Super Mario: alle origini del mito

In attesa di Super Mario Odyssey ripercorriamo la storia dell'idraulico italiano partendo dai primi giochi della serie per Nintendo NES e SNES.

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  • Finalmente ci siamo: tra una manciata di giorni potremo tornare a saltare in compagnia dell'(ex-)idraulico più famoso del Regno dei Funghi. Super Mario Odyssey è soltanto l'ultimo capitolo della serie che - fra titoli main e spin-off vari - ha venduto più di 500 milioni di copie, stabilendo ad ogni uscita un nuovo standard per il medium videoludico. Il perfect score concesso da EDGE e il quasi en-plein registrato sulle pagine di Famitsu non fanno che aumentare la nostra smania, perciò abbiamo deciso di ingannare l'attesa per il 27 ottobre ripercorrendo le varie tappe che hanno portato un anonimo carpentiere baffuto a diventare il sinonimo stesso di videogioco. Divideremo questo viaggio nei ricordi in due puntate, concentrandoci prima sugli episodi in due dimensioni per poi arrivare a quelli in 3D. Mario è apparso in oltre cento giochi, perciò eviteremo di trattare la miriade di spin off: niente Mario RPG, niente Mario&Luigi, Mario Kart, Mario Golf... Insomma, ci siamo capiti.
    Ora mettetevi comodi, allacciate le cinture e lasciatevi trasportare indietro nel tempo.

    Le origini del mito: Donkey Kong e Mario Bros.

    Nel 1981, Nintendo è un'azienda giapponese che sta lentamente abbandonando la produzione di giocattoli tradizionali per passare al mercato dei giochi elettronici. Purtroppo, il titolo arcade Radar Scope è stato un fiasco. Il presidente Hiroshi Yamauchi decide di affidare al giovane designer Shigeru Miyamoto l'onere di trovare un modo per riutilizzare tutti quei cabinati rimasti a prendere polvere. Coadiuvato da Gunpei Yokoi (l'uomo che darà i natali a due robette chiamate Metroid e Game Boy), il giovane designer giapponese tira fuori dal cilindro Donkey Kong. Nel gioco, uno scimmione coriaceo e rabbioso ha rapito Pauline, la fidanzata dell'impavido Jumpman. L'eroe, alter-ego del giocatore, dovrà recuperare la sua amata evitando i barili che il primate lancerà fra le piattaforme dell'impalcatura in un immaginario cantiere. Il gioco si rivela un successo talmente sproporzionato da portare alla realizzazione, due anni dopo, di un nuovo gioco con Jumpman protagonista - più o meno. Il carpentiere senza nome di Donkey Kong, infatti, passa alla professione di idraulico e, come tributo al magazziniere italo-americano della sede statunitense di Nintendo, viene rinominato Mario.

    In Mario Bros., titolo arcade dove i giocatori sono chiamati a disinfestare delle sporche e oscure fogne da una pletora di animali fastidiosi, esordiscono alcuni degli elementi simbolo dell'universo mariesco: appaiono per la prima volta i koopa, le iconiche tartarughe verdi e rosse, e soprattutto viene presentato al pubblico Luigi, il fidato fratello di verde vestito.

    Super Mario Bros. (Famicom/NES, 1985)

    Super Mario Bros. è, con ogni probabilità, il gioco più importante mai realizzato. Pietra miliare, punto di svolta per ciò che concerne game e level design, il titolo ideato ancora una volta dal genio di Miyamoto è stato in grado di salvare - praticamente da solo - l'intera industria dopo il crack del 1983 che, soprattutto in Occidente, aveva quasi portato alla morte del mercato videoludico.

    L'impostazione arcade dei primi due giochi viene definitamente abbandonata, sostituita da un platform in due dimensioni a scorrimento laterale. Scorrimento che può avvenire in un'unica direzione, puntando sempre verso destra e stando ben attenti ad evitare goomba, koopa, proiettili vaganti, calamari galleggianti, piante piranha e tutta una serie di mostri diventati solo in futuro un canone estetico.
    In quei trentadue livelli suddivisi in otto mondi c'è l'origine di tutto il mito della serie Nintendo: viene definitivamente descritta l'ambientazione, con l'introduzione del Regno dei Fughi; esordiscono due dei personaggi principali della saga, ovvero sia Peach e Bowser; i power-up iconici, vale a dire il fungo, la stella e il fiore, vengo resi utilizzabili per la prima volta... Super Mario Bros. è ormai leggenda, è riferimento culturale, è Storia. Se vi definite giocatori senza aver mai scoperto tutte le Warp Zone, dovreste semplicemente vergognarvi.

    Super Mario Bros. 2 (NES, 1988)

    Caso curioso, quello del secondo capitolo di Super Mario Bros. In effetti, il gioco del 1985 aveva potuto godere di un sequel in terra natia, ufficialmente nominato Super Mario Bros. 2 e rilasciato nel 1986. Tale produzione, però, viene ritenuta troppo ostica per le abilità di giocatori del pigro pubblico occidentale, portando quindi l'azienda di Kyoto alla scelta di non esportare il software in America ed Europa.

    La forte richiesta di un seguito alle avventure dell'idraulico proveniente dall'altro lato del Pacifico, comunque, spinge i piani alti di Nintendo ad una decisione quanto meno curiosa: Miyamoto e soci prendono Doki Doki Panic, onesto platform dalle meccaniche completamente diverse da quelle mariesche, e sostituiscono i personaggi originali con un quartetto di tutto rispetto, formato da Mario, Luigi, Peach e Toad. Di fatto, soltanto le abilità dei quattro diversi personaggi verranno riprese nel corso degli anni. Tutte le restanti caratteristiche del gioco, dai punti vita alle dimensioni alternative, dai mostri saltellanti in giro per il mondo fino ad arrivare alle rape da dissotterrare e lanciare in testa ai nemici, verranno completamente abbandonate. Il Super Mario Bros 2 giapponese verrà comunque rilasciato in Occidente, con il titolo di "Super Mario Bros. Lost Levels", all'interno di Super Mario All Stars, specie di remastered ante litteram contenente i primi tre (più uno) capitoli, uscito per SNES nel 1993.

    Super Mario Bros. 3 (Famicom/NES, 1988)

    Nel salutare la prima macchina Nintendo, la serie di Mario raggiunge lo stato dell'arte, sia dal punto di vista ludico che riguardo lo sfruttamento dell'hardware a disposizione. Con l'ultimo capitolo delle avventure dei fratelli Mario, Miyamoto e i fidati collaboratori Takashi Tetsuka e Koji Kondo pongono le basi per ciò che sarà il prosieguo della serie, anche quando il salto nelle tre dimensioni diventerà necessario. Tramite Super Mario Bros. 3 viene abbandonata la linearità che fino a quel momento aveva caratterizzato i due capitoli precedenti - no, Doki Doki Panic non lo consideriamo.

    Viene, innanzitutto, introdotta una world map tematica: ogni mondo ha un tema di base (il deserto, il mare...) che funge da sfondo ai vari livelli; tali livelli possono essere affrontati nell'ordine preferito dai giocatori, grazie alle diverse biforcazioni presenti sulla mappa. All'interno dei livelli, poi, viene finalmente concessa la possibilità di tornare sui propri passi, magari per recuperare monete e power-up dimenticati. Sono proprio i power-up che, in SMB 3, godono del maggiore miglioramento: oltre alla possibilità di essere conservati in una specie di inventario, gli oggetti vedono l'introduzione fra le loro fila della foglia e del costume tanuki, entrambi capaci di rendere Mario un idraulico volante; il secondo, in più, permette a Mario e Luigi di trasformarsi per alcuni secondi in statue di pietra, capaci di distruggere qualsiasi cosa capiti sotto il loro peso.

    Super Mario Land e SML 6 Golden Coins (Game Boy, 1989 e 1992)

    Mario Odyssey non sarà certamente l'esordio di Mario in veste portatile. Già su Game Boy l'icona Nintendo era stata protagonista di un'avventura da affrontare sui seggiolini del bus: Super Mario Land nasce dalla mente di Gunpei Yokoi ed è sostanzialmente una trasposizione del primo Super Mario Bros. all'interno del piccolo schermo della console portatile, dimensioni minuscole di Mario incluse.

    Il sequel diretto, 6 Golden Coins, riprende invece lo stile di Mario World, inserendo una world map ed uno sprite di Mario decisamente più grande e facile da leggere. La serie, dal terzo capitolo in poi, cambierà protagonista trasformandosi in Wario Land, personaggio già presente come antagonista in Super Mario Land 2.

    Super Mario World (Super Famicom/SNES, 1990)

    Addio alle due dimensioni: Yoshi's Island (SNES, 1995)Nel dire addio - o, meglio ancora, arrivederci - alle due dimensioni e allo SNES con esse, la saga di Mario si tinge di delicati toni pastello. Yoshi's Island, platform 2D avente come protagonisti i coloratissimi dinosauri, riporta nel titolo e nella schermata d'avvio un timidissimo Super Mario World 2, quasi a voler evidenziare una continuità che in realtà non esiste. Yoshi's Island è una piccola gemma di game design e direzione artistica. Se siete in possesso di uno SNES Mini, dategli un'opportunità.

    Vi sfidiamo a trovare un gioco che abbia accompagnato il lancio di una console più bello di Super Mario World (ok, forse Super Mario 64, ma ci siamo capiti). Nel presentare al mondo la sua nuova console a 16 Bit Nintendo decide di includere nella confezione il gioco che, su territorio giapponese, viene nominato addirittura Super Mario Bros. 4, titolo che perderà poi nella trasposizione in Occidente.
    Il quarto titolo casalingo di Mario, infatti, riprende tantissimo da quel Mario Bros. 3 di cui sopra, a partire dalla world map e dalla possibilità di far fluttuare Mario in giro per ognuno (o quasi) dei 72 livelli divisi in sette mondi, a cui ne vanno aggiunti due segreti. Grazie alla potenza offerta dalla console, i giocatori possono riaffrontare ogni volta ne abbiamo voglia i diversi livelli, potendo poi salvare la propria partita ogni qual volta venga trovata un'uscita speciale fra le 96 presenti. In questa ricerca, Mario viene aiutato per la prima volta da Yoshi, il dinosauro dalla lingua appiccicosa e dallo stomaco insaziabile, in grado di ingoiare mele, frutti e nemici di piccole dimensioni, intenzionato a salvare i cuccioli della sua specie rapiti dai malvagi scagnozzi di Bowser.

    Super Mario World è ancora oggi un gioco incredibile. Ovviamente incluso nella collection dei 21 giochi dello SNES Mini, rappresenta con buona probabilità l'apice del platform in due dimensioni. Fra uscite segrete, livelli nascosti, scorciatoie e necessità di backtracking, l'ultimo titolo 2D con Mario protagonista sembra non essere invecchiato di un giorno. Miglior gioco di sempre? A voi la parola.

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