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SSBU European Team Cup: Olanda terra di conquista per il brawler Nintendo

Questo weekend siamo volati ad Amsterdam per seguire le fasi finali del primo campionato europeo di Super Smash Bros Ultimate.

speciale SSBU European Team Cup: Olanda terra di conquista per il brawler Nintendo
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  • Switch
  • La bella terra olandese ci accoglie come fa ogni qualvolta capita di farci un salto: un freddo pungente, pioggia a macchia di leopardo e tanto, tantissimo vento.
    Questo gelido abbraccio, però, non può di certo fermarci. Testa bassa, ci incamminiamo verso il Beurs Van Berlage.
    Dove l'abbiamo già sentito questo nome?
    Era l'inizio del 2018 e proprio il mastodontico edificio ottocentesco in mattoni rossi, situato lungo la via principale di Amsterdam, assurse agli onori della cronaca esportiva per un altro evento dalla risonanza internazionale. Anzi, mondiale. Tra le suggestive sale dell'antica Borsa della città olandese, infatti, si tenne l'Hearthstone World Championship. L'ultimo in cui potemmo udire la fragorosa risata del vulcanico Ben Brode, prima delle sue dimissioni.

    Il Beurs Van Berlage, però, questo weekend ha cambiato radicalmente volto, nonché "ospite d'onore": Super Smash Bros. Ultimate, brawler di casa Nintendo che sta stracciando qualunque record di vendita.
    In particolare, nell'atmosfera calda e vivace all'interno del maestoso edificio, sono andate in scena le battute conclusive dell'European Smash Ball Team Cup, torneo molto particolare, che si è discostato (come vi spiegheremo) dal formato standard a cui la community del picchiaduro della casa di Kyoto è solitamente abituata.
    Questa è stata anche la prima volta in cui Nintendo ha realmente cercato di costruire una scena competitiva organizzata per il proprio brawler. La seconda, se consideriamo l'European Championship parigino dedicato a Splatoon 2. Procediamo, però, con ordine.

    "Valorosa, Austera, Misericordiosa"

    Il main stage è stato allestito esattamente al centro dell'ambiente principale dominato dalla spettacolare volta a botte, circondato da una selva di colonne in pietra scura e da ambienti in cui si è scritta la storia commerciale della potente città portuale. Su quello stesso palco, attorniato dalla platea, per ben due giorni si sono affrontati i migliori team europei di Super Smash Bros. Ultimate, reduci dalle rispettive qualifiche nazionali. Il formato competitivo scelto da Nintendo, come vi abbiamo anticipato, si è discostato dalle regole standard a cui i giocatori più incalliti sono abituati.
    Anzitutto le formazioni si sono dovute adattare a un inedito concetto del 3vs3. Le sfide tra i team si sono profilate attraverso round dal formato distintivo. Ogni incontro, infatti, è sempre iniziato con un normale 2vs2, proseguendo poi con duelli 1vs1 e concludendosi, se ancora in parità, con una mischia totale 3vs3.

    In tutto questo è sempre stata presente la cosiddetta Smash Ball, unico "oggetto" permesso dal regolamento in grado, se conquistata da uno dei contendenti, di permettere una super mossa dagli effetti praticamente letali per l'avversario. Una variante sul tema, quest'ultima, che nonostante la spettacolarità degli attacchi, "sporca" lo scontro con una piccola percentuale di RNG, ovvero quel fattore d'aleatorietà che giocoforza esula da ogni concetto legato ad abilità e metodo.

    Ad ogni modo, per le fasi finali del torneo le dodici migliori squadre del Vecchio Continente (anzi undici, data l'impossibilità del team russo di partecipare), sono state raggruppate in quattro gironi da tre in cui solamente le prime due sarebbero avanzate alla fase a eliminazione diretta.
    Tra questa "magnifica dozzina" figurava anche la spedizione azzurra: i Cacciatori di Premi, composti da Sim Max, G-Danzee e Fake. I ragazzi, dopo aver dominato le finali nazionali a Milano poco più di due settimane fa, sono arrivati in Olanda davvero carichi e motivati, decisi a replicare quanto ci avevano mostrato al VGP lo scorso 13 Aprile.

    Purtroppo il cammino de I Cacciatori di Premi si è arrestato al group stage. Un sorteggio sfavorevole ha visto gli azzurri finire in quello che si definisce un "girone di ferro", assieme ai team di Germania e Regno Unito.

    Ovvero: una delle favorite per la vittoria finale, la prima, e un'ottima squadra, abbastanza abbordabile la seconda. Due partite sono bastate per far capire quali erano i rapporti di forza in campo. La Germania si è portata a casa tre round in scioltezza liquidando la pratica italiana velocemente. Col team UK, invece, ce la siamo giocata. Vinto il primo round pareva tutto in discesa. Purtroppo, però, lo stress del palco e l'ansia hanno probabilmente giocato un brutto scherzo agli azzurri, alla loro prima vera esperienza internazionale. Rimontati, i tre non hanno "gestito al meglio la tensione", come ci hanno detto a caldo. Gli inglesi hanno inanellato tre round consecutivi portandosi a casa il match.

    "Siamo stati comunque contenti di essere qui e di aver rappresentato il nostro Paese". "È stata un'esperienza che ci permetterà di crescere e prepararci ancora più duramente per il futuro".

    Dominio teutonico

    Dopo aver eliminato ogni resistenza, i due team più forti secondo i pronostici si sono scontrati nella finalissima di domenica pomeriggio. Francia e Germania hanno dato vita a uno scontro che ha infiammato la platea, peraltro sempre molto partecipe e attenta all'azione, sino all'ultimo attacco che ha posto fine al match in una maniera rocambolesca e altamente spettacolare. Pensate solamente a questo: lo scontro decisivo ha visto protagonista un combattente non esattamente convenzionale: il Wii Fit Trainer che, pallido e fisicato, ha avuto la meglio sul povero Link dell'avversario.

    La finale è stata mantenuta in perfetto equilibrio sino all'ultimo, soprattutto grazie all'enorme talento di due giocatori, uno per parte: Light e Glutonny (forse il miglior player di Smash in circolazione in Europa). Devastanti con i loro main, Peach e Wario. I continui ribaltamenti di fronte, unitamente ci hanno fatto saltare sulla sedia in più di un'occasione, segno anche questo delle emozioni e del divertimento che un titolo del genere può essere in grado di trasmettere se ben raccontato e supportato. Le immagini valgono più di mille parole, quindi, vi lasciamo alla visione della finalissima.

    Good vibes from Amsterdam

    L'evento in terra olandese rappresenta un passo importante per Nintendo in favore di un'apertura più ampia al gaming competitivo. Al quartier generale della grande N hanno iniziato a muoversi un paio d'anni fa, grazie alla volontà di investire proprio dell'ex presidente. Da allora, la casa di Kyoto è andata avanti con circospezione e a piccoli step, senza mai fare il passo più lungo della gamba. In questo senso basta osservare quanto proposto ad Amsterdam: una venue contenuta e "intima", nulla di paragonabile ai grandi palazzetti che vengono riempiti solitamente da esport consolidati, che ha comunque centrato l'obbiettivo prefissato. Inoltre, si è percepita una maggiore attenzione verso il pubblico. Entrata gratuita alla venue con gadget annessi e commento del torneo in diverse lingue tra cui l'italiano, con i tre caster della community nostrana di Smash (Andrea "Loci" Lo Cicero, Giorgio "Galeon" d'Agostino e Gianluca "Pingu16" Piscedda).

    Per quanto riguarda la volontà di perseguire la via dell'esport, se ricordate, il colosso nipponico aveva già comunicato le proprie intenzioni addirittura nel trailer di annuncio della sua nuova console. Lo Switch non solo ha reso decisamente la vita più facile ai giocatori grazie alla sua portabilità, ma ha anche permesso a Nintendo di estrarre dal cilindro due titoli first party di primissimo piano su cui poggiare i propri sforzi costruttivi.
    Ciò che emerge dall'evento olandese, organizzato peraltro in maniera eccellente in una location - lo ripetiamo - spettacolare, è evidente: investire seriamente (e finalmente) nel mondo competitivo.

    La strada da fare, però, appare ancora molto lunga e per riuscire nell'intento gli sforzi dovranno essere focalizzati e attenti. Prima di tutto sulla corretta gestione delle risorse, ma anche del potenziale che Nintendo si ritrova per le mani. Già, perché solo il colosso nipponico può esser il fautore del destino della propria scommessa. Le scene competitive di Splatoon e Smash, infatti, non sono partite dal basso bensì proprio da una precisa volontà della stessa Nintendo. Di conseguenza, risulta evidente un fatto: se non verrà supportato e favorito lo sviluppo di una base solida, fidelizzata, in grado di sopravvivere e sostenersi, non ci sarà alcun fulgido futuro per l'esport targato "N".

    La priorità, dunque, dovrebbe essere quella di guardare prima di tutto ai singoli circuiti nazionali, soprattutto in Europa e Asia; far sì che più giocatori, più organizzazioni (e più organizzatori di eventi) decidano di investire tempo e denaro sulla scommessa di Nintendo. Quest'ultima dovrà, insomma, uscire dall'approccio amatoriale e iniziare davvero a "giocare con i grandi". Questo, intendiamoci, non significa accantonare lo stile unico e originale che da sempre contraddistingue Nintendo. Serve semplicemente un po' più d'attenzione agli aspetti che abbiamo elencato poco fa.

    I Cacciatori di Premi, ad ogni modo, non hanno dubbi sul fatto che Nintendo si stia muovendo bene sotto questo profilo: "Smash può essere il titolo giusto per l'esport. Siamo contenti del supporto che Nintendo sta dando al titolo e l'evento organizzato qui ne è la conferma. Ora speriamo che la scena possa crescere e svilupparsi. La community italiana è ancora piccola ma si sta sviluppando (dodici regioni su venti già vantano un attivo gruppo locale); è molto aperta e si respira un'atmosfera amichevole, cosa che aiuta i nuovi arrivati ad approcciarsi al gioco. Ci aiutiamo a vicenda e cerchiamo di migliorarci sempre".

    È ancora troppo presto per predire con esattezza il futuro di Super Smash Bros. Ultimate. Di sicuro l'intenzione di Nintendo, come dicevamo, è chiara. Inoltre, il brawler può essere ancora più efficace sulla lunga distanza di Splatoon. Il motivo? Le battaglie a colpi d'inchiostro presentano un decisivo limite: il fatto di poter proporre solamente un formato "squad based". Invece SSBU può contare su un'offerta, per così dire, più scalabile. L'evento di Amsterdam, quindi, ha rappresentato solo il primo passo. L'importante è che Nintendo continui sul sentiero appena imboccato.

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