The Last of Us 2 su PS5: i 60 fps fanno la differenza

Abbiamo ripreso il cammino di vendetta di Ellie per testare gli effetti della patch 1.08, che migliora le prestazioni del capolavoro Naughty Dog.

The Last of Us Parte 2 su PS5 a 60fps
Speciale: PlayStation 5
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • Quando i panorami al crepuscolo di Jackson County si sono spalancati dinanzi ai nostri occhi lo scorso giugno, abbiamo già avvertito il profumo di next gen ancor prima che le nuove console di Sony e Microsoft approdassero sul mercato. L'impatto del capolavoro di Naughty Dog era visivamente mastodontico anche su PlayStation 4 e PS4 Pro, in un concentrato di prodezze tecniche da capogiro che, oltre a inscenare ambientazioni ampie, complesse e articolate, proponeva animazioni spaventosamente verosimili, sia nelle movenze delle protagoniste, sia nei rantoli e nelle smorfie facciali che accompagnano la morte delle nostre vittime, poco prima che esalino l'ultimo respiro. The Last of Us Parte 2 è un prodigio grafico e tecnico di raro avanguardismo, soprattutto se consideriamo che proviene dalla precedente generazione di console.

    Con l'avvento di PlayStation 5, il cammino di vendetta di Ellie - sulle cui qualità ci siamo già espressi in maniera approfondita nella recensione di The Last of Us Parte 2 - diviene ancora più soddisfacente da vedere e da giocare. La patch 1.08 porta con sé l'upgrade gratuito alla versione current gen: al pari di quanto avvenuto anche per altre esclusive come Ghost of Tsushima e God of War (a questo link trovate lo speciale God of War su PS5 in 4K e 60fps), anche l'opera di Naughty Dog raddoppia il frame rate, fino a raggiungere i 60fps. Un aggiornamento che, ovviamente, non stravolge affatto un colpo d'occhio già maestoso di suo, né introduce feature grafiche avanzate che massimizzano in modo radicale l'aspetto visivo, ma ci dà l'opportunità di (ri)vivere un'esperienza indimenticabile nel modo più fluido e appagante. E per quanto ci riguarda, va benissimo così.

    Fluidità e responsività

    All'interno del menu è possibile selezionare una voce che blocca il frame rate a 30fps, oppure imposta l'obiettivo fino a 60 fotogrammi al secondo. In realtà definire la soglia dei 60fps come un "obiettivo" è soltanto un semplice eccesso di zelo e di precauzione da parte dei Cagnacci di Santa Monica: una volta attivato il raddoppio dei frame, d'altronde, in più di quattro ore di gioco non abbiamo assistito a un singolo calo, nemmeno nelle scene più concitate e ricche di effetti a schermo o nelle zone più ariose.

    I sempre puntuali redattori di Digital Foundry hanno fatto notare al grande pubblico che in una specifica sequenza avviene una lievissima oscillazione al ribasso, ma francamente a occhio nudo, e senza la strumentazione adeguata, si tratta di una fluttuazione del tutto impercettibile. Se i fotogrammi hanno conosciuto un incremento sostanziale, a rimanere inalterata è la risoluzione di base che, come su PS4 Pro, parte da 1440p. Data l'assenza di nuove feature come il Ray Tracing (se volete conoscere un'ottima implementazione di simile tecnologia su console, vi suggeriamo di leggere la nostra recensione di Control Ultimate Edition), la resa grafica di The Last of Us Parte 2 non ha subito mutamenti esponenziali. Gli scorci di Seattle dove asfalto, cemento e natura si divorano a vicenda, erano e restano mozzafiato, caratterizzati da un livello di dettaglio poderoso. Lo stesso si può dire per la complessità degli interni e dell'illuminazione, che si posiziona ai vertici della generazione appena passata.

    Ma se il colpo d'occhio non ha beneficiato di perfezionamenti subito percettibili, la qualità dell'esperienza complessiva appare indubbiamente superiore sin dalle prime battute. I 60fps, d'altronde, si sentono, si percepiscono e fanno la differenza. Muoversi a piedi o a cavallo lungo le ambientazioni, sgattaiolare tra l'erba alta o tra le crepe nel muro, assistere a eventi scriptati e cimentarsi in scontri a viso aperto sono attività più spettacolari che mai, che trovano nel raddoppio dei fotogrammi al secondo un fortissimo alleato per la valorizzazione del gameplay. La pluripremiata opera di Naughty Dog si fonda su una struttura ludica ai limiti dell'impeccabile, fatta di esplorazione, fasi stealth, sequenze adenaliniche e scontri al cardiopalma: i 60 fps rendono tutto più fluido e scorrevole, acuiscono in modo tangibile e concreto la responsività degli input, aiutano la gestione della mira e mettono ancora più in luce la bellezza delle animazioni durante i combattimenti corpo a corpo. The Last of Us Parte 2 non diventa più semplice da affrontare - soprattutto al grado di difficoltà Realismo - bensì più preciso e ammaliante, restituendo una sensazione di controllo pressoché totale.

    Basta settare il target a 30fps per rendersi subito conto della differenza tra le due opzioni, e di come il gameplay, che sa essere accessibile e punitivo al contempo, trovi nel frame rate una delle armi più efficienti per alzare ulteriormente l'asticella della sua qualità ludica. E mentre i fotogrammi raddoppiano, i tempi di caricamento si dimezzano. È bene precisare che The Last of Us Parte 2 non conosce alcuna pausa durante l'esplorazione, e il passaggio tra ambienti interni ed esterni avviene sempre senza soluzione di continuità; tuttavia, selezionando un capitolo specifico o ricaricando il salvataggio dopo ogni morte, su PS4 Pro è necessario attendere anche più di un minuto, mentre su PS5 si raggiungono circa i 40 secondi di attesa, come ha opportunamente segnalato anche Digital Foundry con le sue precisissime misurazioni. Anche in questo caso, benché non si tratti di caricamenti istantanei da "vero" gioco next gen, una simile riduzione va tutta a beneficio di un'avventura dalla grande scorrevolezza e fluidità. Non trattandosi di una rimasterizzazione, né di una versione PS5 opportunamente riadattata in ogni suo aspetto, possiamo dunque ritenerci soddisfatti delle migliorie apportate dalla patch 1.08. Bisogna sottolineare infine che l'upgrade non introduce le feature legate ai trigger adattivi del DualSense: è solo la vibrazione, di default maggiormente efficace di quella del DualShock 4, a dare un pizzico di immersività in più alle cavalcate o alla fisicità delle battaglie, ma si tratta di sottigliezze che non aggiungono nulla di rilevate all'esperienza.

    La patch di The Last of Us Parte 2 e i giorni futuri di PS5

    Ogni motivo è quello giusto per tornare nel mondo post apocalittico di Naughty Dog, che sia la voglia di mettere alla prova se stessi con il massimo grado di sfida e l'opzione di morte permanente (come vi abbiamo raccontato nello speciale The Last of Us 2: Modalità Realismo), oppure il desiderio di sperimentare l'epopea di logorante vendetta di Ellie nella galvanizzante fluidità dei 60 fps.

    L'aggiornamento per PlayStation 5 che incrementa le prestazioni non sposta ovviamente gli equilibri ludici del gioco, ma ne valorizza gli elementi distintivi: The Last of Us Parte 2 diviene così ancora più pregevole da vivere e più appariscente da ammirare, restando comunque doloroso e lacerante proprio come lo era un anno fa. Nel comunicato che ha accompagnato il lancio della patch 1.08 di The Last of Us 2, Naughty Dog ha anche ribadito di star studiando a dovere l'hardware dell'ammiraglia di Sony, in maniera tale da sfruttare al meglio potenza della neonata console e raggiungere inediti traguardi tecnici con i suoi prossimi lavori. Considerate le vette grafiche ottenute su PS4, i "giorni futuri" di PlayStation 5 promettono quindi di essere davvero luminosi.

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