La storia di Cuphead: dalla favola all'inferno, andata e ritorno

I fratelli Moldenhauer ripescano dagli anni '30 il gusto di una trama molto diretta ma capace di dare qualche bel gancio al politicamente corretto.

La storia di Cuphead
Speciale: Multi
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Possiamo affermare senza timori di smentita che la storia dei videogiochi è divisa in un prima e dopo Cuphead, quantomeno all'interno del fantastico microcosmo della scena indipendente. La passione dei fratelli Moldenhauer per la cultura ludica e per l'estetica anni '30 si è trasformata in un timido tentativo nel 2014, diventato in seguito scellerata e folle ambizione quando Microsoft decide di puntare tutto su di loro. I talentuosi canadesi lasciano il loro lavoro stabile, ipotecano la casa e si dedicano anima e corpo in quel concetto che trasformeranno in diamante inestimabile tre anni dopo, seguendo l'esempio degli sviluppatori visionari che li hanno preceduti e ispirandone altre migliaia con la loro dedizione (trovate qui altre tre storie di passione, amore e sacrificio indie).

    Cuphead è inchiodato nella nostra memoria con l'immagine di una tazzina dal sorriso beffardo, e nessuno potrà togliercelo dalla testa finché rimane vivido in noi il ricordo di un platform-shooter 2D a dir poco peculiare (qui la nostra recensione di Cuphead). Davanti a tanto splendore ludico, artistico e immaginifico potrebbe essere passata in sordina una trama molto semplice ma comunque unica nel suo essere sbarazzina e senza filtri: con l'avvento del DLC più gustoso che si ricordi, e con una serie animata già passata agli annali, non è forse questo il momento migliore per ripercorrere le gesta di Cuphead e Mugman?

    C'era una volta il casinò del Diavolo

    La vita è un gioco interminabile per i fratelli Cuphead e Mugman, che si divertono con poco sull'isola Calamaio mentre il loro amato nonno li osserva con la vispa attenzione di chi si è solito dormire nei momenti meno opportuni e nei luoghi più disparati.

    Durante uno dei soliti pisolini di Nonno Bricco, le farfalle che rincorrevano portano i due piccoli fratelli a perdersi nel bosco, e - nonostante i numerosi avvertimenti del recipiente che li accudisce - finiscono sul lato sbagliato dei binari (inteso nel senso letterale, dato che si ritrovano appena oltre l'Espresso Fantasma). Davanti a loro si staglia un imponente casinò dai colori stravaganti, e se nemmeno gli adulti più riflessivi riescono a resistere al richiamo dell'azzardo, che possibilità hanno due tazzine che ancora non conoscono il mondo e i suoi pericoli? Entrati nel luogo di perdizione i piccoli protagonisti inanellano una serie strepitosa di vittorie al gioco dei dadi, con la loro fortuna sfacciata che si guadagna l'attenzione del proprietario del casino, il Diavolo in persona. Il Satanasso propone alle sprovvedute tazzine di rischiare il tutto per tutto, pronunciando queste parole: "vincete ancora una volta e tutto l'oro del mio casino sarà vostro ma se perdete mi prendo la vostra anima!". Mugman è l'unico a capire la portata del pericolo che stanno correndo ma le sue suppliche sono inutili, perché Cuphead si lascia accecare dai sogni di ricchezza e lancia ancora una volta i dadi.

    "Occhi di serpente!" esclama ridendo il Diavolo, "Avete perso!". I fratelli tremano davanti al signore del male e pregano per la salvezza delle loro vite, ed ecco che il Satanasso tira fuori una lista di nomi: ognuno di loro deve la sua anima al padrone dell'inferno, se i due protagonisti riusciranno ad ottenerle ed a consegnargliele entro la mezzanotte del giorno successivo, il Diavolo potrà considerare chiusa la questione e li lascerà tenere il loro spirito.

    Pronti, partenza, WALLOP!

    Il terrore deve avere il potere di rischiarare le menti, perché Cuphead e suo fratello riescono a trovare la via di casa in un battibaleno una volta precipitati fuori dal casino. Nonno Bricco non sembra così sorpreso dal problema nel quale i suoi nipoti sono incappati, e si concede anche qualche grassa risata prima di consegnargli una pozione che gli permetterà di sparare proiettili di energia dalle loro dita. Per il momento l'unica soluzione percorribile sembra quella di riscuotere le taglie del Diavolo ma l'anziano recipiente avverte i due protagonisti che i debitori non si disferanno della loro anima a cuor leggero, anche se inizialmente potrebbero apparire amichevoli.

    Cuphead e Mugman partono quindi alla disperata ricerca di coloro che hanno sottoscritto un contratto col Diavolo, sfidandoli in epiche boss fight tra salti, schivate e contrattacchi, fino a ottenere la loro scintillante anima. La strepitosa personalità di ogni nemico si riflette in un'apparenza unica e indimenticabile, unita all'estetica dell'animazione anni '30 e alle fenomenali tavole disegnate a mano, partendo dagli ortaggi con poteri psichici per arrivare a un treno posseduto dai fantasmi, passando per sirene, draghi, pirati, api e anche un odioso uccello intrappolato nella sua casetta. Tra un'epica battaglia e l'altra, i nostri eroi trovano anche il tempo di visitare i tre diversi mausolei sparsi sull'isola Calamaio, destreggiandosi tra i salti del parry per salvare l'etereo Calice Leggendario.

    La tazzina fantasma, salvata dagli attacchi degli spettri e finalmente libera dall'urna che la imprigionava, ricompensa i due fratelli garantendogli l'uso delle super arti, e tornerà in veste di protagonista giocabile del DLC in arrivo grazie all'uso di un biscotto magico, come vi abbiamo raccontato nella nostra anteprima di Cuphead The Delicious Last Course. I fratelli accumulano le anime dei debitori e diventano sempre più forti, tanto da sorprendere il Re Dado in persona, che nel frattempo li osserva avanzare nelle diverse aree dell'isola Calamaio, mentre Nonno Bricco li intercetta su un battello per ricordargli di fare la cosa giusta una volta arrivati al cospetto del Diavolo.

    Il viaggio all'Inferno

    Tornati per l'ennesima volta sul lato sbagliato dei binari, Cuphead e Mugman devono però affrontare anche gli sgherri del Re Dado, il quale aveva scommesso con il Diavolo che i due protagonisti non sarebbero riusciti a riportargli le sue anime, e per questo si lancia in prima persona per un ultimo tentativo di vittoria.

    I nemici da affrontare tra le sale del casino simboleggiano i vizi che fanno la fortuna di questi luoghi, tra tabacco, alcool e giochi d'azzardo, sottolineando ancora una volta come il titolo non sia indicato per i più piccoli nonostante la sua grafica fanciullesca (considerando anche il livello di sfida che, arrivati a questo punto della storia, avrà fatto versare qualche lacrima anche al più navigato dei veterani). Una volta sconfitto il braccio destro del Diavolo, il giocatore ha la possibilità di fare una scelta: consegnare al signore degli inferi le anime ottenute, diventando ufficialmente le sue marionette, oppure fare la cosa giusta e seguire il consiglio di Nonno Bricco. Rifiutandosi di ottemperare al patto di inizio gioco, Cuphead e Mugman sconfiggono il Satanasso tra le fiamme della sua dimora, costringendolo a un'indecorosa resa. A questo punto i due fratelli strappano e gettano al fuoco i contratti recuperati durante l'avventura, liberando così i debitori dall'ipoteca firmata sulle loro anime.

    Le tazzine si lanciano quindi a tutta velocità verso casa e radunano gli abitanti dell'isola, annunciando che il Diavolo non sarà più un problema e che sono tutti liberi dai loro obblighi verso di lui, dando il via a una festa che coinvolge i vecchi nemici, diventati finalmente compagni amichevoli e sorridenti. Cuphead e Mugman rendono orgoglioso il loro nonno, e promettono di non cacciarsi mai più nei guai... fino alla prossima volta, ovvio, perché il 30 giugno l'ennesima marachella li porterà da affrontare nuovi esaltanti boss nell'imminente Delicious Last Course.

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