Sulle tracce di DOOM: easter egg e cartoline dall'inferno

DOOM ha certamente lasciato un segno indelebile nell'industria dei videogiochi, la quale ha reso omaggio al Doomguy con diversi omaggi e tributi.

Sulle tracce di DOOM: easter egg e cartoline dall'inferno
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  • DOOM. Un infernale nome di battesimo la cui grafia si preparava ad anticipare la portata del segno che il titolo avrebbe lasciato nel medium videoludico: massiccio, poderoso e incontrovertibile. Nel 1993, la creatura digitale partorita dall'estro creativo di John Carmack e John Romero segnava un punto di non ritorno per il genere degli FPS, conquistandosi col suo stile follemente sopra le righe, il ritmo forsennato, l'occhio di riguardo per il multiplayer e la notevole fattura tecnica un posto di diritto tra le produzioni più influenti dell'epoca. A consacrare definitivamente DOOM contribuiva anche un successo di pubblico di proporzioni surreali. Basti pensare che diverse università statunitensi, e persino il colosso tecnologico Intel, si ritrovarono costrette a proibire l'utilizzo dell'FPS presso le proprie strutture, allo scopo di preservarne le funzionalità di rete!

    Tenendo fede al proprio nome, DOOM finiva in un qualche modo per "condannare" l'industria videoludica a seguire le sue orme, infondendo un prezioso nuovo alito di vita nel genere degli shooter e trasformandosi al contempo in un fenomeno destinato a divenire parte della pop culture. Non sorprende dunque che nel corso degli oltre 25 anni di storia del brand, fresco della recente pubblicazione di DOOM Eternal, l'universo del videogioco abbia continuato a rendergli omaggio tramite una nutrita e variegata schiera di citazioni ed Easter Egg.

    Omaggi insospettabili

    L'importanza e l'influenza di un brand si misurano anche nell'abilità di divenire un punto di riferimento persino per produzioni che non hanno con esso alcuna apparente affinità. In quest'ottica, non possiamo che segnalare con divertito stupore la straordinaria capacità di DOOM di insinuarsi nel cuore di universi videoludici decisamente inaspettati.

    Tra gli esempi più lampanti spicca sicuramente la quantomeno bizzarra presenza del Doomguy all'interno di...Tony Hawk's Pro Skater 3. A quanto pare, tra un massacro di demoni e l'altro, l'inarrestabile marine ama concedersi una pausa dalla frenetica attività militare dedicandosi alle acrobazie su skateboard. Questo, almeno, è quanto possiamo dedurre dalla sua presenza tra i personaggi segreti del gioco Activision, e dall'alquanto nutrita schiera di skate personalizzati che lo accompagnano.

    I locali, del resto, sembrano conoscerlo bene, tanto che, nella sua scheda personale, Mesquite (Texas) viene indicata come città natale del Doomguy. Quest'ultima, in effetti, è la località che ospita la sede di id Software!
    Ma sembra che le gite fuori porta del buon distruttore di creature demoniache

    non si siano limitate ad inattese attività sportive: probabilmente anche viaggiatore nell'animo, negli Anni Novanta il protagonista della serie DOOM deve aver fatto tappa persino nella Springfield de I Simpson. Diversamente, non si spiegherebbe la presenza nell'avventura grafica Virtual Springfield di un minigioco dal nome "Apoom". Quest'ultimo infatti altro non è che una peculiare parodia del titolo id Software, all'interno della quale Apu si ritrova a difendere il suo prezioso Jet Market dalla minaccia di bulli locali. Restando negli Stati Uniti d'America, segnaliamo inoltre che tracce di attività demoniaca si sono fatte strada sino al Deserto del Nevada. Mentre Lara Croft cercava di avanzare nell'area all'interno di Tomb Raider 3, a sbarrarle la strada comparivano in effetti uomini con impressa sugli abiti l'immagine di un inquietante Lost Soul!

    Infine, nemmeno il pacifico universo a cubetti di Minecraft sembra essere riuscito a restare immune all'oscuro fascino di DOOM. Nella schermata di avvio del gioco di Mojang è infatti talvolta possibile avvistare alcuni riferimenti all'iconico immaginario creato dal tandem Carmack-Romero. Tra le citazioni più note figurano le diciture "idspispopd", "MAP 11 has two names!" e "Phobos anomaly".

    Mentre la prima indica un cheat code per PC che consente al Doomguy di aggirarsi per il mondo di gioco privo di consistenza corporea, l'espressione "La Mappa 11 ha due nomi!" richiama una specifica area di DOOM II, nota sia come "Circle of Death" sia come "O' of Destruction!". La dicitura "Phobos Anomaly" indica invece una delle mappe presenti nel capostipite della saga FPS.

    Omaggi e autocitazionismo

    Nel corso degli anni che fecero seguito alla pubblicazione del primo DOOM, id Software diede vita a un ulteriore brand destinato a lasciare la propria impronta nel genere degli shooter in prima persona: Quake. All'interno dei capitoli della serie, gli sviluppatori si sono spesso divertiti a disseminare piccoli e grandi Easter Egg dedicati alla loro precedente creatura, tra loghi e riferimenti grafici sparsi per il mondo digitale o citazioni legate alle denominazioni delle armi. Addirittura, in Quake 3, lo sterminatore furioso presta il proprio aspetto a tre personaggi giocabili sia maschili sia femminili, noti come Doom, Phobos e Crash.

    Numerosi sono poi gli omaggi al demoniaco e frenetico brand giunti da altri shooter. Tra questi possiamo ad esempio citare Duke Nukem 3D. All'interno dell'FPS di 3D Realms è infatti possibile imbattersi in un Doomguy ferito gravemente: una circostanza che spingerà il protagonista a riflettere ad alta voce, pronunciando un laconico "Hmmmmm, that's one doomed space marine!" ("Hmmmm, quello è uno space marine spacciato!"). In Soldier of Fortune II è invece possibile incrociare il cammino, nel corso di una delle prime missioni, con un marinaio intento a giocare a DOOM sul proprio PC!

    Degno di nota anche il caso di Heretic, FPS sviluppato da Raven Software e pubblicato dalla stessa id Software. I giocatori più maliziosi, intenzionati a usare i cheat code ereditati da Doom, incapperanno in una brutta sorpresa. Digitare "IDKFA", anziché arricchire l'armamentario genererà l'apparizione del messaggio "Cheater, non ti meriti delle armi!" e la scomparsa di tutto il proprio arsenale. In maniera simile, utilizzare il codice "IDDQD" non attribuirà l'invulnerabilità, ma evocherà la comunicazione "Stai cercando di barare, eh? Ora morirai!"...e l'effettivo (cruento) trapasso del proprio alter-ego digitale!

    E ancora in Unreal Tournament, iconico shooter arena datato 1999, è possibile aggiungere al proprio arsenale una motosega. Simpatico dettaglio, acquisire l'arma produrrà una piccola variante nel consueto messaggio che comunica il ritrovamento di uno strumento di offesa, che verrà sostituito da un "Sono trascorsi cinque anni da quando ho usato una di queste!". Il riferimento, in questo caso, è a DOOM II: Hell on Heart, approdato sul mercato videoludico precisamente nel 1994.

    Passando a tempi più recenti, possiamo segnalare la presenza di un peculiare omaggio anche all'interno di Borderlands 3. Nello shooter di Gearbox è infatti possibile ottenere un fucile Leggendario davvero molto simile allo shotgun in dotazione al Doomguy. Ma alla mera vicinanza estetica si aggiunge un dettaglio davvero di classe: fare fuoco con l'arma produrrà infatti il suono di una chitarra distorta, mentre i proiettili genereranno un effetto luminoso che ricorda la forma di pentacolo!

    L'Inferno in una stanza

    Chiudiamo questa breve rassegna citando un titolo che rappresenta la quintessenza dell'Easter Egg a tema DOOM: RAGE. Il First Person Shooter dal setting post-apocalittico e distopico racchiude infatti tra le pieghe del proprio codice un'incredibile varietà di rimandi all'universo videludico demoniaco per eccellenza. Del resto, i due sono figli della medesima madre, la stessa id Software che ha data i natali anche a Quake e Wolfenstein.

    Questo sparatutto è un vero e proprio concentrato di citazionismo, tra achievement/trofei che rimandano a livelli di difficoltà di giochi del franchise, avvistamenti di personaggi che leggono fumetti o indossano magliette a tema e persino pubblicità in-game di un misterioso DOOM 5.

    L'apice viene però raggiunto grazie alla decisione di id Software di inserire in RAGE alcune stanze segrete. Queste ultime divengono accessibili ai giocatori solo dopo che questi hanno compiuto una sequenza molto specifica di azioni, ma lo sforzo creativo richiesto per varcarne i confini viene ripagato dai bizzarri contenuti che si celano all'interno. La Developer Graffiti Room, ad esempio, ospita diversi riferimenti alla software house, tra i quali spunta persino...l'autografo da parte di un Cacodemone!

    Soprattutto, però, una delle aree segrete è una vera e propria DOOM Room. Collocata nell'area del Gearhead Vault, la stanza è bloccata da una porta che può essere sbloccata solamente in seguito all'attivazione di sette computer distribuiti nell'area. Collegati a una tastiera, una volta accesi questi ultimi emetteranno un suono che richiama le atmosfere infernali dello shooter. Dopo aver interagito con tutti i terminali, la porta si aprirà, consentendo al giocatore di curiosare oltre lo stipite. Fatto il proprio ingresso in una sorta di mausoleo digitale, i temerari utenti potranno mettere le mani su uno dei tre ambiti bubblehead collezionabili presenti nel gioco: neanche a dirlo, ovviamente, l'oggetto immortala il nostro space marine!

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