Sword Art Online: origini, evoluzione e incongruenze del gameverse di SAO

Composto ormai da sette episodi, il gameverse di SAO ha originato una linea temporale parallela a quella esplorata dall'anime.

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  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Il fenomeno di Sword Art Online sarà anche esploso a livello globale soltanto a partire da quel fatidico luglio 2012, quando la prima stagione dell'anime esordì sul circuito televisivo nipponico, ma l'immaginario di Reki Kawahara ha origini molto più "antiche", in quanto l'autore, già tra il 2002 ed il 2008, ne pubblicò i primi volumi sotto forma di web novel sul proprio sito web. Con l'avvento della tardiva edizione cartacea e della sua trasposizione animata, SAO è poi diventato un franchise noto in tutto il globo e ha quindi continuato ad espandersi a macchia d'olio, accogliendo al suo interno non solo nuovi anime, manga o romanzi, ma anche una nutrita selezione di videogiochi.

    Episodio dopo episodio, proprio questi ultimi hanno portato alla nascita di un universo parallelo, autonomo e per certi versi persino più intrigante di quello canonico. Dal momento che il recente Sword Art Online: Alicization Lycoris ha invece adattato una contingente porzione di storia del quasi omonimo arco narrativo dell'anime (per tutti i dettagli consultate la nostra recensione di Sword Art Online: Alicization Lycoris), generando non poca confusione sia tra i fan che tra i curiosi, abbiamo preparato una sorta di "guida introduttiva" all'universo videoludico di SAO, al fine di spiegare nel dettaglio quando sia nato il cosiddetto Gameverse e come si sia progressivamente evoluto. Allacciate le cinture e preparatevi a far tornare indietro di qualche anno i vostri orologi.

    Infinity Moment - L'effetto farfalla

    Il nostro viaggio alla scoperta del Gameverse di SAO ha inizio subito dopo la messa in onda della prima stagione dell'anime, quando Bandai Namco Entertainment, intenzionata a cavalcare lo straordinario successo del brand, decise di commissionare un JRPG al pressoché sconosciuto team di Aquria. Neanche un anno dopo, Sword Art Online: Infinity Moment esordì ufficialmente su PlayStation Portable, invitando tutti i fan giapponesi a calarsi per la prima volta nei panni dello Spadaccino Nero. Ambientato nell'affascinante castello fluttuante di Aincrad, che abbiamo appunto ammirato durante i primi quattordici episodi della serie (qualora non abbiate mai visto la prima stagione vi suggeriamo di recuperare la nostra recensione di Sword Art Online), Infinity Moment vide naturalmente come suo protagonista il giovane Kirito, la cui avventura non iniziò però dal primo piano del castello, bensì dall'acceso scontro finale combattuto al 75°. Una scelta alquanto curiosa, direte voi, soprattutto se consideriamo che proprio quel combattimento, nell'anime, fece calare il sipario sulla saga di Aincrad.

    In Infinity Moment, ad ogni modo, un glitch insorto durante l'ultimo scambio di colpi tra Kirito e il suo più carismatico avversario di sempre generò un'improvvisa e inarrestabile anomalia nel sistema, che tra le altre cose fece svanire nel nulla l'alter ego del geniale Kayaba Akihiko e portò tutti i membri dell'avanguardia a sospettare che fosse perito in seguito all'ultimo affondo portato a segno dallo Spadaccino Nero. Diversamente da quanto accaduto nell'universo canonico, Kirito e gli altri giocatori di SAO non fecero forzatamente ritorno nel mondo reale, ma poterono salire all'inedito 76° di Aincrad, dove appunto avrebbe avuto inizio l'avventura originale raccontata in Sword Art Online: Infinity Moment.

    Senza scendere troppo nel dettaglio, così da non rovinare il piacere della sorpresa a chiunque non vi abbia ancora giocato, tale evento generò di conseguenza una linea temporale slegata a parallela a quella che conosciamo, che di lì a poco avrebbe portato il cast e i fan di SAO a esplorare per la prima volta i 25 piani rimanenti e a salire fino al meraviglioso Ruby Palace. Ricorrendo a validi espedienti narrativi, gli sceneggiatori coinvolsero e trascinarono su Aincrad persino Leafa e Sinon, rispettivamente protagoniste del secondo e terzo arco narrativo di SAO, in modo tale che al gruppo di Kirito non mancasse proprio nessuno. Anzi, il suo già nutrito harem accolse persino un affascinante e simpatico personaggio originale di nome Strea, il cui segreto avrebbe portato avanti una preziosa sottotrama dal sapore tragicomico.

    Hollow Fragment

    Nonostante l'edizione originale di Infinity Moment non abbia mai varcato i confini del paese del Sol Levante, il titolo è comunque arrivato anche in Occidente come parte integrante di Sword Art Online: Hollow Fragment, in quanto il gioco inizialmente pubblicato in esclusiva su PS Vita includeva sia il proprio predecessore che un nuovo titolo ambientato in un'area sconosciuta di Aincrad.

    In quella che potremmo considerare un'edizione corretta e riveduta del capostipite, Kirito venne infatti teletrasportato nella cosiddetta Hollow Area subito dopo la battaglia con Heathcliff al 75° piano del castello di fluttuante, dove lo Spadaccino Nero si imbatté per puro caso in una giocatrice in fuga da un mostruoso Skull Reaper. Schiva e caratterizzata da un cursore arancione sulla testa, tipico dei Player Killer (PK), in seguito all'anomalia descritta nel paragrafo precedente la fanciulla era costretta a vivere in totale solitudine all'interno di una vasta area inaccessibile agli altri giocatori, e per qualche misteriosa ragione non poteva in alcun modo lasciarla.

    Scegliendo di credere al racconto della fredda Philia, che dietro la maschera da dura nascondeva una personalità gentile e socievole, Kirito dovette quindi alternare la conquista dei piani di Aincrad alla totale esplorazione della Hollow Area, dove la sua nuova amica lo attendeva di volta in volta.

    Sebbene il contenuto inedito della riedizione fosse affetto da una longevità assai ridotta, specie se paragonata alla ricca campagna principale, la decisione di incastrare la storia di Philia e della misteriosa Hollow Area durante i fatti di Infinity Moment rappresentò una roboante dichiarazione di intenti da parte di Bandai Namco. Se il primo RPG di SAO, con la sua differente linea temporale, poteva rimanere un caso isolato, dopo Hollow Fragment la volontà di perseverare e creare un universo parallelo, con trame e personaggi originali al 100%, apparve subito lapalissiana. Anche perché personaggi come Philia o la stessa Strea (la cui storyline venne modificata attraverso una retcon apportata alla versione PS4 di Hollow Fragment, affinché la formosa spadaccina potesse comparire anche nei successivi episodi) si erano nel frattempo ritagliate un posto speciale nel cuore dei fan di SAO.

    Recensione di Sword Art Online: Hollow Fragment

    Lost Song

    Cronologicamente collocato dopo gli eventi dei suoi predecessori e sviluppato stavolta dallo studio Artdink, Sword Art Online: Lost Song si lasciò alle spalle il castello fluttuante di Aincrad per affacciarsi stavolta su una realtà virtuale assai diversa, dove i personaggi potevano addirittura sfrecciare ad alta quota e combattere a mezz'aria: ALfheim Online, ossia il mondo visitato nella seconda parte della prima stagione dell'anime. Per la precisione, nel gioco non vennero ricreate le zone visitate da Kirito e Leafa durante l'arco narrativo di Fairy Dance, bensì una serie di isole che, nel complesso, andarono a formare il territorio noto come Svart ALfheim. Appena implementato, almeno secondo la narrazione, e ispirato più che mai alla mitologia norrena, il suddetto arcipelago di isole nel cielo suscitò immediatamente la curiosità dello Spadaccino Nero e di tutti i suoi numerosi compagni, che come prevedibile provarono a completare Svart ALfheim prima di chiunque altro.

    Un obbiettivo comunque condiviso con molti altri giocatori e soprattutto coi membri della folta gilda Shamrock, capeggiata da due personaggi originali e abbastanza interessanti: Seven, idol dodicenne nel mondo virtuale e bambina prodigio in quello reale, nonché leader suprema della gilda, ed il vicecomandante Sumeragi, guardia del corpo della giovanissima scienziata e da tutti considerato il più forte giocatore di ALO.

    Peccato solo che, tra tutti i giochi di SAO, Lost Song sia stato senza dubbio quello con la sceneggiatura più inconsistente, anche a causa del ruolo affidato ai suoi antagonisti, che per il 90% della campagna sembravano solo dei rivali mossi dal puro e genuino spirito di competizione. Quasi del tutto privo di un filo conduttore, l'unico vero merito di Lost Song è stato l'aver introdotto nel Gameverse una ricca selezione di personaggi, tra i quali citiamo Sakuya, Alicia Rue, Yuuki e Lux (una Sylph presente solo nel manga Sword Art Online: Girls' Ops). A queste vanno infine aggiunte la splendida Rain, una Leprechaun misteriosa, bugiardella e dal passato infelice, che nell'ombra continuava a spiare e inseguire il gruppo di Kirito, e Black Lotus, un personaggio crossover proveniente dall'universo di Accel World.

    Recensione di Sword Art Online: Lost Song

    Hollow Realization

    Se escludiamo la contenuta e già menzionata Hollow Area, Sword Art Online: Hollow Realization è stato il primo tie-in di SAO a catapultarci in una vastissima realtà virtuale non tratta dai romanzi di Reki Kawahara. Nuovamente sviluppato dal team di Aquria, era infatti ambientato in un mondo ispirato al castello fluttuante di Kayaba Akihiko, tant'è che questo venne chiamato Ainground: una sorta di Aincrad sulla terraferma, senza i piani da scalare e soprattutto privo delle mortali meccaniche dell'originale SAO. Nella versione beta del nuovo Sword Art: Origin, infatti, erano solo gli NPC a rischiare la totale cancellazione, se privati della vita dai giocatori. Invitati da Seven a partecipare alla beta del nuovo VRMMORPG, Kirito e compagnia cantante realizzarono solo col tempo la preoccupante verità e finirono per "adottare" una misteriosa NPC priva di nome, scopo e personalità, che in seguito venne ribattezzata Premiere.

    A questo giro, quindi, l'obiettivo dello Spadaccino Nero e i suoi divenne quello di proteggere dalla cancellazione la fanciulla dall'aspetto poco più grande di Yui e capire per quale ragione non avesse un background o la benché minima funzione. Una missione bizzarra e lodevole al tempo stesso, che portò i caparbi esploratori di VRMMORPG a perlustrare ogni singolo anfratto di Ainground e a cadere nelle grinfie del corrotto Genesis, un potentissimo cheater equipaggiato con uno spadone.

    Hollow Realization è stato il primo SAO a ricevere dei DLC di storia ambientati dopo la conclusione della campagna finale, anche perché questa aveva lasciato ai giocatori tanti dubbi e poche risposte, soprattutto riguardo la connessione fra la stessa Premiere e la diabolica principale antagonista della vicenda. Il tie-in detiene purtroppo anche un altro primato: è stato il primo SAO a presentare delle incongruenze narrative con gli altri titoli del Gameverse, in questo caso rappresentate dalla presenza (nel terzo e ultimo DLC) di Eugeo e Alice da Sword Art Online: Alicization. Un problema che, come vedremo a breve, sarebbe poi diventato ricorrente.

    Recensione di Sword Art Online: Hollow Realization

    Millennium Twilight

    A distanza di qualche anno dal suo esordio sul mercato, Accel World VS. Sword Art Online: Millennium Twilight è ancora oggi oggetto di dibattito tra i fan del Gameverse di SAO, a causa della sua complicata (e parzialmente irrisolvibile) collocazione temporale. Sviluppato da Artdink, il tie-in è nato in realtà come sequel diretto di Sword Art Online: Lost Song, dal quale ha ereditato buona parte delle aree esplorabili, una pletora di personaggi giocabili e naturalmente tutte le meccaniche di gioco. Ambientato su ALO, Millennium Twilight rappresenta inoltre il definitivo punto di incontro tra Accel World e SAO, che già si erano brevemente "scontrati" in una sfida extra di Lost Song: il preoccupante fenomeno dell'Erosione provoca la progressiva e inspiegabile fusione tra il Regno delle Fate e quello del Brain Burst, ossia un gioco virtuale di un futuro lontano ben 21 anni dal presente e nel quale "vivono" i personaggi di Accel World.

    Non solo i due mondi iniziano a sovrapporsi, con conseguenze potenzialmente disastrose per entrambi, ma Yui viene rapita dall'enigmatica Persona Vabel, la quale la sigilla in una torre protetta da un mostro gigantesco e apparentemente invincibile. Per salvare la piccola intelligenza artificiale e salvaguardare le rispettive realtà virtuali, tutti gli eroi di entrambi i mondi sono quindi costretti a mettere da parte le proprie divergenze e a collaborare per sventare il piano dell'autoproclamata "Strega del Tempo", la quale sembrerebbe mossa da un rancore profondo e incontenibile.

    Come accennato poc'anzi, è impossibile stabilire con assoluta certezza la precisa collocazione cronologica di Accel World VS. Sword Art Online: Millennium Twilight all'interno del vasto Gameverse di SAO. Eppure, ignorando del tutto il contenuto del suo discutibile DLC (nel quale compaiono di nuovo Eugeo e Alice), il tie-in può comunque incastrarsi - non senza qualche piccola incongruenza - tra la conclusione della campagna principale di Hollow Realization e l'inizio del suo primo contenuto scaricabile, in quanto un importante evento del suo predecessore si ricollega direttamente ad un dialogo tenuto da Kirito e Sinon nelle prime battute del crossover. La ragazza comunica infatti all'eroe di aver iniziato anche GGO, la cui creazione è però avvenuta solo dopo la diffusione del World Seed, ossia un pacchetto open source che nel Gameverse di SAO è stato distribuito solo durante le ultime battute di Hollow Realization.

    Recensione di Accel World VS Sword Art Online

    Fatal Bullet

    Col senno di poi, la suddetta rivelazione di Sinon aveva in effetti il compito di anticipare (in maniera neanche troppo velata) lo sviluppo di un'incarnazione del Gameverse ambientata all'interno del mondo di Gun Gale Online: una realtà virtuale dove le bocche di fuoco e qualche spada laser hanno preso il posto delle armi bianche utilizzate fino a quel momento da Kirito e compagni. Sword Art Online: Fatal Bullet, a oggi, è anche l'unico gioco di SAO a non avere lo Spadaccino Nero per protagonista, bensì un avatar interamente personalizzabile e purtroppo muto, che nelle prime battute della campagna entra in possesso di una rara ArFA-sys Type-X, ovvero un'androide dotata di un'Intelligenza Artificiale e programmata per obbedire a ogni ordine del proprietario. L'androide, che tra le altre cose può assistere il padrone in battaglia e gestire i fondi ottenuti durante le missioni, è la chiave per risolvere il mistero legato alla gigantesca nave spaziale introdotta dall'ultimo aggiornamento GGO e che a quanto pare può essere esplorata soltanto se si è in possesso di una qualsiasi ArFa-sys.

    Se la campagna di Fatal Bullet è caratterizzata da una storia, dei protagonisti e naturalmente un antagonista al 100% originale, la Modalità Kirito riprende invece alcuni elementi dell'arco narrativo di Phantom Bullet, durante la quale compaiono non solo i vari concorrenti del Bullet of Bullets, ma anche l'inquietante e minaccioso Death Gun, ossia il principale antagonista della seconda stagione dell'anime di SAO.

    Seguendo la scia di Hollow Realization, il supporto post-lancio di Fatal Bullet include invece una storia inedita che si incastra prima dello scontro finale ed è raccontata attraverso tre DLC, che tra le altre cose introducono un villain dalla personalità atipica, un po' burlona e maledettamente imprevedibile. Il vero scopo del Season Pass, ad ogni modo, era probabilmente quello di seminare indizi circa il futuro del Gameverse, in quanto un breve teaser segreto mostrava per la prima volta uno dei principali antagonisti della seconda parte di Sword Art Online: Alicization, anticipando un suo probabile coinvolgimento nel gioco successivo o, comunque, in un eventuale sequel di Fatal Bullet.

    Recensione di Sword Art Online: Fatal Bullet

    Alicization Lycoris

    L'ultima tappa del nostro viaggio nel tempo non può che essere il recente Sword Art Online: Alicization Lycoris che, come anticipato nell'introduzione, ha rimescolato non poco le carte in tavola. Questo perché la trama del prodotto è divisa in sei capitoli, di cui uno ricalca fedelmente gli eventi verificatisi durante la superba prima metà dell'arco narrativo di Alicization. Risvegliatosi all'interno dell'Underworld, Kirito instaura un profondo rapporto di amicizia col taglialegna Eugeo e, dopo averlo aiutato a completare il suo Sacro Compito, parte alla volta di Centoria per provare a mettersi in contatto col mondo esterno. Lungo la strada i due ragazzi fanno amicizia con la splendida Medina Orthinanos, un'abile spadaccina dai capelli rossi che discende da una nobile famiglia caduta in disgrazia ed esiliata dalla perfida Administrator. Mentre i nostri eroi seguiranno fedelmente la trama dell'anime, che quindi li condurrà a imbattersi in Alice e ad affrontare in campo aperto la stessa Chiesa Assiomatica, Medina farà di tutto per realizzare il suo sogno: ripristinare il buon nome della famiglia e dimostrare di non essere "difettosa".

    Al termine della difficile battaglia con Quinella, che in ogni caso presenta delle grosse differenze rispetto a quanto visto nell'anime e nei romanzi di Kawahara, proprio la figura di Medina assumerà il ruolo di colonna portante dell'intreccio, in quanto le sue azioni e decisioni avranno delle considerevoli conseguenze, sia per Kirito e compagni che per lo stesso Underworld.

    Come recentemente rivelato da Yousuke Futami, producer degli adattamenti videoludici di SAO, Lycoris potrebbe essere l'ultimo tassello della storia di Kirito raccontata dal Gameverse, implicando che i futuri episodi della serie avranno dei personaggi originali o comunque degli avatar personalizzabili come quello di Fatal Bullet. Prima di congedarci da Kirito e scoprire cosa Bandai Namco abbia in serbo per quello che, al pari di Tales of, è ormai diventato uno dei suoi brand di punta, dovremo però fare i conti con la già annunciata espansione di Lycoris, che nei prossimi mesi verrà pubblicata attraverso due DLC. E chissà che proprio questi, ricollegandosi al teaser segreto di Fatal Bullet, non finiscano addirittura per proporci una storia vagamente ispirata ai sanguinosi eventi di War of Underworld e inscenare la tanto attesa (e a questo punto inevitabile) battaglia finale fra lo Spadaccino Nero e il temibile Subtilizer.

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