Sony e il logo PS5 al CES 2020: conferenza deludente o strategia vincente?

Durante la conferenza del CES 2020, Sony è salita sul palco per presentare la sua visione del futuro. Avrà soddisfatto le nostre aspettative?

Articolo a cura di

C'era nell'aria profumo di PlayStation 5. Nessuno voleva crederci davvero, ma gran parte del pubblico, in fondo, ci sperava. Dalla prospettiva di chi vi scrive, nel conflitto tra desiderio e razionalità a prevalere è stata sempre la seconda, almeno finché Jim Ryan non è salito sul palco dando inizio ad un monologo che, inutile negarlo, ha rinvigorito la curiosità anche dei più scettici, lasciando presagire che - di lì a poco - avremmo finalmente avuto nuove informazioni sulla tanto attesa PS5. Durante l'edizione 2020 del CES, acronimo per Consumer Electronics Show, Sony ha però tenuto una conferenza caratterizzata da una strategia comunicativa che oseremmo definire "potenzialmente rischiosa", limitandosi semplicemente a mostrare il logo della console e a riconfermare specifiche di natura tecnica di cui eravamo già a conoscenza. Si è trattato di un approccio vincente da parte dell'azienda giapponese?

L'occhio verso il futuro

Prima ancora dell'avvio del CES 2020, Sony aveva accuratamente centellinato la dose di hype da iniettare nella sua community: nei giorni precedenti all'inizio dello spettacolo, alcuni messaggi della compagnia ribadivano l'intenzione di svelare una "visione unica del futuro" in ambito tecnologico. Dal momento che la cornice del CES non è prevalentemente dedicata al gaming, era dunque lecito non attendersi un completo reveal della nuova console, e neppure un parziale approfondimento sulle specifiche tecniche.

Ciononostante, una parte della community aveva riacceso le proprie speranze, convinta che - seguendo la scia dell'annuncio inaspettato di Xbox Series X durante i The Game Awards 2019 - anche Sony si sarebbe sbottonata maggiormente nel mostrare al mondo la sua PlayStation 5.

La conferenza è stata introdotta da Kenichiro Yoshida, presidente di Sony Corporation, che dopo aver ricordato l'importanza dell'impegno del team in campo cinematografico, musicale e tecnologico ha lasciato la parola a Jim Ryan, CEO di SIE: ed è proprio con il suo ingresso sulla scena che il fermento del pubblico ha iniziato a farsi quasi tangibile.

In maniera francamente inattesa, le prime battute del suo discorso hanno senza dubbio solleticato l'attenzione di tutti gli spettatori: il presidente ha iniziato a ripercorrere le precedenti generazioni di console, e i loro incredibili successi, lasciando presagire che, al termine di questo rapido sguardo sul passato, gli occhi sarebbero stati indirizzati verso quel futuro che risponde al nome di PlayStation 5. Ryan ha snocciolato una serie di dati alquanto interessanti: da quando è stata lanciata nel novembre del 2013, PlayStation 4 ha venduto 106 milioni di console, e i videogiocatori attivi mensilmente ammontano a 103 milioni, mentre gli abbonati a PlayStation Plus hanno raggiunto quota 38,8 milioni. Notevoli risultati anche PlayStation VR, che ha totalizzato 5 milioni di unità vendute.

Parliamo sicuramente di traguardi notevoli, che contribuiscono a delineare il profilo di un'azienda in continua crescita, pronta a investire nel progresso tecnologico con sempre più energia e convinzione. Agli occhi e alle orecchie degli spettatori, i dati forniti da Ryan suonavano quasi come un preludio prima di un nuovo annuncio: una carrellata a ritroso nei trionfi di Sony in vista di un avvenire che potrebbe rivelarsi altrettanto roseo. Peccato soltanto che l'effettivo scorcio sulla next gen sia stato rappresentato soltanto dall'annuncio del logo ufficiale di PS5, il cui design ci è parso estremamente conservativo, sulla scia del predecessore, in perfetta continuità con il font di PlayStation 4.

Sotto certi aspetti, la conferenza di Sony si è limitata a ribadire, agli occhi di un pubblico prevalentemente generalista, che la divisione gaming dell'azienda incarna uno dei pilastri della compagnia, senza però fornire altri particolari davvero inediti sulla console. Sotto questo fronte, il discorso di Jim Ryan ha dato forma a un crescendo che, purtroppo, è culminato in un annuncio - secondo la nostra opinione - piuttosto anticlimatico rispetto alle premesse.

Per quanto fosse legittimo mantenere basse le speranze, dal momento che - lo ribadiamo - l'evento di Las Vegas non è certo il palcoscenico d'elezione per discutere di argomenti legati al mondo strettamente videoludico, c'è da ammettere che l'approccio con cui Sony ha dato il via allo show, durante i primi minuti del monologo di Ryan, sia stato abbastanza fuorviante. Ci è sembrato, insomma, che sul palco il colosso giapponese abbia creato un'aspettativa che non è stata in grado di soddisfare a pieno. A tal punto sarebbe stato forse più opportuno conservare queste piccole novità per un evento dedicato del tutto alla presentazione della piattaforma next gen, invece di solleticare semplicemente l'appetito degli spettatori.

Tra specifiche tecniche e automotive

Aver rimosso il velo di mistero sul logo di PS5 non ha suscitato grosso clamore, sia perché - come già accennato - il design non spicca per originalità, preferendo seguire sentieri estetici percorsi in passato, sia perché, in fondo, avremmo tutti desiderato conoscere qualche nuovo dettaglio sulla console. E invece Jim Ryan non ha fatto altro che riassumere le caratteristiche tecniche - già ampiamente divulgate - di PlayStation 5, che beneficerà dell'audio 3D, del feedback aptico e dei trigger adattivi per il DualShock 5, di un SSD ad alta velocità, di un lettore Blu-Ray 4K e del supporto hardware al Ray-Tracing.

È a questo punto che la flebile fiamma della speranza si è vaporizzata del tutto. PlayStation 5 ha fatto una comparsa solo nominale sullo stage del CES 2020, all'interno di un evento che non appartiene al mondo del gaming: una simile presentazione, che nulla toglie e nulla aggiunge alle nostre conoscenze (eccezion fatta per un logo dallo stile piuttosto prevedibile), è forse sintomatica di una strategia comunicativa lievemente fuori fuoco.

Al termine del suo monologo, il presidente ha poi salutato la community riconfermando nuovamente la volontà di Sony di realizzare i migliori contenuti possibili per i videogiocatori e rinviando l'incontro più corposo con PlayStation 5 nei prossimi mesi. Prima che la piattaforma raggiunga gli scaffali entro la fine dell'anno, è molto probabile che la compagnia nipponica anticipi l'E3 di Los Angeles organizzando un evento totalmente dedicato al reveal di PS5. In coda alla conferenza, in ogni caso, la vera sorpresa è stata la presentazione di una nuova auto elettrica, ossia il concept Sony Vision S, un ibrido fra una berlina e una monovolume, che sembra intenzionata a dare grandissimo risalto all'intrattenimento.

Dentro la vettura trovano posto schermi widescreen, audio a 360 gradi e connessione online costantemente disponibile. Infine, il veicolo è già predisposto per la guida autonoma, con 33 sensori all'interno e all'esterno, fra cui i potenti LIDAR e telecamere Time-of-Flight, che permettono persino di controllare l'infotainment tramite la gestualità. Insomma, il futuro dell'intrattenimento e della tecnologia secondo Sony passa anche attraverso l'automotive. Per PlayStation 5 è ancora tempo di restare dietro le quinte e attendere il momento opportuno per attirare i riflettori tutti su di sé.