Tekken: i cinque migliori personaggi della serie

Prima di conoscere i nuovi lottatori di Tekken 7, vi presentiamo la nostra personalissima Top 5 sui migliori personaggi della serie.

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  • Al Torneo del Pugno di Ferro si iscrivono atleti provenienti da ogni parte del mondo. Sono guerrieri di sesso, età e razza diversi, nel cui novero si aggiunge persino qualche simpatico animale con la strana passione per le arti marziali. Cambiano, insomma, la loro etnia, il loro accento e le loro motivazioni. Eppure, sono tutti accomunati dal medesimo obiettivo: conquistare la vittoria. Che sia mosso da puro agonismo, dall'ambizione di potere, dal desiderio di fama o da un feroce sentimento di rivalsa, ogni contendente ha una propria ragione per cui lottare. Il cast di personaggi della serie Tekken - nel corso degli anni - si è ampliato sempre di più, dando forma ad un roster tra i più stratificati e variegati della storia dei picchiaduro. Scegliere i protagonisti migliori della saga è un'impresa titanica e quasi impossibile: tuttavia, mentre aspettiamo di conoscere gli inediti lottatori che il settimo capitolo aggiungerà alla lista, abbiamo provato a selezionare i nostri cinque campioni prediletti. Si tratta di un elenco redatto esclusivamente in base ai nostri gusti: fateci sapere - nei commenti - qual è, invece, la vostra personalissima TOP 5.

    Kazuya Mishima

    Sguardo torvo, cuore ottenebrato dalla sete di vendetta e animo posseduto da una terrificante entità demoniaca: Kazuya Mishima è uno dei personaggi più sfaccettati della serie. Nei vari episodi che compongono la storyline di Tekken, il primogenito di Heihachi intraprende un percorso di crescita personale, che lo condurrà, tra dolori e sofferenze, alla guida di un impero. Come un novello Napoleone, anche Kazuya "cadde, risorse e giacque": la sua vicenda è l'epopea di un figlio ferito, tradito dal sangue paterno che - quand'era ancora piccolo - lo ha gettato spartanamente dalla cima di un dirupo scosceso; ma è anche la storia di un uomo piegato dall'odio e, per un breve istante, persino curato dall'amore della candida e mite Jun Kazama, dalla quale avrebbe avuto un figlio, Jin, che erediterà il cognome materno, quasi a rinnegare le sue origini.

    Per i Mishima, del resto, non c'è speranza di redenzione: il loro destino è quello di fronteggiarsi, l'uno contro l'altro armati, avvolti dal turbinio di un conflitto eterno. E così Kazuya, privo d'alcun sollievo, subirà sulla sua pelle i colpi di Heihachi e di Jin, continuando a versare costantemente il "sangue del suo sangue". La sua forza d'animo è talmente spropositata, tuttavia, che persino il feroce male che alberga nel suo petto e nelle sue vene, quel Devil il cui potere è tanto ambito da Heihachi, viene domato, contenuto e finanche controllato. Quando scomparve dal roster di Tekken 3 abbiamo sentito fortemente la sua mancanza, per poi seguirne con passione le gesta, capitolo dopo capitolo, fino a quella che sembra essere la resa dei conti definitiva in Fated Retribution, il torneo che concluderà l'epopea dei Mishima. Chissà se, al termine di quest'ultima battaglia, potremo rivederlo ancora.

    Nina Williams

    La letale assassina irlandese è uno dei pochi personaggi del roster ad essere apparsa - almeno fino ad ora - in tutti i capitoli della saga: nel tempo, non a caso, è divenuta una lottatrice talmente iconica da meritare persino uno spin-off tutto suo (sebbene sia meglio rimuovere dalla memoria di ogni videogiocatore l'orribile Death By Degrees). Proprio come si addice ad una spietata killer su commissione, anche il carattere di Nina è stato temprato da un passato burrascoso, costellato di lutti, segreti e rivalità famigliari. Algida, bellissima e mortale, Nina si è dimostrata una figura ricorrente all'interno del franchise non soltanto per la sua prorompente sessualità (che - a differenza di quanto avviene per la sorella Anna - raramente sfocia nel semplicistico fan service), quanto perché la sua storia privata s'intreccia e si sovrappone a quella del clan Mishima.

    Nel corso dei diversi archi narrativi, riscopriamo allora una protagonista sempre più "umana", anche lei - come Kazuya - perennemente in lotta con la propria parentela: dietro all'odio tra le due sorelle si cela una tragedia avvenuta molto tempo prima, che ha segnato uno spartiacque profondo nella sua personalità. D'altronde, quel suo sguardo di "ghiaccio" è la diretta conseguenza di una lunga sfilza di tormenti: per la sua abilità combattiva, Nina è stata spesso sfruttata senza alcun ritegno, ora come agente segreto, ora come sicario a pagamento, ora come fantoccio sotto l'influenza demoniaca (è il caso di Ogre), ora come cavia durante il suo lungo sonno criogenico. È forse per questo che mostra tanta - e sincera - fedeltà verso chi - come Jin - l'ha liberata dall'influenza del male, trattandola come un essere umano. Nonostante le sue capacità omicide, del resto, la Williams non ha mai rinunciato alla sua femminilità, indossando tutine piuttosto attillate che mettono in risalto le sue curve, ed anche vertiginosi (e dolorosi) tacchi a spillo. In Tekken 7 la incontriamo, invece, vestita con un abito da sposa logoro e sporco: e non vediamo l'ora di scoprirne il motivo.

    Eddy Gordo

    Inutile negarlo: Eddy Gordo ha uno stile unico ed inimitabile. L'arte della capoeira che il brasiliano padroneggia con incredibile abilità permette di dar vita a scontri virtuosi, funambolici e spettacolari, nei quali la delicatezza della danza si mescola all'efficacia delle tecniche d'autodifesa. È questo uno dei motivi per cui Eddy è tra i membri del roster più utilizzati dai giocatori "casual": la velocità e l'imprevedibilità delle sue mosse, la facilità con cui è possibile inanellare combo vorticose e potentissime lo rendono un'arma assai versatile nelle mani dei più inesperti. Di contro, a causa di una simile intuitività, il guerriero ha finito per essere stigmatizzato dagli utenti più smaliziati, consapevoli che Eddy sia un personaggio nato per essere padroneggiato senza troppa fatica: il che è un vero peccato, perché - in realtà - Gordo rappresenta un raro, e meraviglioso, equilibrio tra immediatezza e tecnicismo, un lottatore che coniuga a dovere la semplicità del control scheme con una considerevole varietà e profondità del moveset.

    Ma non solo: al di là del suo indiscutibile piglio smargiasso e "cool", ciò che colpisce maggiormente di Eddy è la sua tendenza a sacrificarsi, senza alcun indugio, per il bene delle persone che ama. Anche lui, al pari di altri protagonisti, è reduce da un passato traumatico, che lo ha condotto tra le fila dell'Iron Fist Tournament e tra le milizie della Tekken Force, in cui ha finito per immolare la sua anima pur di salvare il proprio mentore da morte certa. È questo miscuglio tra la l'allegria tipicamente sudamericana (con colori e musiche travolgenti) e la tristezza che alberga nel lato più intimo del suo carattere a renderlo un personaggio insostituibile. Ci hanno provato, riproducendone integralmente il parco mosse, sia l'appariscente e buffonesco Tiger, sia la splendida e sensuale Christie Monteiro, il cui sex appeal in Tekken 4 ha saputo conturbarci a sufficienza da non farci rimpiangere il personaggio originale. Ma è durato poco: Eddy - l'unico e solo - sarà sempre la nostra prima scelta.

    Yoshimitsu

    Quella di Yoshimitsu è una presenza fissa, misteriosa ed affascinante, che pervade tutta la serie sin dai suoi albori. Anche questo nobile condottiero, infatti, proprio come Nina, rientra nel manipolo di personaggi apparsi in tutte le incarnazioni videoludiche del brand: similmente al gioco stesso, allora, la sua figura è divenuta una vera leggenda. Discendente o erede prescelto di un antico clan giapponese, l'immagine di Yoshimitsu affonda le sue radici nel folklore del Sol Levante: d'identità ignota, nascosta alla vista del giocatore da un'armatura ispirata all'iconografia degli Oni, lo spadaccino mostra le proprie doti marziali sia nella saga di Tekken sia in quella di Soul Calibur. In apparenza minaccioso, ma in realtà generoso e gentile, Yoshimitsu possiede il paradossale merito di essere divenuto uno dei protagonisti più rappresentativi del franchise sebbene il suo aspetto venga modificato ad ogni capitolo.

    Accanto ad equipaggiamenti sempre nuovi e diversificati trova spazio però un moveset immediatamente riconoscibile, in parte rielaborato nel corso dei singoli episodi ma rimasto comunque piuttosto simile a se stesso, merito soprattutto dei pericolosissimi colpi all'arma bianca che il samurai è in grado di assestare grazie alla sua inseparabile spada. Dall'harakiri "offensivo" alla stance con cui ricaricare l'energia, passando per un rapido volo con la lama roteata a mo' di elica, Yoshimitsu presenta quindi uno dei più complessi, elaborati e mortiferi stili di combattimento dell'intero roster. Tutto ciò, unito ad un background narrativo intriso di mito e misticismo nipponico, fa di lui un membro imprescindibile all'interno del cast dell'imminente Tekken 7, in cui sfoggia - tra l'altro - un look estroso e davvero inquietante.

    Geppetto Bosconovitch

    Non sarà il personaggio più conosciuto, né quello più attraente, né ancora quello caratterizzato da un intenso retroscena narrativo, ma Geppetto Bosconovitch è sicuramente uno dei combattenti più carismatici, originali ed imprevedibili dell'enorme roster della serie. Vegliardo stravagante e bizzarro, nonché genio incompreso delle arti marziali, Bosconovitch possiede uno stile di lotta indubbiamente peculiare: sdraiato spesso al suolo, forse a causa di un problema alla spina dorsale che accusa durante la storyline di Tekken 3 (l'unico capitolo canonico in cui è possibile controllarlo - se si esclude, ovviamente, Tekken Tag Tournament 2), il dottore tende a colpire dal basso verso l'alto con le sue gambe, mentre il corpo continua a rimanere steso a terra, rendendo piuttosto difficile riuscire ad intrappolarlo in una serie di combo.

    Mente evoluta e progressista, pioniere della scienza e della biomeccanica (Alisa è una sua creatura), il buon Bosconovitch stringe tra le mani la sua inseparabile bottiglia di liquore, i cui effetti inebrianti si ripercuotono sia sul suo combat style, sia su qualche tecnica abbastanza inusuale, che fa dell'"alitosi" il suo punto di forza. La sua presenza aleggia in ogni episodio come un'eminenza grigia che si ritrova sui palcoscenici narrativi più importanti, rimanendo però sempre dietro le quinte, senza quasi mai salire in scena in prima persona. È per questo che - travolti dall'ardente desiderio di poter giocare di nuovo insieme a lui - abbiamo tentato più e più volte di colpirlo con la balla da bowling nel fenomenale Tekken Bowl del primo Tag Tournament. Abbiamo scoperto troppo tardi - all'epoca - che i nostri sforzi erano del tutto inutili: quello che speravamo potesse essere un piccolo "segreto" per riuscire a sbloccarlo, in realtà si è rivelato solo un semplicissimo easter egg. In compenso, la nostra mira è diventata infallibile.

    Guest Star: GON

    Come guest star per questa TOP 5 non potevamo che scegliere lui, GON: un adorabile, minuscolo dinosauro apparso per la prima ed unica volta in Tekken 3 e da allora entrato talmente tanto nel cuore della fanbase più nostalgica da trasformarsi quasi nella mascotte della serie. La sua bassissima statura lo rendeva un avversario terribilmente ostico, immune agli attacchi alti e, pertanto, davvero difficile da centrare in pieno.

    Di primo acchito, per via delle sue zampine corte, GON sembra un personaggio dotato di un range d'attacco limitato ed efficace solo a distanza ravvicinata: grosso, grossissimo errore! Questo cucciolo preistorico, a discapito della sua corporatura, possedeva un moveset decisamente rognoso da prevedere, con cariche e rotolate improvvise, pestilenziali flatulenze e maledettissimi colpi di coda. Peccato, soltanto, che al giorno d'oggi è altamente improbabile rivederlo ancora. È anche per questo che GON, a suo modo, si è tramutato in una piccola, grande leggenda delle arti marziali.

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