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The Colosseum 2018: il primo torneo italiano picchiaduro riconosciuto dalla FITA

Il The Colosseum è stato il primo torneo in Italia ad essere riconosciuto dalla FITA, abbiamo assistito alle fasi finali: ecco il resoconto.

speciale The Colosseum 2018: il primo torneo italiano picchiaduro riconosciuto dalla FITA
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Tutte le più grandi scoperte sono state fatte per caso, senza avere la consapevolezza di essersi imbattuti in qualcosa di realmente nuovo.
    Quando, nel 1492, Cristoforo Colombo sbarcò in America non capì di essere arrivato in un nuovo continente. Allo stesso modo, nel 2018, gli esport non si sono resi conto che, con il The Colosseum Spring, hanno trovato un "nuovo mondo" fatto di tante piccole cose che, fino ad ora, non aveva mai avuto modo di conoscere.
    Alla guida del vascello dell'Italian Gaming Championship, Filippo Facchetti, infaticabile, domando le tempeste degli scorsi anni ha finalmente avvistato terra, ha calato le scialuppe e metaforicamente parlando ha piantato le tende all'Auditorium del Massimo di Roma.

    Location: Auditorium del Massimo

    Questa è infatti la seconda edizione del The Colosseum che viene organizzata nel popolare teatro romano, a due passi dall'incantevole laghetto dell'Eur, immerso nel verde di un quartiere che, complice anche il prezioso investimento comunale, ha ripreso vigore negli ultimi anni diventando rapidamente il fiore all'occhiello di una città che ha bisogno di ripartire, lasciandosi dietro un passato buio e lontano da quello splendore che viene raccontato solo nei libri di storia.
    All'interno della "Sala Massimo" (teatro, ndr.) sono andate in scena le fasi finali dei tornei di Street Fighter V Arcade Edition e Dragon Ball FighterZ oltre alle fasi conclusive del Tekken World Tour che ha avuto la precedenza su tutte le altre manifestazioni in programma all'interno di questa piccola EVO romana.

    Il locale climatizzato, con una capienza massima di 874 posti, ha accolto gli ospiti, i giocatori e gli appassionati che hanno potuto godere dell'evento in grande comodità, buono l'impianto audio, da regolare la luminosità video in vista dei prossimi eventi ma sono dettagli che, comunque, non mettono in cattiva luce il buon lavoro organizzativo che, anno dopo anno, evento dopo evento, sta cercando di migliorarsi imparando dagli errori del passato.
    Organizzare un evento di questo tipo è stato un impegno importante, un azzardo. Solo l'occhio di un visionario convinto di essere arrivato a "Cipango" (ogni riferimento a Cristoforo Colombo è sempre puramente casuale, ndr.) avrebbe potuto pensare di affittare una location di questo tipo per realizzare un evento dedicato ai picchiaduro.
    Un sogno che per molti è diventato una solida realtà, giocare all'interno di un teatro con tutti i vantaggi (ma anche gli svantaggi, ndr.) del caso è sicuramente un'esperienza unica e che passerà alla storia.

    Lo storico riconoscimento della FITA

    Come si diceva all'inizio, tutte le più grandi scoperte avvengono per caso, e il fatto che questo fosse il primo evento esportivo riconosciuto ufficialmente da una federazione nazionale facente parte del CONI non fa assolutamente eccezione. L'esport in Italia non ha capito l'importanza di questo passo, come è giusto che sia, come per tutti i grandi passi di quella storia che dovranno essere prima metabolizzati per poi essere compresi e analizzati.
    L'Italia del picchiaduro ha risposto invece presente recandosi in massa a Roma per prendere parte a un evento unico nel suo genere, lo ha fatto per amore del genere videoludico e per divertirsi, seguendo quei principi sportivi che vengono, spesso e volentieri, dimenticati in favore del mero business. Il vero assente è stato invece l'esport italiano, il mondo esterno, quel pubblico che avrebbe dovuto gremire il teatro assistendo ad un evento che ha regalato una possibilità concreta al nostro mondo di fare un salto di qualità davvero notevole.

    Il discorso di Angelo Cito, presidente della FITA (Federazione Italiana di Taekwondo) è stato efficace, sintetico, ogni parola ben pesata, ed è riassumibile in un: "Possiamo farcela,tutti insieme, non dobbiamo aver paura a vicenda, c'è spazio per tutti, bisogna credere fermamente nei valori olimpici e nella possibilità che i videogiochi possano costituire una preziosa componente educativa per le nuove generazioni".
    Cito ha vinto il pregiudizio e ha avuto il coraggio di fare un passo storico, inserire i picchiaduro negli sport da combattimento, come il Taekwondo, disciplina olimpica delle più nobili ed estremamente educativa per chi la pratica e per chi ha avuto il piacere di osservarla come spettatore.

    Oggettivamente parlando però, il messaggio del presidente della FITA è stato colto da troppe poche persone per essere veicolato al meglio, ed è qui che è mancata la presenza del movimento esportivo italiano, disinteressato o ignaro di un passo che è avvenuto in un momento storico dove riconoscimenti di questo tipo devono essere apprezzati da tutti e non solo da pochi addetti ai lavori. Straordinario, infine, l'invito del presidente al Grand Prix che si svolgerà al foro italico l'1,2,3 giugno 2018, una tappa importante di qualificazione olimpica che porterà nella capitale i migliori atleti al mondo di Taekwondo, un evento che ospiterà anche uno stand di Street Fighter con la formula Beat The Pro gestito da Italian Gaming Championship.
    Non bisogna assolutamente sottovalutare questi appuntamenti, partecipare anche solo come spettatori o semplici curiosi a tornei di questo tipo contribuisce a far crescere entrambi i movimenti, ritorna quindi il discorso del "Possiamo farcela tutti insieme" proposto da Cito in precedenza, un messaggio di unione importante che suggella l'inizio di una collaborazione tra due realtà che si preannuncia ricca di sorprese.

    La dura legge dei numeri

    Se il pubblico dal vivo non è stato quello delle grandi occasioni, il The Colosseum la partita l'ha vinta decisamente online, dove nello streaming ufficiale si sono toccate vette di oltre 3000 spettatori connessi contemporaneamente provenienti da ogni parte del mondo e con una buona compagine italiana.
    Questo successo virtuale è stato dovuto al fatto che la componente streaming è stata ben curata con la presenza di diversi caster (Peterlaw, Evildice, SchiacciSempre, Kaino, Il Merlo, SpaghettiRIP e Loci, ndr.), anche internazionali, che hanno impreziosito i vari tornei con le loro analisi tecniche, apprezzabili anche all'interno della sala dell'Auditorium dagli spettatori presenti.

    In questo senso, molto importante è stata anche la presenza di Simone "Akira" Trimarchi nelle vesti di presentatore e Filippo "Pedriny" Pedrini che ha invece svolto il ruolo di "testimonial influencer" diventando parte attiva subito dopo l'intervento di Cito, coinvolgendo con le sue domande gli ospiti, tra cui Mauro Sarmiento, medaglia di Bronzo alle Olimpiadi di Londra e argento alle Olimpiadi di Pechino.
    Cosa da sottolineare è sicuramente la connessione ad internet che, almeno durante la giornata delle finali, non ha avuto problemi di grande rilevanza, anche se bisogna ammettere che la scaletta iniziale è stata completamente rivoluzionata in corso d'opera costringendo i giocatori di Street Fighter V, inizialmente previsti prima della finale assoluta del Tekken World Tour, ad iniziare il loro torneo solo in serata a seguito dell'intervento del presidente FITA.

    The Colosseum: il racconto dei tornei

    I problemi più importanti di questo The Colosseum si sono verificati sicuramente il primo giorno, le postazioni messe a disposizione dagli organizzatori hanno faticato a contenere gli oltre 100 giocatori presenti che hanno dovuto aspettare molte ore prima di poter giocare i propri gironi. L'assenza di orari di massima ha ulteriormente peggiorato la situazione che non è stata fronteggiata al meglio dal punto di vista organizzativo.
    Sicuramente, questo, è un aspetto da migliorare in vista della prossima edizione prevista per il prossimo autunno, considerando anche che i numeri, molto probabilmente, saranno superiori.
    La piccola EVO made in Italy ha quindi visto nella giornata di domenica una top 16 del Tekken World Tour che è stata interamente trasmessa in diretta streaming andando in scena sul palco e coinvolgendo gli spettatori in sala che hanno cercato di riscaldare l'atmosfera con il calore del proprio tifo.
    Prima dell'inizio delle fasi finali del TWT è stato il momento di Dragon Ball FighterZ, un videogioco che, uscito recentemente, sta prendendo notevolmente piede in Italia e nel mondo e che ha portato al The Colosseum circa trenta cyber-atleti che si sono dati battaglia per vincere un fantastico cabinato d'epoca offerto da Arcade Garage Roma.

    Trascinato dalle parole di Adriano "Il Merlo" Milone e Andrea "Loci" Lo Cicero, a trionfare è stato Davide "Dannolo" Schmidt che ha sconfitto il leggendario cyber-atleta pugliese Antonello "SchiacciSempre" Gaeta, firma di Everyeye.it e punta di diamante del movimento dei picchiaduro italiano.
    L'impresa di Dannolo passerà alla storia per la sua brillantezza, maturata dopo un torneo dominato dall'inizio alla fine e che lo ha visto saldamente avanzare nel winner bracket soffrendo solo da "assodimazzo", domato per 3-2 nella semifinale e vincendo contro "SchiacciSempre" con il risultato di 3-1 una finale che, oggettivamente parlando, lo ha visto in grande controllo.
    Al termine dell'ultima partita e dopo aver "abbracciato" il cabinato, primo premio di questo evento, abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Davide "Dannolo" Schmidt.
    Prima di sentire le parole del nuovo acquisto degli Hell Gaming interrompiamo il nostro racconto, troppo lungo da affrontare in una volta sola, buona lettura con la seconda parte, sempre in esclusiva sulle pagine di Everyeye.it.

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