The Elder Scrolls Online Markarth: alla scoperta della città leggendaria

Un primissimo sguardo alla nuova espansione di The Elder Scrolls Online: Markarth, che ci porterà nella città più a nord di Skyrim.

The Elder Scrolls Online Markarth: alla scoperta della città leggendaria
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Poco prima della pubblicazione di una nuova espansione di The Elder Scrolls Online è oramai tradizione fare un breve tour per la mappa, insieme agli sviluppatori che ci raccontano le peculiarità del territorio e delle chicche sullo sviluppo. Questa volta è toccato a Markarth, l'ultimo tassello della stagione Dark Heart of Skyrim, un contenuto che espanderà la regione di Skyrim includendo tutto il territorio Reach (situato a sud ovest rispetto a Solitude) e la città di Markarth. A farci compagnia durante il viaggio c'erano Rob Garret e Jeremy Sera, rispettivamente lead gameplay designer e lead content designer, che hanno risposto alle nostre curiosità e tracciato un itinerario turistico molto interessante.

    Markarth, l'antica città Dwemer

    Il nostro tour è iniziato nei pressi di Markarth, un'antica città Dwemer (chi ha giocato Skyrim se la ricorderà certamente) nonché capitale della regione. Nei suoi pressi sorgono costruzioni diroccate, adibite a stalle o a magazzini.

    Ogni tanto spunta pure un posto di guardia, da cui partono sparute pattuglie di Reachmen. Abbiamo percorso i sobborghi di Markarth a bordo di un marchingegno nanico simile a un ragno, guidato da Rob Garret. "Dwemer Taxi" è stato più volte chiamato col sorriso: una cavalcatura che può essere utilizzata in coppia e che ZeniMax non avrebbe mai pensato si sarebbe rivelata così utile per i tour guidati. A bordo di quell'arnese zampettante abbiamo passato le prime fortificazioni, delle palizzate formate da grossi tronchi che rinforzavano e ricoprivano le antiche mura Dwemer, mura rovinate dal tempo, ma ancora solide e imponenti. La Markarth di The Elder Scrolls Online precede di circa mille anni quella di Skyrim, dunque il suo aspetto, sebbene estremamente fedele e familiare, ha delle differenze interessanti da notare. I Reachmen che la occupano sono infatti più legati al territorio e alla natura, hanno costruito nuove strutture e decorato la nuda roccia con zanne di mammut.

    Ci sono poi delle piante rampicanti che crescono sopra le moderne costruzioni in legno e fanno da tetto ai ponti di pietra sopra i fiumiciattoli che attraversano la città. Markarth è infatti costruita sul fianco di una montagna, nei pressi di un'enorme cascata che può essere osservata da uno dei tanti punti panoramici sulle antiche torri. Dove la visuale è più bella, c'è persino un pesante sedile di pietra che permette la contemplazione. Alla base della cascata si aprono dei portoni di ferro.

    Alcuni conducono a una dimora che i giocatori potranno acquistare e arredare, altri danno accesso a dei saloni interni che si estendono nel cuore della montagna. La città sulla superficie, infatti, era originariamente solo una piccola appendice di una metropoli più imponente che si allungava fin nelle profondità della terra. Gli sviluppatori di ZeniMax ci hanno confermato che quest'antica città sarà visitabile e anzi avrà un ruolo importante nella storyline.

    Autunno sulle Druadach Mountains

    Nei pressi di Markarth il territorio è montagnoso. Le strade sono strette e tortuose, segnalate da bracieri che ardono di fiamme blu, senza mai spegnersi. Lì il clima è più mite, non c'è neve. La catena delle Druadach Mountains funge infatti da barriera naturale contro i freddi venti del nord, che rimangono quindi confinati al di fuori delle regioni del Reach.

    I monti hanno un clima quasi autunnale e un bioma (uno dei tre che, per regola di Zenimax, caratterizzano qualsiasi nuova zona) denominato "Misty Mountains": la vegetazione abbonda, così come animali selvatici, quali cervi e orsi. Sulle montagne ci sono anche degli accampamenti di tribù ostili, non sembrano essere una minaccia per i viandanti ma non sopportano le intrusioni. Avvicinarsi troppo alle loro capanne o ai loro luoghi di culto richiede dunque una preparazione marziale, perché quasi certamente s'innescherà un combattimento. Rivolgendo lo sguardo a sud est, dall'alto dei monti, si possono osservare le rovine dello Sky Haven Temple, un tempio che in Skyrim ha una grande importanza (è il quartier generale delle Blade), ma che in The Elder Scrolls: Online è abbandonato e inaccessibile.

    All'ombra del tempio c'è un piccolo insediamento, noto come Rebel's Retreat, dove alcuni uomini e donne del Reach si sono riuniti per far fronte alla minaccia del Grey Host (il principale nemico della nuova stagione). Sembra che ci siano divisioni tra le varie tribù, tra chi crede che ripararsi dietro le solide mura di Markarth sia la scelta giusta e chi invece vuole passare al contrattacco.

    La minaccia è tangibile, infatti. Non solo il territorio è punteggiato da spaventose Harrowstorm, delle tonanti tempeste rosso sangue da cui fuoriescono vampiri, zombie e altre mostruosità. Ma un drappello di streghe, vampiri e lupi mannari ha occupato un avamposto del Reach noto come Lost Valley Redoubt, dove, si vocifera, delle fattucchiere stanno praticando magia proibita.

    Ritorno a Blackreach

    Sotto la superficie di Skyrim si estende un'immensa rete di caverne tra loro interconnesse. Questo mondo del sottosuolo è chiamato Blackreach e abbiamo avuto la possibilità di visitarlo già dall'espansione Greymoor (per approfondire vi rimandiamo alla recensione di The Elder Scrolls Online Greymoor).

    Da Markarth, gli ingressi per Blackreach sono diversi (sette in totale), uno si raggiunge dalle caverne di Gloomreach, dove gli sviluppatori ci hanno condotto per continuare la visita turistica. Il passaggio si estende nel sottosuolo, le pareti sono rinforzate da strutture in legno, come in una miniera, e di qua e di là cresce della vegetazione luminosa. Mentre ci avviciniamo al passaggio che ci avrebbe condotto nella caverna principale del complesso sotterraneo, incrociamo un cervo luminescente, l'"esempio di ciò che succede mangiando solo piante luminose", ci ha detto Rob Garrett. Poco dopo ci imbattiamo una (violenta) comunità di Falmer occupata a cacciare. I Falmer sono creature sfortunate, corrotte, che vivono nell'oscurità e formano dei piccoli villaggi di capanne. La caverna di Arkthzand, da cui si giunge attraverso una botola, è un vero spettacolo. Il suo tetto è punteggiato da licheni luminosi che lo fanno sembrare una volta stellata. Più in basso si estendono a perdita d'occhio foreste di grossi funghi luminescenti, sotto i cui ampi cappelli crescono piante e dimorano creature delle profondità. Una di queste è il Chaurus, una grossa scolopendra molto aggressiva e territoriale. Darle fastidio vuol dire iniziare un combattimento, ma bisogna evitare anche le sue uova, ammassi globulosi azzurrognoli da cui possono uscire in massa piccole creature.

    Blackreach è un territorio impietoso, dove anche le piante possono attentare alla vita degli avventori poco esperti. Ci sono poi antiche rovine Dwemer ancora pattugliate da automi senza senno, che andrebbero evitati se non in compagnia di valenti combattenti. Quello più pericoloso è senza dubbio il Dwarven Dynastor Supreme, un grosso scarabeo di bronzo capace di lanciare scariche elettriche, torrette automatiche e che si muove agitando delle enormi pinze.

    The Elder Scrolls Online Greymoor Con Markarth, ZeniMax Online ribadisce la grande cura con cui realizza ambientazioni fedeli al canone di The Elder Scrolls e allo stesso tempo originali e fantasiose. Il punto di The Elder Scrolls: Online, e oramai l’abbiamo ribadito per lungo tempo, è infatti il suo mondo di gioco e il modo in cui è stato caratterizzato. Sotto questo aspetto Markarth non ha assolutamente nulla da invidiare alle espansioni che l’hanno preceduta; anzi, forse in questa occasione il team ha alzato persino l’asticella. E se non ci aspettiamo che i problemi strutturali della storia e le missioni vengano risolti, non vediamo l’ora, vista la nostra passione per i mondi virtuali, di esplorare ogni anfratto della nuova regione.

    Che voto dai a: The Elder Scrolls Online Greymoor

    Media Voto Utenti
    Voti: 5
    7.4
    nd