The Last of Us: tutti gli infetti e i mostri del gioco Naughty Dog

In attesa del ritorno di Ellie, impariamo a conoscere i nostri nemici nati dalle spore del fungo Cordyceps: gli infetti di The Last of Us.

The Last of Us Parte 2
Speciale: PlayStation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Dopo aver contaminato i campi di grano del Sud America, il Cordyceps di The Last of Us si è diffuso in Messico e negli Stati Uniti, a causa dell'ingente richiesta di grano da parte dei due paesi. In pochi anni quest'inarrestabile minaccia biologica ha provocato la caduta dell'umanità e ha consegnato il globo nelle mani degli infetti, degli esseri mossi dal solo scopo di completarne l'opera mortifera. Nel corso del loro viaggio alla volta del St. Mary's Hospital, Ellie e Joel si sono ritrovati a fronteggiare molti di questi esseri mutati, che - complici i diversi stadi dell'infezione - li hanno sorpresi con un mix letale di temibili abilità.

    In aggiunta, essendo ambientato cinque anni dopo gli eventi del primo capitolo, The Last of Us Parte 2 introdurrà alcuni abomini ancor più temibili dei Clicker e dei Bloater, perché caratterizzati da uno stadio avanzato dell'infezione fungina. In attesa di mettere le mani sull'opera di Naughty Dog, abbiamo passato in rassegna le informazioni sulle caratteristiche fisiche e i talenti degli infetti che popoleranno il mondo di gioco, che pare avere le carte in regola per diventare uno dei più pericolosi che siano mai stati creati.

    I Runner

    Gli infetti di The Last of Us sono un'ulteriore dimostrazione di quanto Naughty Dog costruisca con passione e dedizione i suoi mondi. Lontani dagli zombie convenzionali, sia per le mutazioni legate all'infezione fungina, che per le inusuali capacità offensive, i mostri fanno capo a delle "classi" che rappresentano i vari stadi della CBI (Cordyceps Brain Infection), una piaga biologica che i giocatori hanno imparato a temere. Venir morsi da un infetto o inalare grandi quantità di spore porta il malcapitato di turno a tramutarsi in un Runner, previo un breve periodo di incubazione.

    Dopo aver raggiunto il liquido cerebro-spinale e quindi il cervello, il fungo comincia a prendere letteralmente il controllo dell'ospite, che mostra comportamenti sempre più violenti fino a perdere la ragione. In realtà, mentre alcuni Runner attaccano a vista le prede sane, ne esistono altri che esitano più del dovuto: il decorso dell'infezione è particolarmente crudele con questi ultimi, la cui coscienza lotta disperatamente prima di scomparire nell'oblio.

    Sono questi gli esemplari che gridano di dolore perché consci della mutazione in corso, questi che - mentre si lanciano contro i propri affetti o altre persone - darebbero qualsiasi cosa per andare a riposare. Insomma, non è un caso che Tess abbia scelto di morire per mano della FEDRA piuttosto che trasformarsi in un Runner.

    Riconducibili al primo stadio dell'infezione, i Runner non presentano le escrescenze degli Shambler o le placche fungine sul capo ma è comunque possibile evincere il fatto che il Cordyceps li stia lentamente consumando. La crescita del fungo ad esempio danneggia sensibilmente il loro apparato visivo, sebbene gli occhi di color arancio continuino a compiere la loro funzione in qualche forma.

    In aggiunta, le vene ingrossate sul volto e le piccole composizioni fungine nei pressi della bocca sono tratti tipici dei Runner che, quando in stato di relativa quiete, avanzano in modo incerto e convulso. L'ottimo udito e le discrete capacità visive permettono a questi esseri di scoprire molto facilmente coloro che gli si avvicinano, il che li rende i perfetti compagni di Bloater e Clicker, che invece possono affidarsi soltanto all'ecolocazione. Pur senza i loro "cugini", i Runner sono molto pericolosi, perché possono lanciarsi contro i nemici a grande velocità per poi afferrarli e strappar loro la giugulare.

    A tal proposito, in The Last of Us Parte 2 incontreremo dei Runner ancor più temibili del solito, poiché Anthony Newman e Neil Druckmann volevano servirsene per instillare tensione nei giocatori. Nonostante fossero già in grado di attaccare in gruppo, nel secondo capitolo formeranno delle vere e proprie "orde" (questo il termine utilizzato da Druckmann) per dare la caccia a Ellie, il che dovrebbe spingere la giovane a evitare gli scontri a viso aperto in favore di un approccio più ragionato.

    Gli Stalker

    Tra i Runner e i Clicker vi è uno stadio intermedio che forse non ha ottenuto la stessa popolarità dei suoi colleghi infetti, complice uno screentime piuttosto limitato nel primo capitolo di The Last of Us. Gli Stalker -questo il loro nome - si incontravano nel seminterrato di un hotel a Pittsburgh, nel DLC Left Behind e in pochissime altre occasioni: da qui la decisione di Druckmann di espandere il loro ruolo nel sequel, in cui li ritroveremo grandi protagonisti di alcune sezioni a tinte horror.

    La capacità degli Stalker di muoversi in silenzio nel buio, per poi assalire Ellie nelle stanze logore di palazzi abbandonati, è stata sfruttata pienamente dal team di sviluppo, che tramite questo tipo di infetti potrebbe riuscire a farci saltare dalla sedia in più occasioni. Ma quali sono le caratteristiche che distinguono gli Stalker dai Runner?

    In primo luogo, gli esseri al secondo stadio della CBI vengono privati della vista, poiché il fungo cresce fino a fuoriuscire da uno dei due occhi e dalla parte superiore del capo. I chiari segni dell'evoluzione del Cordyceps si manifestano anche sulle braccia, il torace e il collo degli Stalker, con lo strato più esterno dell'epidermide che in diversi punti viene disgregato dal fungo.
    Sebbene la taglia delle creature resti quella di un normale essere umano, è il fenomeno della bioluminescenza a dimostrare che questi mostri non lo sono più. Al buio infatti è possibile notare le ramificazioni fungine degli Stalker sotto la pelle, il che li dota di un macabro fascino che però non dovrebbe spingere ad abbassare la guardia.

    Essendo praticamente ciechi, questi mostri si servono dell'ecolocazione ed emettono dei tipici "croack" per intuire la posizione dei nemici. Ormai sotto il controllo del fungo, il cervello non si comporta più in modo naturale e quindi non limita la velocità dei movimenti e l'uso della forza degli Stalker, che - come i più letali cacciatori - si avvicinano di soppiatto all'avversario per poi coglierlo di sorpresa. Giocare al loro stesso gioco e tentare di assalirli in silenzio è possibile ma molto pericoloso, soprattutto quando questi abomini sono in gruppo, perché basterebbe una singola disattenzione per perdere i panni del cacciatore e tramutarsi in una preda impaurita.

    I Clicker

    Uno Stalker impiega circa un anno per trasformarsi in un Clicker, forse la tipologia di infetto più famosa e iconica del mondo di The Last of Us. Durante lo sviluppo del primo capitolo, Neil Druckmann e Bruce Straley hanno avuto un po' di problemi nel trovare l'abominio biologico perfetto, finché un artista non ha cominciato ad applicare parti di fungo sui volti di esseri umani sfigurati. È in questo modo che è nato l'aspetto dei Clicker, che costituiscono il terzo stadio dell'infezione cerebrale da Cordyceps.

    Immaginate da Straley in persona, le tipiche movenze convulse di questi esseri richiamano il concetto di "imprevedibile", mentre il loro "Click" - un verso legato a una forma decisamente più avanzata di ecolocazione - è stato pensato per trasformare un suono tipico della quotidianità in un qualcosa capace di instillare terrore. Al netto di una cavità orale ben visibile, i Clicker hanno il volto ricoperto dal fungo che, pur distruggendone completamente l'apparato visivo, costituisce una corazza capace di proteggere il capo dai proiettili e dalle armi corpo a corpo, seppur limitatamente.

    Sotto ai vestiti logori e strappati dei Clicker è possibile notare la presenza di grosse placche fungine, soprattutto sul torace e l'addome, segno che questi si stiano trasformando lentamente in dei giganteschi Bloater. L'arcata dentale superiore frammentata e la testa pesantemente deforme sono altri tratti tipici dei Clicker, che è meglio ingaggiare solo con elevate possibilità di andare a segno. Se un malcapitato dovesse mancare il bersaglio o colpirli al corpo, infatti, si ritroverebbe braccato dai mostri in un batter d'occhio per poi perire ingloriosamente. Oltre a possedere una buona resistenza, del resto, i Clicker sfoggiano una forza sovrumana in grado di mettere in difficoltà anche i combattenti del calibro di Joel. Agile, scattante e coraggiosa, la giovane Ellie farà uso di rapidi affondi e schivate fulminee per vendere cara la pelle contro questi mostri e guadagnarsi l'accesso ad aree secondarie piene di risorse e frammenti di tragiche storie. Eliminarli di soppiatto sarà ancora l'approccio consigliato e - come da tradizione - basterà un piccolo rumore per vederli lanciarsi contro la protagonista e i suoi amici.

    I Bloater e i nuovi abomini

    Spesso gli Stalker e i Clicker capiscono di star perdendo le forze. Per questo motivo raggiungono un luogo buio e umido, si lasciano morire e liberano una gran quantità di spore, in modo da consentire al Cordyceps di infettare gli sfortunati che si avventurano nelle strutture abbandonate con una maschera logora o danneggiata. A volte però - quando un abominio sopravvive per diversi anni - esiste la possibilità che si trasformi in un feroce Bloater, un essere imponente, corazzato e letale.

    Il quarto stadio della CBI lo potremmo descrivere come "vita che prende vita sulla vita", giacché non ha praticamente più nulla in comune con un essere umano. Sorvolando sui suoi piedi, che pur essendo ingrossati restano bene o male quelli di un sapiens sapiens, le carni marcescenti, gli agglomerati di placche ed escrescenze fungine lo rendono un essere terrificante e massiccio, capace di resistere a esplosioni, colpi di grosso calibro e attacchi corpo a corpo. Permettere a questo "predatore del Cordyceps" di raggiungere Joel in The Last of Us significa condannare il protagonista a una morte atroce, poiché è impossibile batterlo in uno scontro diretto.

    Utilizzare il lanciafiamme a debita distanza o ricorrere alle bombe molotov è un buon modo per danneggiare il Bloater, che però possiede un formidabile asso nella manica per contrattaccare. Il mostro infatti strappa delle sacche di micotossina dal proprio corpo e le lancia verso le prede che, se colpite, muoiono o vengono irreparabilmente avvelenate. Di contro il Bloater paga la forza e la resistenza con una scarsa motilità e un'ecolocazione più rudimentale rispetto a quella del Clicker ma questo non smetteva di farne la creatura più temibile di The Last of Us.

    Parlare al passato è d'obbligo visto che nell'ultima opera di Naughty Dog fronteggeremo degli infetti ancor più pericolosi e sviluppati dei Bloater. D'altronde The Last of Us Parte 2 è ambientato cinque anni dopo gli eventi del predecessore e Neil Druckmann ha ideato nuovi stadi della CBI per sottolinearlo con forza. Il primo nuovo arrivato nella famiglia del Cordyceps è lo Shambler, che possiede tutte le carte in regola per farsi spazio tra gli incubi numero uno dei giocatori.

    Corazzati ma in una sorta di stato di decomposizione, gli Shambler sono tanto orridi quanto agili e riescono senza troppi problemi a star dietro a Ellie. Quando sono abbastanza vicini alla coraggiosa diciannovenne rilasciano delle fitte nuvole corrosive in grado di infliggerle ingenti danni e in quel caso starà alla protagonista scegliere come comportarsi. Al prezzo della propria salute infatti, Ellie potrebbe scegliere di entrare volontariamente nella nube venefica per sparire dal campo visivo dei nemici e abbandonare uno scontro altrimenti insostenibile.

    Tornando a noi, gli Shambler sono estremamente resistenti ai colpi di arma da fuoco e continuano a essere una minaccia anche in punto di morte e cioè quando emettono un lamento tremendo per poi esplodere con violenza. Anthony Newman e lo stesso Druckmann hanno menzionato l'arrivo di altre classi di infetti, che - forti di queste premesse - attendiamo con ansia di fronteggiare nel prodotto finito.

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