The Last of Us 2 Nuovo Trailer: le mani, le ferite e gli occhi di Ellie

In attesa di scoprire le nostre impressioni sull'opera di Naughty Dog, analizziamo insieme il nuovo trailer diffuso durante lo State of Play di settembre.

speciale The Last of Us 2 Nuovo Trailer: le mani, le ferite e gli occhi di Ellie
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  • Ellie ha la mano destra tremante. Le dita tambureggiano leggermente l'aria, per poi chiudersi a pugno: lo stesso gesto si ripete sia prima di iniziare a suonare la chitarra, in un frangente di finta rilassatezza, sia prima di afferrare la pistola e compiere un massacro. È la medesima mano su cui è presente la cicatrice, il simbolo della sua immunità all'infezione: un marchio che la ragazza ha deciso di nascondere, di coprire con un tatuaggio, affinché nessuno veda, nessuno sappia quanto lei è speciale. Il nuovo trailer di The Last of Us Parte 2, presentato all'ultimo State of Play di Sony, sceglie di puntare i riflettori proprio sulla protagonista, sugli eventi che la spingono a mettersi in viaggio. A differenza del primo capitolo, il cammino dell'eroina non è mosso dalla speranza, dalla possibilità che esista una cura all'infezione del Cordyceps, bensì da un sentimento più ruvido, più puro e probabilmente più potente: l'odio.

    L'odio

    Ellie ha il batticuore, forse è innamorata. La fortunata si chiama Dina: ha un carattere vispo e spigliato, ama danzare, è solita prendere l'iniziativa, e pare capace di maneggiare le armi da fuoco con la stessa maestria con cui sa baciare. Ellie sorride quand'è con lei. Sembra lasciarsi andare, dimenticare per qualche istante gli orrori che ha vissuto e quelli che ha generato con quelle sue stesse mani tremanti.

    Chissà, magari c'è un'eco di Riley in Dina. Il ricordo mai sbiadito della migliore amica, morsa da un infetto, incapace di sopportare il morbo. "Aspettiamo e basta" - disse Riley rivolgendosi alla compagna - "Possiamo render tutto poetico e perdere la testa insieme". Ellie sta ancora aspettando il suo turno.

    Il bacio che le due si scambiano in Left Behind avviene sulle note di una canzone, un po' come accade in Part 2 con Dina, ed in tutti e due i momenti si percepisce un filo tangibile di adorabile imbarazzo: appare evidente, insomma, come ci sia un parallelismo tra queste due figure femminili che, per quanto diverse tra di loro, sono state le uniche in grado di andare oltre la dura scorza di Ellie e raggiungerne l'anima. Ma la protagonista le perde entrambe: Riley a causa dell'infezione, Dina - presumibilmente - per la brutalità dell'uomo.

    È una differenza quasi impercettibile. D'altronde si tratta pur sempre di un'opera di mostri. Alla scomparsa della prima amica, la protagonista reagisce con sconforto, tristezza e dolore, mentre alla morte della seconda quella che scaturisce in lei è perlopiù furia cieca e distruttiva.

    Il trailer, pur nella sua breve durata, ci accompagna lungo il crescendo che scandisce le emozioni di Ellie. Dapprima c'è pacatezza, tenerezza, calma apparente: la ragazza parla con Dina, rievoca brevemente il bacio della sera precedente, e poi pare con lei a cavallo, in missione, per recuperare alcune scorte. C'è da pensare che Ellie non abbia rivelato all'amica il suo segreto: la cicatrice coperta dal tatuaggio e la maschera antigas indossata in mezzo alle spore potrebbero indicare come in realtà la protagonista stia fingendo di essere normale, celando la sua vera natura.

    Affrontare la minaccia dei Clicker non è però il pericolo più grande. È curioso notare come il filmato introduca gli infetti con meno angoscia di quanto non faccia con gli esseri umani, quasi a ribadire che i veri mostri non sono quelli divorati dal Cordyceps.

    Le novità del gameplayIn attesa di leggere le nostre impressioni sulla demo di The Last of Us Parte 2, che abbiamo avuto l'opportunità di testare finalmente con mano, vale la pena fantasticare sulle novità del gameplay intraviste nel trailer dello State of Play. L'elemento su cui è stata calamitata la nostra curiosità riguarda soprattutto la possibilità di spostarsi a cavallo o in barca lungo ambientazioni più vaste rispetto a quelle del capostipite. La panoramica nel villaggio di Tommy, all'inizio del filmato, lascia supporre inoltre che saranno presenti macro aree esplorabili con maggiore libertà: non certo un free roaming nel senso stretto del termine, ma una serie di sequenze più scriptate e lineari che si alternano ad altre più ariose, sulla scia di Uncharted 4, in cui sperimentare approcci diversi per superare gli ostacoli ed eliminare i nemici. Così facendo si riscoprirebbe un focus più accentuato sulle dinamiche stealth e survival che contraddistinguono l'anima ludica di The Last of Us.

    È nei momenti in cui Ellie parte alla ricerca di Dina, rapita da chissà quale fazione, che The Last of Us Parte 2 indugia in una tensione di stampo orrorifico. Introducendosi in una casa di montagna, avvolta dalla neve, la ragazza segue la scia di sangue della compagna, fino a sperimentare il vero orrore. Immobilizzata, ferita e supplicante, Ellie assiste ad una tremenda barbarie. Il trailer non ce lo mostra direttamente, ma ce lo lascia intuire con sufficiente chiarezza: Dina è stata uccisa, forse stuprata. E non è da escludere che la stessa violenza carnale sia stata perpetrata anche ai danni della protagonista. Ricordate le parole di Marlene alla fine del primo The Last of Us, mentre tentava di impedire a Joel di fuggire dall'ospedale? "Quanto ci vorrà prima che dei clicker la facciano a pezzi? Sempre che qualcuno prima non la stupri e la uccida" - Ecco, col senno del poi sembra tutto così profetico. È da questo rantolo di dolore indescrivibile che parte il viaggio di Ellie in The Last of Us Parte 2: la rabbia, l'odio e la vendetta sono le micce che la spingono a mettersi in marcia verso una missione potenzialmente suicida, contro un gruppo nemico che, in base a quanto traspare dalle parole di Tommy, è tanto grande quanto pericoloso.

    Il sentimento di Ellie è viscerale, di quelli che trasmettono una sconfortante dose di empatia: la motivazione che la sprona non sembra avere grosse sfumature morali, ma segue l'archetipo più crudele di un revenge movie. Siamo certi che queste sono solo le premesse di un percorso molto più complesso e stratificato, che parte da un assunto radicale per scandagliare nuovamente i lati più subdoli, feroci ed egoisti dell'umanità.

    Corpi che parlano

    Ellie ha un corpo martoriato. È presumibile che siano i segni della violenza subita prima o dopo la morte di Dina. Le sue spalle nude evidenziano un fisico modellato dalla caccia, dal lavoro duro, dalla lotta. Non c'è un briciolo di stereotipo femminile in quella corporatura.

    Lontana da qualunque forma di sessualizzazione, Ellie mette in mostra le sue ferite, il suo dolore, il suo pretesto per uccidere. I suoi muscoli assomigliano a quelli della donna misteriosa che, in uno dei precedenti trailer, stava per essere impiccata: c'è chi vede in quel personaggio ignoto la madre della protagonista, ma non abbiamo ancora indizi sufficienti per avanzare solide certezze.

    Quel che ci pare ovvio, allo stato attuale, è che Naughty Dog abbia posto una rinnovata attenzione nei corpi dei suoi personaggi: i nuovi standard tecnologici raggiunti e la poderosa resa delle animazioni contestuali sono utilizzati anche a fini narrativi.

    La violenza che il team ha messo in scena viene veicolata attraverso la nudità esplicita, la sofferenza del fisico, gli ematomi della pelle, il tremolio degli arti. Tutto a favore di un'immedesimazione ancora più marcata, di un senso di cattiveria tangibile, quasi sinestetico, che trasmette negli occhi di chi guarda - e di chi giocherà - una sensazione palpabile di sofferenza ed empatia.

    Old man Joel

    Ellie ha tanti sguardi diversi. Quand'è con Dina, si intravede di nuovo l'innocenza di una bambina che ancora spera di poter avere una vita migliore. Quando cerca Dina, le sue espressioni sono iniettate di una paura agghiacciante, di quelle che paralizzano anche il temperamento più ardito. Quando perde Dina, i suoi occhi s'infiammano, s'irruvidiscono, si gonfiano di rabbia fino ad esplodere in un boato di violenza. Somigliano a quelli di Joel.

    L'uomo, nel primo The Last of Us, ha lo sguardo perennemente crucciato, disilluso, infuriato: e qui Ellie sembra aver preso il posto del suo compagno di viaggio. La ragazza mostra in versione più adulta la stessa animosità ruggente che è venuta a galla nello scontro con David. L'unica differenza tra gli occhi di Ellie e quelli di Joel consiste nel fatto che nelle iridi della guerriera non si evince un briciolo di stanchezza, ma solo puro desiderio omicida.

    È comprensibile che la ragazza abbia assorbito parte della rabbia del padre/mentore: del resto, come Joel all'inizio di The Last of Us, anche lei ha perso qualcuno che ama, portato nuovamente via dalla mano impietosa dell'uomo. E se Ellie è stata capace di intenerire in parte il protagonista durante il loro viaggio, ora in questo secondo capitolo i ruoli potrebbero essersi invertiti.

    Joel, nel rapido momento in cui appare sulla scena, insieme alla vecchiaia porta con sé una diversa consapevolezza: c'è malinconia, comprensione, tenerezza nei suoi occhi. È l'espressione di chi vuole lottare, con le poche forze che gli sono rimaste, per non permettere alla "figlia" di gettare la sua vita. È per questo che sceglie di starle accanto, in modo da lottare insieme a lei.

    È lecito ipotizzare che il rapporto tra i due si sia incrinato, forse a seguito della scoperta della verità da parte di Ellie, dello smascheramento della bugia di Joel. Ma anche se il legame è stato scosso in qualche maniera, basta la sola mano del protagonista per tranquillizzare la ragazza. In una frazione di secondo, gli occhi di Ellie cambiano espressione: dall'odio alla tranquillità.

    Si palesa una fugace oncia di serenità, come quella di una bambina avvolta da braccia paterne dopo uno spavento. E poi un guizzo di sorpresa, nel vedere il compagno ancora accanto a lei. "Pensi che ti lascerò fare tutto da sola?" - le sussurra Joel con un filo di voce, prima che la ragazza si getti nella mischia, pronta a consumare la sua vendetta. E neppure noi, il prossimo 21 febbraio, lasceremo che Ellie combatta da sola.

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