Super Mario Maker 2: i cinque diabolici livelli dell'autore di Celeste

Matt Thorson, autore di Celeste, si è divertito a usare Super Mario Maker 2 per creare cinque livelli diabolici: ecco la nostra classifica.

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  • Switch
  • Prendete un professionista del videogioco, uno di quelli noti per aver realizzato un capolavoro indie tanto importante quanto incredibilmente impegnativo pad alla mano. Poi offritegli il passepartout per accedere all'iconografia più vasta e famosa di tutta la storia del medium, dategli carta bianca per gestirla come meglio crede, e infine lasciatelo libero di condividere i risultati del suo operato con il resto del mondo. Insomma: prendete Matt Thorson, l'autore di Celeste, e mettetegli in mano una copia di Super Mario Maker 2.

    Badate bene che non stiamo giocando d'immaginazione: Thorson ha iniziato per davvero a pubblicare stage sui server dell'eccezionale editor per Nintendo Switch. Ad oggi il suo profilo, nome di battaglia "Maddy", ne conta un totale di cinque, uno più machiavellico dell'altro. Per capire quanto il nostro amico canadese abbia fatto pressione sul pedale della cattiveria potrebbe bastarvi dare un'occhiata a quanti utenti, in media percentuale, siano stati in grado di arrivare intatti alla fine dei suoi percorsi (uno dei quali vanta attualmente uno spaventoso 0,97% di vittorie registrate). Nel caso voleste invece infilarvi di persona in questo piccolo inferno, trovate tutto spulciando il codice creatore JVY-3W4-11H. Noi, nel frattempo, abbiamo deciso di stilare per voi una nostra, personalissima classifica relativa a queste creazioni, ovviamente ordinata per quoziente di crudeltà.

    5° posizione: Saltellando sui proiettili

    Che Banzai Bounce sia un livello un po' alla buona lo si intuisce fin dalla prima schermata, quando, per entrare nel tubo che conduce allo scenario vero e proprio, Mario deve rimbalzare su due molle che grugniscono come porcelli. Il resto è un giocattolone dal fare sadico - ma neanche troppo - che, sfruttando la pesante fisica dei salti del primo Super Mario Bros., richiede al giocatore di risalire uno stage verticale rimbalzando su qualche trampolino e su alcuni Banzai Bill, cadendo sulle varie superfici al primo tentativo.

    ID del livello: Q43-GXB-WHG

    Presa la chiave posta in vetta al quadro e aperta la relativa porta, la sfida poi si capovolge: per raggiungere il traguardo bisogna buttarsi verso il basso, evitando pareti puntute e i soliti proiettiloni dal ghigno malefico (stavolta anche rossi, più accaniti). La mano del designer esperto si vede soltanto in pochi frangenti, per lo più nelle fasi finali. Malgrado qualche infamata niente male, le migliori intuizioni di Thorson sono però custodite altrove.

    4° posizione: Le mille e una punta

    Della cinquina, Desert of Despair non è senz'altro la creazione più particolare, né quella che vi porterà a scaraventare la vostra console giù dalla finestra. Se però parliamo di continuità autoriale, di quanto lo scenario si avvicini al gameplay platform del bel Celeste, allora è probabile che si tratti dell'opera che più si meriterebbe il podio. Come da titolo, il livello è ambientato nel deserto, e sfrutta la nuova skin di Super Mario 3D World. Non crediate però di poter fare affidamento sulla tuta da Gatto o altre facilitazioni per superare la sfida che vi si parerà davanti: una corsa attraverso cunicoli fatti interamente di blocchi spinosi.

    ID del livello: H8K-3B9-WDG

    Nella prima metà dello stage gli spuntoni scattano automaticamente, a intermittenza, e per non finirne infilzati è necessario sfruttare le abilità acrobatiche di Mario, tra wall jump attentamente calibrati e salti lunghi effettuati con tempismo. Nella seconda, i blocchi si tingono invece di rossoblù, e i loro pungiglioni letali fuoriescono intervallati dall'urto di un guscio Koopa contro un interruttore On/Off. Desert of Despair richiede abilità, nervi saldi e un pizzico di studio, ma uscirne vivi, in fondo, è tutt'altro che una disperazione.

    3° posizione: Puzzle Piranha

    Come ve la cavate con il giardinaggio? Perché la medaglia di bronzo se la aggiudica MurderTime: Piranha Pruning, anch'esso imbastito secondo l'estetica di Mario 3D World. Lo stage, va detto, è piuttosto elementare: senza l'aiuto di alcun power-up, Mario ha l'opportunità di varcare solamente due porte, la prima infestata da sei Piante Serpiranha, la seconda contenente la bandierina di fine livello. Quest'ultima risulta però inibita finché non si riesce a "potare" tutte le piante carnivore dal setting antistante.

    ID del livello: 5RF-QKY-WYF

    A parole potrebbe sembrare un gioco da ragazzi, ma nella camera incriminata le basi di appoggio si riducono al minimo indispensabile e le Serpiranha, zigzaganti per natura, tendono a invadere ogni angolo dell'architettura con i loro gambi spinosi e mortali. La prova consiste nel saltare sulle loro teste nell'ordine corretto e con il giusto slancio, estirpandole una ad una come se si trattasse di un ingarbugliato rompicapo ambientale. Più facile a dirsi che a farsi, tant'è che MurderTime non è forse il titolo più adatto a descrivere il contenuto dell'esperienza: l'impressione, anzi, è che sarà il povero Mario a lasciarci le penne, più e più volte.

    2° posizione: Al primo salto

    A un passo dall'incoronazione mettiamo Starlight Shells, a mani basse lo stage più tecnico di tutto il lotto. Si tratta di un livello a tema Super Mario World che, come Piranha Pruning, soggiace a una condizione di vittoria specifica e molto particolare: è infatti possibile eseguire uno e un solo salto, dopodiché diventa obbligatorio varcare la linea del traguardo senza mai poggiare i piedi a terra. Il fatto che la scena sia ambientata all'aria aperta e di notte, e quindi soggetta a una gravità lunare, è certamente un assist importante. D'altro canto, Mario dovrà vedersela con un level design che definire perfido è poco.

    ID del livello: PHP-GYT-VJG

    Tanto per fare un esempio, si parte in questo modo: dopo aver afferrato un guscio di Buzzy Beetle, l'utente deve eseguire il primo balzo, cadere in testa a un Tantatalpa e simultaneamente scagliare il suddetto guscio verso l'imbocco di una conduttura, affinché poi esso sbuchi dall'altra parte e Mario possa rimbalzarci sopra, a patto che tutto sia stato calcolato al millimetro. Si va poi avanti così, fra soluzioni strutturalmente ardite e mille azioni rocambolesche da effettuare a mezz'aria e senza il benché minimo sbaglio. In due parole: semplicemente diabolico.

    1° posizione: Il dungeon dello stivaletto

    È tuttavia in Shrine of the Sacred Stiletto, il nostro primo classificato, che più si sente la mano dello sviluppatore navigato. Thorson ha ricreato un vero e proprio dungeon fra le sabbie del deserto del Super Mario Bros. originale, in cui l'obiettivo è quello di recuperare le sei monete rosse che compongono lo chiave necessaria ad aprire la porta che conduce all'uscita. Buona parte dei soldini rossastri è posta al termine di stanze-puzzle fortemente improntate sull'uso dei pulsanti On/Off, ovviamente foderate di lame rotanti, superfici presidiate da mostriciattoli e altre diavolerie assortite.

    ID del livello: 5YG-7DN-PGG

    La cosa bella è che la stragrande maggioranza delle azioni da compiere è legata a doppio filo a un impiego "creativo" delle scarpe col tacco - oggetti esclusivi della serie Mario Maker - che un tubo verde dispensa di continuo, così da non rimanerne mai sprovvisti. Forte di un design ingegnoso e di un tasso di sfida estremo, ad uso esclusivo dei giocatori più caparbi, Shrine of the Sacred Stiletto supera di diverse lunghezze le altre produzioni del buon Matt Thorson, in attesa di nuovi "attacchi di malvagità".

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