Splatoon 3: tutte le novità dello splattatutto per Nintendo Switch

A partire dalle solide fondamenta dei predecessori, Splatoon 3 propone un catalogo di novità che tocca diversi aspetti cardine dell'esperienza.

Splatoon 3: cosa cambia e quali sono le novità?
Speciale: Nintendo Switch
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  • Switch
  • Arrivato sugli scaffali a quasi cinque anni dall'uscita precedente capitolo, Splatoon 3 è l'ultima iterazione di una serie unica nel suo genere (per saperne di più ecco la recensione di Splatoon 3), caratterizzata da un approccio genuinamente innovativo alle dinamiche tipiche dei tps competitivi, inserite all'interno di una cornice artistica che torna a ribadire gli alti valori creativi di Nintendo.

    Solide fondamenta per una saga che, dal 2015 ad oggi, ha seguito un percorso evolutivo in piena continuità, puntando più che altro a limare i tratti dell'offerta per migliorare la qualità corale dell'esperienza. Al pari di Splatoon 2, quindi, l'ultima avventura degli Inkling è un titolo che porta con sé novità pensate per rifinire una formula che, ora come allora, funziona alla grande.

    Viaggio al centro di Splattonia

    Il punto di approdo dei giocatori in Splatoon 3 è rappresentato da una campagna single player ambientata tra le lande gelide Alterna, un ampio complesso sotterraneo collocato nei meandri di Splattonia.

    Esattamente come nel capitolo precedente, questa porzione dell'esperienza è pensata per permettere agli utenti di prendere confidenza con le meccaniche alla base del gioco, tra le maglie di una campagna più ampia rispetto a quella di Splatoon 2, che denota una maggiore cura per la componente narrativa. Pur conservando intatti i toni spensierati tipici della saga, infatti, la porzione in solitaria di Splatoon 3 apre degli intriganti spiragli sulla lore dell'universo del franchise, e in particolar modo sulle circostanze che hanno portato alla scomparsa dei mammiferi, lungo la strada verso uno scontro finale tanto spettacolare quanto avvincente. Se da un lato il design dei settori di Alterna ci è parso meno "ludico" e variegato rispetto a quanto visto nel predecessore, l'ambientazione risulta nel complesso più coerente con le finalità del racconto, e offre una maggiore libertà nella scelta delle missioni da affrontare. Una flessibilità legata a doppio filo alle abilità del buon Salmonello, che si rivela ben presto uno strumento sorprendentemente versatile.

    Oltre ad essere l'unico in grado di eliminare la muffa violacea che ha ricoperto i vari settori del complesso, il piccolo salmonide è indispensabile per scovare tutti i segreti sepolti in giro per la mappa, e si dimostra inoltre un efficace aggiunta all'arsenale del protagonista, che può utilizzarlo per risolvere puzzle ambientali e distrarre/danneggiare i nemici.

    Le sue capacità possono peraltro essere potenziate sbloccando i diversi nodi del nuovo sistema di progressione incluso nella campagna: un'integrazione con un impatto tutto sommato relativo sul bilancio dell'esperienza, ma che può fornire un ulteriore incentivo ad esplorare ogni anfratto dello scenario per ottenere il prezioso Sardinium.

    Chi non splatta in compagnia...

    Anche sul versante multigiocatore, la nuova iterazione dello shooter di Nintendo propone una buona gamma di migliorie, tutte con un impatto piuttosto consistente sulla "qualità della vita" degli utenti. In cima alla lista troviamo senza dubbio le modifiche apportate alla lobby, che nelle precedenti iterazioni della serie era concepita come un semplice menù multiplayer, sostanzialmente privo di componenti che lo rendessero un vero e proprio spazio sociale.

    In Splatoon 3, invece, il crocevia del comparto competitivo è un'area fisicamente esplorabile che ospita diversi elementi interattivi, dal classico chiosco con snack e bevante (che offrono bonus di vario genere) ad un terminale che consente di personalizzare il proprio nome di battaglia, la "Splattarghetta" recante il titolo e gli emblemi selezionati, e di dare un'occhiata ai replay delle ultime partite. Se da una parte gli armadietti personalizzabili contribuiscono ad arricchire questo aspetto dell'esperienza, permettendo ai giocatori di dare un'occhiata alla "vetrina" dei colleghi splattatori, la novità più interessante è rappresentata dalla possibilità di interagire con gli avatar dei propri amici direttamente all'interno della lobby. Gli alter ego tentacolati possono dunque essere utilizzati come punto d'accesso preferenziale alle partite dei rispettivi utenti, a patto che ci siano slot disponibili.

    Va da sé che l'inserimento nel match potrebbe condurvi sul versante opposto della barricata competitiva, almeno durante lo scontro inaugurale. Il nuovo sistema di matchmaking rende inoltre più semplice giocare in compagnia degli amici, tramite la creazione di gruppi privati che possono accogliere un massimo di quattro Inkling.

    Qualora non si riuscisse a raggiungere la quota massima, sarà comunque possibile partecipare ad una partita riempendo i posti vacanti con giocatori scelti a caso, ovviamente seguendo le regole di un matchmaking basato sul livello di abilità, e quindi sulle statistiche battagliere di ciascun utente.

    Più che gradita anche la facoltà di interrompere in qualsiasi momento la ricerca dei match (fino alla finalizzazione delle squadre), nonché l'introduzione di un poligono di tiro all'interno della lobby, utile a riempire i tempi morti - generalmente molto contenuti - che separano uno scontro dal successivo.

    Chiudiamo la carrellata delle aggiunte sul fronte multigiocatore con le novità che riguardano l'arsenale degli Inkling, ovvero la principale colonna portante del sistema di progressione di Splatoon. A tal proposito l'ultimo capitolo della saga propone due categorie di armi nuove di pacca, cui si aggiungono diverse tipologie di abilità speciali inedite (per approfondire, ecco la nostra guida alle nuove armi di Splatoon 3). Gli archi sono strumenti offensivi decisamente versatili, che permettono di sparare dardi di vernice a breve distanza (con una rosa piuttosto ampia) o di utilizzare l'attacco caricato per effettuare colpi di precisione con una portata alquanto generosa. Le Splatana sono invece l'ideale per chi preferisce lanciarsi nella mischia e prendere d'assalto i giocatori avversari: estremamente rapide, queste "spade" possono colpire gli avversari con delle raffiche di vernice più adatte al corpo a corpo che alla tinteggiatura dello scenario, mentre l'attacco caricato emette una bordata sensibilmente più abbondante, in grado di danneggiare pesantemente i nemici a media distanza. Come anticipato, l'armamentario include inoltre 10 nuove abilità speciali (più cinque modificate per l'occasione) tra cui spicca il possente Granchio Armato, un veicolo corazzato capace di tempestare i nemici con valanghe di inchiostro, proteggendo al contempo il suo pilota dal fuoco incrociato.

    Da non sottovalutare anche il potente Motosqualo, una sorta di bomba cavalcabile che può travolgere gli avversari prima di generare (anche a comando) una letale esplosione cromatica. Merita poi una menzione l'abilità Guerriero Molluscatto, che altera notevolmente il carattere del gameplay permettendo ai giocatori di usare dei tentacoli di pittura per aderire alle pareti dell'arena, in modo da guadagnare una posizione di vantaggio ed evitare gli attacchi grazie ad una maggiore mobilità.

    Pur non rivoluzionando i capisaldi della sua formula di base, insomma, Splatoon 3 propone un comparto multigiocatore con diverse aggiunte di valore, che interessano tanto la "quality of life" quanto l'esperienza ludica degli utenti.

    Il duro lavoro dell'accumulatore di uova

    Sulle stesse note, anche la modalità orda Salmon Run è stata rinfrescata con qualche piacevole appendice ludica, con l'obiettivo di rifinire il carattere dell'offerta cooperativa di Splatoon 3. Tanto per cominciare, gli alti papaveri di Splatville hanno finalmente deciso di rendere l'attività di Ursus accessibile in qualsiasi momento, rimuovendo le limitazioni temporali presenti nel precedente capitolo.

    Si tratta di una scelta più che saggia, dato che la modalità può offrire ai giocatori un piacevolissimo momento di pausa dalle mischie competitive che dominano il comparto multiplayer di Splatoon 3. Per il resto, Salmon Run conserva per la gran parte intatto il suo assetto di base, fatta eccezione per una stimolante novità. Di tanto in tanto, dopo aver completato con successo la terza e ultima ondata della partita, si avvierà un round extra che vedrà l'arrivo sul campo di battaglia di un colossale Salmonarca, un titano marittimo circondato da una pletora di altri boss. Sconfiggerlo entro lo scadere del tempo è un'impresa da non , dato che il mostro pisciforme ha una notevole quantità di salute, può facilmente mettere fuori gioco gli alleati ed è seguito da un codazzo di avversari meno letali ma comunque pericolosi.

    Abbattendo i boss minori potremo comunque raccogliere le Uova Dorate, ma in questo caso dovremo utilizzarle come munizioni per un cannone speciale in grado di danneggiare in maniera significativa il gigante pinnato. Ferire il re dei mari ci permetterà di mettere le mani su una preziosa valuta speciale che, una volta terminato lo scontro, potremo barattare in cambio di oggetti come banner per il giocatore, decorazioni per l'armadietto o divise uniche.

    Vale la pena di precisare che, qualora dovessimo avere la peggio, verremo comunque ricompensati per il completamento delle ondate regolari. Al di là di questa gradita aggiunta, che contribuisce a donare al gameplay un pizzico di imprevedibilità e aumenta il livello di sfida potenziale, la modalità condivide con il multiplayer tradizionale buona parte delle migliorie introdotte (compresa la presenza di un'area di prova per armi e meccaniche), più un ulteriore paio di feature ancora una volta legate alla "qualità della vita" della platea.

    Durante uno scontro, ad esempio, l'interfaccia di gioco ci avvertirà nel caso tutti i nostri compagni vengano sconfitti, e inoltre potremo mettere al sicuro le Uova Dorate da una certa distanza, lanciandole verso il raccoglitore o in direzione di uno degli alleati.

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