Sony compra Take Two: un matrimonio possibile?

Secondo alcuni analisti, Sony sarebbe in trattativa per acquisire Take-Two insieme alle etichette Rockstar e 2K Games: cosa c'è di vero?

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Sul finire della giornata di ieri, tra gli oscuri meandri della rete, un brulicante chiacchiericcio si è risvegliato all'improvviso, ha strisciato di soppiatto da un angolo all'altro del web, e finalmente ha trovato la giusta cassa di risonanza per farsi dirompente "notizia-bomba". Il rumor, originariamente diffuso da MarketWatch, speculava su una possibile acquisizione di Take Two Interactive da parte di Sony. Una prospettiva che ovviamente ha risvegliato le fantasie di qualsiasi giocatore, se non altro per la portata letteralmente dirompente che un'operazione del genere avrebbe sul mercato. Se davvero la casa della PlayStation dovesse acquistare il publisher americano si tratterebbe di un'operazione sostanzialmente senza precedenti, ben più destabilizzante di una fusione, dell'acquisizione di un brand o dell'assorbimento di un team di sviluppo. Si tratterebbe in pratica di un hardware manufacturer che si "impossessa" di una major, cambiando per sempre il volto del settore...

Sony e Take-Two: amore (im)possibile?

L'entità dell'operazione sussurrata da MarketWatch sarebbe colossale anche e soprattutto per le proprietà intellettuali su cui Take Two detiene i diritti. L'azienda possiede Rockstar Games e tutte le sue IP, compresa quella inesauribile miniera d'oro che risponde al nome di Grand Theft Auto.

Ecco: immaginare un GTA in esclusiva per la prossima console Sony è qualcosa che va ben oltre il concetto di Killer Application. Considerata la portata culturale ed economica del brand di Rockstar, averlo a disposizione solo per la propria piattaforma significherebbe vincere in partenza la partita della next-gen, e forse anche oltre.

Di fronte ad una prospettiva del genere, però, sarebbe bene fermarsi un attimo a soppesare la concretezza delle voci di corridoio, invece che saltare sull'attenti e immaginare un riassetto integrale dell'industria. Se fra i compiti della stampa c'è anche quello di riportare certe indiscrezioni (nel caso in cui, come stavolta, arrivino da fonti accreditate), fra i doveri del buon lettore c'è quello di prenderle "cum grano salis", ovvero con un pizzico di buon senso. Dovremmo insomma cercare di valutare se un'operazione del genere sia economicamente fattibile e, soprattutto, a chi convenga. E invece succede che ogni tanto ci si lasci un po' trasportare dalla fantasia oppure dalla propria "fede videoludica". Può essere piacevole immaginare le grandi conquiste dell'azienda che è più vicina al nostro modo di giocare, oppure fantasticare su quali grandi esclusive possano raggiungere la console su cui abbiamo deciso di investire, ma questo non deve condurci fuori strada.

Nel caso dell'acquisizione sussurrata nella giornata di ieri, ad esempio, i problemi sono davvero molti. Come giustamente sottolinea BusinessInsider, Take Two è un publisher che si sostiene grazie alle vendite di prodotti multipiattaforma. Tutti i suoi brand più famosi, da Grand Theft Auto a Red Dead Redemption, passando per NBA 2K e Borderlands (nella speranza che il terzo capitolo venga annunciato presto), sono compatibili con diversi hardware, e proprio per questo hanno un ottimo tasso di penetrazione sul mercato.

A meno che Sony non voglia iniziare a pubblicare videogame su altri hardware (come Microsoft sta facendo con Minecraft, e come farà con alcune IP di Obsidian e inXile), acquisire Take Two significherebbe dover rinunciare ad una consistente fetta degli introiti che ad oggi la tengono in piedi. Il costo dell'operazione non sarebbe quindi legato soltanto all'acquisizione, ma anche al "mancato guadagno" di tutte le copie PC e Xbox dei futuri titoli, che non verrebbero più prodotte.

Un investimento sostenibile, per Sony? Basta guardarsi un po' intorno per capire che, al di là dei risultati della divisione gaming, non tutte le "costole" del colosso nipponico navigano in acque sicure. I risultati di certe divisioni sono altalenanti, e la crescita registrata negli ultimi tempi non può ancora dirsi costante e assodata. I fattori di rischio sono insomma molti, ed è davvero improbabile che Sony possa procedere con questa acquisizione: anche perché il prezzo sussurrato per le azioni di Take Two è più alto di un terzo rispetto al valore attuale.

Senza entrare troppo nello specifico delle manovre economiche, il suggerimento che diamo a tutti gli utenti è questo: di fronte ad un rumor bisognerebbe dar spazio prima alle domande ("quanto è plausibile?") che alle segrete speranze ("quanto sarebbe bello!").

Ad onor del vero bisogna ammettere che la fonte dell'indiscrezione sembrava fondata, e l'impennata delle azioni di Take Two poteva essere interpretata come un segnale di conferma. Ma di questi tempi è bene andarci cauti: il diretto interessato, ovvero Joel Kulina (supervisore in forze presso Wedbush Securities) ha prontamente negato di aver diffuso la notizia, definendola come un "chiacchiericcio sovraesposto". Tutta questa storia, in fondo, è un altro esempio di come la velocità della rete possa essere un'arma a doppio taglio. L'urgenza di reagire ad una notizia, di condividerla, di dire la nostra, è comprensibile in un ambiente rapidissimo ed in continuo movimento. Eppure, di tanto in tanto, è bene accordare pensieri e speranze ad un passo più adagio.