The Legend of Zelda: cronologia di una saga leggendaria

Ripercorriamo insieme la straordinaria cronologia degli episodi di The Legend of Zelda, in occasione del 35° anniversario della serie Nintendo.

The Legend of Zelda Timeline
Speciale: Nintendo Switch
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  • Switch
  • In principio era il nulla. Poi, d'un tratto, tre divinità calarono dal cosmo per plasmare il mondo. Din, Dea della Forza, s'impegnò a modellare la terra; Nayru, Dea della Saggezza, creò la legge e l'ordine; infine Farore, Dea del Coraggio, generò la vita. Conclusa l'opera, le creatrici ascesero verso l'immensità fino a scomparire per sempre, lasciandosi però alle spalle un ultimo, straordinario retaggio. Dei triangoli dorati, simboli dei rispettivi poteri delle dee: tre parti di un'unica reliquia, la Triforza, capace di esaudire i desideri di chiunque, toccandola, dimostrasse di possedere tutte e tre le virtù rappresentate dai singoli frammenti.

    Quando nel ‘98, per la prima volta in assoluto, Ocarina of Time mise in scena la Genesi dell'universo di The Legend of Zelda, non tutti, plausibilmente, colsero il potenziale narrativo di quella rivelazione. Parliamo d'altronde di una serie che prima di allora - e per molti episodi a seguire - non ha mai dato l'idea di volersi concentrare su una continuity rigorosa, dando anzi modo a chiunque d'inserirsi in qualsiasi avventura senza per forza conoscere gli eventi delle puntate precedenti, salvo rare eccezioni (è il caso, ad esempio, dei due Oracle per Game Boy Advance). Nel contempo, da un certo punto in avanti, è diventato sempre più difficile non notare i numerosi aspetti riconducibili a una mitologia condivisa, finanche alcuni rimandi specifici fra un capitolo e l'altro su cui i fan hanno cominciato a interrogarsi con una certa insistenza.

    Le domande, svariate, trovarono una risposta concreta nel 2011, non solo l'anno d'esordio di Skyward Sword, ma anche il momento in cui Nintendo, pubblicando il volume Hyrule Historia, confermò l'esistenza di una cronologia ufficiale capace di connettere, con buona coerenza, tutti i videogiochi del franchise. Pagine di un racconto tanto articolato quanto affascinante, che, in occasione del trentacinquesimo anniversario di Zelda, tenteremo di riassumere nel corso di questo speciale.

    Corsi e ricorsi leggendari

    Torniamo dunque alla Creazione, ripresa e approfondita proprio da Skyward Sword, il titolo da cui il mito di The Legend of Zelda ha inizio. La Triforza, composta delle sue tre parti, fu subito affidata alla dea Hylia, protettrice degli Hylian, gli esseri viventi primigeni. Passò poco tempo, però, prima che da alcune spaccature del terreno emergesse un male disposto a tutto pur di impossessarsene: una marmaglia di mostri capeggiata da Mortipher, il Re Demone dal crine fiammeggiante. Impossibilitata a usare la Triforza - è un privilegio che spetta solo ai mortali -, Hylia soccorse la sua gente nell'unica maniera possibile: staccando una porzione di terraferma per trascinarla in cielo, insieme al santo cimelio dalla sagoma isoscele. Mentre in cima alle nubi la quotidianità iniziava a riprendere il suo corso, in superficie imperversava una battaglia senza precedenti che terminò con la sconfitta delle creature malvagie e l'isolamento di Mortipher nella Terra dell'Esilio.

    Conscia di non poter reprimere a lungo l'ira del demonio, la divinità decise inoltre di rinunciare alla propria forma spirituale per rinascere, anni dopo, nelle spoglie inconsapevoli di Zelda, una femmina Hylian dell'isola Oltrenuvola, nella speranza di sfruttare il potere della Triforza contro il temibile nemico.

    Quando però la ragazza, travolta da un turbine, precipitò oltre i confini delle terre basse, spettò a Link, suo compagno di scuola, l'arduo compito di forgiare la Spada Suprema per poi viaggiare fra passato e presente e ritrovare l'amica, apprendere con lei il destino di entrambi e infine divenire l'Eroe che avrebbe posto fine alla minaccia dell'antico nemico, rinato dopo una serie di vicissitudini. Nondimeno, prima che la sua anima si spegnesse nella lama leggendaria, Mortipher ebbe il tempo per pronunciarsi in una maledizione inestinguibile.

    Ogni qualvolta i discendenti del guerriero e della dea fossero venuti al mondo, l'odio dell'avversario si sarebbe reincarnato. È questo, in fondo, il perno diegetico dell'intera epica zeldiana: era dopo era - gioco dopo gioco - il Bene rivivrà sulla terra nei corpi di altri "Zelda" e "Link", e il Male non tarderà a risvegliarsi nei panni di nuovi, oscuri signori. A secoli di distanza dai fatti presentati in Skyward Sword, dopo la definitiva fondazione del regno di Hyrule al disotto delle nuvole e la legittimazione della famiglia reale, il Demone fece ritorno nelle vesti di Vaati, stregone antagonista di The Minish Cap e Four Swords che i Link e Zelda delle rispettive epoche seppero neutralizzare, non senza l'ausilio di un'altra arma portentosa, la Quadrispada. Nel frattempo, fra i deserti della popolazione nota col nome di Gerudo, stava per nascere colui che avrebbe veicolato il rancore di Mortipher per il resto dell'eternità: Ganondorf Dragmire, il Re dei Ladri.

    La Forza del Male

    L'entrata in scena di Ganondorf è un avvenimento di cruciale importanza, che complica in maniera sostanziale la cronistoria di The Legend of Zelda. Unico maschio venuto alla luce nell'arco di cent'anni, il piccolo malpelo, come da tradizione Gerudo (un popolo composto di sole donne combattenti), fu automaticamente designato a successivo sovrano della regione.

    In età matura, egli subì intimamente le conseguenze della cosiddetta Guerra Civile, che vide l'allora Re di Hyrule disinnescare il conflitto che imperversava fra le varie razze del nuovo mondo per poi porle pacificamente sotto la propria egida. Saputo dell'esistenza della Triforza, custodita in un reame segreto (la Terra Sacra) accessibile solamente dal Santuario del Tempo, Ganondorf cominciò a bramarne le illimitate potenzialità al punto di giurare fedeltà al Re e poter così agire indisturbato, in attesa di capire come impadronirsi dell'artefatto.

    L'occasione perfetta si presentò quando Link, un ragazzino proveniente dalla Foresta dei Kokiri, riuscì a intrufolarsi nel castello di corte per parlare con la Principessa Zelda, la quale lo pregò di recarsi nella Terra Sacra prima che lo facesse l'infido leader delle sabbie, apparsole in un brutto sogno premonitore.

    Spezzati i sigilli della Porta del Tempo, il prode fanciullo estrasse infine dal piedistallo la Master Sword - la "chiave" del portale fra Hyrule e il sacro reame - ma, ancora troppo giovane per brandirla, cadde in un sonno della durata di sette anni. A quel punto Ganondorf colse l'attimo per infiltrarsi nel nascondiglio della Triforza e finalmente afferrarla. Non essendo però degno di tenerla fra le mani, ne ottenne soltanto un pezzo, il triangolo della Forza, laddove gli altri due si separarono, scomparendo alla sua vista. Risvegliato dall'anziano Rauru ed eletto Eroe del Tempo, Link, oramai maggiorenne, si mise in cammino per recuperare i magici medaglioni dei Saggi di Hyrule, al che costrinse Ganondorf, dopo uno scontro all'ultimo sangue, a trasformarsi nel suo alter ego bestiale, il cinghialesco Ganon.

    Scissione temporale

    Questo è quanto accadde prima del gran finale di Ocarina of Time, senz'altro l'iterazione più significativa dell'intera serie sotto molti aspetti, storyline compresa.

    Difatti l'istante descritto poc'anzi porta la storia di The Legend of Zelda a divergere in tre progressioni alternative ma di uguale rilevanza. Di seguito riportiamo la suddivisione proposta dall'Enciclopedia ufficiale di Zelda.Nella prima Linea Temporale dell'Eroe Vincitore, Link, scopertosi possessore della Triforza del Coraggio, riuscì ad annientare Ganon combinando il potere della Spada Suprema con il provvidenziale intervento dei Saggi e di Zelda, detentrice della Saggezza. Dopo avere imprigionato Ganondorf nella Terra Sacra, la Principessa, cresciuta e responsabile, rimandò l'Eroe indietro nella sua epoca e tornò alla guida del popolo: da quel momento in avanti, il mondo avrebbe voltato pagina. Ma la lotta fra Bene e Male riprese secoli dopo, quando il campione Gerudo trovò il modo di liberarsi dalla segregazione al fine di vendicarsi e dominare Hyrule.

    Stavolta, però, nessun Eroe scese in campo per sfilare la santa spada e combattere, pertanto gli abitanti del regno invocarono l'aiuto delle divinità le quali, per tutta risposta, scatenarono un diluvio universale che sommerse gran parte del globo, spingendo la civiltà a intraprendere una nuova vita insulare.

    E arriviamo a The Legend of Zelda: The Wind Waker (qui la recensione di The Legend of Zelda: The Wind Waker), che vede al centro Link, un dodicenne dell'Isola Primula pronto a partire per un'avventura fra gli arcipelaghi di un mare sconfinato. Rinvigorita la Master Sword e divenuto l'Eroe dei Venti, il cavaliere, supportato dalla piratessa Dazel (la nuova, ignara erede di Zelda), eliminò la sua nemesi ancora una volta, trafiggendola in pieno volto. A questa timeline si aggiungono anche le vicende minori di Phantom Hourglass e Spirit Tracks, due favole ambientate nella Nuova Hyrule fondata da Dazel anni dopo i fatti appena esposti.Ritornando al punto di frattura, esiste una seconda Linea Temporale dell'Eroe Vincitore che si riallaccia invece alla conclusione di Ocarina of Time per via diretta. Link ebbe la meglio su Ganon, tornò indietro di sette anni per avvisare la Principessa dell'effettivo tradimento dell'uomo Gerudo e poi, di nuovo bambino, partì in cerca di Navi, la sua fatina assistente, da cui si era separato per ragioni sconosciute.

    Attirato da uno Skull Kid, egli si ritrovò nel mondo parallelo di Termina, protagonista di un viaggio sinistro - quello di Majora's Mask - che lo avrebbe portato a scongiurare un'apocalisse incombente. Nel frattempo Ganondorf, a un passo dall'essere giustiziato dai Saggi sul Patibolo del Deserto, riuscì a ribellarsi scampando l'esecuzione, ma venne immediatamente esiliato nel Regno del Crepuscolo, un universo separato dalla realtà lucente dove Hyrule è ubicata sin dalle origini. Lì, fingendosi un dio, seppe manipolare il reietto Zant per fuggire da quella prigionia forzata, promettendogli potere e gloria.

    Così, con il passare del tempo, Zant usurpò il trono di Midna, legittima reggente del Crepuscolo. Poi, con la Stirpe dell'Ombra, il tiranno invase il Mondo della Luce, intrappolando la nuova Principessa Zelda fra le mura del Castello di Hyrule. L'episodio contenuto in Twilight Princess racconta quindi di Link, stalliere del Villaggio Tauro, destinato ad essere il nuovo eroe della leggenda. Avanzando insieme a Midna fra una dimensione e l'altra - con tanto di trasmutazione in lupo - il giovane superò numerose prove facendosi sempre valere, sino all'inevitabile faccia a faccia con un Re del Male mai così pericoloso.

    Al termine di un duello epico, Ganondorf ebbe la peggio e finì ucciso; eppure, dopo molti secoli, l'essenza brutale del Demone Ganon riapparve in compagnia di Vaati, anch'esso resuscitato. Grazie alla Quadrispada, tuttavia, Link seppe ancora una volta arginare la cattiveria di entrambi, come narrato in Four Swords Adventures.

    Per finire c'è un terzo ramo, la Linea Temporale del Fallimento, che parte dal presupposto che Link Eroe del Tempo non ce l'abbia fatta, schiacciato dalla ferocia di Ganon fra le macerie del Castello di Hyrule. Pertanto toccò ai Saggi, guidati da Zelda, l'arduo compito di sedare la furia del nemico, resa ancor più inarrestabile dall'esser riuscito a riunificare tutti e tre i pezzi della Triforza.

    La cosiddetta Guerra dell'Imprigionamento si esaurì rinchiudendo il diabolico suino dentro la Terra Sacra, che in seguito la creatura modificò a sua immagine e somiglianza, ribattezzandola Mondo delle Tenebre. Da quel luogo pianificò il suo ritorno coadiuvato dal mago Agahnim, il quale, da Hyrule, tentò di rapire la Principessa per compiere il rituale che avrebbe spezzato i sigilli del reame oscuro. Come sempre fu un nuovo Link, protagonista di A Link to the Past, a risolvere la situazione con la benedizione della Spada Suprema, attraverso la quale riuscì a esorcizzare il male. Passando oltre la pur splendida digressione onirica di Link's Awakening (qui la nostra recensione di The Legend of Zelda Link's Awakening), lo stesso eroe fu anche protagonista di un'avventura in due atti - Oracle of Seasons e Oracle of Ages - nelle lande di Holodrum e Labrynna, in cui dovette infine vedersela con un Ganon nerboruto ma privato del proprio ingegno, poiché rievocato tramite un cerimoniale compiuto solo in parte.

    Gli eventi di questa linea temporale causarono la scomposizione della Triforza, ciascun triangolo della quale tornò ad albergare nello spirito del rispettivo rappresentante. Eppure, si sa, il potere senza confini fa gola a molti, motivo per cui non tardò a farsi avanti qualcuno intenzionato a riunire l'oggetto e piegarlo al suo volere.

    Vaati

    Yuga

    Nello specifico fu Yuga, negromante proveniente da Lorule, realtà speculare ad Hyrule nonché teatro dei fatti riportati in A Link Between Worlds. Da qui il ripetersi del solito ciclo: Ganon rinacque ma Link se ne sbarazzò, per giunta ricomponendo la Triforza. Aperta e chiusa la successiva, trascurabile parentesi di Tri Force Heroes, il filone termina -paradossalmente- con i capostipiti della saga, il The Legend of Zelda del 1986 e The Adventure of Link, suo sequel diretto. Dopo secoli di prosperità, il Re di Hyrule venne a mancare e il regno lentamente tramontò. La Principessa Zelda, vittima di un sortilegio, si addormentò in attesa che un nuovo paladino spezzasse l'incantesimo. Ci sarebbe riuscito Link, tempo dopo, come al solito non prima di aver affrontato Ganon per l'ennesima volta.

    Nuovo respiro

    L'ultima tappa di questa fantastica ricostruzione non può che essere The Legend of Zelda: Breath of the Wild, che formalmente non prosegue nessuna delle tre linee temporali e anzi, per ammissione di Nintendo e dello stesso Eiji Aonuma, si colloca molto più in là rispetto alle vicende sopraccennate, a millenni di distanza. Nel corso di questo enorme lasso di tempo, Ganon tornò a far danni in così tante occasioni da essere ormai considerato alla stregua di una calamità, che tuttavia, di epoca in epoca, i successori della dea Hylia e dell'Eroe seppero sempre scacciare (qui come sempre troverete la nostra recensione di The Legend of Zelda Breath of the Wild). Con l'obiettivo di far fronte al maligno in maniera ancor più efficace, la famiglia reale iniziò a impiegare la tecnologia del clan Sheikah al fine di costruire un esercito di automi, i Guardiani, e quattro gargantuesche macchine da guerra, i Colossi Sacri, guidati dai Campioni delle tribù elementali: gli Zora, i Goron, i Rito e le Gerudo.

    Cento anni prima degli eventi di Breath of the Wild, i guidatori designati Mipha, Daruk, Revali e Urbosa si prepararono alla controffensiva insieme a Link, guardia personale della Principessa Zelda, ma la Calamità Ganon, preso il controllo dei Guardiani, tolse la vita ai quattro campioni, s'impossessò dei Colossi e ridusse il valoroso Hylian, pur forte della Spada Suprema, allo stremo delle forze. Per proteggerlo, Zelda ne ripose il corpo ferito all'interno del Sacrario della Rinascita, nel quale egli avrebbe atteso dormiente. Risvegliatosi cent'anni dopo senza memoria, Link sarebbe poi partito per vivere le gesta narrate nel grande capolavoro per Switch, ovviamente culminanti nella consueta, maestosa resa dei conti fra i tre interpreti dell'atavica profezia.

    Breath of the Wild ha il sapore della ripartenza, ma non rinuncia in alcun modo agli elementi tipici della mitologia tracciata in oltre trent'anni di trascorsi della serie. Riferimenti storici, estetici, geografici, terminologici non mancano di certo e sembrano anzi voler reclamare a gran voce una continuità con il passato, nonostante sia ad oggi impossibile definire un nesso preciso, se non avanzando qualche ipotesi soggettiva.

    Quel che è sicuro è che il franchise non abbia perso il gusto per le timeline ingarbugliate, come dimostrato dal recente Hyrule Warriors: L'era della Calamità. È chiaro che il prossimo Breath of the Wild 2 aggiungerà altri interessanti tasselli al nuovo puzzle, porzione di una leggenda che, malgrado lo scorrere del tempo, non vuole proprio smettere di farsi scoprire.

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