The Last of Us Parte 2: la ferocia di Ellie nel nuovo gameplay

Il nuovo State of Play ha mostrato inedite sequenze di gameplay di The Last of Us Parte 2: analizziamolo insieme!

The Last of Us Parte 2: State of Play
Anteprima: PlayStation 4
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Disponibile per
  • PS4
  • PS4 Pro
  • "Ti ricordi di me?" - sussurra Ellie a Nora, puntandole contro la sua pistola.
    "Sì, ti ricordi di me!" - asserisce poi con piena consapevolezza, e con uno sguardo che sembra più perforante dei proiettili.
    Anche noi ci ricordiamo di Ellie, di quella ragazzina aggressiva, lontana dall'innocenza dei bambini, un'assassina a volte spietata e altre volte un po' spaventata. Ci ricordiamo di lei, nel primo The Last of Us, quando possedeva però un briciolo di speranza nell'umanità, quando credeva ancora di poterla salvare grazie alla sua immunità all'infezione del Cordyceps. Di quella Ellie, in The Last of Us Parte 2, sembra rimasta solo la furia, che pare aver fagocitato qualsiasi forma di compassione. Il nuovo video svelato nel corso dell'ultima puntata dello State of Play ha messo maggiormente in luce la brutalità di un'avventura che non ha alcun timore di colpire il giocatore dritto allo stomaco. Raccontato dal director Neil Druckmann, l'approfondimento sulla storia e sulle dinamiche ludiche del sequel ha messo in mostra un gameplay che si muove in perfetta coerenza con la narrazione: così come la trama si nutre dell'odio di Ellie, così anche le meccaniche di gioco sono figlie di quella violenza che nasce dal rancore.

    "Il gioco più grande e ambizioso di Naughty Dog"

    In nostro precedente speciale sullo Story Trailer di The Last of Us Parte 2, abbiamo ipotizzato che una parte dell'esperienza si sarebbe focalizzata sui fatti che hanno coinvolto i due protagonisti poco dopo gli eventi del primo capitolo. Questo nuovo State of Play ce ne dà una piccola conferma: la ricostruzione di alcune sequenze appartenenti alle fasi finali del capostipite con il motore grafico del sequel ci lasciano immaginare che la trama indagherà un po' più a fondo nel rapporto tra Joel ed Ellie, magari analizzando le conseguenze di quell'atto di amorosa menzogna perpetrato dall'ex contrabbandiere.

    Anni dopo la clamorosa conclusione di The Last of Us, i protagonisti hanno ricominciato un'altra vita a Jackson, dove sembrano condurre un'esistenza quasi normale all'interno di una pacifica comunità. Ma come dice Neil Druckmann, un avvenimento terrificante destabilizzerà gli equilibri di Ellie, che si incamminerà in cerca di vendetta.

    Nel suo percorso dovrà fronteggiare diverse fazioni che si contendono una Seattle ormai in rovina: da una parte il WLF (Washington Liberation Front), una milizia che elimina a vista o imprigiona chiunque si intrufoli nelle sue zone, e dall'altra un gruppo di fanatici religiosi noti come i Serafiti, dediti ad un simbolico autolesionismo.

    Stando alle parole del director, il mondo di gioco imbastito da Naughty Dog è il più ambizioso che il team abbia mai creato, non solo in termini di ricostruzione scenica, ma anche di estensione: al di là del realismo, a colpire è l'ampiezza delle aree esplorabili, che di primo acchito sembrano espandere enormemente le mappe più contenute del primo capitolo e portare alle estreme conseguenze un approccio ludico assaggiato a piccole dosi anche in Uncharted 4. Naughty Dog pare dunque spingersi sempre di più in direzione della libertà concessa all'utente, non rinunciando alla spettacolarizzazione delle sequenze più scriptate ma lasciando che siano i giocatori a crearle volontariamente, senza imporgli uno specifico ritmo di gioco. La possibilità di Ellie di saltare, arrampicarsi o usare una corda per raggiungere posizioni sopraelevate non è di certo una meccanica di gameplay rivoluzionaria, ma nell'economia ludica di The Last of Us permette alla produzione di trovare una nuova dimensione, massimizzando tutto ciò che il level design ha da offrire.

    L'ampliamento degli spazi comporta, prevedibilmente, eventi secondari a cui assistere e nuovi meccanismi di approccio: nell'obiettivo di Naughty Dog, stealth e azione si susseguono senza soluzione di continuità, e viaggiano in simbiosi con una costruzione scenica pensata per adattarsi alle esigenze dell'utente. La rinnovata estensione delle mappe sprona dunque il giocatore ad avanzare nel modo in cui ritiene più opportuno, alle volte persino evitando del tutto alcuni incontri con le creature ostili. Inoltre, la varietà scenica e la conformazione delle aree sono tali da richiedere l'uso di un cavallo o di una barca per darci l'opportunità di visitare ogni anfratto dell'ambientazione. The Last of Us, insomma, amplia la portata del suo mondo, tutto a beneficio del gameplay.

    Le minacce da affrontare

    Per quanto gli umani rappresentino sempre la minaccia potenzialmente più pericolosa, anche gli infetti sono tornati alla carica: oltre ai ben noti Runner, Clicker e Stalker, The Last of Us Parte 2 dà il benvenuto agli Shambler, creature grosse, goffe, ben protette e dannatamente letali che, se approcciate a distanza troppo ravvicinata, emettono spore corrosive che ustionano la protagonista. Ma Ellie ha la pelle dura: è una combattente, agile, scattante e letale.

    Dalla fisicità ben diversa rispetto a quella di Joel, la ragazza si muove con più rapidità, colpisce di netto, e riesce a schivare con precisione gli assalti avversari. Dal video di gameplay, sembra proprio che il tempismo delle schivate sarà molto importante per avere la meglio sui nemici negli scontri corpo a corpo: in base alle parole di Druckmann, con la giusta pratica potremo comprendere in anticipo quando calcolare correttamente il tempo per scansare il colpo, a seconda delle diverse armi impugnate dai bersagli.

    Gli scontri si fanno dunque molto fisici, ruvidi e terribilmente violenti: Ellie non si fa scrupoli a usare un avversario come scudo umano, e le animazioni contestuali, legate all'utilizzo dei vari oggetti sulla scena, contribuiscono a trasmettere una sensazione di realismo di grandissimo impatto.

    Sempre in nome della libertà concessa all'utente dall'ampliamento delle aree esplorabili, potremo anche scovare dei manuali grazie ai quali apprendere nuove tecniche di modifica delle armi, in maniera tale da personalizzare ulteriormente lo stile di gioco e ripulire le diverse zone con approcci sempre nuovi, direttamente connessi alle risorse a nostra disposizione. Date simili premesse, The Last of Us Parte 2 recupera le logiche ludiche del capostipite per acuirne le potenzialità con scelte di game design che, se prese singolarmente, non paiono certo totalmente innovative, ma che - una volta sommate tra di loro - danno forma ad un'avventura caratterizzata, almeno in apparenza, da una cura per il dettaglio davvero fuori parametro.

    Una cattiveria che si avverte e si ascolta

    La lunga demo di gameplay mostrata in coda allo State of Play è stata scelta da Sony probabilmente per evidenziare le caratteristiche distintive della produzione, in una scena nella quale si susseguono momenti più lineari, porzioni di storytelling e sequenze più ariose in cui osservare le routine dell'intelligenza artificiale e la gamma di soluzioni ludiche a disposizione.

    Ellie ora ha imparato a nuotare, può immergersi per sfuggire all'occhio degli inseguitori, oppure usare qualche lurido specchio d'acqua per sbucare in un'altra zona della mappa; allo stesso modo si arrampica, sgattaiola tra l'erba alta o tra i condotti d'aerazione, pronta a colpire i suoi bersagli sia in stealth, munita di arco e silenziatore, sia a viso aperto, fracassando letteralmente i crani di chi si trova sul suo cammino.

    La cattiveria, in The Last of Us Parte 2, si "sente": da un lato c'è il contraccolpo fisico dato dalle incredibili animazioni dei corpi che manifestano apertamente il proprio dolore, e dall'altro il sound design possiede un'intensità tale da essere quasi destabilizzante. Il lamento soffocato di chi viene sgozzato, il guaire sofferente di un cane in fiamme, o le urla di panico di chi viene stanato sono effetti sonori implementati con un vigore così realistico da trasmetterci una sensazione di disagio avvertibile.

    Coerentemente con la crudezza del racconto, incentrato - lo ricordiamo - sul cammino di vendetta di Ellie, pare che Naughty Dog voglia immergerci in questa epopea di odio e brutalità facendoci avvertire il peso di ogni morte. Sul versante dell'impostazione di gioco, abbiamo visto solo la superficie di quello che The Last of Us Parte 2 ci offrirà nella versione finale, eppure già da ora si evince come l'impegno profuso nella strutturazione del level design raggiunga gradi di elaborazione incredibilmente elevati: nella demo, d'altronde, è possibile notare aree piuttosto ampie, sia interne che esterne, dove è facile intravedere sentieri alternativi da imboccare.

    E così The Last of Us Parte 2 non sembra intenzionato a rivoluzionare il suo genere di riferimento, ma a nobilitarlo e valorizzarlo al pieno delle capacità espressive dell'attuale generazione: mimica facciale, sound design, cura per il particolare, regia dinamica, e script non obbligatori si intrecciano per comporre un'esperienza che - in base a quanto ammirato dal video - mescola con perizia rara sia la spettacolarità tipica degli adventure, sia il tatticismo dei survival. Il tutto all'insegna di una ferocia per la quale - ne siamo sicuri - ci sarà un prezzo molto alto da pagare.

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