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Svilupparty: Xevorel, Exit Limbo e FlyPunchBoom tra le novità dell'edizione 2018

Seconda parte del nostro reportage da Svilupparty 2018, dove abbiamo visto titoli come Xydonia, Flypunchboom e Omega The Beginning.

speciale Svilupparty: Xevorel, Exit Limbo e FlyPunchBoom tra le novità dell'edizione 2018
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L'edizione 2018 dello Svilupparty è stata un vero spasso, come d'altronde la scorsa e quelle precedenti. L'impressione è che la manifestazione bolognese si faccia ogni anno più grande e frequentata, solidamente sostenuta da quel nucleo fondamentale che l'ha resa speciale fin dagli esordi: per gli sviluppatori si tratta di un'occasione importante per far giocare le proprie opere, e per farsi dare opinioni - informali - da un numero sempre maggiore di avventori, investiti per qualche minuto della carica di appassionati tester. Allo Svilupparty c'è quell'aria positiva ed energica che una scena giovane ed emergente, come quella del panorama indipendente italiano, necessita per crescere. Rispetto allo scorso anno si percepisce, da parte di alcuni gruppi, l'attenzione e il desiderio di avvicinarsi alla portabilità della console simbolo della scorsa e attuale stagione,  quella Nintendo Switch che, con il suo eShop, fa sicuramente gola. C'è la possibilità di mettere sul market un gioco a un costo contenuto, ragionevole, specialmente se basato sul multiplayer locale, reso immediatamente accessibile dalle possibilità offerte dai due Joy-Con. E poi c'è anche la curiosità di rivedere qualche progetto ancora in fase di sviluppo che, rispetto alle scorse edizioni, si presenta con qualche consistente aggiornamento grafico e/o ludico.

Svilupparty 2018: secondo giorno

Xydonia, ad esempio, si porta sul groppone qualche anno di sviluppo, ma Dario Fantini dei Breaking Bytes ci ha rassicurato che i lavori sono a buon punto. Abbiamo giocato a una build sostanzialmente simile a quella dell'anno scorso, ma con qualche aggiunta percepibile; una su tutte la presenza di uno splendido boss di fine livello: Mr Sibamba, una sorta di King Kong mezzo cyborg dotato di armamentario tecnologicamente avanzato.

C'è stato modo di rimettere mano anche su Hard Times, un simulatore sviluppato da Radical Fiction che ci cala negli scomodi panni di un senzatetto urbano. Ivan Preziosi ci racconta che "tutto il gioco è stato riscritto [...]. Ora si possono aggiungere e modificare oggetti, quest, ricette di crafting, negozi, prezzi, vestiti e personalizzazioni dei personaggi (come capigliature e quant'altro). L'idea di base è quella di realizzare un editor user friendly e integrare le API del workshop di Steam per aprire la strada ai contenuti generati dagli utenti. Sono stati introdotti gli animali da compagnia: quelli randagi possono essere addomesticati (cani, gatti e ratti), e dovremo occuparci di loro e nutrirli, altrimenti moriranno di fame. Durante Svilupparty c'è stato sia chi si sacrificava, arrivando a morire di stenti per non togliere cibo al proprio amico a quattro zampe, sia chi addomesticava animaletti solo per farli morire di fame e cibarsene". Sono poi stati aggiornati i sistemi di crafting e di pesca, ed è stata aggiunta una colonna sonora nuova di pacca, composta dai Light The Bob, gruppo del quale Ivan fa parte.

Quel gruppo di splendidi nerd della United Lines Studio ci ha fatto riprovare Sword of Calengal, un action rpg in stile 16 bit. "Prima di tutto - ci fa sapere Daniele Coppola, il direttore del team - abbiamo aggiunto il sistema 3D, che permette al personaggio e ai nemici di salire o cadere da dirupi e scalinate. Abbiamo introdotto un nuovo tipo di ambiente: la montagna innevata, al quale abbiamo aggiunto anche una tormenta di neve, che si farà sempre più intensa man mano che saliremo in quota. Tra le novità c'è il lock on/lock off sui nemici, in modo da poter indirizzare meglio le skill a distanza. Infine, ma non meno importante, abbiamo aggiunto due nuovi mostri: il warg, un lupo molto veloce che, se in gruppo con il suo branco, ti gira attorno prima di attaccarti con il morso, e il necromante, uno scheletro alto e mostruoso che evoca teschi in grado di infliggere danni e mandare in confusione i personaggi".

L'anno scorso Raven Travel Studio si era portato a casa uno dei premi stampa per Fantasy Network, un titolo decisamente ambizioso. Immaginate un gioco a metà strada tra il super cult Tombi (riferimento importante per gli stessi sviluppatori) e un simulatore sociale. Sembra un'idea un po' fuori di testa, e in parte lo è, ma il potenziale del concept è innegabile. Abbiamo giocato per qualche minuto, durante il quale ci siamo allontanati dalla città per andare, tra le foreste, a eliminare qualche mostricciatolo. Recuperato un bel gruzzolo di denaro, siamo tornati in città per rimpinguare il nostro inventario, cosa che ha fatto aumentare la nostra reputazione social (oltre a renderci più forti e resistenti). Reputazione che controlleremo, ovviamente, tramite lo smartphone in dotazione al protagonista.

Dopo aver incassato i frutti delle nostre fatiche, ci siamo rilassati in una sala giochi in riva al mare, dove abbiamo speso qualche gettone con una sorta di Puzzle Bubble. In Fantasy Network i minigiochi sono curati come se fossero titoli a sé stanti, con tanto di boss di fine livello, segreti - che si possono scoprire sugli stessi social del gioco - e una pixel art di grande effetto. Se vi interessa sapere di più su questo gioco, tra l'altro in sviluppo anche per Switch, vi rimandiamo a un articolo di approfondimento che uscirà nei prossimi giorni.

Nuovi Giochi

Ma ora è il momento di spendere qualche parola sui progetti inediti presentati nel corso dell'ultima edizione di Svilupparty. Bravesqueak attrae sin dal primo istante per il suo stile grafico che ricorda le atmosfere dei fumetti di Dave Petersen: ci sono ramarri, ricci, topi e altre creature tipiche delle fiabe classiche da affrontare, in un gdr costituito da combattimenti a turni e apparentemente privo di una trama ben definita. Nella build provata c'erano sono due boss da poter affrontare: una grossa formica e un gufo. Per quanto interessante, Bravesqueak ha chiaramente ancora bisogno di tanto lavoro, visto che, nonostante il nucleo solido, il gioco manca di una UI di base, di una mappa e di un vero sistema di progressione. Un progetto che comunque vale la pena di seguire, anche perché l'art design è davvero interessante.

Flypunchboom è un picchiaduro scritto e disegnato da Gabriele Libera, che si è occupato di ogni aspetto della produzione fatta eccezione per le musiche. Dopo un lavoro di circa due anni, entro la fine del 2018 il titolo dovrebbe sbarcare sui diversi market online. Si tratta di un gioco apparentemente semplice, che però nasconde una complessità ben gestita e risulta dotato di una grande immediatezza. Il modo migliore per goderselo, ovviamente, è in compagnia di un amico in multiplayer, per picchiarsi in allegria tra voli ad alta velocità, combo e la possibilità di scagliare contro l'avversario interi (pezzi di) palazzi. Quello che rende questo gioco veramente godibile è la particolare gestione del sistema di combattimento: una volta che ci saremo lanciati contro l'avversario, vedremo apparire una barra indicante il momento giusto per premere il tasto di attacco. Ad aggiudicarsi il colpo sarà il più preciso e veloce.

A differenza di tanti giochi dove bisogna conoscere a memoria una gran mole di combo, in Fly Punch il requisito essenziale per la vittoria è un buon senso del ritmo. Al primo impatto ci ha ricordato un po' Smash Bros, ma il designer ci ha spiegato che tra le principali fonti d'ispirazione ci sono i vari giochi della serie Dragon Ball. Lo sviluppatore non esclude l'inserimento, in futuro, di una modalità storia sullo stile di quelle dei vecchi Street Fighter, anche perché tutti i personaggi sono stati ideati con una sorta di background narrativo.

Omega: The Beginning è stato sviluppato dai ragazzi di Monkey Tales, presenti l'anno scorso con Prototype. Si tratta di un'avventura grafica in 3D, con personaggi e modelli composti da voxel. Allo Svilupparty abbiamo potuto provare 15 minuti della storia del gioco, che seguirà le vicissitudini di un ragazzo e del suo amico writer, Teni, il quale perderà una gamba a causa di un incidente. Saremo proprio noi, purtroppo, la causa del terribile accadimento, con conseguenze importanti sull'intero arco narrativo. "Vogliamo prendere i giocatori per la pancia - ci ha spiegato il team - e farli ragionare sulla vita". Nella demo abbiamo affrontato un set di enigmi piuttosto semplice, ma ci ha stupito la fluidità della narrazione e la qualità dei dialoghi. Interessante l'aggiunta nella trama di una componente di viaggio nel tempo: nella demo siamo infatti tornati indietro di qualche secolo, arrivando a vestire i panni di Re Enzo di Sardegna.

Piggy' Story, al suo esordio nel contesto delle fiere videoludiche, è la storia di un maialino adottato  dagli umani di un villaggio assolato, recentemente assalito da un esercito di creature mostruose, chiamate puffy puffy, capaci di sputare una sorta di colla velenosa. Uno dei ragazzi dei PxSoft, il gruppo che sta producendo il gioco, ci dice che il titolo è nelle prime fasi di sviluppo, con appena due mesi di lavoro alle spalle. La veste grafica mostra quindi una pixel art colorata e piacevole, ma è chiaro che c'è ancora molto lavoro da fare, in particolare sul fronte delle animazioni. Aspettiamo dunque una build più corposa, perché il progetto sembra piuttosto interessante.

Xevorel è progetto sfaccettato, che unisce elementi di platform, gdr e hack'n'slash, ambientato in un mondo costellato di portali che conducono in luoghi pericolosi, nei quali ci troveremo a vestire i panni di un guerriero, un arciere o un mago. "Il gioco è nato dalla mia frustrazione. Non potevo giocare a Baldur's Gate e allora mi sono inventato un gdr, ma non avevo voglia di scrivere tutti i dialoghi e riprodurre la complessità tipica del genere, quindi ho voluto fare una roba più arcade. Una tipologia di gioco che ricordasse quelli che affrontavo nelle vecchie sale giochi", mi fa sapere il programmatore e game designer di Amberaxe.

Stando alle parole dello sviluppatore, il gioco avrà una trama molto semplice. "Il male è incarnato nella figura di Xevorel, che ha aperto dei portali - spiega il boss di Amberaxe - Gli abitanti del nostro mondo quindi hanno deciso di schierare i loro migliori eroi, costringendoli a lanciarsi in questi portali che dovranno poi distruggere". Il gioco è attualmente in fase di sviluppo per Android e iOS, ma non ci piacerebbe vedere un porting per Switch o PC. Anche perché, oltre l'accattivamente pixel art, si percepiscono buone dinamiche che, se ben gestite e distanti dall'odiato pay to win, potranno garantire al gioco un discreto successo all'interno del mercato mobile.

Quest'anno, tra le scuole presenti, c'era anche la The Sign di Firenze, con un paio di titoli piuttosto interessanti, tra cui l'ironico, ben disegnato, certamente un po' statico, ma sicuramente brillante Nuke Alarm. Denis del Team Zero ce l'ha presentato così: "In Nuke Alarm sei il segretario internazionale di un capo di stato. Come tale devi rispondere alle minacce terroristiche, cercando di capire se si tratta di pericoli reali o di falsi allarmi. Per farlo dovrai analizzare e confrontare attentamente i dati forniti nei tuoi documenti, e scoprire eventuali incongruenze come descrizioni di persone e luoghi sbagliate, date che non coincidono e altro. Se darai la risposta sbagliata, il tuo presidente inizierà a stressarsi fino al punto in cui sgancerà una bomba atomica." Nella pratica, Nuke Alarm si presenta come una sorta di gioco di carte, con un livello di sfida variabile a seconda del presidente servito.

Partiremo quindi con quella che pare un'imitazione di Renzi, per arrivare a servire nientepopodimeno che Kim Jong-un. Sempre sviluppato dagli studenti di The Sign, Trip Tennis Tournament è un frenetico titoli pseudosportivo nel quale bisogna cercare di abbattere gli avversari con furiosi lanci di palla, immersi in atmosfere in stile vaporwave. Divertente in multi locale, ma si attende un bel miglioramento da un punto di vista delle animazioni.

Uno dei monitor più grandi all'interno dello Svilupparty era collegato a uno dei giochi più provati della fiera. Exit Limbo è un beat 'em up dalla grafica portentosa e dal gameplay frenetico, peculiarmente ambientato tra le strade della città di Modena. Nel gioco di Virtual Craft vestiamo i panni di un rinoceronte antropomorfo e decisamente forzuto (che ci ha ricordato vagamente un Maximillian Greco degli Street Sharks o Rocksteady delle Tartarughe Ninja), intento ad affrontare una quantità notevole di altri animali umanizzati, molto poco inclini al dialogo. Il gioco ospita forti rimandi a titoli gloriosi come Cadillac and Dinosaurs o Battletoads Battlemaniacs, ma con la differenza di un comparto grafico 3D di ottima fattura, godibilissimo soprattutto durante le cutscene.  

"Mr Rhino è un'abitante della città, vive un malessere interiore dato dalla consapevolezza di una società che non lo accetta - ci ha spiegato Daniel Nicopòlis, l'autore del gioco - Il disagio psicologico sfocia in una sorta di viaggio mentale: Modena come proiezione della sua mente, e tutti i mostri che si vedono fanno parte di quel trip. [...] La scelta di avere un rinoceronte per protagonista nasce da un'idera del nostro art director, che è di origine sudafricana ed è particolarmente legato all'animale. Il suo vissuto da un continente all'altro ha portato con sé un insieme di emozioni, che ha poi estremizzato nel design di un personaggio con una parte animalesca che prende il sopravvento. Questo aspetto sarà molto probabilmente enfatizzato nella prima parte del gioco. Ogni stage avrà determinati nemici e sfide da affrontare, perché vogliamo offrire ai giocatori un'esperienza ricca di varietà.".

Insomma, anche quest'anno lo Svilupparty ha dato senz'altro prova di una cosa: che al netto di possibilità economiche (e a volte anche tecniche) non esorbitanti, c'è tanta voglia di sperimentare col medium videoludico, di spingerlo verso territori inesplorati. Ed è un intento che vale assolutamente la pena di sostenere