The Last of Us American Dreams: il fumetto prequel delle avventure di Ellie

Riassumiamo la storia, volume per volume, del fumetto che racconta del primo incontro tra Ellie e Riley, in attesa di The Last of Us 2.

The Last of Us American Dreams
Speciale: Multi
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • L'articolo contiene spoiler su The Last of Us e sul DLC Left Behind.

    Ci sono momenti talmente dolorosi che forse sarebbe meglio lasciarseli alle spalle. L'addio a Riley è stato uno di questi. Quanto ci viene narrato in The Last of Us: Left Behind ha una forza così struggente che, nonostante la delicatezza del racconto, vien quasi voglia di cancellarlo dalla memoria, per non pensarci più, per evitare che il cuore si ferisca ancora. Ma in fondo è impossibile. Non solo il finale del primo The Last of Us ci ricorda quel momento tramite la confessione di Ellie, ma anche il legame che la ragazza pare stringere con Dina, all'inizio del secondo capitolo, ci porta a creare inevitabilmente una sorta di parallelismo con il sentimento che la protagonista ha provato per Riley. Un nuovo amore che - come vi abbiamo descritto nella nostra prova della demo di The Last of Us Parte 2 - sembra destinato a finire nel più tragico dei modi.

    Eccezion fatta per Left Behind, Naughty Dog non ha mai approfondito la figura della giovane ribelle, che nel contenuto aggiuntivo conosce Ellie già da molto tempo. Quello che il DLC tratteggia con dolcezza è dunque l'ultimo atto di un'amicizia già ampiamente consolidata, pronta a sfociare in qualcosa di più. A mettere in scena il primo incontro tra le due ragazzine ci pensa invece The Last of Us: American Dreams, una mini serie a fumetti in quattro volumi, scritta nientemeno che da Neil Druckmann in persona e disegnata da Faith Erin Hicks. Prequel delle vicende di Left Behind, l'opera ha raggiunto le librerie nel 2013: benché siano trascorsi molti anni dalla sua distribuzione, abbiamo deciso di sfogliarla nuovamente, sia per ingannare l'attesa prima dell'arrivo di The Last of Us Parte 2 il prossimo 29 maggio, sia per raccontarvi tutta la storia di come Ellie ha conosciuto il suo primo amore. Perché, in fin dei conti, Riley non merita di essere dimenticata.

    Giovani ribelli in una scuola militare

    Sono trascorsi diciannove anni da quando l'infezione del fungo Cordyceps ha frantumato le fondamenta della società, tramutando la maggior parte degli esseri umani in mostri famelici. E no, non parliamo soltanto di quelli che sono stati contagiati. Il mondo di The Last of Us, dopo l'Outbreak Day, ha fatto emergere il lato più egoista, bestiale e crudele dell'uomo, pronto a tutto pur di sopravvivere.

    La tredicenne Ellie è figlia di questo ambiente. È giovane, è selvaggia, aggressiva, impavida. Una piantagrane che viene trasferita di scuola in scuola, senza una dimora, come un animale che non vuole restare in gabbia. Nel primo volume di American Dreams la vediamo giungere in un istituto militare di Boston, intenta ad ascoltare musica dal suo walkman: guardando fuori dal finestrino del pullman, scorge un uomo pronto per essere giustiziato dai soldati. Lo osserva morire, per un momento spalanca gli occhi, conscia dell'orrore a cui ha assistito, ma è una sensazione che dura un attimo, giusto il tempo di ricordarsi che quella, d'altronde, è la quotidianità. Tra le mura di questa scuola che tanto assomiglia a un carcere, Ellie ci mette davvero poco a cacciarsi nei guai: mentre fa a botte con i ragazzi del posto, viene tratta in salvo proprio da Riley, che si dimostra ancor più combattiva della "nuova arrivata". In un lampo, la ragazza sbaraglia un branco di bulletti e fugge via, lasciando Ellie faccia a faccia col direttore dell'istituto.

    Quando si trova in punizione, la protagonista si accorge che la sua "salvatrice" le ha soffiato il walkman da sotto al naso. Corre allora subito ad affrontarla, per riprendersi ciò che le è stato tolto: Riley è quasi impressionata dal carattere di Ellie, e dopo averla bonariamente canzonata per i suoi discutibili gusti musicali, le restituisce il maltolto.

    Di notte, senza riuscire a dormire, la nuova arrivata avverte distintamente un rumore di passi e, senza pensarci due volte, comincia a seguirlo, fino a notare Riley intenzionata a evadere dalla scuola. Sceglie allora di affiancare la compagna nel tentativo di fuga. È così che le due ragazze danno inizio alla loro amicizia: con un atto di ribellione identico a quello che, tempo dopo, le avrebbe separate per sempre.

    Le luci del centro commerciale

    Le due saltellano tra i tetti di una Boston avvolta dalla notte e pattugliata dai soldati. Sembrano quasi allegre: quel gesto di rivalsa assomiglia a un gioco, e ha il sapore della libertà. D'un tratto, però, Riley si fa più seria e inizia a parlare del futuro. Rivela a Ellie che, all'alba dei sedici anni, in quella scuola militare dove ora soggiornano, ai ragazzi viene messa in mano una pistola, affinché diventino soldati e assassini, senza possibilità di scelta.

    E Riley non è certo la tipa che permette agli altri di decidere per lei. Ma qual è la via per liberarsi dalle catene che la nuova società ha imposto? Non è ancora tempo per le risposte: durante la scampagnata notturna, le ragazze raggiungono un centro commerciale abbandonato e semi-distrutto. Qui Ellie si lascia catturare dall'insegna di una sala giochi, Raja's Arcade, la stessa in cui si ambienta Left Behind: tra i cabinati in disuso, la protagonista riflette su quanto siano stati fortunati i bambini prima di lei. Riley le indica un videogioco, The Turning, un fighting game hardcore nel cui roster spicca la guerriera Angel Knives, proprio il medesimo personaggio citato nel DLC di The Last of Us, quando Ellie immagina di combattere nei suoi panni. Dopo un piccolo attimo di relax, Riley torna nuovamente pensierosa, e si rimette in marcia.

    Le due fuggiasche raggiungono Winston, un superstite che alloggia in una tenda nella hall del centro commerciale: sotto previo pagamento di una bottiglia di liquore, l'uomo accetta di insegnare a Ellie come si cavalca. Un momento fondamentale per i risvolti futuri, poiché saranno proprio queste abilità a permettere alla ragazzina di sopravvivere quando Joel resterà gravemente ferito.

    Mentre Winston e la protagonista si allenano, Riley mette in atto il suo piano: rubare qualcosa che l'uomo nasconde nella tenda. Quando i due ritornano, il trio viene sorpreso da uno scoppio. È in corso una battaglia e Riley sa bene che dove c'è uno scontro ci sono anche le Luci.

    Sogni Americani

    La ragazza ci ha visto giusto: tramite la trasmittente trafugata a Winston, prova a individuare la posizione dei guerriglieri. Il fumo delle bombe illumina il cielo di Boston. Ellie segue l'amica tra le strade della città, fino a raggiungere una barricata dove i membri delle Luci tentano di vender cara la pelle contro i soldati. È l'occasione perfetta per Riley.

    La ribelle svela di aver rubato nella tenda anche alcune granate fumogene: il suo scopo, d'altronde, è quello di aiutare le Luci per unirsi a loro. È questa la strada che ha deciso di imboccare per ottenere la libertà, anche a costo di divenire una criminale. Il sogno americano prevede che chiunque, con duro lavoro e volontà, possa essere ciò che desidera: ecco perché Riley vuole spezzare le costrizioni di una società che le impone di essere un soldato. Sceglie, insomma, di essere libera.

    Ellie decide di darle una mano, e lancia la bomba nel campo di battaglia. Vengono però individuate dai militari e si danno alla fuga. Giunte in un vicolo, le ragazze - credendo di essere al sicuro - subiscono l'assalto di un'infetta: ne deriva una violenta colluttazione, dalla quale ovviamente le protagoniste escono vincitrici e quasi del tutto illese.

    Peccato soltanto che il momento dell'esaltazione duri il tempo di un respiro. Ben presto un'orda ben più numerosa di mostri inveisce verso di loro: solo l'intervento armato delle Luci le salva da morte certa. Il gruppo si dimostra però più ostile del previsto, e - dopo averle messe entrambe fuori combattimento - le rapisce per portarle via con sé. Dall'ombra, una figura conosciuta fa il suo ingresso in scena.

    Il coltello

    Ellie si risveglia a terra, incappucciata. Ascolta le chiacchiere dei rapitori, e nel frattempo cerca di liberarsi. Non appena ci riesce, e si accinge a colpire gli aggressori, viene fermata dalla voce di Marlene, la leader delle Luci, che intima ai suoi uomini di slegare anche Riley. Dopodiché, la donna consegna a Ellie una lettera: ha lo sguardo teso, come se stesse in procinto di confessare alla ragazzina una scomoda verità.

    Dal canto suo, Riley si rivolge a Marlene, ammettendo la sua ammirazione nei suoi confronti e svelando l'intenzione di unirsi alle Luci per salvare il Paese e i suoi cittadini. La conversazione viene però interrotta da un gruppetto di predoni, imbattutisi nei ribelli per puro caso: lo scontro a fuoco vede vincitori le Luci, e in un simile frangente le due protagoniste assistono alla durezza di spirito di Marlene, che uccide a sangue freddo uno dei banditi.

    Riley - per mostrare la sua fermezza d'animo - racconta parte della sua tragica storia: la ragazza conosce infatti il valore del sacrificio, dal momento che è stata costretta di propria mano ad uccidere il padre dopo che questi, una volta contagiato, ha sbranato la madre dinanzi ai suoi occhi. Marlene, tuttavia, non è affatto impressionata: un simile dramma è fin troppo comune nel mondo di The Last of Us, e quasi tutti i sopravvissuti hanno un peso di questa portata che grava sulle loro spalle.

    A quel punto finge di minacciare Riley di morte, per testarne la caparbietà, ma Ellie interviene, rubando una pistola e puntandola contro la donna. E quando la tensione raggiunge i massimi livelli, ecco che Marlene chiama la protagonista per nome. La conosce bene, sa delle sue intemperanze, delle risse in cui è stata coinvolta, delle scuole che ha frequentato. È stata la madre di Ellie, Anna - un tempo amica di Marlene - a chiederle, prima di morire, di vegliare sulla figlia e di tenerla quanto più possibile al sicuro.

    La leader delle Luci dona così alla ragazza il coltello che apparteneva alla mamma. Prima di andar via, Riley volge un ultimo sguardo disilluso a quel gruppo di cui voleva far parte. Le giovani ribelli risalgono un tombino, e si preparano a tornare a casa dopo una notte di spensieratezza, adrenalina, terrore e delusione.

    Ancora scombussolata dalla verità, Ellie incita Riley a scappar via dalla città, per iniziare una nuova vita. La risposta dell'amica è ben diversa da quella che si aspettava: "Andar via da questa zona? È solo un altro modo per morire. Tutte le strade portano alla stessa fine". Tornata nella stanza dell'istituto, Ellie indossa le cuffie del walkman. La lettera della madre è aperta sul suo letto. Stringe il coltello a sé e chiude gli occhi.

    Li riaprirà qualche tempo dopo, quando Riley la porterà con sé di nuovo nel centro commerciale abbandonato. Sarà lì che, una volta morse, le due amiche sceglieranno di rendere tutto poetico e perdere la testa insieme. Sono passati anni e, da adulta, Ellie sta ancora aspettando il suo turno.

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