Super Mario Maker 2 per Switch: cinque giochi per un editor sconfinato

Dai classici platform dell'idraulico a Super Mario Maker 2: ripercorriamo le tappe dei Mario a scorrimento laterale attraverso i contenuti dell'editor.

speciale Super Mario Maker 2 per Switch: cinque giochi per un editor sconfinato
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Switch
  • Se Super Mario Maker ha ottenuto ottimi riscontri sin dalla sua prima apparizione è innanzitutto, e senza ombra di dubbio, grazie al "pozzo" da cui ha potuto attingere per comporre la propria offerta. Poche chiacchiere: i giochi di piattaforme con protagonista l'idraulico salterino rappresentano un'eredità digitale inestimabile, materiale purissimo per imbastire uno strumento per l'editing dal forte potere seduttivo e alla portata di tutti, tanto più che le regole del platform 2D sono abbastanza basilari. Lungi da noi sminuire un tool dalle molte qualità tecniche e basato su una filosofia fenomenale; e d'altronde che esso viva in parte di rendita, cortesia dell'immenso lavoro svolto negli annali da Miyamoto e Tezuka, è pressoché un dato di fatto.

    Non fraintendeteci: ben vengano operazioni di questo tipo. Sono occasioni ghiotte per giocare, ma anche per rispolverare, seppur in chiave fantasiosa, delle pagine fondamentali della storia del nostro medium preferito. Super Mario Maker 2, in uscita per Nintendo Switch il prossimo 28 giugno, è pronto a darne ulteriore riprova, inserendo nell'editor così tanta carne al fuoco, tra vecchie e nuove trovate, da renderlo una vera e propria enciclopedia "mariesca". È partendo da questa prospettiva, ovvero quella della sconfinatezza ludica, che oggi vogliamo estrapolare dal Maker alcuni fra i contenuti più significativi, così da celebrare, nel contempo, gli episodi di Super Mario dai quali sono stati saccheggiati. Cinque capolavori del passato che, pad alla mano, tardano tuttora a mostrare i segni del tempo.

    Super Mario Bros. (NES, 1985)

    Il capostipite dei Super Mario Bros. non ha sicuramente bisogno di presentazioni. Equivale all'esatto momento in cui lo sturalavandini dai baffetti 8-bit, dopo gli esordi nel mondo dell'arcade game a inquadratura fissa, ha conosciuto per la prima volta le gioie dello scrolling, ponendo le basi di un impero giocoso senza età. Sappiamo che, dal primo platformer per NES, Super Mario Maker 2 non chiederà in prestito nuovi elementi caratteristici, salvo una manciata di stravaganze del tutto inedite (per esempio il guscio di Tartosso, usabile a mo' di barchetta per guadare le distese di lava).

    In compenso, è fuori discussione che in Mario Maker - iterazioni Wii U e 3DS comprese - il sangue di Super Mario Bros. scorra energico e bene in vista. Dentro la sua cassetta degli attrezzi virtuale, il giocatore trova infatti pronta all'uso tutta l'iconografia primordiale del Mushroom Kingdom: funghi, fiori di fuoco, stelline, e poi blocchi interrogativi o di mattoni, strutture tubolari o ad albero, e ancora Goomba, Koopa, persino Sua Malvagità Bowser in squame e spuntoni. Strutture, power-up e personaggi che nascono proprio in quel memorabile 1985 ('87 in Europa); un immaginario solidissimo, impianto d'avviamento per lo sviluppo di tutte le successive avventure localizzate nel Regno dei Funghi e dintorni.

    Super Mario Bros. 3 (NES, 1988)

    C'è più di una ragione per cui il terzo capitolo è fra i Mario Bros. bidimensionali più osannati dai fan, nonostante il capofila resti un'opera imbattuta per importanza storica e teorica. Comparso sul finire dell'epoca Famicom, il secondo capolavoro - con buona pace del mediocre Bros. 2 - con protagonista l'eroe di rosso vestito seppe evolvere, persino rivoluzionare tutto quel che di buono Nintendo era stata in grado di costruire attorno alla propria mascotte.

    Il titolo era e rimane un concentrato di freschezza, per la prima volta forte di una suddivisione in world map biforcute e tematiche (dalla valle di ghiaccio a quella di fuoco, dal deserto fino alle nuvole), nonché rimpinguato di numerosi oggetti bonus e costumi dai poteri più strampalati. Rispetto alla giocabilità un po' ingessata del suo precursore, Super Mario Bros. 3 viene ricordato anche per un maggiore dinamismo del sistema di gioco, conseguenza dei tanti, piccoli cambiamenti di design apportati alla formula originale.

    Di questi ne citiamo due che faranno bella mostra di sé in Mario Maker 2, per altro ancora oggi sfruttati nella realizzazione dei principali platform del filone. La prima consiste nello scorrimento automatico dell'inquadratura all'interno di determinati stage, quali ad esempio quelli ambientati attraverso i velieri volanti dei Koopaling, i sette figli di Bowser. La seconda, banale solo all'apparenza, riguarda invece l'introduzione dei tratti di terreno in pendenza, sui quali Mario, una volta seduto, è capace di scivolare rapidamente, all'occorrenza facendo filotto dei nemici in traiettoria.

    Super Mario World (SNES, 1990)

    Super Mario Bros. 3 ha definito i nuovi canoni dei Mario in due dimensioni, ma è a Super Mario World che dobbiamo la definitiva sublimazione del genere. Infatti, per il caro e vecchio idraulico la conquista dei 16-bit non ha rappresentato solamente un mero rinnovamento in termini di look. L'esponente per Super NES ha ripreso le ottime idee sperimentate dal predecessore fondendole in un tutt'uno ludicamente ben coeso.

    L'ha fatto anzitutto operando un'attenta riduzione dei poteri speciali a disposizione del paladino baffuto - quelli classici più una mantellina per spiccare il volo - e inoltre condensando la struttura a mappe separate in un unico macro-reticolo, una grande isola ramificata per garantire una progressione slegata dai tradizionali principi di linearità.

    A dirla tutta, World è stato un tripudio di game design a trecentosessanta gradi: ha riempito il mondo di gioco con segreti e scorciatoie; ha aumentato la mobilità di svariate piattaforme (sono ben noti i blocchi serpentini e i piani oscillanti); ha rinvigorito l'estetica di alcuni villain storici (si pensi a Banzai Bill, versione gigante del piccolo Pallottolo). Senza dimenticare che Yoshi è entrato in scena proprio in quel lontano 1990, ringalluzzendo il gameplay come poche altre novità nel passato del platform Nintendo. Sono tutte cose, quelle appena descritte, che troveranno spazio anche in Super Mario Maker 2, compreso l'esclusivo Red Yoshi, versione sputafuoco del simpatico dinosauro dalla lingua appiccicosa.

    New Super Mario Bros. U (Wii U, 2012)

    I più attenti tra voi potrebbero ricordare un nostro speciale dedicato a New Super Mario Bros, la serie che riscoprì le due dimensioni dopo i successi di Mario nel campo della grafica tridimensionale. È forse più corretto parlare di 2.5D, ma il punto è un altro: si tratta di un "ritorno alle origini" che ha senz'altro giovato al personaggio, o almeno alle sue tasche, specie con l'uscita delle prime due vendutissime iterazione del brand. Super Mario Maker, nel 2015, si è impossessato dei tratti dell'episodio "U" (recentemente tornato su Switch in formato Deluxe), che è poi una scelta assolutamente sensata.

    D'altronde è il titolo che, in quanto a intenzioni, ha mostrato una netta vicinanza al suddetto Super Mario World: vale a dire un capitolo che ha portato allo stato dell'arte quanto imbastito dalle esperienze che l'hanno immediatamente anticipato. Più che elementi o funzioni specifici, ci piace pensare che Super Mario Maker 2 peschi da New Super Mario Bros. U soprattutto il suo saper essere, all'occorrenza, un party game sotto mentite spoglie. Il gioco vantava infatti un multiplayer a quattro utenti indisciplinato e votato alla caciara collettiva, in linea con la volontà del nuovo editor di caldeggiare i futuri creativi alla progettazione di tanti stage adatti per le partite a quattro, siano cooperative o in modalità versus.

    Super Mario 3D World (Wii U, 2013)

    Sotto il profilo formale, Super Mario 3D World è certamente un intruso all'interno di questa breve lista. Come il nome suggerisce, si tratta infatti dell'unico episodio originariamente nato per essere in tre dimensioni, lontano dalla semplice progressione da sinistra a destra che definisce i videogiochi che abbiamo rievocato fino a qui.

    Un platformer per certi versi atipico, composto da scenari che possono essere considerati alla stregua di diorami di media grandezza: un gioco stupendamente artigianale, sebbene in pochi oggi ne rammentino il valore, forse anche per colpa degli insuccessi della console sua ospite. In questa sede lo inseriamo - anche con un certo piacere - perché farà parte del set creativo di Super Mario Maker 2, sotto forma di una skin studiata ad hoc per rientrare nei soli assi XY previsti dal tool. Uno stile che, tuttavia, non vuole affatto rinunciare alle peculiarità del suo titolo di riferimento.

    Dal vecchio Mario 3D World faranno quindi ritorno sia la suit di Mario Gatto, utile ad arrampicarsi lungo le architetture e a graffiare gli ostacoli come un felino, sia gli strambi oggetti di scena visti in quell'avventura, dalle condutture trasparenti ai blocchi "!" estensibili. Ci sarà anche spazio per gli avversari dell'epoca, dalle Piante Serpiranha - che zigzagano fra le strutture - fino al temibile Pesce Magma, passando per Meowser, il re dei Koopa "gattizzato" dal potere della Super Campanella. Tutto dentro l'editor, tutto al servizio del piccolo Shigeru che alberga in ognuno di noi. Non vediamo l'ora di parlarvene più nel dettaglio. Nel frattempo, una domanda sorge spontanea: cara Nintendo, quanto ancora ci tocca aspettare prima di vedere l'originale 3D World su Switch?

    Che voto dai a: Super Mario Maker 2

    Media Voto Utenti
    Voti: 47
    7.6
    nd