State of Play: da MediEvil a Final Fantasy 7, giorni di un futuro passato

Cavalcando l'effetto nostalgia, Sony sceglie di raccontare la sua line up futura con due titoli presi di peso dal glorioso passato di PlayStation.

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Sony parla del futuro a modo suo. Era stato già annunciato in precedenza che non avremmo avuto alcuna informazione sulla tanto agognata PlayStation 5, com'è ovvio che sia. D'altronde, il reveal della nuova generazione merita uno spazio più ampio, un evento maggiormente sontuoso rispetto ad un format che - pur nella sua efficacia - intende proporre uno showreel diretto ed asciutto. Dopo una prima puntata dedicata alla realtà virtuale, Sony sceglie di concentrarsi sulle produzioni "tradizionali", tenendo distanti dai riflettori le sue tre esclusive di punta e focalizzandosi invece su piccole opere e su grandi nomi provenienti da un passato lontano. Ed è proprio nel riesumare gloriose proprietà intellettuali che il colosso giapponese ci fornisce uno sguardo verso l'avvenire del mondo videoludico, ammantandolo però con un intelligente "effetto nostalgia". Il risultato è una presentazione che, nella sua rapidità ben cadenzata, stuzzica a dovere l'hype dei giocatori.

Quel che c'è di nuovo

In confronto all'episodio d'esordio, questo nuovo State of Play mostra sin da subito una gestione del ritmo più studiata: la scaletta dei giochi che si susseguono sullo schermo è strutturata come un'altalena, sulla quale si danno il cambio piccole sorprese e ben note conferme. Per catturare immediatamente l'attenzione dello spettatore, lo show apre le danze con un easter egg sonoro che i giocatori più intuitivi avranno subito carpito, e che suggerisce apertamente quale sarà il pezzo forte dell'intero showreel.

Ma prima di giungere al "gran finale", Sony sceglie di proseguire per gradi, proponendo alla sua fanbase un corposo trailer di Iceborne, l'espansione dello strepitoso Monster Hunter World in arrivo il 6 settembre, pronta a catapultarci in una zona completamente inedita ed avvolta dalla neve, dove ci attenderanno nuove e bellissime creature da cacciare. Si inizia col botto, insomma, con un'impennata che introduce sul palcoscenico digitale un pezzo da novanta del settore videoludico.

Per ogni vertiginosa salita c'è anche una discesa altrettanto ripida: all'hunting game di Capcom segue un breve focus su Riverbond, un curioso "shoot and slash" del team Cococumber, il cui appeal risiede interamente in una colorata grafica voxel ed in una spiccata componente multiplayer "da divano" fino a quattro giocatori, nella quale gli utenti potranno utilizzare delle skin per i loro avatar prese di peso da altri brand, come Guacamelee e Shovel Knight.

Un prodotto innocuo e gradevole alla vista, dedicato espressamente ad un pubblico molto giovane alla ricerca di un'avventura spensierata. Sempre restando in tema di multigiocatore, Sony muta radicalmente i toni, e passa dalla leggerezza di Riverbond all'aggressività di Predator Hunting Grounds con un trailer in CGI che - sfortunatamente - racconta ben poco dei meccanismi ludici dell'opera. Considerato il brand da cui prende il nome, è facile immaginare un alto tasso di violenza, azione e testosterone.

Peccato che del gioco non si conoscano ulteriori dettagli: sappiamo solamente che si tratterà di un multiplayer asimmetrico in cui un utente assumerà il ruolo del Predator, mentre gli altri partecipanti - nei panni dei soldati - saranno chiamati a dargli la caccia, sulla scia dello sfortunato Evolve.

Al di là dei due titoli più illustri che hanno calcato il palco dello State of Play (ci riferiamo ovviamente al remake di Medievil e di Final Fantasy VII), la star dello show è stato il peculiare Away: The Survival Series. Si tratta di un'avventura indipendente che ci chiederà di assumere una prospettiva decisamente insolita: quella di un Petauro dello Zucchero intento a sopravvivere all'interno di un mondo selvaggio e pericoloso, sconvolto da un cataclisma e popolato da numerose creature potenzialmente mortali per il nostro minuto protagonista.

Seguendo la scia di opere indie dall'alto tasso di personalità come Ancestors di Patrice Désilets ed il disperso Wild, Away potrebbe riservare qualche intrigante sorpresa a tutti gli amanti delle sperimentazioni in campo videoludico.

Stando alle sequenze del trailer, l'impressione è di trovarsi dinanzi ad un'esperienza lineare e guidata, in cui le dinamiche di sopravvivenza si mescolano con l'esplorazione, lo stealth e persino con un timido accenno di combat system. Inoltre, il sottotitolo "The Survival Series" potrebbe suggerire una struttura basata su vari capitoli, in cui interpreteremo di volta in volta diversi animali.

Accantonando le speculazioni e tralasciando lo speciale modello in edizione limitata di PS4, proposto in vendita in occasione dei Days of Play di Sony, i veri highlights dello showreel - prevedibilmente - sono rappresentati dalla resurrezione di Sir Daniel Fortesque e dal ritorno di Cloud Strife.

Echi di un passato indimenticabile

Come abbiamo detto in apertura, Sony si orienta verso il futuro parlando al passato. Tra i prodotti più in vista della sua line up figurano infatti due nomi che appartengono ad un'epoca lontana nel tempo, ma ancora viva e vegeta nei ricordi dei videogiocatori che tanto hanno amato la buffa epopea di Medievil e la tragica storia di Final Fantasy VII.

Entrambi questi intramontabili classici vengono riproposti con un remake che ne rinfresca l'aspetto visivo ed il gameplay: la modernità, insomma, si nutre di una nostalgia che continua imperterrita a travolgere le memorie del pubblico. L'impatto della rivisitazione grafica di Medievil - bisogna ammetterlo - è meno roboante in rapporto a quello di Spyro e Crash, ma possiede comunque un tocco sufficientemente curato da stuzzicare il nostro interesse.

Il dubbio più grande, ora come ora, riguarda la ricalibrazione del gameplay, che ha bisogno di una sostanziosa svecchiata per adeguarsi agli standard attuali: finché non potremo riprendere con mano il controllo di Sir Daniel, tuttavia, è impossibile avanzare delle ipotesi concrete sulla qualità del remake, anche se le clip a cui abbiamo assistito non ci hanno fatto strabuzzare gli occhi come avremmo voluto. Di ben altra pasta è invece Final Fantasy VII: ricomparso magicamente dopo anni di assenza, il remake della settima fantasia finale colpisce dritto al cuore, aprendo il sipario sul sorriso della deliziosa Aerith.

L'elevata qualità grafica è certamente il primo dettaglio che balza all'occhio, e che riesce per un minuto a farci addirittura dimenticare le numerose domande che affollano la nostra mente: la struttura dell'avventura sarà ancora episodica? L'avanzamento manterrà un andamento lineare o adotterà un approccio a mondo aperto? Ed il gameplay abbraccerà la deriva action di Final Fantasy XV, seguirà l'approccio a turni dell'originale o proporrà un ibrido tra i due estremi?

Sono tutti interrogativi che forse troveranno risposta nel giro di un mese, nello specifico durante l'E3 di Los Angeles, quando magari avremo modo di toccare con mano questa nuova versione della settima fantasia finale. Per il momento, ci accontentiamo di poter ammirare di nuovo gli occhi di smeraldo di Aerith, belli come non mai, con la consapevolezza che incorniceranno il nostro futuro di videogiocatori come hanno già fatto con il nostro passato.