Super Mario: una storia di idraulici e principesse

Ripercorriamo da vicino la "lore" di Super Mario, con curiosità e riflessioni dagli albori del Regno dei Funghi a oggi. Mamma mia!

35 Anni di Super Mario
Speciale: Nintendo Switch
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  • Switch
  • In questo strano 2020 uno dei grandi protagonisti della storia del videogioco spegne 35 candeline: parliamo ovviamente di Super Mario, l'idraulico in pixel più famoso al mondo. Anzi, sarebbe più corretto parlare di "ex idraulico", visto che Nintendo ha confermato anni fa l'abbandono ufficiale della professione. Una ricorrenza davvero speciale, che ci fornisce l'opportunità giusta per festeggiare, insieme a lui, i suoi straordinari comprimari... e, perché no, anche i suoi nemici! Partiamo per un viaggio nostalgico e meraviglioso, alla scoperta di un Regno dei Funghi che - ne siamo certi - avrà tanto da dire anche nel futuro della mitica serie Nintendo.

    Il più famoso dei reami

    L'aspetto forse più affascinante dell'ambientazione di Super Mario è come la stessa sia stata espansa e reinventata nel corso degli anni: il Regno dei Funghi rappresenta una splendida tela sulla quale i maestri di Nintendo non hanno avuto timore di apportare aggiunte, senza però stravolgere il tutto. Perché questo luogo immaginario, pur scolpito nelle nostre menti, offre sempre spazio per il rinnovamento. Il continuo movimento della serie è forse il segreto dello strabiliante successo di Mario e soci, e il franchise è forte dello strabiliante numero di 623 milioni (e oltre!) di copie vendute al dicembre 2017: questo numero straordinario comprende solo in parte le vendite digitali, oggigiorno sempre più diffuse e frequenti fra il pubblico. Incredibile, vero?

    Eppure non dovremmo essere stupiti, considerate le solide basi offerte dal Regno dei Funghi, una monarchia assoluta all'insegna della diversità. Di ambientazioni innanzitutto, come abbiamo accennato: dai deserti ai vulcani passando per i grattacieli, la serie non si è mai fatta mancare spazi evocativi e decisamente variegati. Senza contare le opportunità fornite da soluzioni geniali di game design: chi si è deliziato con la Piramide Invertita in Super Mario Odyssey, pubblicato nel 2017 su Nintendo Switch (qui la recensione di Super Mario Odyssey), avrà una perfetta idea del concetto. Si ha l'impressione che, pur nella semplicità degli elementi di fondo - un deserto visibilmente ispirato all'Egitto non è, di per sé, particolarmente originale - Nintendo riesca ad inserire dei guizzi capaci di lasciare grandi e piccini a bocca aperta.

    La diversità a cui si faceva riferimento è presente anche nelle specie che abitano il Regno: dai Toad ai Koopa, passando per gli Yoshi e gli esseri umani (pochi!), le lande sono popolate da esseri di tutti i tipi. A proposito di esseri umani, una curiosità: fino alla pubblicazione del già citato Super Mario Odyssey, si credeva che Mario, Luigi e il resto dell'allegra combriccola fossero a tutti gli effetti esseri umani. Nel mondo di New Donk City, evidentemente ispirato a New York, compaiono però per la prima volta uomini e donne con fattezze realistiche, ben diversi dalle proporzioni cartoon della baffuta mascotte Nintendo. L'effetto nel vedere contemporaneamente a schermo Mario e gli abitanti di New Donk City è a dir poco straniante, per un bizzarro equivoco a oggi mai del tutto chiarito.

    Se ad ogni modo in generale i punti fermi della serie rimangono - cosa sarebbe Mario senza i favolosi Goomba? - non mancano le new entry, come le accanitissime talpe giganti viste nei due Super Mario Galaxy (2007 e 2010) o gli Spioneliti di Super Mario Odyssey (Moe-Eye in inglese), ispirati agli stupendi Moai dell'Isola di Pasqua. Una riflessione a parte la meriterebbe il talento delle persone che si occupano della localizzazione, riuscendo a creare meraviglie indimenticabili: chi non è rimasto incantato davanti alla pura genialità di un Carlo Armato alzi la mano!

    Chi è la più bella principessa del reame?

    Naturalmente ogni Regno che si rispetti richiede la presenza di un Re o di una Regina, ma in questo caso le cose non sono andate come di consueto. Il manuale di istruzioni del primissimo gioco della serie, Super Mario Bros. (1985) menziona brevemente la presenza del Re dei Funghi, padre della Principessa Peach; tuttavia, sebbene sia apparso nuovamente in alcuni fumetti e libri dedicati al franchise, il Re non ha lasciato traccia alcuna nel suo Regno videoludico. Insomma, possiamo dire che a detenere il potere assoluto sia la sola Peach, senza dubbio la principessa più famosa del mondo dei videogiochi e grande amore di Mario. Ma, dobbiamo dirlo, non il primo...

    Era il 1981, e i frequentatori delle sale giochi impazzivano per aiutare un carpentiere a salvare la sua fidanzata, Pauline, originariamente chiamata Lady. I giocatori stavano facendo la Storia, perché quel cabinato avrebbe cambiato per sempre il mondo videoludico, e non solo: era la primissima apparizione di Jumpman, il personaggio che sarebbe poi diventato Super Mario, cambiando professione e diventando un idraulico! L'antagonista non era ancora Bowser, ma il gorilla Donkey Kong, reo di aver rapito la povera Pauline. Fu un grande successo per Shigeru Miyamoto, game designer alle prime armi destinato a lasciare il segno come asso di Nintendo. Quanto a Pauline, dopo alcuni cameo di limitato rilievo nella serie, fece un ritorno in grande stile come sindaco di New Donk City (e formidabile cantante) in Super Mario Odyssey.

    Tornando a Peach, il suo aspetto è stato revisionato e modificato nel corso degli anni. Nella sua prima apparizione, ben 35 anni fa, la principessa indossava un abito bianco e portava lunghi capelli castani; addirittura era mostrata con una testa da Toad in una guida strategica giapponese del 1987. C'era un po' di confusione, insomma!Il designer Yoichi Kotabe, di concerto con Miyamoto, lavorò a lungo sull'estetica di Peach, con l'obiettivo di farla apparire quello che è sempre stata: una ragazza tanto carina quanto testarda.

    Dietro l'impeccabile vestito rosa, i guanti bianchi e la tiara adagiata sui capelli biondi si nasconde un personaggio tutto pepe che ha saputo evolversi nel corso degli anni, di pari passo con la sensibilità e la coscienza sociale, sempre più aperte al riconoscere piena dignità, diritti ed attenzione tanto agli uomini quanto alle donne. Anche perché la principessa ha carattere da vendere, e di certo non si è risparmiata nel dimostrarlo, rifuggendo più e più volte dallo stereotipo di damsel in distress: è inoltre comparsa nella lista dei personaggi di fantasia più ricchi del mondo, stilata da Forbes nel 2007!

    Uno dei videogiochi più iconici della serie, Super Mario Land (1989), introdusse una nuova principessa: parliamo di Daisy, originaria di Sarasaland ma residente nel Regno dei Funghi. Pur non avendo avuto posto nei titoli principali del franchise, Daisy si fa valere come sportiva in giochi quali Mario Tennis e Mario Party. Non sarà famosa quanto Peach, ma questa ragazza spigliata e agilissima (complimenti per la destrezza in quel lunghissimo vestito giallo, Daisy!) si è guadagnata l'affetto di numerosi fan in tutto il mondo.

    Ultima ma non ultima è Rosalinda, al debutto per la prima volta in Super Mario Galaxy: magra e slanciata, l'eterea Rosalinda si presenta come un personaggio angelico che fa da madre agli Sfavillotti (ma che all'occasione non disdegna corse sui kart, partite a golf e le innocue risse di Smash Bros). Una curiosità su di lei: in giapponese il suo nome è Rosetta, in inglese Rosalina, in francese Harmonie ed in spagnolo Estela. Nomi diversi per un'unica principessa dello spazio. A prescindere dal fascino serafico di Rosalinda, Super Mario Galaxy rappresenta senza dubbio uno punti più alti raggiunti dalla saga: un gioiello di game design che merita assolutamente di essere recuperato anche su Switch, dove è sbarcato proprio di recente all'interno della raccolta Super Mario 3D All-Stars.

    Da carpentiere a idraulico... e non solo!

    Nel 2016, durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, un enorme tubo verde comparve al centro della scena... per portare alla ribalta l'allora premier giapponese vestito da Super Mario! Purtroppo i Giochi nipponici, previsti per quest'anno, sono stati rinviati a causa dell'emergenza sanitaria legata al Covid-19; rimane un momento storico, un passaggio di consegne che ha portato nelle case di tutto il globo l'immagine dell'idraulico più famoso del mondo. L'episodio la dice lunga sull'influenza di Super Mario, protagonista eroico e dai valori granitici, ambasciatore del soft power del Sol Levante nel mondo.

    E dire che si tratta di un simpatico italiano, almeno stando alle reiterate dichiarazioni del suo creatore e agli inequivocabili "mamma mia!" che hanno reso delizioso il personaggio. La presenza di un fratello di nome Luigi non fa che aumentare i legittimi sospetti sulle sue origini non proprio giapponesi. Tuttavia, è di appena qualche mese fa la dichiarazione shock che ha gettato il seme del dubbio tra i fan: stando alle parole di Masayuki Uemura, ingegnere per Nintendo dal 1972 al 2004 e professore universitario, Mario sarebbe giapponese! Rimane un lecito scetticismo, vista la sua eccellente padronanza della lingua italiana (va detto che lo storico doppiatore, Charles Martinet, è un attore californiano di origini francesi).

    Sempre a proposito dell'italianità dell'icona della Grande N, è impossibile non raccontare l'aneddoto che riguarda Mario Segale. Mario Arnold Segale è stato un imprenditore attivo in progetti di urbanistica nell'area di Seattle. All'inizio degli anni ‘80 Segale aveva affittato a Nintendo un immobile, impiegato dall'azienda giapponese come quartiere generale americano. La compagnia era in difficoltà con le spese, con l'affitto in arretrato: la leggenda narra che Segale, piuttosto contrariato dalla situazione, sia stato convinto dall'allora Presidente di Nintendo of America a pazientare per qualche tempo, anche alla luce dell'imminente debutto nelle sale giochi di un certo Donkey Kong. Mario avrebbe preso il suo nome proprio da Segale, come debito d'onore e come ringraziamento per la gentilezza dimostrata in un momento complicato.

    Il design di Mario è stato inizialmente dettato dalla necessità di venire incontro alle limitazioni grafiche proprie della tecnologia degli anni ‘80. Ad esempio, l'ormai immancabile cappello rosso serviva ad evitare di mostrare i capelli, molto difficili da rendere in maniera realistica su schermo. Allo stesso modo, le basette erano necessarie per distinguere le orecchie, mentre i baffi per separare le labbra dal resto nel volto nello spazio di pochi pixel.

    Inoltre, ben presto Shigeru Miyamoto decise che un comprimario avrebbe reso le sue avventure ancora più indimenticabili: Mario Bros. (1983), creato con la collaborazione del compianto Gunpei Yokoi (progettista del Game Boy, gemma della corona della carriera di un genio), vide la comparsa del fratello di Mario, Luigi. Il suo nome è ispirato a quello di una pizzeria molto frequentata dal personale del quartier generale di Nintendo of America, chiamata "Mario & Luigi's": sicuramente i suoi proprietari non avrebbero mai immaginato di fornire l'idea per uno dei personaggi videoludici di maggiore successo al mondo!

    A questo duetto già esplosivo si aggiunse, ventotto anni fa, Wario, vera e propria nemesi del nostro idraulico baffuto. Super Mario Land 2: 6 Golden Coins (1992) fu un miracolo tecnologico, e a malapena si riuscì a farlo entrare, in tutta la sua grandezza, nella cartuccia dei Game Boy: sicuramente l'ingombrante Wario contribuì a mettere in difficoltà gli sviluppatori di Nintendo. Non solo la W del suo nome rappresenta una M rovesciata, rendendo così palese la sua opposizione a Mario; l'aggettivo warui, in giapponese, significa "cattivo".

    Una ventata d'aria fresca (beh, non sempre freschissima...) in una serie dove i protagonisti sembravano aver preso una piaga troppo politically correct, Wario ha guadagnato un franchise tutto suo, Wario Land, ed è comparso anche in diversi titoli come Mario Golf, Mario Kart e Super Smash Bros. Brawl; stando alle dichiarazioni degli sviluppatori, avrebbe dovuto anche essere inserito come boss in Super Mario 64 (1996) ma sappiamo che non è andata così. E per fortuna: sarebbe stato sicuramente uno scontro maleodorante...

    Tartaruga o drago? Bowser!

    La monarchia assoluta della Principessa Peach ha subito nel corso degli anni più di qualche scossone, quasi sempre per colpa di un aspirante conquistatore del Regno dei Funghi. Il Re dei Koopa è una presenza scomoda e insistente, e in Giappone è addirittura chiamato con l'appellativo onorifico di Daimao ("Grande Re dei demoni"): Bowser è, in breve, l'antagonista per eccellenza della serie. La sua capacità di sputare fuoco ha portato al dubbio che questa tartaruga gigante sia in realtà un drago, ipotesi tuttavia smentita da Nintendo in più occasioni.

    Inizialmente abbozzato da Miyamoto come un bue, l'animatore Takashi Tezuka lo scambiò per una tartaruga: da qui nacque l'idea di rivedere l'aspetto del personaggio e di collegarlo ai già esistenti Koopa. L'enorme taglia di Bowser e i suoi strani poteri lo rendono un ostacolo difficile da superare per Mario, sempre costretto a fare i conti con gli scagnozzi del tartarugone durante i suoi pellegrinaggi per salvare la Principessa Peach dalle sue grinfie. Indimenticabili i Bowserotti Larry, Morton, Wendy, Iggy, Roy, Lemmy e Ludwig, comparsi per la prima volta in Super Mario Bros. 3 (1988) e recentemente annoverati fra i protagonisti dell'ultimo Mario Kart (a proposito, ecco la nostra recensione di Mario Kart Live: Home Circuit). Da non trascurare anche il pestifero Baby Bowser, "nato" - almeno nel mondo videoludico - nel meraviglioso Yoshi's Island (1995) e ritrovato poi come antagonista pure in Super Mario Sunshine.

    Abbiamo visto Bowser persino sull'altare, vestito da sposo, pronto ad impalmare la Principessa Peach in Super Mario Odyssey... ma come al solito i suoi piani non sono stati coronati dal successo sperato. Una piccola chicca finale: dal 2019, Bowser è Presidente di Nintendo of America. La sua prima apparizione dopo la nomina, seguita alle dimissioni di Reggie Fils-Aime, è stata tutta giocata sul suo simpatico cognome, che sembra aver destinato il businessman ad una luminosa carriera nel firmamento Nintendo: il Nintendo Direct dell'E3 2019 è stato quindi co-diretto da Doug Bowser e dalla sua controparte nel Regno dei Funghi!

    Un universo variegato e in continuo cambiamento, dei protagonisti indimenticabili, ormai icone della contemporaneità, e infine dei cattivoni di tutto rispetto: la serie di Super Mario ha tutte le carte in regola per spegnere ancora molte, molte altre candeline! Buon compleanno a tutti gli abitanti del Regno dei Funghi, e ricordate di fare molta attenzione a quei birbanti di Carli Armati!

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