Steam Deck: dubbi e certezze sulla nuova macchina da gioco di Valve

Con Steam Deck Valve punta a colonizzare una nicchia di mercato storicamente accidentata, con una proposta tanto intrigante quanto rischiosa

Steam Deck ha un grande potenziale, ma...
Speciale: PC
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di

Annunciata a sorpresa con tanto di "hands-on" pubblicato sulle pagine di IGN, Steam Deck è una macchina da gioco portatile con la quale Valve punta a rivoluzionare gli equilibri di una nicchia commerciale tanto accidentata quanto angusta: quella degli handheld PC. L'obiettivo della compagnia è proprio quello di sdoganare questa particolare porzione del mercato, colonizzandola con una proposta trasversale pensata per attirare giocatori provenienti da diversi ecosistemi videoludici. Un'impresa di non poco conto, di cui - allo stato dei fatti - è molto difficile prevedere l'esito.

La scommessa di Valve

La nuova creatura portatile di Valve è una bestia strana, un ibrido tecnologico collocato a metà strada tra l'universo PC e quello console, progettato per permettere agli utenti di sfruttare il pantagruelico catalogo del gigante statunitense anche in portabilità, godendo - in linea teorica - di una buona flessibilità per quel che riguarda la scelta dei preset prestazionali.

In questo senso, Steam Deck si allontana dai canoni classici dell'ecosistema console sia in termini di filosofia che di effettiva versatilità, andando ad occupare una nicchia di mercato generalmente poco frequentata dai giocatori, ovvero quella degli handheld PC.

Nel corso degli anni diversi attori dell'industria dell'hardware (anche del calibro di Lenovo e Dell) hanno presentato prototipi e progetti con caratteristiche concettualmente affini allo Steam Deck, ma al momento l'unica compagnia ad aver avuto successo - almeno in misura relativa - in questo particolare settore è stata la cinese GamePad Digital, sebbene la sua famiglia di dispositivi GPD Win non sia mai riuscita a raggiungere una diffusione davvero significativa.

D'altronde parliamo di macchine che in genere arrivano sul mercato con prezzi piuttosto elevati, senza alcun supporto promozionale e con problemi diffusi per ciò che concerne l'effettiva compatibilità con il software delle terze parti, senza considerare gli ovvi attriti con i tradizionali dogmi della scena PC, sia sul fronte delle prestazioni che su quello della modularità.

Già a questo punto appare comunque chiaro come il progetto Steam Deck abbia basi ben più solide rispetto a quelle dei suoi "cugini portatili": tralasciando l'enorme visibilità garantita dall'appartenenza alla famiglia di Valve, è evidente che il colosso di Bellevue punta a fare della sua "piccolina" un eccellente punto d'accesso all'ecosistema di Steam, ed ha certamente i mezzi per incentivare gli sviluppatori a seguire questa stessa rotta, almeno sulla carta.

A tal proposito, le specifiche del dispositivo risultano piuttosto promettenti, a partire da quell'APU basata su architettura Zen 2 che fa ben sperare circa la tenuta dell'hardware, specialmente tenendo a mente la risoluzione del pannello in dotazione, fissata a 800p (1280x800 pixel). Partendo dal presupposto che i paragoni tecnici con le console presenti e passate - Switch in primis - lasciano il tempo che trovano, parliamo di una macchina con una "potenza per pixel" tutto sommato ben calibrata, come confermano i primi test effettuati da IGN. A tal proposito, qui troverete le specifiche di Steam Deck.

Il tutto a un prezzo alquanto ragionevole, in particolar modo se si considera l'assetto complessivo dell'hardware in rapporto agli standard del mercato o, più in generale, a quelli del segmento handheld. Vale la pena di sottolineare come il modello base di Steam Deck (419 euro con 64 GB di memoria eMMC) rappresenti un investimento quantomeno azzardato, sia per le caratteristiche tecniche della memoria (meno efficiente e con tempi di degrado molto più rapidi) che per quanto riguarda gli scenari d'utilizzo suggeriti dalle peculiarità del prodotto, anche considerando la possibilità di sfruttare una buona scheda SD "di rinforzo".

Molto meglio considerare le altre due opzioni (la più costosa ha anche uno schermo antiriflesso), a maggior ragione se l'intenzione è quella di sfruttare Steam Deck come un vero e proprio PC portatile, magari affiancando Windows allo Steam OS. L'apertura a questo genere di "alterazioni" è sicuramente una buona notizia per gli smanettoni incalliti (chi scrive si riconosce appieno nella categoria), così come la possibilità di collegare al dispositivo periferiche aggiuntive (mouse, tastiere e controller secondari, sia tramite il dock ufficiale che utilizzando un generico hub USB-C) e monitor esterni, impostando a piacere la risoluzione di output. Va da sé che le specifiche di Steam Deck sono calibrate in accordo alle caratteristiche dello schermo integrato, quindi non aspettatevi che le performance risultino altrettanto solide con risoluzioni superiori agli 800p. Più in generale, al di là delle stime sulla potenza di Steam Deck è chiaro che le caratteristiche dei singoli titoli avranno un peso oltremodo rilevante sull'effettiva qualità dell'esperienza sull'handheld.

Le variabili sono troppo numerose per sbilanciarsi ora in valutazioni concrete (ci mancano dati fondamentali come la velocità del memory bus), ma è già chiaro che - seppur flessibile - l'hardware di Valve dovrà ricevere attenzioni specifiche da parte dei team di sviluppo, soprattutto per ciò che concerne l'ottimizzazione dei comandi e dell'interfaccia di gioco. Il supporto di Valve, la sua prontezza nello stringere partnership con i vari team di sviluppo potrebbe fare la differenza, ma al momento le incognite superano le certezze.

La lista dei dubbi include anche qualche incertezza sull'effettiva ergonomia dell'handheld, a fronte di un peso relativamente elevato e con una disposizione dei controlli piuttosto atipica, e sulla durata della batteria: Valve parla di tempi compresi tra le 2 e le 8 ore, un intervallo fin troppo ampio per risultare davvero indicativo.

Tutto dipenderà ovviamente dal "peso" dei titoli e dai preset grafici selezionati, ma si tratta comunque di un fattore aleatorio da tenere in debito conto, che potrebbe alterare in maniera netta il successo della macchina. In ogni caso, messe da parte le questioni di natura tecnica, l'esito dell'operazione di Valve è legato a doppio filo a una domanda: a chi si rivolge esattamente la proposta di Steam Deck?

Una proposta tanto trasversale quanto rischiosa

Il nodo centrale dell'offerta, il suo principale punto di forza, sta chiaramente nella possibilità di trasportare ovunque la propria libreria di giochi su PC, utilizzando Steam come servizio preferenziale ma senza escludere i restanti (GOG, Epic Store, Xbox Game Pass), compatibili ma non necessariamente ottimizzati per un uso "in scala ridotta".

Viene dunque da pensare che il target primario di Steam Deck sia quella porzione - molto abbondante - di utenza che ha già da parte una nutrita collezione di titoli sulla piattaforma di Valve, che rappresenta ancora il principale punto di riferimento per la platea PC. Bisogna però considerare che parliamo di una quota della gaming community tendenzialmente legata a routine ludiche consolidate, ad un modello di fruizione diverso da quello proposto da Steam Deck, che su questo fronte si avvicina di più al mondo console. Non parliamo solo dello zoccolo duro degli "enthusiast", i puristi della grafica nelle cui vene scorre pasta termica e fluido refrigerante, ma anche di quell'ampia fetta di giocatori fieramente collocati nella fascia "mid-end" del mercato. Malgrado l'entusiasmo dimostrato di fronte all'annuncio di Valve, insomma, è arduo quantificare l'interesse concreto di questa quota della "platea ludens". Allo stesso modo è difficile ritenere che la stragrande maggioranza degli utenti delle community di Sony, Microsoft e Nintendo possano riconoscere in Steam Deck un investimento di valore, e non solo perché magari sprovvisti di una nutrita raccolta di giochi su Steam: nella gran parte dei casi parliamo di giocatori che da tempo sono radicati in uno specifico "habitat", ne apprezzano le particolarità (feature, servizi, esclusive, dimensione sociale) e lo riconoscono come la cornice preferenziale per le proprie attività di svago.

Va però detto che i "core gamer", i giocatori abituali che non si fanno problemi a sguazzare tra i diversi ecosistemi per assecondare un'ampia gamma d'interessi ludici, potrebbero trovare più di un motivo per acquistare la macchina di Valve, anche in accordo con le proprie incombenze professionali e famigliari. Per le sue caratteristiche, Steam Deck potrebbe inoltre attirare le attenzioni dei utenti dei servizi di cloud gaming, ma si tratta al momento di una percentuale estremamente limitata della comunità videoludica.

Volendo aprire una parentesi sulle peculiarità territoriali dell'utenza, il mercato asiatico - sempre più legato al gaming in mobilità - sarebbe una culla ideale per la proposta di Valve, ma è anche una dei più difficili da raggiungere efficacemente. Nel complesso, dunque, l'ultima impresa tecnologica di Gabe Newell e soci appare come una scommessa tanto inattesa quanto estremamente rischiosa: al netto del fermento innescato dall'annuncio, la proposta di Valve potrebbe faticare a raggiungere numeri tali da giustificare appieno la propria sussistenza sul mercato, specialmente considerando che i margini di guadagno sul singolo pezzo saranno probabilmente molto risicati.

D'altronde Steam non ha bisogno di alimentare l'engagement del suo pubblico, e non è per nulla scontato che il gioco valga la candela. Si tratta chiaramente di un prodotto di nicchia, e pertanto resta da capire quali aspettative nutre la compagnia nei confronti di questa nuova avventura commerciale.

Quali che siano le cifre, è già chiaro che il supporto continuo da parte del produttore sarà un elemento essenziale per i risultati a lungo termine dell'operazione, anche per quel che riguarda il coinvolgimento degli altri attori dell'industria. L'avvenire di Steam Deck è ancora nebuloso, dunque, ma dal canto nostro non possiamo fare a meno di desiderare un incontro ravvicinato col nuovo handheld di Valve, anche per fugare alcuni dei dubbi più pressanti legati al design della macchina. Fortunatamente non dovremo aspettare ancora a lungo. Arrivati a questo punto, una domanda sembra logica: Steam Deck e Nintendo Switch sono rivalI?