione di Sony - dal reveal del logo fino all'annuncio dell'assenza all'E3 - è una silenziosa ma fatale mossa sulla scacchiera: piccoli movimenti di pezzi che si preparano all'arrocco finale, dichiarazioni in sordina che, in un certo qual modo, generano comunque un chiacchiericcio capace di trasformarsi, ancora una volta, in rinnovato interesse verso le strategie dell'azienda.

Sotto certi aspetti, questa tipo di "divulgazione" potrebbe apparire come leggermente fuori fuoco, non del tutto in grado di concretizzare le aspettative del pubblico. C'è da dire che, nonostante il riscontro mediatico, nell'ultimo periodo alcune soluzioni comunicative di Sony non sono state sempre impeccabili: basti pensare al rinvio di The Last of Us Parte 2 dopo pochissimi mesi dall'annuncio della data di uscita, o alla promessa di un gameplay più succulento di Ghost of Tsushima sul palco dei The Game Awards 2019, concretizzatosi in un trailer che - per quanto suggestivo - non ha mostrato un'estesa sequenza di gioco, intervallando cinematiche con momenti in game.

Eppure, al netto di qualche incertezza, l'attesa per il reveal della console si fa sempre più stuzzicante. Anche se non sarà parte integrante dell'E3, nulla vieta a Sony di allestire una conferenza a Los Angeles senza formalmente legarsi ai piani organizzativi dell'ESA, per quanto sia più probabile che venga imbastito uno spettacolo nei mesi precedenti alla fiera losangelina. L'azienda, d'altronde, solletica con astuzia le aspettative del settore, e presumibilmente si prepara ad annunciare un evento tutto privato. Le ultime voci di corridoio vorrebbero l'allestimento di uno show nel mese di febbraio, denominato Experience PlayStation in cui si parlerà del presente e del futuro del gaming.

Che ne sarà dell'E3?

Benché la mancata presenza di Sony faccia sentire il suo peso, sostenere che l'E3 sia uno show ormai in declino è forse un po' prematuro e avventato. È vero che l'evento dello scorso anno è stato al di sotto degli standard abituali, ma nel 2020 l'arrivo della next gen porterà con sé un'ondata di hype da non sottovalutare: Sony non è l'unica finestra verso l'avvenire tecnologico del videogioco, e molti altri team hanno in serbo scoppiettanti sorprese per il pubblico.

Sappiamo ad esempio che Microsoft sarà all'E3 2020, e che Series X si rivelerà uno dei più illustri partecipanti in campo: Phil Spencer non ha tardato a far eco alle dichiarazioni di Sony, ribadendo a chiare lettere la volontà di condividere con la community di videogiocatori tutto quello che la next gen è in grado di offrire. Per questo, l'edizione 2020 della fiera parte già con una marcia in più rispetto a quella dell'anno passato, e l'assenza di uno dei suoi protagonisti più importanti non sminuisce - almeno in apparenza - il valore di una vetrina così importante.

Quanto a quello che ci riserverà il futuro, ormai manca poco per scoprirlo: la scacchiera è pronta, i pezzi si muovono, e noi rimaniamo sempre ben attenti nell'osservare l'andamento della partita della nuova generazione di console.