E3 2018

The Last of Us 2: tutte le novità sull'esclusiva Naughty Dog per PS4

Abbiamo raccolto nuove informazioni sull'attesissimo e ambizioso progetto targato Naughty Dog, intenzionato a raggiungere incredibili vette qualitative.

The Last of Us 2
Anteprima: PlayStation 4 Pro
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Da un bacio a uno sgozzamento è questione di un attimo. Sembra essere così la vita di Ellie, in The Last of Us Parte II, un'esistenza in costante bilico tra la necessità di apparire solo come "una ragazza, non una minaccia", e l'urgenza di divenire la sopravvissuta, la combattente, l'assassina che Joel le ha insegnato ad essere. È questo ciò che ci mostra il terzo, sublime trailer della nuova avventura di Naughty Dog durante la conferenza Sony all'E3 2018: un video in cui si evidenziano a chiare lettere le due anime della protagonista, la sua duplice natura, tanto impacciata durante un ballo, quanto implacabile in battaglia. Sin dalle prime sequenze di gameplay, The Last of Us Parte II si è subito presentato come una versione espansa del suo straordinario predecessore, un'evoluzione concreta, tangibile e visivamente magnetica, che incanta e colpisce, intenerisce e destabilizza.
    L'altissimo livello di qualità, l'incredibile capacità di contestualizzare ogni movenza ed ogni dettaglio, l'impressionante dinamismo dei duelli hanno indotto alcuni scettici a credere che quelle fasi di gioco fossero in qualche maniera "coreografate" per apparire il più spettacolari possibili. La verità, probabilmente, si situa nel mezzo: quei geniacci di Naughty Dog hanno quasi certamente inscenato momenti che - nel corso dell'esperienza - potrebbero verificarsi a seconda delle azioni del giocatore, e le hanno concatenate fra di loro in un solo flusso ludo-narrativo, così da dare al pubblico una palese dimostrazione di ciò che questo sequel è in grado di offrire. A dar manforte a queste nostre convinzioni ci pensano gli stessi cagnacci, in particolare i due game director Anthony Newman e Kurt Margenau, che di recente hanno rivelato una serie di nuove informazioni sulle peculiarità del rinnovato combat system, sull'intelligenza artificiale dei nemici e sulle possibilità di interazione ambientale. Se tutte le promesse del team verranno mantenute nel prodotto completo, ci troveremo dinanzi ad un'opera in grado di raggiungere vette tecnologiche finora mai neppure sfiorate.

    Dal corpo a corpo allo stealth

    Ellie adesso ha 19 anni. Si è fatta grande. Porta sulle sue spalle un peso che forse non sa di avere: quello della sopravvivenza della razza umana. Al momento non conosciamo cosa ne è stato di Joel, né della sua menzogna alla fine del primo capitolo. In assenza del suo "vecchio", però, spetta ad Ellie fare un po' di pulizia tra i mostri di The Last of Us Parte II: e no, non parliamo solo degli infetti. Esattamente come accaduto nel reveal gameplay del precedente episodio, infatti, Naughty Dog ci introduce anzitutto il combattimento contro altri esseri umani. Ed è in questi casi che possiamo istantaneamente notare le differenze ludiche rispetto al passato. La fisicità della protagonista è ben diversa in confronto a quella del suo compagno: la ragazza non ha la stazza per stendere gli avversari a suon di cazzotti, né per incassare con altrettanta stabilità i colpi nemici. Questa nuova corporatura ha costretto lo studio a riscrivere gran parte delle dinamiche di lotta, che ora seguono pattern tutti nuovi. Ellie è più agile di Joel, e ciò si traduce nella capacità di muoversi con maggiore rapidità, sgusciare serpentina tra strette feritoie, balzare al di là degli ostacoli con movenze da predatrice felina. Il suo attacco base consisterà nella facoltà di sferrare rapidi fendenti con il coltello: ma il corpo a corpo non è quasi mai la scelta più saggia, ed il più delle volte sarà opportuno agire di soppiatto alle spalle dei bersagli, sfruttare le coperture ambientali, stendersi proni al suolo e strisciare sotto una macchina per celarsi alla vista degli ostili.
    L'introduzione della meccanica del salto, inoltre, benché possa apparire tutt'altro che originale, ha imposto al team di rielaborare la verticalità dei livelli e l'andamento dell'azione, inserendo variabili in campo prima d'ora mai considerate. Occorrerà testare con mano in che modo simile aggiunta modifichi l'approccio agli scontri, ma già quel poco che abbiamo potuto ammirare nella demo losangelina lascia presagire un numero estremamente ampio di manovre offensive ed elusive. Ellie può - com'era prevedibile - scagliare una serie di frecce dal suo arco, usare un nemico come scudo umano (Joel dev'essere stato un gran maestro), centrare in pieno viso il bersaglio con un proiettile oppure lanciare addosso agli avversari qualche elemento dell'ambiente circostante: il tutto in un tripudio di animazioni contestualizzate alla perfezione, che ingigantiscono in modo esponenziale quanto visto in Uncharted 4: Fine di un Ladro.

    Ricordate le epiche scazzottate dell'ultima peripezia di Nathan Drake, in cui - in base alla posizione dell'utente e alla conformazione del setting - ogni colpo poteva reagire in maniera differente alle sollecitazioni dello scenario? Ecco, quintuplicate questo genere di dinamismo ed avrete un'idea abbastanza chiara dei traguardi a cui vuole ambire The Last of Us Parte II.
    In base alle parole di Naughty Dog, il combattimento risentirà di tantissime alternative ambientali. Ellie è in grado, ad esempio, di schivare gli assalti nemici, il cui moveset si modifica a seconda dell'arma che stanno imbracciando: se eviteremo un colpo col corretto tempismo, insomma, potremo vedere l'assalitore scontrarsi con la scenografia, impattare con una superficie solida e restare così alla mercé dei nostri attacchi.
    È questo un sistema basato sulle collisioni e l'interazione, tramite il quale sia la protagonista che i suoi aguzzini potranno utilizzare le stesse armi poste lungo l'ambientazione. Si tratta, in breve, di una dimensione molto più realistica e "cinematica" del duello melee, che garantisce un grado superiore di profondità e dinamismo, rendendo ogni battaglia ansiogena, "fisica" e diversa l'una dall'altra. Una parziale ma importante rivisitazione del combat system che, inoltre, risente anche della rinnovata intelligenza artificiale implementata per questo ambiziosissimo sequel.

    Come combattono gli esseri umani

    Lo abbiamo intuito dal trailer: ora gli umani sembrano possedere routine comportamentali molto più complesse ed articolate, capaci di reagire in funzione delle circostanze. Naughty Dog ha ricalibrato dal principio il meccanismo che regola la gestione dell'IA, dando vita così a nemici assai più pericolosi di quelli affrontati nel titolo d'esordio. Gli avversari posseggono una maggiore consapevolezza di ciò che li circonda, sono in grado di radunarsi, di comunicare tra di loro, di scambiarsi informazioni sulla posizione di Ellie. Si affacciano negli angoli, si abbassano per sbirciare sotto le carrozzerie degli automobili, e possono afferrare alle spalle la ragazza nel tentativo di sopraffarla. Una superiore conoscenza dell'area implica anche che nessun posto sarà più davvero al sicuro dalla caccia selvaggia dei predatori umani. La densità variabile dell'erba ora non diverrà più garanzia di copertura integrale, e saremo dunque costretti ad agire stando costantemente attenti agli spostamenti, sempre più verosimili, dei NPC. Elaborati pattern, dunque, contribuiranno a delineare le loro personalità: li vedremo dunque dialogare, farsi prendere dal panico, cercare con tutti i mezzi a disposizione di salvarsi la pelle. Ne abbiamo avuto un saporito assaggio dal video mostrato sul palco di Sony: il dominio dello spazio, la coordinazione degli attacchi, le reazioni ai colpi o al pericolo rendono i nemici di The Last of Us Parte II incredibilmente "umani". Dati gli (apparenti) perfezionamenti all'intelligenza artificiale degli uomini, siamo molto incuriositi da quanto potranno cambiare gli atteggiamenti degli infetti, di solito connessi ad abitudini molto più lineare, selvagge ed istintive.
    Siamo convinti che Naughty Dog abbia in serbo per noi qualche succulenta sorpresa anche su questo fronte, e pertanto non vediamo l'ora di ascoltare di nuovo, nel buio, il gracchiare sibilante di qualche ripugnante clicker.

    L'animazione di un bacio e quella di un omicidio

    Nello sguardo di Ellie c'è un po' di tenerezza, ed un po' di timore. Quando danza insieme a Dina, il suo sorriso è tremolante. Diverso quello della sua partner, che appare invece molto più audace, più sicura di sé.

    Naughty Dog ci racconta queste sfumature con piccoli accenni delle labbra, con zigomi a malapena pronunciati, modellati in una leggera smorfia di imbarazzo. In poco tempo, simili espressioni di dolcezza si tramutano in rantoli di rabbia, ferocia e dolore. È il miracolo tecnico di un team che non teme, ad ogni nuovo lavoro, di porre un po' più in alto l'asticella qualitativa. Sul versante visivo, e nello specifico su quello delle animazioni, The Last of Us Parte II sembra un prodigio di nuova generazione. La sequenza di gameplay si pone ad un livello superiore, irraggiungibile sia dagli scorsi titoli del team, sia da moltissimi altri Tripla A disponibili attualmente sul mercato. Vedere Ellie reagire ad un proiettile che le sfiora il braccio, strappare di forza una freccia da un cadavere, oppure mozzare il cranio di un ostile mette in scena un impatto grafico pazzesco.

    Gran parte del merito spetta alla tecnologia del cosiddetto "motion matching", il quale mescola insieme centinaia di animazioni, e poi connette tra di loro quelle più corrette a seconda di ciò che il giocatore e i NPC decidono di fare all'interno di un determinato contesto. È una tecnica già usata in ambito videoludico, che Naughty Dog ha rimaneggiato a proprio piacimento al fine di renderla ancora più impeccabile. In questo modo, nulla dovrebbe più apparire scriptato o forzato, creando l'illusione della naturalezza, della fluidità e del realismo senza compromessi. In gioco, tutto ciò prende le forme di movenze armoniche, come se il giocatore si trovasse davvero all'interno del mondo di The Last of Us Parte II, riuscendo a controllare con piena padronanza ogni passo, ogni corsa, ogni colpo di grazia inferto sul collo di una preda irrigidita dal terrore.

    The Last of Us Parte 2 I cagnacci californiani non ci hanno mai deluso, e difficilmente lo faranno con The Last of Us Parte II. Inutile chiedersi, in sostanza, se quello che abbiamo visto è effettivamente parte del gioco, perché lo sarà. Serve piuttosto domandarsi quante altre meraviglie ancora potremo aspettarci dalla versione definitiva. I dettagli sul processo tecnico e creativo rivelati dal team di sviluppo, d'altronde, non danno adito a dubbi, e delineano il profilo di un'opera potenzialmente maestosa, intenzionata a dettare nuovi standard per quanto riguarda l'approccio contestuale all'ambientazione e l'intelligenza artificiale dei personaggi. Rimane solo da sperare che simili ambizioni possano concretizzarsi appieno. Se così fosse, gli altri congeneri avrebbero un buon motivo per spaventarsi. Ha ragione Dina, in fondo, quando sussurra ad Ellie: “Dovrebbero essere terrorizzati da te...”.

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