Splatoon 2: evoluzione del gioco, community e supporto Nintendo

Come si è evoluto Splatoon 2 dal lancio? Nintendo ha pubblicato numerosi contenuti aggiuntivi e la community sembra aver gradito...

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  • Era ovvio che Splatoon avrebbe avuto un seguito. Nessun altro scenario era infatti ipotizzabile, considerando le vendite eccellenti, la calorosa accoglienza della stampa e la community di giocatori affezionati ad un titolo con così tanto carattere da spiccare in brevissimo tempo. Ogni dubbio sulla possibile esistenza di un sequel era stato dissolto alla prima presentazione ufficiale di Switch quando, al minuto 2:40 del video di reveal si erano viste squadre di amici prepararsi per una sfida in un'arena gremita di persone, in un reale contesto di eSport. Splatoon chiudeva proprio il trailer impiegato per presentare al mondo la nuova console Nintendo per la primissima volta in assoluto. Non solo, quindi, l'onere di essere l'ultima immagine mostrata - di conseguenza una di quelle che restano più impresse - ma anche una possibile dichiarazione d'intenti della casa di Kyoto, con l'idea di voler mettere piede nel mondo esport con un titolo che sembrava avere le carte in regola per ritagliarsi uno spazio tutto suo. È effettivamente andata così? Vediamo insieme come si sono evoluti il gioco e la relativa community dal 21 luglio 2017 (data di lancio di Splatoon 2) a oggi, per scoprire come la Grande N abbia supportato nel corso di un anno e mezzo il titolo che più si avvicina alla sua personalissima idea di game as a service.

    Dal debutto a oggi, in numeri

    Lanciato con 8 mappe, tanti capi di abbigliamento e un bel parco di armi da acquistare e usare con l'aumentare del livello del giocatore, fin dall'inizio Splatoon 2 ha avuto dalla sua tanti contenuti carichi di stile e personalità. Ma, come d'obbligo per un titolo online, era già pronta una pianificazione di aggiornamenti studiata per mantenere l'interesse sempre vivo, rendendo il gioco vario, appetibile e bilanciato per lungo tempo. Nintendo aveva dichiarato fin dall'inizio che i suoi piani erano di fornire aggiornamenti regolari per un anno intero e organizzare Festival per due; è stata quindi una gradita sorpresa scoprire che, complice il grandissimo successo ottenuto dal titolo, gli sviluppatori abbiano deciso di prolungare il supporto per gli aggiornamenti a tutto il 2018. Oggi, dopo update mensili regolari, l'esperienza per il giocatore è molto più ricca e soddisfacente rispetto a luglio 2017: la quantità di materiale che è stato aggiunto è semplicemente enorme.

    Le mappe sono in questo momento 23: 14 completamente inedite e 9 ripescate (ma modificate) dal primo Splatoon. Alcune di queste hanno anche subito delle vere e proprie ristrutturazioni in corsa: gli sviluppatori le hanno chiuse e tolte dalla rotazione per qualche giorno - con tanto di annuncio di lavori in corso - per poi renderle nuovamente disponibili ma pesantemente modificate. Completano il gioco oltre un centinaio di armi da impugnare nelle partite online e un numero di accessori, vestiti e scarpe da far impallidire un catalogo di moda. Anche la neonata modalità cooperativa, Salmon Run, si è arricchita di contenuti: da 2 a 5 mappe e ben 4 armi esclusive, oltre a un capo di abbigliamento ottenibile ogni mese solamente splattando salmonoidi.

    Splatoon 2 4.1.0

    Questa la versione reale del gioco. Nell corso del tempo passato dal lancio sono state fatte piccole e grandi modifiche al prodotto volte a bilanciarlo, come è giusto che sia in un competitivo online, ma anche a renderlo semplicemente un'esperienza migliore. Le piccole modifiche sono da ricercarsi, appunto, nel bilanciamento continuo delle armi e delle abilità: un processo di fine tuning forse non sempre ben riuscito, ma costantemente votato ad movimentare il gioco e a renderlo più piacevole. Le grandi modifiche, invece, sono riassumibili in alcuni punti che è bene analizzare nel dettaglio.

    2.1.0: Vongol Gol

    Con la versione 2.1.0, il 12 dicembre 2017, è stata messa in campo una nuova modalità pro, prima vera grande innovazione del gioco che, fino a quel momento aveva riproposto le stesse tre modalità già viste nel capitolo precedente (seppur con alcuni accorgimenti). Modalità controversa, per lo più odiata a sentire la community, Vongol Gol si è comunque dimostrata una ventata di aria fresca in uno sparatutto che se la stava cavando bene, perché divertente e piacevole di suo. Oggi sono ancora tanti quelli che la criticano perché non pienamente in grado di giocarla, così come sono tanti quelli che, pur conoscendone le meccaniche a dovere, finiscono per criticarla allo stesso modo.

    Spesso però le critiche piovono più per il piacere di farlo che per effettive motivazioni reali, quasi come se Vongol Gol fosse nata sotto una cattiva stella e destinata a rimanere tale, un po' per partito preso. La cosa certa è che si tratta di una modalità che rinfresca l'impianto ludico con una proposta originale e diversa da tutto il resto, a volte non troppo correttamente definita come "Bazookarp con 8 Bazookarp contemporaneamente".

    3.0.0: Rango X

    Dopo alcune aggiustatine al modo in cui veniva perso il rango una volta raggiunta la massima categoria (S+) e dando ascolto alle lamentele di chi considerava un po' sbilanciato il matchmaking (colpevole di far scontrare utenti dalle capacità troppo diverse fra loro), il 23 aprile 2018 viene introdotto un nuovo livello per misurare la bravura dei giocatori: il rango X. In estrema sintesi, il rango X prende tutti i giocatori da S+10 a S+50 e li mette in un calderone dove non conta più il numero a due cifre, bensì un'energia X calcolata per generare una classifica più granulare e, soprattutto, pubblica. Una classifica che va a premiare con la gloria eterna chi entra in top 500. Le cose diventano molto più vivibili per tutti quei giocatori che, grazie al sistema di ranghi più permissivo (o per meglio dire meno punitivo...) erano riusciti a raggiungere la S+ solamente per prendere schiaffi e fare l'altalena tra S ed S+ di continuo. Gli scenari si fanno invece ancora più interessanti per quelli che riescono a rompere la barriera dell'S+10 e a entrare in X - segno anche che per tanti il problema era proprio la disparità di forze in campo.

    Ora, ogni mese, la sfida per la classifica si resetta, perché il rango X è calcolato su base mensile giocando almeno 10 partite. Quando inizia un nuovo turno, se non si sta sopra una certa soglia, si viene retrocessi. È chiaramente una mossa che nel risolvere un problema di bilanciamento dell'esperienza si propone anche con una sfida ciclica che dovrebbe invogliare l'utente a giocare almeno 10 partite per ciascuna modalità ogni mese. Oggi il rango X è un po' come S+ all'inizio, con persone con un misero 2005 e mostri da 2500 nella stessa lobby. Giocatori che ovviamente finiscono per scontrarsi fra loro. A partire da questa versione è anche stata cambiata la rotazione delle le mappe nelle modalità pro. Se prima tutte le mappe sarebbero potute apparire in ogni modalità, ora la selezione è limitata a otto scenari per ogni specialità per tutto l'arco di un mese. Questa soluzione, accolta non benissimo da tutti, è stata messa in piedi più che altro per permettere ai giocatori più "seri" di concentrarsi meglio sull'allenamento di una coppia mappa/modalità.

    4.0.0: Nuove speciali, armi, e l'inizio della fine degli aggiornamenti

    Il 13 settembre 2018 arriva quello che gli appassionati avrebbero voluto vedere il più tardi possibile: il segno (almeno per ora, anche se la speranza è l'ultima a morire...) che il gioco è entrato nella sua fase finale di supporto periodico con nuovi contenuti. Nintendo annuncia che gli ultimi mesi del 2018 vedranno dei grandi aggiornamenti ad armi, mappe e festival. La versione aggiornata si porta dietro un primo giro di quattro nuove armi, come già successe in Splatoon con un giro finale di armi che proponevano combinazioni di set differenti per secondaria e speciale.Questa volta però la Grande N ha aggiunto al gioco una nuova speciale (e un'altra è in arrivo), oltre a una nuova secondaria. Mossa particolare, quest'idea di inserire di un contenuto così importante a fine supporto: introdurre armi - oggetti che, per definizione, richiedono un bilanciamento nel tempo, basato sui dati di come vengono usate in condizioni di gioco reali - ha in effetti fatto storcere un po' il naso a giocatori che avrebbero preferito una pianificazione differente.

    Da un lato sembra un cliffhanger quasi un po' cinematografico, con quel contenuto nuovo che pare suggerire ci sia dell'altro pronto per la prossima stagione. Dall'altro lascia, forse, una speranza che i piani di aggiornamento si possano ancora allungare di qualche mese. Anche il Festival, evento periodico mensile, si rinnova con due modalità (normale e sfida) che vanno a sostituire i modi di giocarlo da soli o in gruppo con gli amici.

    Cambia il modo di contare i punti per determinare la vittoria di una piuttosto che dell'altra fazione, frutto probabilmente di un'analisi nell'andamento degli scontri vinti fino a quel momento. Guardando i Festival precedenti, infatti, si può notare come per ogni regione (Giappone, Europa e America) la vittoria sia quasi sempre andata alla stessa fazione, solitamente la meno votata. Un netto cambio dell'esperienza, mantenendo tuttavia il gioco vero e proprio fedele a se stesso.

    Il supporto di Nintendo, le promesse mantenute e superate, il desiderato dai giocatori e i grandi assenti

    Con 7.47 milioni di copie vendute, Splatoon 2 può dirsi oggettivamente un successo. Parte del merito va di certo attribuito al modo in cui Nintendo ha gestito la sua creatura: il supporto, in questo anno e mezzo, è stato sempre costante, con aggiornamenti, bugfix e bilanciamenti periodici e, a volte, di emergenza. Di certo non ci si può lamentare di quanto fatto in questo senso. Quello che invece fa storcere un po' il naso è, al limite, una mancanza di chiarezza sugli aspetti che sono nascosti "sotto il cofano": fattori che riguardano sia il gioco sia SplatNet 2, ovvero l'app per smartphone che lo accompagna.

    L'applicazione è stata creata e distribuita gratuitamente per essere un second screen su dati e statistiche, per fornire informazioni extra e poter consultare più facilmente la rotazione degli scenari, anche su finestre temporali più lunghe di quelle presenti nel gioco.

    È possibile acquistare equipaggiamento custom e rivedere i dati delle ultime 50 partite giocate. Dal dettaglio di una partita è possibile controllare cosa indossavano gli altri giocatori e segnalare quelli che per un motivo o un altro hanno rovinato le partite. Ecco, è qui che il supporto Nintendo si fa fumoso. Non si può dire che non vengano presi provvedimenti riguardo le persone segnalate, perché il meccanismo è ad una sola via: si segnala il giocatore, si spiega il motivo, si forniscono dettagli e si spera che vengano sanzionate.

    Al di là della frustrazione perché si è stati "squidbaggati" durante una partita, il sistema avrebbe potuto fare la differenza dopo la comparsa in scena dei primi hacker, una sfortunata piaga che ha in parte compromesso il divertimento online. Purtroppo però il meccanismo di segnalazione si è dimostrato fallimentare e lacunoso, perché anche quello a sua volta vittima di hacking. Si è provato a mettere comunque una pezza identificando i colpevoli tramite altre segnalazioni - prevalentemente attraverso i social network - ma il risultato nella migliore delle ipotesi resta una vittoria a metà. Sul fronte delle dinamiche di esperienza utente c'è insomma ancora della strada da fare, anche se, lentamente, qualcosa si muove.

    Di sicuro, oltre alle promesse mantenute, si può parlare anche di sorprese. La più lieta è legata al DLC Octo Expansion, che finalmente permette di giocare in multiplayer nei panni di un(a) Octoling. Una scelta puramente estetica, lontana da logiche pay to win, eppure una dimostrazione da parte di Nintendo di aver recepito un esplicito desiderio della community. In passato infatti legioni di fan incuriositi dai malvagi polipetti erano arrivati addirittura a creare movimenti di hacker, in questo caso innocui, che permettevano di usare gli Octoling in partite online.

    Ad oggi, per tirare le somme, il gioco sta per ricevere gli ultimi due aggiornamenti di contenuti, e ci aspettano Festival fino a giugno. Siamo curiosi di sapere quale sarà il tema del Festival finale - che nel primo Splatoon era servito per definire la storia della campagna single player del sequel - ma più che altro viviamo nella speranza che si possa proseguire oltre, allungando la vita di Splatoon 2 prima di arrivare ad un inevitabile terzo capitolo.

    Una nota meritevole di segnalazione riguarda il marketing certamente più presente rispetto al passato: Nintendo non si è tirata indietro, e anzi ha dimostrato di puntare sulla sua colorata IP. D'obbligo segnalare quanto fatto per pubblicizzare i campionati europei di Splatoon 2, tenutisi al Polymanga in Svizzera, e preceduti dal concerto live delle Off the Hook (le Tenta Cool, Alga e Nori in italiano). Un evento molto giapponese, portato con successo anche in Europa.

    Tutto positivo? Non proprio

    In tanti, soprattutto giocatori più navigati in prodotti concorrenti, sostengono che per diventare realmente un attore di primo piano sul palcoscenico degli eSport Splatoon avrebbe bisogno di conformarsi agli standard di interazione e organizzazione del gioco competitivo online. In risposta Nintendo, in perfetto stile nipponico, sembra voler fare orgogliosamente di testa sua. Del resto, la software house di Mario ha dimostrato di poter rinnovare un genere percorrendo sentieri diversi da chiunque altro, e non è facile imbrigliare mamma N alle regole altrui. La scommessa però in definitiva sta tutta qui: riusciranno in quel di Kyoto a creare "la propria versione" di un'esperienza competitiva uscendone vincitori, o dovranno uniformarsi, nel bene o nel male, a uno standard? Lo scopriremo forse in futuro, anche se a oggi i limiti non sono da poco.

    I grandi assenti

    Ovviamente i server dedicati. Il gioco online è sulle spalle delle singole console, con un'infrastruttura solo per il matchmaking e per le statistiche. Tanti, praticamente tutti, lamentano situazioni di lag insostenibile, disconnessioni frequenti e in generale una qualità dell'online inferiore ad altri titoli, spesso anche indipendenti. Grazie al piglio della community tutto questo sa persino essere divertente, alimentando hashtag come #Lagtoon e creando ulteriore chiacchiera sul gioco, ma è anche vero che per chi prova con tutte le sue forze a scalare le classifiche la frustrazione finisca per essere un motivo di cui è difficile ridere.

    Le community

    Plurale, sì. Perché se si può parlare di un'unica grande famiglia di giocatori, è anche vero che esistono gruppi più o meno vasti che creano un'estesa rete di comunicazione e creazione di contenuti intorno al titolo, aumentandone esponenzialmente la visibilità. Il tutto grazie al fatto che, molto spesso, i membri di questi gruppi sono sopra le righe tanto quanto il carattere coloratissimo di Splatoon. Ai tempi dello Splatoon originale nacque spontaneamente (e in seguito con il supporto di Nintendo) la prima community italiana: i Bloody Ink. A loro, ancora attivi, si è affiancata la community di Splatoon 2 Italia, che conta oggi un grande quantitativo di membri - anche perché un buon numero di Bloody partecipa ad entrambe.

    Con il tempo, Splatoon 2 Italia si è certamente guadagnata il titolo di community ufficiale de facto, organizzando eventi in autonomia recentemente anche con il patrocinio della Grande N (basti vedere quanto fatto alla Milan Games Week). Intorno, paralleli a Splatoon 2 Italia, girano satelliti di piccoli gruppi o utenti singoli che muovono parecchio un fervente sottobosco fatto di video, streaming e generazione di meme a tema. Chiunque volesse avvicinarsi a Splatoon 2 oggi potrebbe trovare migliaia di appassionati tramite i canali Facebook, Telegram e Discord: c'è sempre nuova vita a Coloropoli, e lo spazio per i nuovi arrivati non manca mai, con anzi un pubblico pronto ad accogliere a braccia aperte nuovi inchiostratori.

    Ma le community, attualmente, che fanno? Un po' di tutto. Principalmente aggregano, fanno incontrare persone e le fanno giocare insieme. Favoriscono la nascita di team sia per il competitivo sia per il semplice divertimento. Diffondono la cultura del gioco, sia tramite guide e collaborazioni - come le guide scritte dai team proprio qui su Everyeye - sia tramite video e streaming. Gestiscono raduni, eventi e collaborano con le fiere per organizzare i tornei locali. Producono meme e contenuti visivi per la diffusione virale. Tutto quanto fa parlare del gioco e lo tiene vivo e interessante, sia all'interno del rettangolo della TV (o direttamente di Switch), sia al di fuori, negli schermi dei social network o IRL. Si arriva anche a creare "meta giochi". A titolo di esempio, un team aggregato a S2I aveva organizzato il Lucky Weapon Challenge: una serie di serate in streaming precedute da una votazione popolare per scegliere con quale arma tutti e 4 i membri sarebbero andati in lega. Durante lo streaming il pubblico avrebbe dovuto indovinare con quale punteggio si sarebbero piazzati in classifica. Al vincitore sarebbe stato spedito un piccolo gadget.

    O ancora, come il SalmonRun Shotfest: un evento nell'evento dove viene chiesto a chi vuole partecipare di scendere in SalmonRun con lo scopo di scattare delle foto a dei soggetti particolari, decisi di volta in volta, mentre si gioca per portare a casa l'obiettivo standard. Creato dai Re-Polp Fiction, uno dei tanti gruppi che giocano tra amici per il puro divertimento, si è diffuso tra le persone di Splatoon 2 Italia grazie alla spontanea adesione e desiderio di aggregazione. Dalle foto fatte si sono create immagini e meme utili, ancora una volta, alla diffusione del gioco e della community.

    Da qualche mese, sempre in affiancamento alle comunità "non ufficiali", Nintendo è partita con il proprio server Discord per organizzare il competitivo di tutti i suoi giochi online, tra cui ovviamente anche Splatoon 2.

    E chi c'è dentro al server Discord? Tutti i team - competitivi, meno competitivi e "diversamente competitivi" - che già animavano la scena. Più tanti simpatizzanti, e qualche troll. In pratica, Nintendo ha riunito sotto un cappello ufficiale realtà nate spontaneamente e oggi già consolidate. E lo ha fatto nel modo migliore possibile: chiedendo ai partecipanti di contribuire alla crescita, organizzando incontri e chiamate direttamente con il community manager per condividere opinioni, suggerimenti e soprattutto critiche. Sapere che la grande casa madre chieda supporto alla comunità per aiutare a far crescere il gioco è un'ottima notizia per gli utenti, che si sentono in qualche modo i fondatori di un movimento che potrebbe avere un suo grande peso nel prossimo futuro.

    Una finestra sul social

    Capitolo a parte rispetto alla community, ma che ne tocca alcune corde, è quello legato alla piazza Coloropoli: il punto di partenza di ogni avvio di Splatoon, ovvero il piazzale che fa da hub/menu del gioco. Switch non ha mai avuto il Miiverse, definitivamente chiuso da Nintendo mesi fa. Nella piazza di Splatoon 2 è comunque ancora possibile creare post e condividerli. Girando per l'hub, quello che si nota è che ci sono periodi in cui tutti i post sembrano essere monotematici. E non parliamo delle ventiquattr'ore di Festival, dove sono mostrati solamente i messaggi creati appositamente. Ci riferiamo a fenomeni che nascono spontanei, di trend che si auto propagano. Di meme in-game.

    I contenuti creati sono condivisi su uno dei social network compatibili con Switch, che sia Twitter o Facebook. Con ogni probabilità i post più gettonati sono selezionati per comparire all'interno della piazza. Ovviamente questo meccanismo fa sì che quando partono contenuti sociali, di sensibilizzazione o denuncia, prendano il posto di quelli più ludici e "frivoli".

    In questi giorni, come già successo prima, si sta assistendo ad un LGBT pride che ha monopolizzato i fumetti sulle teste dei calamari/polpi in piazza. In passato si sono visti post di solidarietà per il Giappone terremotato, post in trend con dichiarazioni e contenuti dei top player, post di propaganda personale di condivisione dei propri profili Twitter o Instagram.

    La piazza è a tutti gli effetti come un social wall: locale per regione, segue i trend e contribuisce a crearne. Lo specchio di un'Internet moderna che si riflette nello spazio di gioco, senza toccare il gameplay. Potrebbe essere un fenomeno da non sottovalutare, considerando il numero e il tipo di persone che ogni giorno aprono Splatoon per fare una partita e si ritrovano contenuti che possono far riflettere e aprire discussioni, nel bene e nel male.

    Splatoon 2 oggi

    Splatoon è cresciuto e maturato molto. Nato come una scommessa, si è trasformato in un prodotto finito, quasi a dire che l'edizione Wii U fosse più una Splatoon Open Beta e che questo secondo capitolo sia l'effettiva prima vera uscita. In questo momento è forse ancora un adolescente a cavallo della maggiore età, plasmato da quello che hanno fatto di lui ma pronto a tracciare la propria via. Non gli resta che prendere la patente, fare tesoro delle esperienze passate e andare dritto verso la sua meta: sempre con il peculiare carattere che lo rende unico, ma nel rispetto delle regole della strada. Se sono Inkling, inchiostreranno!

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