Tekken 7: Kunimitsu e tutte le altre novità della Stagione 4

Diamo una occhiata al nuovo update di Tekken 7, che porta il gioco alla sua season 4 con l'introduzione di un nuovo personaggio e un netcode granitico.

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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Quello di Tekken è un nome con un posto speciale nell'immaginario collettivo dei videogiocatori. E' un picchiaduro che è riuscito a varcare i confini del proprio genere, diventando un fenomeno di massa e coinvolgendo anche giocatori non proprio avvezzi alle peripezie di Kazuya e company. Qualunque figlio degli anni '90 che non abbia provato almeno una volta a "spammare" attacchi con Eddy, usando una copia più o meno legale di Tekken 3 su PSX, o ha vissuto sotto una roccia o mente spudoratamente. Il picchiaduro Namco è un cult transgenerazionale, ed assieme a Street Fighter (qui potrete leggere la nostra recensione di Street Fighter 5 Champion Edition) si contende il titolo di beat 'em up più rappresentativo della storia. La domanda da porsi di fronte all'ultima incarnazione current (ormai quasi "old") gen è: si può migliorare un prodotto già quasi perfetto? Nell'articolo a seguire cercheremo di darvi una risposta.

    Un mare di novità

    La maggior parte dei picchiaduro mainstream ha ormai abbracciato la collaudata filosofia del "game as a service", rinnovandosi periodicamente con bilanciamenti dedicati al roster (che non mancano mai di causare polemiche all'interno della community), nuovi personaggi e meccaniche inedite. Tekken 7 non fa eccezione, ma questa season 4 è più ricca del solito: oltre ai consueti DLC e agli interventi di bilanciamento si associa infatti un nuovo, fiammante, netcode. Ma andiamo con ordine, analizzando per prima la nuova arrivata di questa (ultima?) stagione contenutistica: Kunimitsu, uno dei personaggi più strambi del picchiaduro di Bandai Namco. Originariamente, la kunoichi e Nina Williams avrebbero dovuto essere lo stesso personaggio, come si evince dalle concept art, ma l'idea è stata presto scartata, dando origine a due differenti lottatori. Nel primo episodio di Tekken, Kunimitsu presentava dei tratti somatici mascolini e una voce gutturale: si trattava praticamente di un "palette swap" di Yoshimitsu, utilizzato quasi come personaggio filler.

    Nel secondo capitolo della serie, la ninja assume lineamenti più dolci e sinuosi, e una voce femminile, a testimonianza delle idee confuse degli sviluppatori. La sua lore personale viene approfondita, e viene identificata come una kunoichi reietta del clan Manji (lo stesso di Yoshimitsu), esiliata a causa di alcuni furti e costretta ad aggiustare condizionatori (si, condizionatori) per sopravvivere.

    Non avendo grandi idee per l'evoluzione del personaggio, gli sviluppatori decisero quindi di tagliarla fuori dagli episodi successivi. Kunimitsu tornerà nei "dream match" di Tekken Tag Tournament 1 e 2, in cui troviamo una sua incarnazione più moderna e "matura" dal punto di vista del moveset. La sua comparsa in quest'ultimo capitolo della serie fa parte del "canon" dell'Iron Fist Tournament, e di conseguenza Bandai Namco ha pensato aduna nuova storyline: questa nuova versione è in realtà la figlia della prima Kunimitsu, determinata a riappropriarsi della spada appartenuta alla famiglia per generazioni, allo scopo di risollevare il morale della madre malata. Una sorta di "hard reset" da parte di Bandai Namco, che così facendo apre il personaggio a nuovi potenziali sviluppi svincolandolo dal suo confuso passato.

    Tecnica ma facile?

    La ninja ha un moveset che per certi versi ricorda la sua ultima incarnazione ( quella di Tekken Tag Tournament 2), ma con alcune importanti innovazioni. Visto che Kunimitsu non è mai stata una lottatrice gettonata tra i giocatori competitivi, Harada e co. hanno deciso di dotarla di nuove spettacolari animazioni e di un kunai utilizzabile come proiettile per cogliere gli avversari di sorpresa, dandole una personalità ludica più unica e riconoscibile. L'ultima arrivata nel roster è dotata di molteplici "stance", con cui può variare l'approccio offensivo e prendere di sorpresa i propri avversari. Queste posizioni modificano il suo moveset, e lo stesso tasto tasto premuto in una stance piuttosto che un'altra dà vita a sequenze di colpi completamente diverse. Fondamentale è il gioco di counter hit: le transizioni tra le stance possono sempre essere interrotte dai colpi dell'avversario, ma ogni passaggio può essere intervallato con una tecnica che permette a Kunimitsu di colpire l'avversario prima del suo attacco. Questo "mindgame" è necessario per rendere la ninja un personaggio competitivo, e richiede la memorizzazione di tutte le stance e di tutte le transizioni.

    Raccontata così, Kunimitsu sembra un personaggio molto tecnico e fuori dalla portata dei novizi, ma in realtà le sue combo sono piuttosto semplici da eseguire, e quindi imparare le varie combinazioni di colpi è di fatto un mero sforzo mnemonico. Dedicando un po' di tempo alla kunoichi, presto sarete in grado di effettuare transizioni e combo spettacolari, prendendo di sorpresa il vostro avversario che non saprà quando premere un tasto e verrà sommerso di counter hit. La domanda che il vostro avversario dovrà sempre porsi è la seguente: è meglio premere un tasto rischiando un counter hit o parare lasciando Kunimitsu libera di passare da una stance all'altra?

    Il principale punto di forza del personaggio risiede nella stringa 11 (quadrato, quadrato) e le sue innumerevoli variazioni: avremo una variante (112) in grado di prendere in counter hit l'avversario che proverà ad interromperla, una (114) che potrà essere invece interrotta ma, se parata, permetterà a Kunimitsu di proseguire la sua offensiva, e tante altre. Il moveset della lottatrice risulta quindi abbastanza completo e versatile, con punizioni velocissime in "while standing" (mentre ci si rialza) e mosse in grado di coprire distanze notevoli. Per questo motivo la kunoichi è stata ben accolta dai giocatori competitivi, che la considerano un'aggiunta solida e divertente al roster.

    Un cast completamente ribilanciato

    Con l'arrivo della season 4, l'intero roster ha ricevuto modifiche importanti, con nuove mosse e "frame data" interamente rivisti. È stato ad esempio tarato al ribasso il danno inflitto da Akuma, per impedirgli di eseguire la "death combo" che tanto scalpore ha generato nella scena competitiva, e la stessa sorte è toccata ad altri personaggi del roster.

    Di contro, però, Bandai Namco ha provveduto a potenziare tutti i lottatori considerati poco performanti: gli sviluppatori hanno cercato di sistemare alcune falle sistemiche in specifici moveset, nel tentativo di migliorare in maniera consistente il bilanciamento generale. Come al solito, fare un'accurata analisi del metagame è praticamente impossibile, specialmente a pochi giorni dalla release dell'aggiornamento. Bisognerà quindi dare al titolo il tempo di "respirare", e permettere ai top player di scoprire tutte le nuove strategie disponibili.

    Il nuovo netcode

    La più importante delle novità, come anticipato, riguarda però l'infrastruttura di rete del titolo: il netcode è appena passato dall'essere mediocre ad elevarsi come nuovo termine di paragone per i picchiaduro online. Dopo un paio di giorni di prova non siamo ancora riusciti a capire se si tratta di rollback puro o ibrido. Solitamente chi vi scrive utilizza un semplice metodo per capire di che tipo di netcode si tratta: nel caso del rollback, il lag si traduce in animazioni tagliate, mentre con il delay si percepisce un certo ritardo nella reattività dei comandi. Questa operazione risulta particolarmente difficile nel caso della Season 4 di Tekken 7, perché il gioco semplicemente non lagga. Abbiamo effettuato test transoceanici, Europa vs USA, via cavo vs wi-fi, West Coast vs East Coast, e in nessuno di questi scenari abbiamo riscontrato il minimo problema. Come Harada sia riuscito a fare questo miracolo non è dato saperlo, ma una cosa è certa: il nuovo netcode di Tekken 7 (qui la recensione di Tekken 7) si colloca nell'Olimpo delle migliori esperienze "picchiaduristiche" online della storia, assieme a Killer Instinct e Mortal Kombat. Bandai Namco è riuscita a sistemare (anche se a distanza di molti anni dall'uscita) l'unica grande falla della produzione, che adesso è senza ombra di dubbio il miglior picchiaduro di questa generazione. Gli altri sviluppatori (o anche la stessa Bandai Namco, nel caso di Dragonball FighterZ) dovranno necessariamente adeguarsi a questo standard, se non vorranno essere lasciati indietro.

    Tekken 7 Il King of Iron Fist Tournament è tornato in grande splendore, con un cast rinnovato, nuovi personaggi DLC ed un netcode che spazza via ogni altra esperienza online provata fin'ora. Non giocarci è un delitto, e passare a Tekken è adesso caldamente consigliato. Unitevi all'hype train ragazzi, perchè ci troviamo davanti al primo assaggio del futuro dei picchiaduro!

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